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Language:
Italiano
Stats:
Published:
2025-07-27
Words:
9,048
Chapters:
1/1
Comments:
2
Kudos:
5
Hits:
110

You haven't seen the last of me

Summary:

Sì, ci sono ancora. E' passato un pochino di tempo dalla mia ultima pubblicazione, diciamo che ho avuto qualche imprevisto, ma ora eccomi qui. ^^ Questa è stata la mia prima song-fiction, se escludiamo “Ancora tu” (ff che non ho ancora pubblicato qui e che in senso molto lato a suo modo lo è…) Non mi era mai venuto l’estro di scriverne una, ma quando ho visto Burlesque (il musical con Cher e Christina Aguilera), sono rimasta letteralmente fulminata da questa canzone! Cher nel film la interpreta in un modo straordinario, e quando poi ho letto la traduzione il mio pensiero è volato letteralmente a Ryo e Kaori e così…è nata questa ff. Tutto sommato, questo può considerarsi uno dei miei ennesimi esperimenti, visto che ho cercato sempre di spaziare in tanti generi, a volte riuscendo e a volte no. Fu pubblicata la prima volta nel giugno 2011, quindi un sacco di tempo fa. ^^ Un grazie a Titinina, che oltre ad essere una bravissima scrittrice è stata anche così gentile da insegnarmi come si fa a mettere i link delle canzoni, cosa di cui subito ho approfittato. Buona lettura a tutti! ^__^

Notes:

(See the end of the work for notes.)

Work Text:

“Allora, hai finito di sistemare quei benedetti piatti?” sbuffò Ryo seccato comparendo in cucina all’improvviso. “Lo sai che Miki e gli altri ci aspettano!”
Kaori posò con studiata lentezza sulla pila dei piatti puliti l’ultima fondina appena asciugata, poi gli scoccò un’occhiata risentita: la trattava proprio come la sua sguattera, che cavolo!
“Come mai tutta questa fretta? Di solito non ti preoccupi affatto della puntualità, anzi…”
No, la puntualità non era proprio il suo forte, tranne che per un’unica specifica cosa: era PUNTUALISSIMO nel deludere sempre tutte le sue speranze!
E infatti, che ne era stato di loro due dopo la sua inaspettata e stupefacente dichiarazione nella radura, nel giorno del movimentato matrimonio di Miki e Falcon?
Nulla.
Assolutamente nulla.
Vuoto assoluto.
Nothing
Niets.
Nada.
Tutto era ritornato sui soliti, logori binari.
Casi da risolvere (magari rifilati da quella furbona di Saeko che si approfittava di loro ad ogni piè sospinto), belle clienti da sottrarre alle grinfie lascive di quel depravato (da quanto non si faceva una notte di sonno intera in santa pace?!), battibecchi triti e ritriti conditi da insulti sulla sua presunta mascolinità…(Dio, ma perché non era nata veramente maschio? Sarebbe stato tutto infinitamente più semplice!)
Non ne poteva più di tutto questo!
Tutti andavano avanti con la loro vita e lei sola era sempre lì, ferma ai blocchi di partenza: Miki e Falcon erano felicemente sposati, in odore anche di fiocco rosa o azzurro, Mick e Kazue tubavano come colombelle (in lontananza si sentiva già il rintocco di campane nuziali!), Kasumi aveva cominciato a uscire con un brillante ingegnere e sembrava più che soddisfatta, Reika invece frequentava un aitante e intraprendente giornalista del Tokyo News e aveva un sorriso che andava da un orecchio all’altro.
Persino Saeko stava cedendo alle lusinghe di un fascinoso ispettore, suo collega di un altro distretto, e gli aveva concesso qualche appuntamento!
Porca miseria, tutto filava liscio per tutti tranne che per lei!
Buttò lo strofinaccio sul lavello, inconsapevole dello sguardo attento di Ryo al quale non era sfuggita la sua faccia scura.
Forse stava esagerando con Kaori, ne era perfettamente consapevole, e una chiara prova di questo stava nel crescente nervosismo che lei stava dimostrando nell’ultimo periodo, eppure non gli riusciva proprio di sfuggire al gioco perverso che aveva iniziato con lei tanti anni prima, un misto di tira e molla e “se massacro i tuoi sentimenti un altro pochino, tu ce la fai, vero?”.
Nemmeno questa volta ci riuscì, ovviamente, e portando avanti la sua solita noiosa commedia le rispose garrulo: ”Quando mi aspetta una bella donna la puntualità è importante e al Cat’s Eye ce ne saranno molte questa sera, quindi CERTO che ho fretta! Vedi di darti una mossa altrimenti ci vado da solo!”
Uscì dalla cucina alla svelta, conscio di essere a tanto così dal ricevere una martellata apocalittica, vista la rabbia che era subito sprizzata fuori dagli occhi nocciola della sua socia.
Non si sa bene come Kaori riuscì invece a contenere la sua furia, ma non senza affondare le unghie a sangue nel palmo delle sue mani.
Visto che lei non aveva mai beneficiato di quella puntualità se non in senso negativo, il sottinteso era che lei NON ERA una bella donna, giusto?
Afferrò bruscamente i piatti e li ripose con malagrazia nella credenza, indifferente al rischio di romperli: era un vero peccato non aver pensato prima a testarne la resistenza sulla fronte di un certo imbecille!
Per quanto ancora credeva che avrebbe sopportato di andare avanti così?!
La riteneva davvero una stupida ingenua che si poteva mettere in stand by all’infinito, eternamente parcheggiata in platonica attesa che lui si degnasse di concederle ancora un piccolo brandello di sé stesso?
Beh, ma chi poteva dargli torto se la pensava così?
Era anche colpa sua se lui pensava di poterla trattare in questo modo, quella era la triste verità: perchè avrebbe dovuto scoprire le sue carte quando sapeva perfettamente che lei gli avrebbe retto il gioco all’infinito senza protestare?!
Il problema era che forse prima in effetti era così, ma ora non più, accidenti: il suo orologio biologico stava ticchettando sempre più forte, non così forte da impedirle di dormire, ma insomma…sentiva il tempo scivolarle tra le dita e certi treni non si fermano tanto spesso alla propria fermata, specialmente dopo una certa età.
Non voleva più aspettare.
Ecco, finalmente lo aveva ammesso con sé stessa.
Era quello il motivo se ultimamente era così insofferente e più astiosa del solito.
Non voleva più aspettare.
Non POTEVA più aspettare.
Kaori strinse gli occhi.
Forse era ora di fargli capire inequivocabilmente che non era più disposta a continuare così.
Anzi no.
Era DECISAMENTE ora di farglielo capire.
E su quella improvvisa ma non per questo meno granitica risoluzione Kaori infilò la porta della cucina, determinata a raggiungere Ryo.

***

Cat’s Eye, pochi minuti dopo.

