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Language:
Italiano
Stats:
Published:
2025-04-25
Updated:
2025-12-23
Words:
52,893
Chapters:
26/34
Comments:
45
Kudos:
316
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1
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4,989

non dimenticarsi

Chapter Text

Lo sceriffo di Matera sedeva alla sua scrivania in procura, il fascicolo aperto davanti a lei, pagine e pagine di testimonianze, verbali e referti sparsi come tessere di un puzzle che si ostinavano a non comporsi. Passò una mano tra i capelli, sospirando. Non era un caso semplice: troppi dettagli discordanti, troppe ombre tra le parole dette dagli indagati. Eppure, sentiva che la soluzione era lì, proprio sotto il suo naso. Bastava solo trovare la chiave giusta per metterli in fila, per vederli con la giusta prospettiva.

Fino a pochi mesi prima avrebbe avuto al suo fianco Caloguri. Lui aveva un modo tutto suo di affrontare i casi, una capacità quasi istintiva di vedere connessioni dove lei vedeva solo confusione. Potevo essere razionale, acuto, persino brutale nel suo metodo d'indagine, ma Calogiuri riusciva sempre a smuovere gli angoli, a trovare il dettaglio trascurato, a trasformare un'intuizione in una pista concreta. Gli mancava. Gli mancava veramente tanto ma scosse la testa, cercando di concentrarsi sul presente. Non aveva tempo per le nostalgie. Eppure, il pensiero ritornava. Ricordava le ore passate con lui a discutere i dettagli di un'indagine, le sue osservazioni prudenti, a volte quasi ingenue, ma spesso rivelatrici. La sua voce calma, la sua capacità di tenere testa alle sue sfuriate senza mai offendersi veramente. Quanto era diventato bravo, negli anni, a lavorare con lei, a capirla senza bisogno di parole.

Si alzò dalla sedia e iniziò a camminare per l'ufficio, stringendosi nel blazer mentre il rumore dei tacchi riecheggiava nella stanza silenziosa. Il vuoto lasciato da Caloguri era più grande di quanto volesse ammettere. Certo, non era più un ragazzino inesperto, non era più l'ombra silenziosa che la seguiva ovunque con il taccuino in mano, non era più il timido appuntato. Era diventato un uomo. Un uomo che era stato capace di mandare dietro le sbarre un mafioso potente come Latronico, che aveva guidato un'intera missione sotto copertura, un uomo che le aveva proposto di scappare insieme e lei...no, non era il momento esatto il luogo per lasciarsi andare ai sentimentalismi.

Ma adesso, davanti a quel caso che le sfuggiva di mano, avrebbe dato qualsiasi cosa per avere di fronte a lei, con quel suo sguardo attento, pronto a darle una prospettiva diversa. A volte, la sua presenza era stata l'unico appiglio quando tutto sembrava troppo complicato da gestire. Adesso dovevamo farcela da sola.

Tornò a sedersi e sfogliò ancora una volta il fascicolo, rileggendo una testimonianza che non la convinceva del tutto. Doveva trovare il bandolo della matassa, e lo avrebbe fatto. Perché era il suo lavoro, perché era la sua natura. Ma non poteva negare a sé stessa che, se Caloguri fosse stato lì, tutto sarebbe stato un po' più facile. Un po' più chiaro. Un po' meno solitario ma ad interrompere i suoi pensieri bastò sentire la porta bussare

-Avaaaanti-urlò come il suo solito

Vitali entrò nell'ufficio della Tataranni, con un'espressione seria

-Dottoressa Tataranni, come procedono le indagini?

-Come sempre, niente di semplice, procuratore-disse guardando il fascicolo sul tavolo, non alzando subito lo sguardo-ci sono troppi fili da raccogliere, troppe versioni contrastanti. Ma stiamo procedendo.

