Work Text:
Kevin Mask, tu dici di essere diverso da tuo padre e che tutto ciò che riguarda lui, non ti fa altro che ribrezzo e ti ostini a non somigliargli per nulla.
In effetti, la maggior parte delle imprecazioni che oggi conosco, le ho imparate perché da te pronunciate, ogniqualvolta tiravi un gancio impreciso al sacco o scioglievo una delle tue prese non ancora perfezionate. Certe cose non le avevo mai sentite da nessuno (così creative poi…), ben che meno da tuo padre, il quale, un tempo, se solo avessi osato avvicinarmi a un linguaggio poco dignitoso, non avrebbe esitato a bastonarmi con la canna di bambù nei giorni buoni, nei cattivi con la frusta. Tuo padre era di tutt'altri tempi e figlio di un rigido percorso educativo che anche tu hai affrontato...solo che con te qualcosa deve essere andato storto, e forse, ciò non è stato così negativo. Che tu non pensi mai che il suo sentiero sia stato meno scosceso del tuo. Tutt'altro; se per te è possibile avanzare l'ipotesi che una dolce madre come Alisa avrebbe potuto alleviare le fatiche di un duro addestramento, in lui, una madre di selvatica bellezza slava, socia di Robin Senior nella spasmodica venerazione del casato, è stata la prima a rinnegarlo dopo essere stato sconfitto. I destini familiari incidono profodamente in noi.
Devo ammetterlo: a modo tuo, sei più sincero: la grande diplomazia di Robin Mask, non raramente velata di ipocrisia, è bilanciata dalla tua scarsa capacità di mettere a proprio agio le persone che non ti risultano particolarmente gradite, con uno strano effetto di repulsione dermica. Lui è sempre stato prodigo e aperto agli altri dall'alto della sua austerità, ma tu vivi per te solo e per pochi altri e non riesco a darti torto. Io stesso mi sono sempre sentito in un covo di serpi. Tuo padre ha sempre porto l'altra guancia e allungato la mano a chi ne avesse avuto bisogno, ma quasi nessuno ha voluto prestare orecchio alle silenti grida di un uomo sfiancato da troppi affanni. Tu hai schiacciato i tuoi avversari con l'ira dei tuoi avi barbarici e con l'unica preoccupazione di non vincere ogni battaglia.
Tuo padre crea le regole e tu sei il motivo per cui quelle vengono create. Robin Mask è da sempre votato all'obbedienza, e tu alla ribellione. In un certo senso, tra voi esiste una dialettica fondata sulla compensazione degli opposti.
Tuo padre non ha mai vacillato, è sempre stato fermo nei suoi ideali, anche nei periodi più bui. Tu combatti con l'esaltazione del tuo spirito indomito, lui con la lealtà e la clemenza che pochi gli ricambiarono. L'ombra del Suo
grande nome s'innalza come una quercia imponente in un campo fecondo, recante le spoglie di un popolo antico e i doni sacri dei capi e, non riuscendo più ad aderire con forti radici al terreno, sta in piedi solo con il suo peso:
effondendo nell'aria i rami nudi, fa ombra con il tronco, non con le fronde, e, sebbene ondeggi, minacciando di crollare al primo soffio dell'euro e si innalzino intorno tanti giovani alberi dal solido tronco,purtuttavia sola è venerata*. Il culto dell'età si scontra con l'impeto e il fragore fulmineo della tua gioventù. Come ragazzo sei uscito dai DMP, ma uomo, entri nella Muscle League. Ognuno compie il proprio percorso e nessuno non è caduto mai. Il valore risiede solo nel vigore con cui ti rialzi, e questo tuo padre stesso lo ha sperimentato nelle sue carni. Ancora cadrai e poi, nuovamente, ti rialzerai, fa parte della crescita di ognuno di noi.
Tu vegli notte e giorno, in eccessi di zelo schizofrenici che mettono alla prova il mio software per il sonno programmato, finchè non crolli in un sonno lungo intere giornate. Conosco bene tuo padre, si corica e si sveglia sempre alla stessa ora da più di cinquant'anni ormai. Neanche il mio sistema vitale è così preciso nelle risposte biologiche.
Lui la misura, tu l'eccesso: luci e ombre in entrambe le vie.
Nè simili, né uguali. Piuttosto diversi.
Kevin Mask, tu dici di essere diverso da tuo padre, ma ci sono cose, per le quali, non potreste essere più simili e la diversità è solo ostentata.
Ognuno di voi due rappresenta uno dei un volto della vostra nazione bifronte. Tu quello di una cultura punk moderna, fondata su una cultura accademica, tuo padre quello degli eleganti Lord che hanno fanno grande l'Inghilterra, ma ognuno, a suo modo, contestatore dell'ordine costituito negli anni del Cambiamento. Siete ibridi per natura.
Dimmi, Kevin Mask, c'è forse così tanta differenza tra il tuo frequentare rave notturni di heavy metal e il Suo assistere a ore e ore di canto lirico wagneriano? Non risuonano entrambi come ancestrali canti di guerra? E dimmi ancora, la musica che voi stessi producete rintanati e solitari nelle vostre stanze, credendo che gli altri siano sordi, tu con la chitarra e lui con il piano, non è sempre musica?