“Beh, Miki, questa è davvero un’idea molto carina!”
“Vero? Anch’io la penso così, però ci ho messo un bel po’ a convincere Falcon! Sai, per un tipo un po’ orso come lui non è esattamente il massimo, ma ha dovuto cedere di fronte al registro della contabilità! Sa quanto ci tengo al mio locale, ma se gli affari continuano così dovrò dichiarare fallimento! Voglio dire, tra i pochi clienti e le continue riparazioni…”
Kaori arrossì violentemente e Miki si interruppe imbarazzata, rendendosi conto di aver toccato involontariamente un tasto un po’ dolente per la sua amica: non aveva avuto l’intenzione di rimproverarla per i danni che lei e Ryo facevano continuamente nel locale!
Era chiaro che tutta quella tensione tra loro due doveva per forza trovare uno sbocco fisico (altrimenti senza uno sfogo sarebbero esplosi tutti e due!), ma era innegabile che chi ne stava soffrendo di più alla fine era proprio il suo bar, che ultimamente sembrava sempre più spesso un campo di battaglia!
E dopo naturalmente bisognava sistemare tutto, sborsando fior di quattrini…
Aveva ottimi motivi per essere frustrata, ma non tanti da arrivare a prendersela con la sua migliore amica che stava già soffrendo le pene dell’inferno!
“Scusa, Kaori, non volevo dire che…”
Kaori scosse la testa, fermandola con un gesto della mano.
“No, hai ragione. Io e Ryo vi abbiamo procurato fin troppi fastidi, e non è affatto giusto che siate sempre tu e Falcon a rimetterci. Ti prometto che al più presto sistemerò questa situazione una volta per tutte, così potrete tirare finalmente un sospiro di sollievo.”
Un lampo deciso e quasi sinistro scintillò nello sguardo di Kaori e Miki corrugò la fronte, perplessa e anche vagamente preoccupata.
“Kaori, che cosa hai in mente di…”
Kazue interruppe la loro conversazione avvicinandosi al loro tavolo con un gran sorriso, così Miki fu costretta a ritirarsi e a rinviare l’attacco che mirava a soddisfare la sua curiosità.
“Miki, ma hai avuto un’idea stupenda! Fare delle serate karaoke aumenterà di sicuro i clienti, è una cosa che piace a tanta gente…sempre che quei tre non distruggano tutto prima ancora che tu abbia iniziato!” scherzò accennando al trio di uomini che stava allestendo in un angolo del locale un piccolo palco con le adeguate attrezzature tecniche per sostenere gli aspiranti cantanti, compreso un piccolo assortimento di strumenti musicali per chi sapeva anche suonare e voleva accompagnarsi da sè.
Mick si stava dando da fare per sistemare gli amplificatori e i microfoni mentre Ryo e Falcon stavano piazzando la Karaoke console e il PC, ma naturalmente non erano capaci di lavorare insieme senza che tutto si trasformasse in una specie di guerra!
“Sei un deficiente, non vedi che così quel filo È PERICOLOSO?! Qualcuno potrebbe inciamparci e cadere!”
“Scimmione mio adorato, SOLTANTO UN CIECO non vedrebbe quel filo! Perché non te ne vai a quel paese insieme a Mick, CHE MI HA APPENA INFILATO UN GOMITO IN UN OCCHIO?!”
“Oh, scusa, era il tuo occhio quello? Credevo che tu fossi molto più in basso, MAGARI NEL TUO POSTICINO PERSONALE ALL’INFERNO, PER ESEMPIO!”
E via di questo passo.
Le tre donne alzarono gli occhi al cielo all’unisono, poi scoppiarono in una breve risata.
“Niente di nuovo sotto il sole: abbiamo a che fare con tre bambinoni!” commentò Kazue sedendosi al loro fianco. “Senti, Miki, ma come mai non c’è Kasumi a questa prova generale?”
Miki infatti li aveva invitati tutti quella sera proprio per mettere alla prova tutte le apparecchiature prima di lanciare una campagna pubblicitaria per attirare i clienti (e anche per far sì che Falcon non facesse tutto il lavoro da solo, naturalmente!).
“Purtroppo sua nonna è stata ricoverata questa mattina in ospedale e non se l’è sentita di lasciarla.” rispose la bella sweeper con una smorfia.
“Oh, mi dispiace molto. E’ una cosa grave?” chiese Kaori premurosa.
“Beh, è una donna piuttosto anziana, ma ha anche una certa tempra. Probabilmente è stato soltanto un colpo di calore, però i medici preferiscono tenerla sotto controllo per qualche giorno.”
Kaori annuì sollevata :Yayoi Aso era sicuramente una donna forte, avrebbe superato anche questa senza problemi.
“E Reika?” chiese di nuovo Kazue, lanciando un’occhiata distratta al trio maschile per controllare che non si fossero ammazzati mentre loro tre conversavano tranquillamente.
“Sarebbe venuta volentieri, ma aveva un impegno di lavoro che non ha potuto annullare. Anche Saeko è impegnata, però ha detto che forse sarebbe riuscita a fare un salto, e…”
“Eccomi qui! Scusate il ritardo…”
La bella poliziotta entrò nel locale proprio in quel momento con la consueta sinuosa sicurezza, esibendo il suo ammaliante sorriso.
“SAEKO!!!! LUCE DELLA MIA VITA, VIENI QUI CHE TI…” Ryo era partito in volo come al solito, pronto a planare sulle dolci curve della sua preda, ma Falcon lo arpionò in fase di decollo e lo sbattè bruscamente a terra, troncandogli la frase a mezzo..
“Non penserai di sfuggire alla tua parte, razza di sfaticato! Con tutti i danni che ci hai causato il minimo che puoi fare E’ LAVORARE!!!!”
Ryo sollevò la testa dal baratro in cui Falcon l’aveva fatto sprofondare, la faccia ridotta ad un groviglio di ossa e carne non ben definito.
“Fcufa, fafei ifo fuello fe fiftugge le cofe?!” (Scusa, sarei io quello che distrugge le cose?!) farfugliò dalla bocca maciullata e senza quasi più denti.
Saeko alzò le spalle poi si avvicinò al tavolino delle ragazze e si sedette con eleganza nella sedia più vicina, scostandosi con un gesto aggraziato una ciocca di capelli dalla fronte.
“Vedo che tutto procede come al solito…bene, sono contenta. Senti, Miki, mi spiace ma contrariamente a quello che speravo posso trattenermi davvero pochissimo. Domani c’è un’importante mostra internazionale di gioielli antichi in centro, e io sono impelagata fino al collo nel controllo dei sistemi di sicurezza. C’è arrivata una soffiata, pare che qualcuno abbia intenzione di rubarli e quindi tutti i distretti sono in allarme. Dobbiamo collaborare il più possibile e…”
Kaori si irrigidì leggermente.
“Non vorrai coinvolgerci anche in questa storia!” protestò già pronta a inalberarsi.
Saeko alzò un sopracciglio, leggermente sorpresa dalla punta di acredine avvertita nella sua voce.
“No, Kaori, non ce n’è bisogno. La polizia è perfettamente in grado di tenere a bada uno stupido ladro! Sempre che non sia tutta una bufala…Comunque abbiamo abbastanza uomini e sinergie per…”
“Collaborare, eh? Scommetto che in tutto questo c’entra un certo fascinoso ispettore…Altro che sinergie, tu non vedi l’ora di rivedere il tuo bello!” commentò maliziosa Miki, mentre Kaori si rilassava un tantino.
Incredibilmente Saeko arrossì leggermente e questo sminuì di molto la portata della sua furiosa smentita.
“Ma che vai a pensare?! Siamo solo usciti insieme un paio di volte!”
“Che è più di quanto tu abbia mai fatto fino ad ora, a quanto so! Come prassi di solito gli uomini li mastichi la sera e poi li sputi prima di colazione!” commentò Kaori con una certa crudezza.
Le altre la guardarono con gli occhi sbarrati, spiazzate dalla sua uscita così insolitamente spietata per il suo carattere: Saeko ne fu così colpita che non riuscì nemmeno a replicare a dovere per difendersi!
Miki in particolare si sentì doppiamente preoccupata: che cosa diavolo aveva Kaori quella sera?! Era di umore decisamente acido!
Beh, ad essere onesti era un po’ che era fuori fase, ma da qui a rispondere così a Saeko ce ne correva!
Sembrava quasi una che volesse togliersi un sacco di sassolini dalle scarpe tutti in una volta sola, e…
“Ehi, ragazze, finalmente Abbiamo finito! “ trillò la voce allegra di Mick, irrompendo nelle sue riflessioni. “Chi si offre per la prima prova?”
“Ma naturalmente Falcon, il famoso “Usignolo del bazouka”!” propose Ryo scherzando, per nulla preoccupato di rischiare la pelle appena rimessa in sesto.
“IO NON CANTO, DEFICIENTE!” ruggì infatti l’interessato mollandogli un pugno sul muso ghignante che lo mandò a gambe all’aria, molto, TROPPO vicino alla console appena sistemata.
“Falcon, ti prego, non ti ci mettere anche tu a distruggere il locale!” lo rimproverò la moglie in tono bonario.
“Scusami, cara.” grugnì lui arrossendo e girandosi per afferrare uno spazzolone e cominciare a ripulire un po’ per terra il casino che avevano fatto per montare l’attrezzatura.
“Ma quanto è tenero! E così casalingo…mi fa venire in mente una canzone che…senti, Ryo, ti ricordi questa?” ammiccò Mick con intenzione, dopo aver trovato velocemente nel pc la base della canzone che aveva in mente.
Ryo si rialzò con disinvoltura (ma come fa?! E’ fatto di gomma?!?! N.d.a.) e si avvicinò a Mick, sbirciando curioso.
“Ti ricordi il videoclip? Fantastico, secondo me: direi che è l’ideale per iniziare!”
Ryo sogghignò poi i due sweeper, ignorando gli sguardi sorpresi e sospettosi delle donne, cominciarono a darsi da fare agguantando alla rinfusa tovaglioli di carta, tovaglie e grembiuli.
In pochi minuti usarono i tovaglioli per fabbricarsi dei seni posticci, le tovaglie le trasformarono in gonne e i grembiuli da cucina diedero il tocco finale.
A tradimento riuscirono a piazzare una gonna posticcia e un grembiule con i cuoricini anche a Falcon, che non riuscì a resistere alla loro forza (o pazzia?!) congiunta.
Le ragazze cominciarono a ridere di fronte a quelle caricature di donne decisamente racchie: chissà che avevano in mente?!
Mick fece partire la base, lanciando un microfono al suo compagno di scorribande.
Le note di "I want to Break free" dei Queen invasero il Cat’s Eye, e allora tutto fu chiaro anche a loro: Ryo e Mick cominciarono a cantare a squarciagola, senza curarsi molto di andare a tempo o di eventuali stonature.

