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Rating:
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Category:
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Characters:
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Language:
Italiano
Series:
Part 6 of "Operazione VCH!" ovvero "Vendetta contro Hojo!" ^__-
Stats:
Published:
2025-08-12
Completed:
2025-08-30
Words:
24,436
Chapters:
4/4
Comments:
5
Kudos:
11
Hits:
205

Cuore indeciso

Summary:

Questo episodio su Mayuko Uragami, contenuto nel volume 30 del manga, è senz’altro uno dei più belli e dei più intensi, secondo me. Meritava di essere sviscerato e approfondito nella mia “Operazione VCH!”, e quindi eccolo qua. La ff è stata pubblicata la prima volta nel settembre del 2010, ma che cosa mi è successo mentre la scrivevo? Beh, mi è successo che, come si confà a questo titolo, mi sono venuti in mente ben DUE finali! E visto che proprio non mi sapevo decidere su quale fosse il migliore (ero indecisa anch’io! ^__-), poi sceglierete voi quale vi piace di più! Come sempre, dialoghi e situazioni di Hojo (che tra l’altro in un certo modo partecipa di persona alla storia…), alla sottoscritta il solito ruolo di fatina dalla mano lunga. Buona lettura! ^__^

Chapter 1: Un incontro inatteso

Chapter Text

Cat’s Eye, una mattina qualunque

La tazza di caffè si infranse a terra in mille pezzi, spandendo il liquido scuro sul pavimento, mentre Kaori si piegava in due per la sofferenza.
“Kaori…”, la chiamò Kasumi preoccupata.
“Ah…Aah…Uuh…”, mugolò Kaori, tenendosi la mano sul fianco in cui la staffilata di dolore le toglieva il respiro.
“Kaori!”“Kaori?!” “Che ti succede?!”“Che cosa ti senti? Stai male?”
“Aah…”, gemette lei senza più fiato, il viso coperto di sudore ghiacciato.
Le voci di Miki, Falco e Kasumi le arrivarono da una grande distanza, mentre con ogni sua fibra cercava di resistere ad una sofferenza allucinante e nello stesso tempo di non cedere al panico, ma non era una cosa tanto semplice: non si era mai sentita così male!
Che stava succedendo…?
Stava forse…per morire?!

***

“COME?! KAORI?! IN OSPEDALE?!”, gridò Ryo alla cornetta del telefono, assordando il povero Falco dall’altra parte. “Quale Ospedale? L’Ospedale Oshiro? Ho capito, vengo subito!”
Ryo appoggiò la cornetta, turbato.
“Ah…”
Cosa diavolo poteva essere successo a Kaori?
Beh, probabilmente niente di grave, Kaori era una dalla pelle dura, ma l’unico modo per esserne certi era precipitarsi in ospedale.
Prima però voleva verificare una certa cosetta…
“Ecco…proprio come immaginavo…”, mormorò poco dopo, mentre sfogliava la sua collezione personale di elenchi delle belle donne di Tokyo.
All’ospedale Oshiro c’erano le più belle infermiere della città!
“Brava…Kaori, sei stata brava!”, si esaltò alzandosi di scatto, pregustando già la magnifica caccia che avrebbe potuto fare con la scusa di andare a trovarla. “Vado subito all’ospedale!”

