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Language:
Italiano
Stats:
Published:
2025-06-13
Updated:
2025-12-24
Words:
29,082
Chapters:
14/?
Comments:
12
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107
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1
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1,797

Non avere paura

Summary:

E' passato quasi un mese da quando Imma e Calogiuri si sono detti addio.
La Pm, si è completamente buttata sul lavoro sperando di riuscire ad andare avanti. Ma un evento in particolare
farà riaffiorare quei sentimenti che lei cercava di tenere a bada in una parte del suo cuore.

Notes:

(See the end of the work for notes.)

Chapter 1: La festa della Bruna

Chapter Text

Era passato quasi un mese da quando Imma aveva detto addio a Caloguri.
Da quel giorno, si era completamente buttata sul lavoro perché, secondo la sua testa, l'avrebbe aiutata a non pensare a lui.
E invece, si sbagliava...e puro di grosso.
Ogni angolo di quella procura glielo ricordava:
la PG, dove lo aveva sempre visto lavorare e dove ogni tanto passava per avvertirlo di un nuovo caso;
il bar, dove avevano preso milioni di caffè e dove lei gli aveva detto apertamente che si fidava di lui,
i corridoi, dove camminavano sempre fianco a fianco
il suo ufficio, dove erano successi un sacco di cose
e per ultima la macchina di servizio, il loro microcosmo, dove passavano la maggior parte del loro tempo, tra un interrogatorio e un sopralluogo, e dove aveva sentito Calogiuri dirle che era innamorato di lei.
Si, perché lei lo aveva sentito ma non aveva mai trovato il coraggio di dirglielo.

                                                                                                               * * *

Adesso, Imma si trovava in ufficio e la voce di Diana la ridestò dai suoi pensieri
D:"  Imma, ma mi stai ascoltando ?"
I :"No, Diana scusami ero sovrappensiero "
D :" Cal-"  provovò a chiedere vedendo lo sguardo triste dell'amica
I:"  Che stavi dicendo ?" La interruzione fredda

Diana capiva che stava pensando a Calogiuri, ma non voleva insistere, perché sapeva che quell'argomento le faceva male.
Anche perché, dopo la confessione che le aveva fatto qualche giorno dopo la partenza del maresciallo, non lo aveva più nominato e quando lei provava a introdurre il discorso o solo a nominarlo Imma si incupiva o la interrompeva prima che pronunciasse il suo nome.

D :"Stavo dicendo che, ho preso il balconcino per vedere lo "strazzo" dall'alto, ma Cleo mi ha detto che uscirà con i suoi amici.
     Che ne pensi se venissi tu con me e lo guardassimo insieme?"

Imma non si era proprio resa conto che quel giorno era il 2 luglio, la festa della Bruna.
Aveva visto le luminarie, ma aveva pensato che ancora mancasse qualche giorno.
Con tutto il lavoro che aveva svolto nelle ultime settimane aveva, proprio, perso la cognizione del tempo.

I:"  Non lo so Diana, ho tante cose da sbrigare"  disse con voce roca
D: "  Imma, e da quasi un mese che non fai altro che lavorare, se stacchi due ore prima non muore nessuno e poi non  abbiamo casi all'attivo"  rispose severa
I :" Va bene, mo' però torniamo a lavorare"  e fece segno all'amica di tornare nel suo ufficio.
Mentre lei prendeva un fascicolo dalla montagna che aveva davanti a sé, per non far vedere a Diana che in realtà aveva gli occhi pieni di lacrime.

La cancelliera non sapeva che non appena Imma si era accorta di che giorno fosse, la sua mente era volata ormai a più di 4 anni prima.
A quando avevano concluso il caso di Don Mariano, in procura non c'era nessuno tranne lei e Calogiuri, quel disgraziato le aveva fatto una dichiarazione in piena regola e lei come una cretina lo aveva baciato, un bacio a stampo, piccolo, ma poi lui si era preso di coraggio e l'aveva baciata sul serio ed insieme erano finiti a limonare, come due adolescenti, appoggiati al mobile sotto la bacheca.

Imma si sentí le guance bagnate e capì di aver iniziato a piangere, cercò di pensare ad altro ma proprio non ci riusciva.
Si mise le mani tra i capelli e continuò a piangere. ormai era un fiume in piena.
Era difficile ammetterlo, ma...
Le mancava, tanto, pure troppo .
Le mancava aprire la porta dell'ufficio e trovarlo già lì col suo taccuino, le mancavano i viaggi in macchina, le mancavano i suoi sguardi furtivi e il suo diventare rosso non appena lei lo beccava, le mancava lui che la seguiva ovunque e che finalmente da un po' di tempo riuscì a stare al suo passo, le mancava quando si trovavano in discese scoscese o in terreni impervi e lui le dava una mano per evitare di farle spezzare l'osso del collo, le mancavano le sue intuizioni, le mancava il suo profumo, le mancavano le sue braccia forti che la stringevano, le mancavano le sue carezze e anche i suoi baci.
Si, li aveva avuti per poco tempo, ma le mancavano, tremendamente.