I want to break free Voglio liberarmi
I want to break free Voglio liberarmi
I want to break free from your lies Voglio liberarmi dalle tue bugie
You're so self satisfied I don't need you Sei così auto-soddisfatta non ho bisogno di te
I've got to break free Devo liberarmi
God knows God knows I want to break free Dio sa Dio sa che voglio liberarmi

Falcon scosse la testa e si liberò di tutto il vestiario, poi riprese a spazzare il locale, ostacolato da quei due matti che continuavano a ronzargli intorno ondeggiando i fianchi con le movenze esagerate di due donne molto più vicine a sembrare brille che sensuali. Cazzo, ma come aveva fatto a trovarsi degli amici così fuori di testa?!
I've fallen in love Mi sono innamorato
I've fallen in love for the first time Mi sono innamorato per la prima volta
And this time I know it's for real E questa volta so che è per davvero
I've fallen in love yeah Mi sono innamorato sì
God knows God knows I've fallen in love Dio sa Dio sa che mi sono innamorato

Miki quasi soffocò dalle risate quando Mick afferrò un altro spazzolone e lo piazzò in testa a Falcon, creandogli una specie di capigliatura femminile: con quei baffi sembrava davvero una versione un po’ grossolana e molto più robusta di Freddie Mercury, così come appariva nel video di quella canzone!

It's strange but it's true È strano ma è vero
I can't get over the way you love me like you do Non riesco a emulare il tuo modo di amarmi
But I have to be sure Ma devo essere sicuro
When I walk out that door Quando esco da quella porta
Oh how I want to be free baby Oh come voglio essere libero bambina
Oh how I want to be free Oh come voglio essere libero
Oh how I want to break free Oh quanto desidero liberarmi

“Dai, Falcon, canta con noi!” lo invitò Mick su di giri facendogli la boccuccia come se volesse baciarlo (decisamente era stanco di vivere!), ma Falcon era ormai stufo di tutta quella pantomina: si tolse bruscamente dalla testa lo spazzolone e glielo infilò in bocca, ponendo pietosamente fine allo strazio di una stupenda canzone.
“HO GIA’ DETTO CHE IO NON CANTO!”
Le ragazze ormai avevano le lacrime agli occhi per il gran ridere; la base della canzone finì dimenticata da tutti, con Ryo che cercava di aiutare Mick a liberarsi di quella schifezza visto che da solo non ci riusciva ed era diventato praticamente blu.
Quando finalmente riuscì nell’impresa Mick cominciò a sputacchiare e ad ansimare, diviso tra il bisogno di respirare e quello di ripulirsi la bocca.
“In effetti, Falcon è piuttosto suscettibile sull’argomento. Non è che non gli piacerebbe cantare ma è stonato come una campana, e lo sa!” sussurrò Miki all’orecchio di Kaori in tono complice, e le due amiche si scambiarono uno sguardo divertito.
Miki ne fu segretamente sollevata: beh, almeno la sua amica non era sparita del tutto e c’era ancora in lei qualcosa della vecchia Kaori!
Il cicalino del cercapersone di Saeko trillò proprio in quel momento e la poliziotta lo spense con un sospiro.
“Tutto questo è molto divertente, ma io purtroppo devo andarmene: mi dispiace, ragazzi, il dovere mi chiama!”
La poliziotta si alzò in piedi di malavoglia e Ryo e Mick si tuffarono quasi in contemporanea su di lei piangendo a calde lacrime.
“Nooo! Saeko, non puoi lasciarci! Come puoi essere così crudele?!” piagnucolarono in stereofonia, finche Kazue e Kaori non furono costrette ad afferrarli per le orecchie per farli smettere.
Poi li forzarono a sedersi al loro tavolo, liberando così Saeko dalla loro appiccicosa presa a piovra.
“Mettiti lì e stai zitto e buono!” intimò Kazue a Mick severamente.
Kaori fu molto più sintetica.
“A cuccia, Ryo!”
L’occhiata che gli rifilò fu così fulminante che lui non osò più muoversi, ma non era sufficiente per farlo stare anche zitto!
“Però, Saeko, non è giusto! Io volevo sentire come cantavi! Sono sicuro che sei fantastica…”
Saeko lo fissò enigmatica.
“Beh, ho veramente molta fretta però…due minuti per cantarvi una canzone li posso anche trovare…” e gli fece l’occhiolino.
Ryo gongolò e le rivolse un sorriso un po’ ebete, mentre Mick si appoggiava alla sua spalla con un sospiro.
“Ah, che donna…” mugolò appoggiandosi con il mento alla mano.
“Puoi dirlo forte…” concordò Ryo assumendo la stessa posa.
“Ti ho detto di stare zitto!” intervenne Kazue truce, sedendosi al fianco di Mick per sorvegliarlo meglio, mentre Kaori faceva lo stesso dall’altra parte piazzandosi tra Ryo e Miki.
Saeko intanto si stava avvicinando al palco camminando con la sua andatura ancheggiante ed estremamente femminile.
Salì sul piccolo palco, poi prese uno sgabello e si sedette, lasciando che lo spacco della sua gonna scoprisse la sua sinuosa coscia: come se non bastasse quello spettacolo si slacciò uno dei bottoni della camicia che indossava, scoprendo un altro po’ di pelle candida come fiori di magnolia e rendendo ancora più provocanti le curve dei suoi seni procaci.
“Credevo che dovesse solo cantare...” bisbigliò Miki allarmata a Kaori, che scrollò le spalle infastidita.
“Lei deve sempre strafare…Ryo, asciugati la bava che stai colando!” replicò stizzita.
Cosa si aspettava quel cretino adesso, uno spogliarello alla “Streaptease”?!
“Che base vuoi che ti metta su?” grugnì Falcon a disagio: a lui le donne troppo aggressive facevano venire l’orticaria, non i bollori!
“Non importa, se mi passi la chitarra mi arrangio da sola…Non credo che questa ci sia, è un po’ vecchiotta, e poi io ne farò una versione un po’…particolare…” gli disse sorniona, causandogli la comparsa di stillanti goccioline di sudore sulla testa pelata.
“Povero Falcon, gli farà venire un infarto!” mormorò Miki costernata.
Falcon le tese la chitarra senza parlare e lei sorrise per ringraziarlo, poi si concentrò per controllare che fosse accordata.
In breve si accorse che era tutto perfetto, quindi si umettò le labbra per prepararsi.
Quando partì il primo accordo nessuno riconobbe la musica, ma poi la voce languida e sensuale si dispiegò nel locale e un brivido caldo scivolò giù per la colonna dorsale di tutti i maschi presenti.