***

Ospedale Oshiro, stanza 503

“Eh eh…Grazie mille…Mi dispiace di avervi fatto preoccupare!”, sorrise Kaori, grata per l’immenso mazzo di fiori che i suoi amici le avevano portato.
“E’ vero, mi sono spaventata molto…”, confermò Miki con ancora delle tracce di tensione sul viso. “Ho pensato che ci fosse del veleno nel caffè!”
“Invece era solo appendicite!”, commentò Kasumi, che non si era spaventata certo di meno.
Falco invece non disse nulla, l’espressione granitica come suo solito.
“Però sentivo un male cane!”, disse quasi in tono di scusa Kaori, un po’ imbarazzata per aver creato tanto scompiglio per così poco. “Non ero mai entrata in sala operatoria…”
“Comunque tutto è andato per il meglio…”, affermò Miki con un sospiro, decisamente sollevata.
“Ah…Dov’è Ryo?”, chiese poi Kaori stupita.
“Ehi…E’ vero…”, mormorò Miki perplessa.
“Strano…Siamo venuti insieme…”, le fece eco Kasumi, guardandosi intorno nella stanza.
Nello spazio di pochi secondi, sulle facce di tutti si poteva leggere lo stesso sconsolato pensiero.
Oh, no…Pensi quello che penso io?
La conferma delle loro peggiori ipotesi non tardò ad arrivare.
“AAAAH! NOOO! MA CHI E’ QUEL TIPO?!” “E’ un guardone! Un maniaco sessuale!” “Aah, è scappato da quella parte! Prendetelo!” “Aaah! Nooo! Non toccarmi!”
Le voci e le urla filtravano attraverso la porta della stanza, ma davano solo una pallida idea del subbuglio che sicuramente regnava nella corsia.
Falco decise che era il caso di fare qualcosa, prima che dovessero intervenire le truppe antisommossa.
“Vado a recuperarlo…”
“Non ucciderlo, mi raccomando…”, lo pregò Miki sconfortata.
“Ahimè…”, sospirò Kaori.
Pochi minuti dopo Ryo, o quello che ne restava, visto che era in condizioni fisiche pietose, entrava finalmente nella stanza.
“Eh eh….Salve, Kaori! Ti trovo bene!”
“Grazie!”, replicò lei sdegnosa. “Piuttosto, anche tu dovresti farti ricoverare!”, lo punzecchiò perfidamente.
“Se fosse possibile lo farei! Eh eh eh, comunque lo sai, guarisco subito!”
“Sei veramente uno senza cuore! Kaori è malata e tu guarda come ti comporti!”, lo rimproverò Kasumi corrucciata. Certe volte Ryo era veramente inqualificabile!
“Ha avuto solo l’appendicite…Non c’è da preoccuparsi!”, obiettò lui serafico.
Kaori chinò la testa un po’ delusa: che stupida...lei invece aveva proprio sperato che si preoccupasse almeno un po’…e invece…
“Senti, Kaori…”, la chiamò lui sedendosi vicino al letto e guardandola intensamente.
“Eh? Che c’è..?”, rispose lei, arrossendo leggermente.
Ryo la guardava in un modo…forse adesso le avrebbe detto che era stato in ansia...che aveva avuto un po’ di paura per lei e…
“E’ vero che prima dell’operazione…ti hanno rasato i peli…lì in basso?!”
Lei divenne rosso fuoco, in preda alla più profonda vergogna.
“Cosa?”
“Aah, sei tutta rossa! Allora è vero! Questo vuol dire che adesso...sei tutta pelata!”, la prese in giro con il suo solito tatto da elefante.
Questo era troppo, convalescenza o non convalescenza!
“PIANTALA!”, gridò, stendendolo con uno dei suoi fedeli martelli.
“Kaori, non devi sforzarti!”“Calmati!”, si affrettarono a fermarla Kasumi e Miki, mentre lei ansimava per lo sforzo eccessivo appena compiuto.
Ryo però era soddisfatto: ora poteva smetterla di preoccuparsi.
“Eh eh…Sta bene, è sempre la solita Kaori…”, ridacchiò.
“Kaori, un’altra cosa…”, le domandò quando fu riemerso da sotto il martello.
“Che vuoi?!”, ringhiò lei ancora arrabbiata.
“Ti è già scappata un po’ d’aria? Volevo registrare l’evento!” e così dicendo le piazzò sotto il naso un microfono collegato ad un registratore.
Kaori non ci vide più.
“FUORI! CRETINO!”, gli urlò tirandogli dietro un intero arsenale di martelli, costringendolo a darsi alla fuga.
Nemmeno all’ospedale restava disarmata!
“Che disperazione! Non potrebbe cercare di essere più gentile con Kaori? Almeno qui!”, brontolò Kasumi mettendosi le mani sui fianchi.
“E’ fatto così! Non l’aiuterà nemmeno in ospedale…”, sospirò Miki, poi si girò verso Kaori con un sorriso dolce. “Non preoccuparti, ci siamo qui noi…”
“Grazie, Miki…”, le rispose grata, sorridendo debolmente.
Tutto questo però non poteva compensare la tristezza che sentiva dentro…
Porca miseria! E’ solo appendicite, però una malata è sempre una malata! Potresti preoccuparti almeno un pochino! Maledetto uomo! , pensò infelice.
“Questa camera è deserta…Ci sono quattro letti, ma l’unica paziente è Kaori!”, osservò Miki incuriosita.
“No, poco fa c’è stato un ricovero…Forse è andata fare degli esami…”, replicò Kaori con aria assente.
“Davvero?! E’ una bella donna?!”, domandò Ryo già in fibrillazione.
“Ma quando sei tornato? Comunque, l’ho vista per un attimo, però era proprio carina!”
“Evviva! Come si chiama e quanti anni ha?!”
, esultò Ryo, pregustando già un delizioso bocconcino da corteggiare.
Kaori sorrise.
“Si chiama Mayuko Uragami…” Un lampo di malizia le brillò negli occhi nocciola.Vendetta, tremenda vendetta! “…è una bambina delle elementari!”
“Eeeh…”, si afflosciò Ryo sconfortato, mentre Miki e Kasumi si abbandonavano a grasse risate alle sue spalle. “Porca miseria…Allora è senza peli proprio come te…”, commentò Ryo incautamente.
Un konpeito di gigantesche proporzioni fu la prova definitiva che Kaori era avanti un pezzo nella strada della guarigione!
“NON FARTI PIU’ VEDERE, CRETINO!”, gli urlò esasperata, poi si mise sotto le coperte e gli girò le spalle.
“TSE’!”
Le fece eco Falco, pensando che Ryo era veramente uno stupido.
Perché diavolo non poteva esprimere la sua preoccupazione per Kaori nel modo in cui lo facevano le persone normali?!