Imma non si accorse che Diana, nel frattempo, era rientrata nella stanza
D :" Imma, ma che c'hai? che ti prende?" Chiese preoccupata
I :" Diana, ma ti sei impazzita? Un colpo mi hai fatto prendere"  rispose con la voce spezzata dal pianto e portandosi una mano sul petto per lo spavento.
D:"  ti ho sentita singhiozzare e sono venuta a vedere che stava succedendo "  rispose ancora in apprensione
I:"  Niente Diana, mo' mi passa"  dissendosi le lacrime e cercando di ricomporsi
D :" Imma, basta tenerti tutto dentro, l'ultima volta che lo hai fatto ti ricordo che sei finita in ospedale. Quindi vedi di parlare"  disse decisa
Imma si alzò dalla sua sedia, andò verso la finestra e fuori, voltando le spalle all'amica
I :" lo sai" disse, non ce la faceva proprio a dire il suo nome
D :" Caloguri?"
Imma si limitò ad annuire
D :" Imma è successo qualcosa a Caloguri?"  Disse scattando subito in piedi
I:"  no no, almeno da quello che so. Lo sai che non posso sentirlo.
    Ma credo che comunque Vitali abbia notizie e se fosse successo qualcosa me lo avrebbe detto"
rispose girandosi nuovamente verso di lei
D:"  E allora?" 
I:"  eh...che oggi è un giorno particolare e me lo ha ricordato, niente di più"  disse con gli occhi lucidi

Per un attimo pensò di raccontarle tutto, ma poi si disse che quello era un momento loro, e decise che era giusto rimanesse racconto.

D:" Vieni qua, fatti abbracciare"  disse per poi buttarsi tra le braccia della PM che si lasciò abbracciare.
D:" dai, mo' vai a  ripulirti  che sembri un panda e tra due ore ci vediamo sotto casa tua.
      Io, nel frattempo, vado a casa che Cleo è appena tornata da Londra almeno il saluto"
I:"  va bene"
D:"a proposito, ma Valentina tua invece non viene per la
Bruna?" chiese mentre tornava nel suo ufficio a prendere la borsa
I:" l' ho sentita due giorni fa e mi ha detto che questa settimana sarebbe rimasta a Bari perché c'aveva esami" rispose riprendendo posto dietro la sua scrivania e cercando in borsa le salviettine struccanti per togliersi quel mascara sbavato
D: "Va bene, allora a dopo" disse andando verso la porta 
I: "a dopo" rispose per poi guardarla uscire


                                                                                                                        * * *


                                                                                                                  Due ore dopo

D:"  vedi in che bel posticino ti ho portata? Da qua si vedrà tutto benissimo"  disse appena si affacciarono dal balconcino
I:" Si, lo so. Ci sono già stata, qualche anno fa con Pietro"  rispose
D:"  Ah, non lo sapevo. Mi dispiace, se lo avessi saputo non ti ci avrei portata " disse dispiaciuta abbassando lo sguardo
I:"  Ma di che ti dispiace? con Pietro va tutto bene, ho deciso di firmare le carte della separazione.
    Infondo, il nostro matrimonio è già finito da tempo"    Rispose accarezzando il braccio dell'amica per rassicurarla che l'argomento non le faceva male.

Dopo pochi minuti videro arrivare il carro della Bruna e "lo strazzo" ebbe inizio.
Ad un certo punto Imma alzò lo sguardo verso il lato opposto della strada e vide QUEL tetto, dove pochi anni prima c'era Caloguri che le sorrideva e adesso, invece, era vuoto .
Le arrivò come un pugno allo stomaco e non riuscì a trattenere le lacrime che le scivolarono sulle guance, che prontamente asciugò con il dorso della mano.
D :"Imma che c'è? Perché piangi?"  Disse Diana vedendola asciugarsi le lacrime
I:"  C'è che mi manca Diá,  tremendamente"  disse con la voce rotta
Diana capí subito che stava parlando di Calogiuri, ma deciso di non aprire l'argomento perché non era né il momento né il luogo adatto.
Semplicemente l'abracciò di lato e le posò un delicato bacio sulla guancia.
Fosse stato un altro momento, Imma l'avrebbe guardata malissimo o si sarebbe divincolata in due secondi da quell'abbraccio, ma in quel momento sentiva il bisogno di averla vicina, almeno lei.
Imma piano piano si calmò e ripresero a guardare "lo strazzo".