"When they had the earthquake - in San Francisco-back in 19`6 Quando ci fu il terremoto a San Francisco nel lontano 1906
They said that old mother nature - was up to her old tricks. si disse che la vecchia Madre Natura stava giocando uno dei suoi tiri
That's the story that went around, but here's the real lowdown- questa è la storia che girava ma ecco come stanno realmente le cose:

Non si sentiva un fiato, se non il respiro affannoso di Ryo e Mick che sembravano sull’orlo di un collasso. Forse non aveva una voce particolarmente potente, ma cavolo se sapeva usarla! Il tono caldo e insinuante sembrava promettere “prendimi, sono tua!”, e quando le mani picchiettavano sul bordo della chitarra per dare ritmo alla canzone, erano come piccoli colpetti dati direttamente sull’inguine dei maschietti!
I capelli le scendevano morbidamente sul viso, creando un sensuale gioco di vedo non vedo con i suoi felini e magnetici occhi del colore dell’ambra, mentre era perfettamente visibile lo scorcio di pelle nuda della sua lunga e voluttuosa coscia attraverso lo spacco del vestito. Chi dei maschi non stava immaginando di risalire lentamente con le mani su per quelle chilometriche e affusolate gambe? Forse soltanto Falcon si stava trattenendo! Forse…

Put the blame on mame boys, put the blame on mame Date la colpa a Mame, ragazzi, date la colpa a Mame
One night she started to - shim and shake- una notte lei ha cominciato ad ondeggiare e a scuotersi
that brought on the `Frisco quake e questo ha causato il cataclisma di 'Frisco.
So you can, Put the blame on mame boys, Perciò date la colpa a Mame, ragazzi,
put the blame on mame. date la colpa a Mame.

“Che cos’è? Non mi pare di conoscerla?” chiese Miki incerta.
“E’ una versione un po’ più lenta per chitarra di "Put the blame on Mame" , la canzone che Rita Hayworth canta nel film “Gilda”. Grazie a quel film si è meritata il soprannome di “L’Atomica”...” le rispose Ryo con voce strozzata, arrossato in viso come se fosse preda di una specie di febbre.

(qui la versione più famosa per chi è interessato ^^ "Put the blame on Mame" )

They once had a shootin' -up in the Klondike when they got Dan McGrew Una notte ci fu una sparatoria su nel Klondike quando colpirono Dan McGrew
Folks were puttin' the blame on - the lady known as Lew la gente dava la colpa a una signora nota come "Lou"
that's the story that went around, but here's the real lowdown- questa è la storia che girava ma ecco come stanno realmente le cose:
Put the blame on mame boys, Date la colpa a Mame, ragazzi,
put the blame on mame date la colpa a Mame
Mame did a dance called the Hichy-koo, Mame fece un ballo chiamato "il solletichino"
that's the thing that slew McGrew ed è questo ciò che stese McGrew.
So you can, Put the blame on mame boys Perciò date la colpa a Mame, ragazzi,
PUT-THE-BLAME-ON-MAME" date la colpa a Mame