-Ma so che il suo fiuto non la inganna mai-disse Vitali-se ha bisogno di qualche aiuto chieda pure a Capozza o anche a La Macchia se è necessario,so che la partenza di Calo..-ma non lo lasciò neanche finire di pronunciare il suo cognome che subito lo interruppe-

-Dottore di certo con l'aiuto come lo chiama lei di Capozza o La macchia manco tra un anno finirò di risolvere questo caso. O sta per caso insinuando che non sia in grado di risolverlo da sola?-scattò subito sulla difensiva-

-Non voglio insinuare nulla, dottoressa. So bene come lavora. Ma a volte, anche i migliori hanno bisogno di un punto di vista diverso. Di qualcuno che li faccia riflettere su dettagli che, forse, non si sono ancora visti.

La sua mente subito andò a lui. Lei l'aveva trovata quella persona, ma il caso o il destino anche se non ci credeva, era stato molto più beffardo

-Comunque ad ogni modo,non ero venuto qui per parlare del caso. Ma di una comunicazione che le dovrò dare senza occhi e orecchie indiscrete. Voglio che venga nel mio ufficio alle 19. È un incontro privato, dottoressa. Ciò che devo dirle è abbastanza serio

-Perché tutto questo mistero?-disse Imma alzando un sopracciglio, con il suo istinto di investigatrice subito in allerta

-ci vediamo alle 19 dottoressa-disse il procuratore senza un altro sguardo,mentre si allontanava dalla porta con passo deciso per poi richiuderla

Dopo una giornata intera, a cercare dei collegamenti per il caso che stava seguendo e che finalmente avevano portato ad una pista, la Tataranni alle 19 in punto entrò nell’ufficio di Vitali con un leggero senso di apprensione. E l’espressione seria del procuratore capo la mandava ancora di più in panico

-Dottoressa, puntuale come un orologio svizzero.Ho bisogno di parlarle di una situazione delicata. Dobbiamo trattare alcuni dettagli che riguardano un processo imminente.

Imma si sedette sulla poltrona di fronte alla sua scrivania, scrutandolo con attenzione

-È successo qualcosa nel processo Latronico?-chiese in tono interrogativo, mentre il suo sguardo si fece più attento

Vitali finalmente alzò lo sguardo, incrociando i suoi occhi con i suoi, un'espressione che tradiva una preoccupazione che tentava di nascondere.

-È proprio di Latronico che voglio parlarle. L'udienza è fissata tra una settimana, ma ho appena ricevuto la conferma che uno degli elementi chiave della vicenda dovrà essere presente-disse serio, ma con un pizzico di mistero nella voce

-Uno degli elementi chiave? Scusi dottore ma non la sto seguendo-disse perplessa perché già la stava esaurendo tutto quel mistero-Vada dritto al punto non stia qui a fare giri di parole che con me non servono proprio

-Certo che con lei non sarà mai facile-disse con un sorriso che non raggiunge gli occhi, come se stesse cercando di prepararla psicologicamente-E va bene lo vuole detto subito? L'accontento.Domani arriverà il maresciallo Calogiuri. Sarà chiamato a testimoniare al processo.

Le parole di Vitali furono come una scossa elettrica per Imma. Il suo cuore saltò un battito, e il respiro le si fermò per un attimo. Calogiuri. Il pensiero che stesse tornando per testimoniare la scosse profondamente.

-Il maresciallo Calogiuri... Ma è sicuro? Questo processo potrebbe essere ancora pericoloso per lui! Non possiamo rischiare che qualcuno gli faccia del male. È stato proprio lui a mettere Latronico dietro le sbarre! E ora lo richiamiamo qui?-disse scossa,con la voce che tradiva un evidente disappunto e preoccupazione ma subito Vitali alzò una mano, come per fermarla, con un'espressione ferma ma rassicurante

-Capisco la sua preoccupazione, dottoressa e non le nego che appena mi è stata comunicata questa scelta anche io ho reagito come lei. Ma, per quanto riguarda la sicurezza, siamo preparati. Lei ha fatto un lavoro eccellente con il caso, e la sua collaborazione ha permesso di fare dei progressi che ci consentono di gestire la situazione con maggiore serenità.

Imma scosse la testa, ancora dubbiosa, mentre cercava di mettere a fuoco ciò che stava sentendo.