Non è sempre letteratura quella che lui legge in latino e tu in russo? Da un lato Lucano, dall'altro Dostoevskij: entrambi macabri censori dei loro tempi
E ancora, non è sempre arte quella che tu imiti e ammiri nelle domeniche di sole, in cui, di nascosto, con una piccola valigetta in spalla, ti rechi nei migliori musei del Giappone per studiare e ricopiare le tue opere preferite, come lo studente medio di Accademia che forse vorresti essere? Ogni volta che, nascosto dietro un gruppo marmore, ti osservo fare ciò, mi ricordi fin troppo tuo padre, che con mano ferma, ricopia ogni sabato pomeriggio, in limpido corsivo, antichi e inediti manoscritti medievali, mentre io sbircio dallo stipite socchiuso della porta. Occhio, forse non siete così svegli come credete.
Così curati nel corpo, e così puliti nelle vesti. Quando gli altri, dopo ore di allenamento , olezzano così tanto di stalla da farmi spegnere i sensori olfattivi, voi ancora profumate. In cosa variate? Nelle essenze: lui silvestri, tu agrumate.
Elmo blu, elmo azzurro, sono solo gradazioni di colore: un elmo è sempre un elmo, che copre i vostri nasi aquilini e i tratti spigolosi dei volti. Gli occhi stretti a ciglia folte, diversi solo per il colore: i tuoi materni cerulei, i suoi verdi paterni. Le stesse chiome folte, a stento dominate, a te bionde a lui, un tempo, castane. Ma i vostri corpi scolpiti sembrano gemelli: dal collo ai talloni, dalle scapole ai dorsali, le stesse pieghe, le medesime forme.
Così simili nei pregi, così simili nei difetti.
Spiegami Kevin, perché uomini così riflessivi e pragmatici come voi, escono dalle boutique delle grandi capitali con tante buste e meno soldi? Entrambi spendete capitali per abiti che non hanno altra funzione se non coprirvi dalla nudità e dal freddo, e non sempre con provata efficenza. Siete poi così diversi in questa mania per la moda di alta classe? Certo: lui Armani, tu Prada.
L'alcool è alcool, il fumo è il fumo. C'è davvero tanta differenza tra venti birre e due pacchetti solo nel giorno di sgarro apertamente dichiarato, e un bicchiere di schotc e una sigaretta di nascosto tutte le sere, prima di andare a dormire, dimenticando che abbiamo i balconcini delle camere da letto confinanti?
Dinuovo: tu sei esplicito, lui pudico.
Nè diversi,nè uguali. Piuttosto,simili.
Kevin Mask, tu dici di essere diverso da tuo padre, ma troppe cose vi accomunano, e sono proprio quelle che odio e ammiro di più.
In entrambi una profonda generosità nei confronti di chi vi narra. Non solo perché mai uscite da quelle stesse boutique di sopra citate, senza un dono che secondo voi dona al mio incarnato o alle mie protesi distali; ma prodighi rispetto al bene più prezioso: il tempo. Quello che tuo padre ha speso addestrandomi giorno e notte, con il caldo e con il gelo; quello che tu mi hai concesso, donandomi una seconda gioventù, e un nuovo senso ai sacrifici passati.
Così nobili nel passo, così fieri nel portamento. L'aria del campione vi circonda e all'austerità del vostro incedere è sempre ceduta la via. Il vostro coraggio è degno dei più noti eroi e la costanza è pari a quella dei sapienti. Instancabili guerrieri, che sono onorato di poter fiancheggiare, riuscite, in un tenace attaccamento alla vita, a mutare la cattiva sorte in fortuna.
Mio allievo e amico, che tu non pensi che io voglia scrivere un'epica dei Mask. Su entrambi ho più da ridire che da celebrare.
Spiegami perché disprezzate accostarvi a una tavola priva di stoviglie non perfettamente lucidate: per un cucchiaino da tè leggermente opaco, tu hai cambiato tre lavastoviglie, tuo padre trenta sguatteri alla Scuola di Ercole.
Spiegami ancora la vostra stizza per la mancanza della seconda forchetta, laddove si mangi solo un primo, o l'utilità di avere due bicchieri laddove si decanti solo acqua. Tra l'altro, non mi capacito di come voi facciate a notare la millimetrica variazione dell'angolazione di una posata, che sfugge ai miei più sensibili sensori.
Grazie a voi, il mio sistema di memoria ha interiorizzato la differenza tra il nero ebano e il nero onice, ma non saprei classificarli in scala cromatica così meticolosamente come voi fate con cravatte e calzini…e nemmeno riuscirò a comprendere così a fondo il senso di tale fatica: tuttavia i vostri armadi riflettono l'armonia del creato.
Mi auguro che, nel lungo tempo, tu possa attutire la tua scrupolosità alimentare, che ad oggi, ti porta a misurare l'olio in gocce e a leggere per ore le etichette dei prodotti nei supermercati. Sappi che sei sulla buona strada per eguagliare tuo padre, il quale, recandosi nelle campagne galattiche nei suoi alti stivali da cavallerizzo,sceglie personalmente i manzi da macellare e le casse di verdure da servire a mensa.
Il vostro umorismo d'Albione spesso mi strappa un sorriso, ma sappi che non è affatto divertente l'ironia con cui deplorate il mio mignolo sollevato quando sorseggio il tè. Potreste,piuttosto, aiutarmi a riprogrammare quello che è un bug di sistema.
Infine, mai mi sarà concesso di conoscere il segreto della rubigine eczemica sui vostri volti arcigni, quando vi si presenta dinanzi un'umana del sesso gentile.
Nè simili, nè uguali. Praticamente figlio e padre.
NOTE AL TESTO
*Citazione dalla Pharsalia di Lucano
NOTE DELL'AUTRICE:
La madre di Robin Mask citata, non è un personaggio canonico, ma un seme di una mia idea futura. Mi sono presa molta libertà nell'immaginare hobbies, pregi e difetti dei personaggi. Spero che la storia vi abbia strappato un sorriso.