“Non la cantava mica lei! La vera cantante era Anita Kert Ellis!” lo corresse Kaori con la punta di acidità che caratterizzava la sua nuova versione nell’ultimo periodo.
“E chissenefrega!” intervenne Mick sognante. “E’ davvero una bomba…cosa non darei per farla brillare in un’isola deserta!”
“Mick, se stanotte vuoi dormire sul divano sei sulla buona strada!” lo minacciò Kazue per nulla divertita.
“Ehm…scusa, Kazue, dicevo così per dire…sai che amo solo te!”
La canzone finì con un gorgheggio ben modulato, poi Saeko si alzò dallo sgabello e appoggiò la chitarra al suo fianco.
Gli applausi dei maschi scoppiarono entusiasti, tranne quello di Falcon che era troppo timido per esprimere la sua opinione così platealmente, mentre quelli delle femmine furono un po’ più pacati, anche se era stata indubbiamente brava.
Sì, ma doveva proprio farle sentire tutte quante degli straccetti per la polvere, accidenti?!
“Caspita, Saeko, non sapevo che sapessi cantare così…” commentò Mick, sforzandosi di parlare in tono normale e non troppo caloroso per non stuzzicare di nuovo la gelosia di Kazue.
Saeko minimizzò sorridendo.
“Beh, da studentessa mi piaceva molto suonare e cantare con gli amici attorno al fuoco, e questa ai ragazzi piaceva molto…(Chissa perché! N.d.A.) Ora però devo veramente salutarvi, altrimenti i miei colleghi mi scotenneranno se lascerò fare tutto il lavoro a loro. Buona serata!”
La poliziotta se ne andò in un coro di saluti, seguita dall’ammirazione sperticata dei due impenitenti mandrilli e dal sollievo malcelato di Miki e le altre.
Falcon si schiarì la voce.
“Beh, adesso chi si cimenta con il karaoke per provare ancora se tutto funziona come si deve?” buttò lì per spezzare la tensione che si era creata.
Mick alzò subito la mano entusiasta.
“Io, io, io! Magari potrei cantare “BORN IN THE U.S.A., I WAS BORN IN THE U.S.A.
I WAS BORN IN THE U.S.A., BORN IN THE U.S.AAAAA.!!!!!”
” si offrì cominciando a cantare a gola spiegata il ritornello della famosa canzone "Born in th U.S.A." di Bruce Springsteen.
Falcon non ci pensò su due volte: afferrò lo spazzolone e glielo piazzò di nuovo in bocca con un tiro precisissimo.
“Lo sappiamo che sei nato in America, coglione! Devi proprio propinarci questo strazio per ricordarcelo? E poi si può sapere PERCHE’ NON CI SEI RIMASTO?!?! LA TUA VOCE DA GALLINACCIO NON CI MANCAVA PER NIENTE!”
Questa volta fu un po’ più difficile liberare Mick perché lo spazzolone si era infilato più a fondo nella gola; quando finalmente fu libero ovviamente lo sweeper tentò di saltare addosso a Falcon per restituirgli pan per focaccia, ma non ci riuscì perché stoppato in corner da Ryo.
“Lascialo perdere, è solo uno scimmione, non capisce niente di arte!” tentò di rabbonirlo pazientemente.
“MA COME SI PERMETTE?! IO HO UNA VOCE BELLISSIMA!!!!” strillava Mick indignato.
“E’ vero! Quando non fa lo stupido, la sua voce ricorda un po’ quella di Frank Sinatra.”confermò Kazue con un sorriso. “lo sento sempre cantare le sue canzoni sotto la doccia!”
“Non ci credo: canti ancora le canzoni di Sinatra sotto la doccia?!” chiese Ryo divertito, ricordando il breve periodo in cui avevano lavorato e vissuto insieme negli Stati Uniti.
“Beh, che c’è di male?!” sbuffò Mick infastidito, sistemandosi la giacca un po’ sgualcita da tutte quelle baruffe. “Lo chiamavano “The Voice”, che cavolo. Era il migliore! Le pìù belle donne gli ronzavano attorno come mosche intorno al miele, e lui se le…” Stava per dire “se le faceva tutte” ma pensò bene di interrompersi quando notò l’occhiata omicida di Kazue. “Ehm…cioè…volevo dire che le incantava tutte con la sua voce meravigliosa…coff coff”” concluse in fretta dando due colpi di tosse per dare ad intendere che si stava ancora ripulendo la gola dalle conseguenze dell’assalto di Falcon e per questo si era sbagliato a parlare.
“Dai, Mick, facci sentire! Sono proprio curiosa di verificare se Kazue ha ragione!” lo incitò Kaori con un sorriso caldo.
Mick ricambiò il sorriso e le strizzò un occhio.
“Ma certo, darling: farei di tutto per accontentarti e…AHIIII!!!!”
Kazue pensò bene di dargli un PICCOLO calcetto per ricordargli che stava flirtando con un’altra (e non una qualunque, proprio con Kaori!!!) esattamente davanti a lei, così Mick fu costretto ad abbozzare e si avviò verso il piccolo palco, cercando di sembrare disinvolto ma chiaramente zoppicante.
Tutti ridacchiarono tranne Kazue, alla quale decisamente ne aveva fatta una di troppo: era una vera fortuna che non avesse ancora fatto aggiustare la molla rotta nel divano, sperava che gli si piantasse nel fianco per tutta la notte impedendogli di dormire!
“Quale base vuoi, Dottor House?” ghignò Falcon prestandosi ancora una volta come aiutante.
“Ce l’hai "Strangers in the night” ?” rispose Mick con molta dignità, ignorando apparentemente la sua punzecchiatura. Ah, ma prima o poi gliel’avrebbe fatta pagare, eccome: lo aspettava una bella gita in una colonia felina, sissignore!
Falcon annuì senza nemmeno guardare: quella era una delle canzoni più famose di Sinatra e non aveva dubbi che ci fosse, Miki era stata molto attenta a procurarsi una selezione di brani ben fornita e ampia!
“Aspetta prima di attaccare!” lo fermò Mick con un gesto della mano, poi prese il microfono e disse deciso: “Voglio dedicare questa canzone alla donna della mia vita. Honey, questa è per te!”
Mentre lo diceva i suoi occhi scintillarono come turchesi, rendendo il loro azzurro ancora più brillante e splendente.
“Beh, di certo anche lui potrebbe meritarsi il soprannome di “Ol’Blue Eye”, se non quello di “The Voice”!” commentò Miki allegramente citando un altro dei soprannomi di Sinatra, ma Kazue non le prestò attenzione.
Sotto quello sguardo penetrante e magnetico fu strappata a forza dalla sua nube di furia e restò prima interdetta, poi vagamente scombussolata: alla fine un pallido sorriso si distese sulle sue labbra, dimostrando a tutti che stava finalmente cominciando a rilassarsi e a cedere alla seduzione a distanza di Mick.
Ryo la sbirciò con un sorrisetto divertito: ottima mossa, forse Mick era riuscito a salvarsi dal divano!
Poi guardò alla sua destra e la faccia scura di Kaori lo impensierì parecchio: era davvero strana quella sera…che cosa le frullava in quella bella testolina rossa?!
La musica cominciò, con quel pizzico di sofisticata eleganza che caratterizzava la musica di quegli anni ruggenti.

Strangers in the night Estranei nella notte
Exchanging glances Scambiandosi sguardi
Wondering in the night Chiedendosi nella notte
What were the chances Quali sarebbero stati i cambiamenti
We'd be sharing love Se avremmo condiviso l'amore
Before the night was through Prima che la notte fosse finita

“Però!” fu costretto ad ammettere Falcon, che si era piazzato seduto a braccia incrociate di fianco a Miki pronto a lanciargli pomodori e uova marce (ne aveva una cesta piena proprio ai suoi piedi!).
Mick però non se li meritava davvero, perché anche se la sua voce non era certamente meravigliosa come quella di “The Voice” era comunque una bella voce maschile, calda e profonda, e riusciva a rendere molto bene le sfumature di quell’intramontabile classico della musica. Lui comunque sembrava indifferente al loro giudizio, perché continuava a fissare Kazue con uno sguardo intento: sembrava quasi che le stesse comunicando qualcosa con quella canzone…

Something in your eyes Qualcosa nei tuoi occhi
Was so inviting Era cosi invitante
Something in your smile Qualcosa nel tuo sorriso
Was so exciting Era cosi eccitante
Something in my heart Qualcosa nel mio cuore
Told me I must have you Mi dicevo "devo averti"

Kazue era così fortunata! Mick poteva anche essere un farfallone come Ryo, ma volevi mettere la sua delicatezza di sentimenti, la sua capacità di far felice la sua donna e di metterla davanti a tutto, quando era necessario?
Perché, perché non si era innamorata di lui invece che di quel buzzurro di Ryo?!?
Lui non l’avrebbe MAI fatta felice, mai!
Si sarebbe rifugiato eternamente dietro le sue stramaledette scuse, novello Peter Pan dell’amore e dei sentimenti, e lei sarebbe invecchiata e appassita senza mai provare l’emozione di essere veramente amata!
No, non poteva permetterlo, questa volta doveva metterlo con le spalle al muro, punto e basta!
Costasse quello che costasse…anche se il rischio era di trovarsi costretta ad andarsene una volta per tutte!
Tanto, che ci stava guadagnando a restargli a fianco ad ogni costo?
Lui non aveva nessun rispetto per lei, nessuno!
Non poteva più continuare a scusarlo pensando sempre a tutti i traumi che aveva subito fin da bambino, perché dopo tanti anni che stavano insieme lui ormai doveva sapere che poteva contare su di lei sempre e comunque, che nulla l’avrebbe spezzata o intimorita, che era pronta ad affrontare tutto insieme a lui, e se non lo sapeva…beh, allora voleva dire che non la conosceva proprio per niente!
Kaori ribolliva come una pentola a pressione, incapace di rilassarsi e di lasciarsi andare semplicemente alla magia della voce di Mick.
Anni di speranze disattese e di continue mortificazioni, di gran lunga superiori ai pochi e rari momenti di vera intimità le stavano risalendo dentro come magma incandescente.
Era un vulcano in procinto di eruttare, e ormai nulla l’avrebbe fermata.