Quando tutta la cerimonia finì e la piazza si era un po' svuotata, Imma e Diana avevano preso la strada di casa insieme.
Lungo il tragitto la cancelliera aveva proposto ad Imma di fermarsi a bere una cosa a casa sua e lei aveva accettato.
Adesso, infatti, si trovavano in quella casa che per qualche mese era stata il rifugio di Imma, a bere del vino
D:"  allora come ti senti ?" Chiese porgendole il secondo bicchiere di rosso
I:"  uno schifo..."  Rispose
D :" ti manca tanto?"
I:"  terribilmente,  come se non riuscissi a respirare da quando  lui non c'è"   fece un sospiro e poi continuò
  " e poi non faccio che pensare a come ci siamo lasciati.
   L'ho trattato male,
gli ho spezzato il cuore, Diana, e questa cosa non mi dà pace"  concluse sull'orlo delle lacrime
D :"ah...perché? che gli hai fatto? Ti ha vista con Pietro ed ha pensato che fossi tornata con lui?" disse incuriosita, prendendo posto sullo sgabello della penisola
I:"  No, una mattina dopo esserci svegliati insieme lui mi ha raccontato che di lì a poco avrebbe incontrato Cenzino Latronico e che quindi ci sarebbe stato l'arresto.
    Io ho capito subito che, se fosse andato tutto bene lo furono trasferiti ed ho pianto.
    Poi ad un certo punto lui mi ha fatto una proposta folle...
" Si bloccò
D: " Cioè?"  La incalzò
I:"  mi ha detto che avrebbe lasciato l'operazione per stare con me  e mi ha chiesto di scappare insieme"  disse prima di asciugarsi una lacrima che era sfuggita al suo controllo
D: " Ma come avresti potuto? Qui hai tua madre, tua figlia, me ed il tuo lavoro...se hai rifiutato, Calogiuri avrà capito il perché"  disse cercando di confortarla
I:"  Diana, il problema è che lui mi ha chiesto se non potevo o non volevo...e io ho risposto che non volevo
   E in quel momento mi era sembrata pure la cosa giusta da fare, almeno lui si sarebbe rassegnato e si sarebbe rifatto una vita...lontano da me."

D: " Imma , ma tu hai fatto la cosa giusta"  bevendo un sorso di vino
I :" Si, la cosa giusta, ma per chi Diana? Per chi?
    Perché se io sto uno schifo, evidentemente non lo era per me.
   La verità è che, oltre ai sensi di colpa nei confronti di Pietro e Valentina, io ho nascosto dietro al "non voglio" la paura,
   perché Calogiuri abbatteva tutte le mie corazze,quindi con lui, io ero vulnerabile.

  Avevo paura che un giorno potesse capire di volere altro, una ragazza bella e della sua età o magari una famiglia, che io non avrei potuto dargli, e quindi mi avrebbe abbandonata.
 Avevo paura di perdere mia figlia, che non ha accettato la nostra relazione.
 Avevo paura anche delle voci che ci sarebbero state in giro per Matera e per la procura.
 Non per me, ma per lui, magari lo ferito e col tempo avrebbero rovinato il nostro rapporto"   Disse ormai in preda alle lacrime andando verso il divano

Poi prese un respiro profondo per calmarsi e continuato 

"E poi la cosa che forse mi ha fatto più paura è stata la felicità.
 Si... perché in quei pochi giorni in cui siamo stati insieme io ero felice come non lo sono mai stata,
 pensa che la prima mattina che mi sono svegliata insieme a lui aveva un sorriso a 32 denti che non riuscivo proprio a togliermi dalla faccia e una serenità e spensieratezza che in 47 anni di vita poche volte avevo provato." 
disse con un sorriso amaro sul volto
"Così ho iniziato a mettere un muro tra di noi, ho iniziato ad allontanarlo...fino ad arrivare a quel maledettissimo "non voglio" continuò posando lo sguardo su Diana, che nel frattempo l'aveva raggiunto
" AH L'AMOUR"  rispose la cancelliera con sguardo sognante beccandosi un'occhiataccia dall'amica che riprese a parlare 
 

I:"Dià, io sono sicura che se quel giorno avessi risposto "non posso" e gli avessi parlato del non poter lasciare Matera
  per mia madre, per mia figlia ma anche per la mia carriera, sono sicura che lui avrebbe capito.
 Perché lui mi capiva sempre, forse era l'unico a farlo, in certi momenti.
 E so anche che avrebbe trovato un modo, per fare funzionare la cosa anche a distanza e con la scorta che si ritrova appresso.
 Perché lui mi amava, come nessun altro aveva mai fatto.
 E io invece, di parlare con lui delle mie insicurezze e delle mie paure, come tra l'altro avevo fatto in passato, mi sono chiusa in me stessa ed ho finito per buttare tutto nel cesso"  Disse lasciandosi andare contro lo schienale del divano
D :" Imma, calmati di quello che dici, sei ancora in tempo per recuperare"  disse sedendosi vicino a lei e prendendole la mano tra le sue
I:" che voi dire?"  Chiese girandosi di scatto verso di lei e alzando un sopracciglio
Diana frugò nella borsa ed estrasse il suo telefono
D :" Tieni, chiamalo... Evitiamo di farlo col tuo ,non si sa mai , magari gli amici vostri lo tengono sotto controllo"
I:"  ma avrà cambiato numero"  disse rassegnata
D :" e vabbè tu prova, magari non lo ha fatto"
I:" Ma di sicuro non vorrà parlarmi"
D." se non ci provi non lo saprai mai. Vuoi vivere per sempre con questo dubbio e un domani rimpiangerlo?"
Imma sorrise, poi le posò un bacio sulla guancia e disse
I:"Grazie Dià, sei davvero un'amica" afferrando il telefono
D: " io vado a sistemare la camera di Cleo, prima che rientri"  disse facendole l'occhiolino e poi sì alzò e andò nell'altra stanza lasciandola da sola