Chapter Text
Victor si asciugò il sudore dalla fronte con un panno umido; i segni del suo sforzo gli colavano tra le folte sopracciglia scure, giù sulle palpebre appesantite dalla stanchezza, per poi avvallarsi nei solchi violacei delle occhiaie, davvero troppo profondi per un bambino della sua età, la cui unica preoccupazione avrebbe dovuto essere quella di decidere se vestire i panni del cavaliere o del pirata nelle guerre coi pupazzi di stoffa.
Contemplò soddisfatto la bambola di pezza cui aveva cavato le pupille di plastica scura per rimpiazzarle con le cavità, ben più vitali, di un corvo, il cui fato sventurato l’aveva costretto a incrociare il cammino del giovane Prometeo.
Il nero delle orbite del corvo, la cui vita era stata sacrificata in nome della scienza – o, perlomeno, così si giustificava il giovane Victor, dopo avergli torto il collo con un gesto secco – ora rilucevano, cuciti a regola d’arte, sul visino delicato del bambolotto.
Un sorriso si fece strada sulle labbra screpolate del piccolo scienziato, mentre stringeva al petto il risultato di quel suo primo esperimento; ne accarezzò il volto con i polpastrelli tremanti, attorcigliò i capelli biondi tra le dita pallide, ricoprì di teneri baci quegli occhi forieri di morte e sussurrò, accoccolandosi a letto con quel fantoccio al sicuro tra le braccia sottili: «bentornata, mamma».