Strangers in the night Estranei nella notte
Two lonely people Due persone sole
We were strangers in the night Eravamo estranei nella notte
Up to the moment when we said our first hello Dal momento in cui ci siamo detti il primo ciao
Little did we know Molto poco sapevamo
Love was just a glance away L'amore era un semplice sguardo
A warm embracing dance away Un caldo abbraccio sfuggito

And ever since that night E da quella notte
We've been together Siamo stati insieme
Lovers at first sight Innamorati al primo sguardo
In love forever Innamorati per sempre
It turned out so right Si é rivelato cosi giusto
For strangers in the night Per degli estranei nella notte

Kazue aveva le lacrime agli occhi e tutti se ne accorsero, anche se cercò di nasconderlo: evidentemente quella canzone aveva un significato particolare per lei e Mick le stava inviando un qualche misterioso messaggio, qualcosa che riguardava soltanto loro due e la loro storia.
Miki si avvicinò all’orecchio di Falcon e gli sussurrò allusiva, avendo cura di non farsi sentire dagli altri: “Quando tutti se ne saranno andati via ti canterò la nostra canzone…solo per te, amore mio…”
Falcon rimase senza fiato, poi diventò paonazzo.
La canzone finì su una nota struggente e tutti cominciarono ad applaudire quasi simultaneamente.
“Ehi, americano del cazzo, tutto sommato non sei male come canterino!” grugnì Falcon andandogli vicino per sistemare il microfono, ma Mick lo ignorò completamente e si fiondò vicino a Kazue per prenderla tra le braccia e sancire la pace ritrovata, tra i fischi e i lazzi di Ryo (Ma lo sai che cantare è una roba da femminucce?! Eri così caruccio e sexy…Dì, ce l’hai un buco libero venerdì sera?!) e i sospiri di Miki e Kaori, commosse da tanto romanticismo.
Quando Mick si staccò finalmente da Kazue scoccò uno sguardo saccente a Ryo.
“Piantala di fare lo spaccone, Ryo, tanto lo so che se vuoi canti meglio di me, non fai solo lo stupido come hai fatto prima!”
Ryo sgranò gli occhi e ammutolì.
“Perché, Ryo sa cantare?” domandò scettica Kaori, incrociando le braccia con aria bellicosa.
Mick alzò le sopracciglia, ignorando volutamente l’occhiata disperata di Ryo.
“Certo che sì! In America qualche volta andavamo in certi club dove lasciano cantare i clienti, e Ryo era MOLTO apprezzato. La sua voce assomiglia parecchio a quella di Bryan Adams, se proprio vogliamo fare un paragone…”
Kaori lo guardò torva: eccolo lì, come sempre le aveva nascosto un altro piccolo tassello della sua vita…cominciava ad essere stanca di sforzarsi di mettere assieme quella specie di puzzle-rompicapo da miliardi di pezzi, pezzi sparpagliati per il mondo intero, e tutto senza il minimo aiuto da parte sua!
Ryo era diventato impenetrabile e aveva le labbra strette in una linea dura.
Accidenti a Mick, perché non teneva mai chiusa la sua maledetta boccaccia?!
Finchè si trattava di cantare in gruppo facendo l’idiota ci stava, ma non voleva saperne di cantare una canzone da solo davanti a Kaori!
No, perché poi lei…
“E allora perché me lo ha sempre tenuto nascosto e adesso fa finta di niente?” chiese sempre più sospettosa Kaori.
Mick esitò.
Beh, c’era un motivo molto semplice: Ryo diceva sempre che quando cantava era come se la musica prendesse possesso di lui e lo spingesse a svelare un pezzo della sua anima…per uno che cercava a tutti i costi di mantenere le distanze dalla donna che amava per non metterla in pericolo era un passo piuttosto pericoloso, no?
L’intervento di Miki lo salvò da una difficile risposta.
“Dai, Ryo, cantaci qualcosa, sono proprio curiosa di sentirti!”
Kazue si unì alla sua supplica mentre Kaori restava chiusa in un cupo silenzio, rimuginando chissà cosa.
Le due ragazze lo avevano stretto in un amichevole assalto, al quale Ryo stava faticando seriamente a sottrarsi, ma prima che decidesse di utilizzare maniere drastiche per riuscirci Kaori prese in mano la situazione in un modo del tutto imprevisto.
“Canterò io.” affermò decisa.
Tutti si fermarono istantaneamente e la guardarono sbalorditi, ma lei si stava già dirigendo a passo calmo e lento verso lo sgabello.
Si sedette con movimenti pacati ma sicuri: era pallida in volto, come se avesse preso una seria decisione e stesse per fare qualcosa di molto più importante che cantare una semplice canzone.
Ryo strinse gli occhi: oddio, perché aveva l’orribile sensazione che il suo mondo stesse per sgretolarsi?!
Falcon si affrettò vicino a lei e le chiese grave, forse intuendo che sotto la sua decisione di cantare c’era qualcosa di grosso: “Che cosa ti metto su?”
“Vorrei “You haven’t seen the last of me” di Cher, se non ti dispiace.”
Falcon annuì, poi cercò in fretta la canzone richiesta tra le molteplici basi.
Prima di farla partire pensò bene anche di manovrare le luci, in modo che Kaori avesse un solo faro a illuminarla su quello sgabello.
Ora la scena era tutta sua.
Non poteva fare di più.
La musica e la voce attaccarono quasi insieme, come doveva essere, e tutti rimasero stupiti dalla forza della voce di Kaori, che era molto più intensa e ricca di quanto avessero mai immaginato.

Feeling broken Un sentimento rotto
Barely holding on Tenuto a malapena
But there’s just something so strong Ma c’è un qualcosa così forte
Somewhere inside me da qualche parte dentro di me
And I am down but I’ll get up again E io sono abbattuta, ma mi alzerò di nuovo
Don’t count me out just yet Non consideratemi ancora fuori

Un sentimento rotto…Mio Dio, era davvero riuscito a spezzare i suoi sentimenti per lui?! , pensò Ryo annichilito. Dopo tante lotte, tante difficoltà, tante incomprensioni ma anche tanti momenti intensi e stupendi vissuti insieme, lei gli stava davvero dicendo che…

I’ve been brought down to my knees Sono stata messa in ginocchio
And I’ve been pushed way past the point of breaking/ E io sono stata spinta così oltre il punto di rottura,
But I can take it ma io posso farcela
I’ll be back Tornerò indietro
Back on my feet indietro sui miei piedi
This is far from over Questo è lontano dalla fine
You haven’t seen the last of me Non avete visto la fine di me
You haven’t seen the last of me Non avete visto la fine di me

Che razza di bastardo…aveva fatto di tutto per spezzarla, tutto pur di tenerla lontana da sé per non farle correre dei pericoli inutili…Ma chi poteva ripagarla di tutte le umiliazioni che aveva subito nel frattempo, con l’unica dubbia ricompensa di restare al fianco di uno come lui che non se lo meritava affatto?! La sua piccola guerriera…certo che poteva farcela, perché era forte, molto più forte di quanto avesse mai pensato, molto più forte di lui…non era ora di cominciare ad ammetterlo?

They can say that Possono dire che
I won’t stay around non voglio stare in giro
But I’m gonna stand my ground Ma sto creando le mie basi
You’re not gonna stop me Tu non mi fermerai
You don’t know me Tu non mi conosci
You don’t know who I am Tu non sai chi sono io
Don’t count me out so fast Non considerarmi fuori così in fretta

No, non poteva fermarla, non più…Non poteva più arrestare l’avanzata dell’amore che provava per lei nel suo cuore…e in un certo senso era vero, non la conosceva, non sapeva chi era veramente, perché se lo avesse saputo, avrebbe capito anche che non c’era nessun motivo di avere paura per lei…Tanto coraggio, tanta determinazione, come potevano essere riconosciuti? Erano di gran lunga inimmaginabili, e lui infatti non aveva saputo riconoscerli e così aveva finito per sottovalutarla…
Kaori cantò il ritornello fissandolo negli occhi, levandogli ogni dubbio che stesse cantando per lui.
Sì, gli stava mandando un preciso messaggio: forte, chiaro e limpido.
Svegliati, testa di cazzo, perché mi stai perdendo ma io sono abbastanza dura e resistente da andare avanti anche senza di te, non ti illudere!
Capito Saeba, grandissimo coglione?!