-Non è una questione di serenità-disse preoccupata, ma cercando di mantenere la calma-È una questione di sicurezza. Non posso ignorare il pericolo che corre, soprattutto dopo tutto quello che è successo. Non possiamo metterlo a rischio. La sua vita... è già stata messa in pericolo abbastanza mi sembra no?

-Lo so, dottoressa-disse sospirando leggermente, ma rimanendo fermo nella sua posizione-Ma abbiamo valutato i rischi, e gli stessi progressi che ha fatto lei ci danno una certa sicurezza. Non è come prima. Calogiuri non correrà rischi immediati. La protezione sarà garantita. Ma l’unica cosa che dobbiamo fare, adesso, è prepararlo per il processo

Imma lo guardò, sentendo una sorta di peso sul petto. Preparare Calogiuri? Non riusciva a immaginare una cosa del genere, soprattutto per quanto fosse complessa la situazione emotiva tra loro.

-Prepararlo... -disse con tono indeciso, ma ormai rassegnata alla gravità della situazione-Non so se sia giusto dottore e..Non so nemmeno se sarò in grado di farlo in modo obiettivo-disse quasi in un sussurro che però non sfuggi a Vitali

-Lei è l'unica che può farlo, dottoressa. È la sua esperienza a farla unica in questo ruolo-disse avvicinandosi leggermente alla scrivania, mantenendo lo sguardo diretto, quasi forzando un contatto-Non solo lo conosce meglio di chiunque altro, ma sa come orientarlo nei momenti più difficili. Questo processo richiede il suo intervento, la sua guida. Non c’è nessun altro che possa farlo con la stessa efficacia.

Imma si passò una mano tra i capelli, come per cercare di darsi un po' di coraggio, ma la mente le era confusa. Aveva bisogno di tempo per elaborare la situazione, ma sapeva di non averne tra meno di ventiquattro ore l'avrebbe rivisto. Guardò Vitali con un'espressione tesa

-Se devo prepararlo, lo farò. Ma le assicuro che sarà un compito delicato. Lo sa meglio di me che stare in un programma di protezione non è facile. Cambiare identità ti toglie il tuo essere, specialmente per chi fa un lavoro come il nostro o il maresciallo come Caloguri-fece un sospiro perché tornare a pronunciare il suo cognome a voce alta era una cosa che non aveva più fatto dal momento in cui l'aveva visto sparire in quel corridoio-Devo capire anche come affrontarlo, come gestire il suo stato d'animo. Non sarà facile.

-Ne sono consapevolessa mi creda-disse incrociando le braccia con fermezza, senza minimizzare la gravità della situazione-Ma la sua esperienza è fondamentale, nessun altro sarà in grado di prepararlo meglio. Lo so io e lo sa anche lei. Ma dovrà farlo in modo professionale, come sempre.

Imma annuì, ma la sua mente restava divisa tra il senso di responsabilità e la preoccupazione che provava per Caloguri. La sicurezza era un aspetto, ma la preparazione emotiva lo sarebbe stata altrettanto. Non poteva permettersi di lasciarsi influenzare dal passato, anche se ogni fibra del suo essere urlava il contrario.

-Farò quello che posso. Ma voglio che sappiate che ogni passo sarà un rischio-pronunciò parlando a voce bassa, con una determinazione nuova, ma mai priva di preoccupazione-Questo processo è troppo importante per me, per la nostra procura e tutta Matera, per cui mi auguro solo che non ci sia qualcuno che voglia fermare questa testimonianza

-Siamo sulla stessa lunghezza d'onda, dottoressa. Vede che quando vuole sa essere collaborativa e..-ma non lo lasciare finire che subito si alzò alzando gli occhi al cielo e sbattendo la porta dietro di lei.

Ventiquattr'ore. Ventiquattr'ore per rivedere Caloguri e una
settimana. Una settimana per prepararlo, per proteggerlo, per affrontare insieme tutto quello che sarebbe potuto accadere. Un compito arduo, ma che avrebbe accettato con la stessa determinazione che l'aveva sempre contraddistinta.