***

Ryo, sei proprio stupido! Che deficiente! Che pessimo elemento!
Kaori rimuginava tutti questi insulti mentre camminava nel corridoio per cominciare a saggiare le sue forze.
Arrivò ai piedi di una scala che portava al reparto superiore, e visto che sentiva qualche doloretto nel punto dell’operazione, si chiese se fosse il caso di osare tanto.
Guardò in alto per valutare il numero di gradini da cui era composta, e vide una ragazzina sul pianerottolo della scala che fissava pensierosa fuori dalla finestra, lasciando che il vento le facesse ondeggiare i capelli.
Ah, ma quella bambina…è quella che è stata ricoverata poco fa…, pensò Kaori, decidendosi infine a fare il primo passo per salire.
“AH! Chi è?”, esclamò la bambina spaventata, girandosi verso di lei.
“Ah…Sei Mayuko Uragami, vero? Mi chiamo Kaori Makimura, sono la tua compagna di stanza!”, cercò di tranquillizzarla Kaori con voce dolce, intuendo che la ragazzina era turbata.
“La mia compagna di stanza?”, ripetè Mayuko confusa, poi agitò la mano davanti a sé, come se volesse afferrare il vuoto.
Kaori capì che la bambina cercava un punto d’appoggio, ma lo faceva come se non potesse vedere intorno a sé!
Eh…Ma…è cieca…, pensò rattristata.
Non ebbe però il tempo di soffermarsi su quel pensiero triste, perché la bambina mise un piede in fallo, e…
“AAAH!”, urlò, cominciando a precipitare.
“Ah…Attenta!”, gridò Kaori, lanciandosi d’istinto per afferrarla,
La bambina le piombò addosso con la violenza di un placcaggio da rugbista e Kaori urlò per il dolore, poi tutte e due atterrarono gementi ai piedi della scala.
“Mayuko, ti sei fatta male?”, si preoccupò subito Kaori, ma lo sforzo di rialzarsi le strappò un’altro gemito di sofferenza, e fu costretta a piegarsi di nuovo in due.
“Signorina, che ha fatto?!”, le chiese la bambina con la sua vocina ansiosa.
“Ahi! Il taglio dell’operazione…”, ansimò Kaori ripiegata su sé stessa.
“Mayuko…” “Mayuko!”, la chiamarono urlando l’infermiera e suo padre.
“Papà!”, rispose lei sollevata. Tutto sarebbe andato bene ora che c’era il suo papà!
“Mayuko, stai bene?!”, le chiese lui in ansia.
“Io sto bene! Ma la signorina no!”, gli spiegò preoccupata, restando accovacciata vicino a Kaori.
“Non si preoccupi…sto bene…Ahi…”, gemette Kaori ancora accartocciata per il dolore. “Eh?”, esclamò poi, sentendosi sollevare.
“Non è vero. Andiamo subito a fare una visita!”, le disse in tono fermo e gentile, tenendola sollevata come se fosse un fuscello.
“AH!” Kaori girò il viso per protestare, e…”Ah…” L’uomo che la stringeva tra le braccia non era davvero niente male…anzi, era un vero e proprio schianto!
Alto, moro, occhi scuri intensi e seri, un bel viso virile dai lineamenti forti e delicati insieme…ed era anche atletico e vigoroso, visto che la stava portando senza dimostrare nessuna fatica!
L’emozione di essere tenuta stretta così intimamente da uno sconosciuto affascinante la fece arrossire, e subito cominciò ad agitarsi per liberarsi.
“Sto bene…Riesco a camminare da sola, mi faccia scendere...”, farfugliò imbarazzata.
“NON SI DEVE MUOVERE! STIA FERMA!”, la sgridò lui severo, rafforzando la stretta e costringendola a posare la testa sulla sua spalla.
“Ah…SI’…”, acconsentì infine lei, conscia che ogni suo movimento serviva soltanto ad accrescere quella strana e conturbante intimità.