There will be no fade out Non ci sarà nessun dissolversi
This is not the end Questa non è la fine
I’m down now Sono a terra ora
But I’ll be standing tall again ma sarò di nuovo in piedi alla grande
Times are hard but I tempi sono duri, ma
I was built tough Sono diventata forte
I’m gonna show you all what I’m made of mostrerò a tutti voi quello che sto facendo

I’ve been brought down to my knees Sono stata messa in ginocchio
And I’ve been pushed way past the point of breaking/ E io sono stata spinta così oltre il punto di rottura,
But I can take it ma io posso farcela
I’ll be back Tornerò indietro
Back on my feet indietro sui miei piedi
This is far from over Questo è lontano dalla fine
I am far from over Sono lontana dalla fine
You haven’t seen the last of me Non avete visto la fine di me

Se lei era in ginocchio, allora lui dov’era?!
Sull’orlo dell’inferno, ecco dov’era…perché cosa sarebbe stata la vita per lui senza Kaori?
Miki lo distrasse appoggiandogli una mano sul braccio: per un istante incrociò il suo sguardo pieno di compassione.
Anche lei aveva capito che cosa stava succedendo.
Lo avevano capito tutti.
Cazzo, Kaori lo stava praticamente inchiodando al muro sotto gli occhi di tutti i loro amici, lui e tutte le sue mancanze verso di lei!
Ma se lo era meritato, inutile negarlo…

No no No no
I’m not going nowhere Non sto andando da nessuna parte
I’m staying right here Io rimango qui
Oh no Oh no
You won’t see me begging Tu non mi vedrai mendicare
I’m not taking my bow Non mi sto chinando
Can’t stop me Non puoi fermarmi
It’s not the end Non è la fine
You haven’t seen the last of me Non avete visto la fine di me
Oh no Oh no
You haven’t seen the last of me Non avete visto la fine di me
You haven’t seen the last of me Non avete visto la fine di me

Tu non mi vedrai mendicare…no, lei non avrebbe mendicato, era troppo orgogliosa per farlo…Non puoi fermarmi…no, questo no, possibile che fosse davvero troppo tardi?!
Il cuore gli schizzò in gola e la vista gli si offuscò in una specie di nebbiolina rossa, così tardò qualche secondo ad accorgersi che Kaori aveva finito la canzone e ora si stava dirigendo verso la porta, come se la sua presenza lì avesse perso ogni ragione di essere.
Forse non se ne era accorto perché nessuno aveva applaudito la fine dell’esibizione di Kaori, ma non certo perché lei non fosse stata brava, anzi: soltanto che tutti avevano capito quale dramma si stesse sviscerando sotto i loro occhi e temevano che ogni mossa potesse sfociare in un epilogo sbagliato.
Toccava ai due protagonisti decidere la fine di quella resa dei conti!
La mano di Kaori era già sulla maniglia della porta quando Ryo finalmente ritrovò sé stesso e prese la sua decisione.
“Aspetta!”
Kaori si fermò ma continuò a girargli le spalle, restando in attesa di quello che avrebbe detto.
Questa volta non avrebbe ceduto così facilmente, questa volta no!
“Io…vorrei che tu ti fermassi. Almeno il tempo che basta per ascoltarmi cantare una canzone…Per favore.” le disse alzandosi in piedi.
Kaori esitò.
Una canzone?
Mmhh, non era esattamente quello che si era aspettata, ma…non poteva negarglielo: in fondo, anche lei gli aveva detto quello che voleva dirgli con una canzone!
E poi, le aveva chiesto PER FAVORE!
Una cosa quasi incredibile per uno come Ryo.
Sì, quelle due paroline gli facevano guadagnare decisamente il diritto ad avere un’altra chance. L’ultima.
In silenziò abbassò la mano e si voltò verso di lui.
Ryo trattenne un breve sospiro di sollievo, come se quel semplice soffio potesse spaventarla e spingerla a cambiare idea.
Kaori tornò al tavolino e si rimise a sedere, seguita dallo sguardo cupo e nerissimo di Ryo.
Bene, il primo passo era fatto: ora doveva giocarsi il tutto per tutto!
E questa volta non c’era spazio per l’orgoglio, né per i suoi tentennamenti o indecisioni: se voleva evitare il baratro che gli si era spalancato sotto i piedi quando l’aveva vista dirigersi verso la porta, pronta ad uscire dalla sua vita, non poteva più evitare di darle quello che attendeva da tanto tempo.
Una finestra spalancata sulla sua anima.
Una via privilegiata, un passaggio che le svelasse finalmente tutti i suoi segreti e tra tutti quello più importante e meglio custodito: il suo grande e immenso amore per lei.
Ryo afferrò deciso il microfono, facendo cenno con la testa a Falcon che si sarebbe arrangiato da solo.
Non voleva nessuna base, nessuna nota esterna che la distraesse da lui: avrebbe cantato a cappella, mettendo nella sua voce tutto quello che non era mai riuscito a dirle…e sapeva esattamente quale canzone usare.
L’idea gliela aveva data involontariamente proprio Mick, era una delle canzoni che cantava più spesso in America…e il testo si prestava magnificamente ai suoi scopi.
Nel silenzio più assoluto, chiuse gli occhi e cominciò.
La sua voce, roca, intensa e sensuale vibrò nell’aria, incantandoli tutti subito con la sua malìa.

Everybody needs a little time away, I heard her say,from each other.Tutti hanno bisogno di stare un pò lontani l'uno dall'altro" l'ho sentita dire
Even lover's need a holiday far away from each other. Anche gli innamorati hanno bisogno di una vacanza lontano l'uno dall'altra"
Hold me now. Resta con me ora
It's hard for me to say I'm sorry. E' difficile per me dire "mi dispiace"
I just want you to stay. Voglio solo che tu resti

Mick si appoggiò alla spalliera e sorrise, riconoscendo la canzone. Era “Hard To Say I'm Sorry” dei Chicago, una canzone un po’ datata ma sempre bellissima. Se Ryo non ce la faceva con quella, allora era veramente finita…ma non sarebbe andata così. No, non poteva finire così tra quei due, ci avrebbe scommesso la testa!
Kaori dal canto suo sbattè le ciglia, cercando di trattenere una lacrima inopportuna.
Le chiedeva di restare…le diceva finalmente “Mi dispiace!”
Voleva che restasse…ma quanto di quella richiesta nasceva da un impulso del momento e quanto da una seria e consapevole decisione di dare veramente una svolta alla loro storia?

After all that we've been through, Dopo tutto quello che abbiamo passato
I will make it up to you. I promise to. Voglio farlo per te. Lo prometto.
And after all that's been said and done, E dopo tutto ciò che é stato detto e fatto
You're just the part of me I can't let go. Tu sei la parte di me che non posso lasciare andare

Oh sì, ne avevano passate veramente tante insieme…tante, troppe, ma nulla era stato impossibile finchè aveva pensato che ci fosse un futuro per loro due insieme…Ora però non le bastava più una vaga speranza, voleva promesse, giuramenti, voleva chiarezza. Era pronto a dargliela? Era pronto a riconoscere che erano parte l’uno dell’altra e per questo non potevano separarsi? Cercò la verità nei suoi occhi scuri, ma lui continuava a cantare tenendoli chiusi, come se volesse fare un estremo tentativo di celarle la sua anima.
Eppure in qualche modo non ci riusciva, doveva sapere che a quel punto era un tentativo inutile: la sua voce le fluiva dentro come un fiume caldo e avvolgente, trascinandola verso mete inesplorate, quelle che lui fino ad ora aveva cercato di tenerle nascoste. Le note roche della sua voce pastosa le stuzzicavano i sensi, seducendola sottilmente e avvolgendola in un incanto impossibile da spezzare.

Couldn't stand to be kept away just for the day from your body. Non é possibile stare lontano dal tuo corpo nemmeno un giorno
Wouldn't wanna be swept away, far away from the one that I love. Non vorrei essere spazzato via, lontano da ciò che amo
Hold me now. Resta con me ora
It's hard for me to say I'm sorry. E' difficile per me dire "mi dispiace"
I just want you to know. Voglio che tu lo sappia
Hold me now. Resta con me ora
I really want to tell you I'm sorry. Davvero voglio dirti che mi dispiace
I could never let you go. Non potrei mai lasciarti andare

Perché non apriva gli occhi? Voleva che le dicesse quelle cose guardandola dritto negli occhi! Voleva che le sue promesse superassero gli abissi cupi e profondi di quelle iridi scure ed emergessero alla luce in modo inequivocabile. No, questa volta non avrebbe trovato modo di rimangiarsi tutto, questa volta no!
Ryo sembrò quasi avvertire quella sua richiesta imperiosa perché proprio in quel momento finalmente li aprì, e lei si trovò ad annegare nel liquido mare scuro che mai come ora le era sembrato altrettanto profondo, però per una volta non più insondabile.
C’era emozione nei suoi occhi, c’era anche…passione?! Passione per lei?

After all that we've been through, Dopo tutto quello che abbiamo passato
I will make it up to you. I promise to. Voglio farlo per te. Lo prometto.
And after all that's been said and done, E dopo tutto ciò che é stato detto e fatto
You're just the part of me I can't let go. Tu sei la parte di me che non posso lasciare andare

Kaori non sapeva decidersi. Una parte di lei le urlava di credergli ancora una volta e di gettare ogni cautela al vento, un’altra parte invece resisteva e tirava indietro: quella più orgogliosa, probabilmente. Che ne sarebbe stato di lei se avesse cambiato idea un’altra volta? No, non lo avrebbe sopportato, Mio Dio, era inimmaginabile anche solo pensare ad
un’eventualità così crudele!

After all that we've been through, Dopo tutto quello che abbiamo passato
I will make it up to you. I promise to. Voglio farlo per te. Lo prometto.
You're gonna be the lucky one. Ti farò felice

Ti farò felice.
Su quella promessa, dolce e struggente, Ryo smise di cantare.
Kaori era come inebetita, incapace di riscuotersi dal torpore che l’aveva assalita. Non si accorse del fatto che Ryo si era alzato e stava camminando verso di lei con passi lenti ma decisi, non vide Miki spostarsi per fare spazio con un sorrisetto, e neanche Mick che ammiccava a Kazue per farle capire di allontanarsi perché erano sulla linea del fuoco.
Soltanto quando Ryo le afferrò la mano per spingerla ad alzarsi si riscosse dal trance in cui era caduta, e sollevando lo sguardo si ritrovò inchiodata dagli occhi scuri per lei più cari al mondo.
Occhi che non l’avevano mai guardata così, se non in momenti troppo brevi, così brevi da farle credere di esserseli semplicemente sognati.
“Questa volta dico davvero, Sugar: ti farò felice…e non tornerò indietro.”
Kaori deglutì, troppo frastornata per rendersi conto della felicità che cominciava appena a provare.
“Me lo…prometti?” chiese esitante, la sua bellicosa e impulsiva decisione di prima ormai sbriciolata nella morsa convulsa degli eventi inaspettati di quella straordinaria serata.
Ryo sorrise.
“Farò di più: te lo dimostrerò.”
E su quelle parole sibilline fece una cosa che lei mai e poi mai si sarebbe aspettata che avvenisse lì, proprio davanti a tutti.
La baciò.
Così, come se fosse la cosa più naturale del mondo.
E questa volta non c’erano stupidi vetri a dividere le loro bocche!
Non sentì le urla di giubilo dei loro amici, era troppo presa dal meraviglioso incontro delle loro lingue che si assaporavano per la prima volta.
Dolci e morbide labbra femminili fuse in un momento eterno contro seducenti e appassionate labbra maschili.
Ryo la teneva stretta a lui, quasi schiacciandola contro il suo corpo duro e potente, ma lei non sentiva nessun disagio, troppo intenta a gustare quel conturbante duello delle loro lingue che tanto aveva inutilmente desiderato in passato.
Quando Ryo si staccò riluttante lei era rossa in viso e senza fiato, ma mai quanto Falcon!
Miki gli stava facendo aria con un fazzoletto, decisamente preoccupata, mentre Mick e Kazue ridevano come pazzi.
“Su, su, riprenditi, è solo un bacio!” stava dicendo Miki al marito per consolarlo.
Ryo ridacchiò e le fece l’occhiolino.
“Non esattamente…più che altro questo era un preludio…” le sussurrò maliziosamente, facendole capire che a casa l’aspettava il resto.
E che resto!
“Allora, ti ho convinta?”
Kaori si schiarì la voce.
“Uhm, sì…sembra che stavolta tu faccia sul serio…ho anche i testimoni….però, tanto per esserne sicuri, proporrei di andare subito a casa…sai com’è, fidarsi è bene, ma…”
Di fronte a quell’audace e sbalorditiva proposta gli occhi di Ryo scintillarono come illuminati da una fiamma interna e arsero come bracieri.
Caspita, per quello che lo riguardava, lui era già là!
“Non ho nulla in contrario…” accettò subito leccandosi le labbra come se pregustasse di mangiarsela di baci.
Kaori arrossì ancora più violentemente, mentre Falcon quasi stramazzò al suolo, fulminato dall’elettrica sensualità che avvertiva tra i due con la sua sensibilità di quasi-cieco.
“Mio Dio, Falcon, ti senti male?” urlò Miki angosciata.
“Sarà meglio che ce ne andiamo, Sugar, altrimenti Lucciolone finisce all’ospedale!” scherzò Ryo facendole l’occhiolino, mentre Mick gli appoggiava una mano sulla schiena per invitarlo caldamente ad uscire dal Cat’s Eye e Kazue ridacchiava imbarazzata.
Kaori gli tese la mano e lui la prese senza esitare, poi insieme si avviarono alla porta.
Sì, questa volta avrebbe mantenuto la promessa.
L’avrebbe resa infinitamente, meravigliosamente, stupendamente felice…come solo lui sapeva fare.

THE END

Notes:

L'ANGOLO DELLA CURIOSITA'
Beh, forse più che una song- fiction, questa è una KARAOKE-fiction, giusto? ^__-
E il sottotitolo potrebbe essere: DITELO CON UNA CANZONE!
Ah, ho preferito mettere le traduzioni dei testi delle canzoni perché ho pensato alle poverette che come me non sanno bene l’inglese e che quindi fanno più fatica a capire la storia in loro assenza. ^^”
In questa ff c’è anche un riferimento importante alle mie origini come scrittrice di ff, non so se ci avete fatto caso…chi conosce la mia storia sa che Ryo cantante non è farina del mio sacco, e sa anche da quale ff e da quale autrice l’ho preso.
A parte questo, il resto è roba mia, nel bene e nel male.
Quando l’ho scritta, avevo voglia di giocare un po’, e mi sono concessa questa ff!
Spero che vi sia piaciuta!
Alla prossima ff (non so quando, sto procedendo nella ripubblicazione con molta calma, vista la mia situazione personale)! ^__^
k66
P.S.: per ragioni che non saprei spiegare, io la voce di Ryo quando canta me la immagino così: "Heaven" di Bryan Adams