“Forza…Anche tu, Mayuko, vieni con noi in ambulatorio…”, disse il padre alla figlia, che già si era rialzata con l’aiuto dell’infermiera.
Poco dopo, la ferita di Kaori era stata controllata e medicata di nuovo, e lei e il padre di Mayuko erano seduti vicini in una panchina nella corsia, in attesa che Mayuko uscisse dall’ambulatorio dove avevano sottoposto ad un controllo precauzionale anche lei.
“Grazie a lei mia figlia non si è fatta nulla…La ringrazio...”, le stava dicendo lui gentilmente.
“Oh, no…”, si schermì Kaori vergognosa. “E’ stata colpa mia. Avevo capito che non ci vedeva eppure l’ho chiamata lo stesso…”
“Eh? Bè…”
Kaori chinò la testa, mordendosi le labbra, come se si stesse trattenendo dal chiedergli qualcosa.
“Ah, niente…scusi…”
L’uomo intuì la domanda inespressa e sorrise.
“Eh eh eh…Non si preoccupi! Mayuko è qui per essere operata…”
“Ah…”
“…Due anni fa ha avuto un incidente stradale…La macchina in cui viaggiava con mia moglie è andata a sbattere contro un camion…Povera bambina! Nell’incidente ha perso la madre e anche la vista, dopo aver sbattuto la testa…”
L’uomo aveva lo sguardo perso nel vuoto, come se stesse rivivendo le fasi di quel terribile incidente.
Anche per lui non doveva essere stato facile: aveva perso la moglie, e sua figlia era ridotta così!
Kaori si sentì insensibile per averlo costretto a rivivere quel triste episodio e si pentì amaramente di averlo spinto a soddisfare la sua insana curiosità!
“Signorina Makimura…”
“Eh...?”, si riscosse lei guardandolo sorpresa.
“Sono contento che mia figlia abbia una compagna di stanza così gentile come lei…Penso che per un po’ ci vedremo!”, le disse sorridendo.
“Oh...Anch’io sono contenta!” Kaori arrossì, poi si schiarì la voce. “Spero che…l’intervento agli occhi si risolva per il meglio…”
“Grazie…”
L’uomo la fissò dolcemente, colpito dalla grazia e dalla dolcezza di quella ragazza così govane…gli ricordava un po’ sua moglie…Oh, non nell’aspetto, no…Kaori era molto più bella…ma nel modo di fare…come gli mancava ancora, e…
“Papà!”, lo chiamò sua figlia in quel momento, uscendo dall’ambulatorio.
“Signor Uragami, Mayuko è in perfetta forma…”, gli assicurò con un sorriso l’infermiera.
“Per fortuna!”, sospirò lui sollevato. “Forza, andiamo in camera a riposarci un po’…”, disse alla figlia accarezzandole teneramente i capelli.
“Sì!”, annuì pronta la bambina.
Kaori stava cercando di sollevarsi dalla panchina, ignorando la leggera fitta di dolore al fianco, quando una mano le apparve davanti agli occhi.
“L’aiuto io, mi dia la mano…”, le disse il padre di Mayuko servizievole.
“Eh…Però…”
“Signorina, non faccia complimenti! Si vergogna perché il mio papà è bello?!”, intervenne maliziosa la bambina, facendola precipitare nell’imbarazzo.
“Ah…Eh…”, mormorò confusa, abbandonando le tonalità troppo pallide del rosso per quelle del viola.
“Mayuko!”, la rimproverò il padre severo, ma la bambina non sembrò prenderlo troppo sul serio, perchè si limitò a ridacchiare.
“Prego…”, insistette lui tendendole di nuovo la mano.
“Allora…grazie…”
Come poteva rifiutare?
Se lo avesse fatto, avrebbe dimostrato che la bambina ci aveva visto giusto!
Però, che mocciosa birichina…non ci vedeva, ma ne sapeva una più del diavolo!

***

“Tuo padre è molto gentile…”, commentò Kaori seduta sul letto, quando si ritrovarono sole nella stanza.
“Sì! E’ il papà più bravo del mondo!”, annuì lei entusiasta.
“Beata te! Se Ryo possedesse solo un decimo della sua gentilezza…”, borbottò Kaori immusonita.
“Eh?”, esclamò la bimba senza capire.
“No...Niente, niente!”, si affrettò a ritrattare Kaori. “Piacere di conoscerti, Mayuko!”
“Anche da parte mia!”, rispose la bambina con un bel sorriso.
Kaori la guardò con dolcezza: quello poteva essere l’inizio di una bella amicizia!

***

“Uah…”, sbadigliò Ryo, camminando con passo stanco nel corridoio dell’ospedale. “Queste visite in ospedale sono una vera scocciatura…Mi sbrigo subito e poi faccio un salto nello spogliatoio delle infermiere…”
Ma quando arrivò davanti alla stanza di Kaori, vide Reika appostata fuori dalla porta, con una pianta in mano.
“Reika, che ci fai qui?”, le chiese incuriosito.
“Ssh…”, lo zittì lei, portandosi un dito alla bocca. Poi gli scoccò un’occhiata maliziosa, e cominciò a ridacchiare. “Credo proprio che tu non lo sappia, vero?”
“Che cosa?”
“Guarda!”, gli disse invitandolo a chinarsi sulla porta e a sbirciare all’interno dalla fessura.
“Mh?”
Kaori stava parlando con una bambina e un tizio, che era seduto proprio vicino a lei.
“Eh? Chi è quell’uomo?”
“Non ti sembra che tra quei due ci sia un bel feeling?”, insinuò maligna Reika, gongolando come non mai. Forse quella era la sua occasione per spodestare finalmente Kaori! ”Tu l’hai lasciata sola e nel frattempo le cose sono cambiate…”
In effetti, Kaori stava sorridendo serena e rilassata, e il bellimbusto al suo fianco la guardava in un modo…
“In ogni caso, ricordati che io sono sempre disposta a diventare tua socia! Eh eh eh…”, suggerì Reika con un gran sorriso, prima di andarsene.
“Che significa quel eh eh eh…? Boh…”
Ryo lo capì quando dopo essere entrato nella stanza e aver ricevuto un saluto distratto da Kaori si ritrovò completamente isolato: quei tre parlavano tra loro come se lui fosse l’uomo invisibile!
“Kaori, posso mangiare una mela?”, le chiese infine, stufo di essere ignorato.
“Fa’ come vuoi!”, gli rispose seccata lei, riprendendo poi subito la conversazione a tre.
“Bè…Sono diventati molto intimi da quando Kaori ha salvato la bambina…Ma…Anche senza pelo, Kaori è sempre forte…Sei grande, Ryo! Ih ih ih…”, cercò di scherzare da solo.
“Ryo!”, lo chiamò lei proprio in quel momento, facendogli temere che lo avesse sentito.
“Oh, no! Scusami tanto!”, gridò, alzando le braccia di riflesso per proteggersi dal colpo che sicuramente sarebbe arrivato.
“Sii gentile, parla sottovoce…”
“Eh?” Ma come…nemmeno si arrabbiava più per le sue battute?! Allora la faccenda era davvero seria…non c’era proprio speranza…”Sì...”, mugugnò scontento.

***

Miki stava sistemando i fiori nella stanza di Kaori, mentre Mayuko ascoltava nell’iPod la sua musica preferita.
“No!” “Aah!” “Porco!” “Maniaco!” “Non toccarmi!” SCIAFFF “PORCO!”
“Ho come la sensazione che si stia avvicinando qualcuno…”, sospirò Miki, senza però interrompere il suo lavoro.
“Salve…Miki, grazie per avermi sostituito…”, esclamò Ryo, mettendo finalmente la testa dentro la stanza.
“Ryo, per una volta non puoi venire direttamente in camera?”, lo rimbrottò Miki esasperata.
“Devo assolutamente fare la mia visita quotidiana allo spogliatoio delle infermiere!”, protestò lui ammiccando. “E allora, dov’è Kaori?”, cambiò discorso poi, vedendo che nella stanza c’era solo la bambina.
Miki per tutta risposta incrociò le braccia e cominciò a ridacchiare.
“Che c’è?”
“Aveva un appuntamento!”, gli spiegò, grondando soddisfazione da tutti i pori.
Si meritava proprio un po’ di concorrenza quel gradasso di Saeba!
“Un appuntamento?”, esclamò incredulo Ryo.
“Con il Signor Uragami, sul terrazzo!”, puntualizzò felice. “Tu non vieni mai a trovarla, ma…Uragami viene tutti i giorni…In questi ultimi tempi si sono frequentati molto!”, buttò lì per vedere la sua reazione.
Ma Ryo era occupato a saccheggiare il cestino della frutta, apparentemente indifferente alla novità.
“Ah, sì…”, commentò distratto con una mela in bocca.
“Domani Kaori sarà dimessa dall’ospedale. Si diranno arrivederci e in quell’occasione potrebbero anche baciarsi!”, insinuò lei come estrema risorsa, per vedere di scuoterlo un po’.
“Sono contento per Kaori! Sarà il primo bacio della sua vita! Alla sua età! Le faccio tanti auguri!”, rispose lui con un sorrisino idiota.
Miki si arrese: Ryo era veramente un caso irrecuperabile!
“Che imbecille!”, sbottò girandogli le spalle infuriata, decisa ad andarsene.
“Dove vai ? Anche noi potremmo fare qualcosa…”
Il rumore della porta che sbatteva fu l’unica risposta che ottenne.
“Con chi ce l’ha?”, si chiese Ryo ottusamente, come se nulla in quello che era appena stato detto potesse averla fatta arrabbiare in qualche modo.
Miki invece sapeva benissimo con chi ce l’aveva e perchè!
Guarda quanto poco ci tiene a Kaori quell’idiota! Scemo! , pensava mentre se ne andava marciando a passo di carica.
Ryo intanto era rimasto nella camera di Kaori, con Mayuko nel letto di fianco che continuava imperterrita ad ascoltare la sua musica.
I due per un po’ si ignorarono, ognuno immerso nelle sue occupazioni.
La ragazzina ascoltava con gli occhi chiusi, quindi nemmeno si era accorta della presenza di Ryo.
Quanto a lui…beh, ora che Miki se n’era andata, poteva smetterla di fingere che non gli importasse niente dell’appuntamento di Kaori!
Lei era sulla terrazza…con quel tizio leccato e dall’aria tanto per benino!
La terrazza era proprio lì sopra…Forse, se si sporgeva dalla finestra, poteva riuscire a vedere cosa stavano facendo…
La finestra era aperta, tentandolo con le sue possibilità.
Appoggiò i piedi al letto, poi i gomiti al davanzale, in modo da sostenere adeguatamente la schiena, poi sporse la testa fin dove poteva, e…
“Eh?”
La ragazzina aveva aperto gli occhi e sembrava guardarlo con aria sorpresa, come se si stupisse della sua strana posizione.
“Ah…Hai bisogno di me?”, le chiese Ryo imbarazzato, rientrando dalla finestra.
“Cosa? Non ti sto guardando! Anzi, non ti vedo!”, rispose la bambina con aria di superiorità.
In effetti aveva guardato nella sua direzione soltanto perché la musica era finita e le era arrivato il cigolio del letto: nonostante non ci vedesse, si girava sempre istintivamente anche con il viso verso le fonti del rumore, perché non era cieca dalla nascita.
“Ah…Eh…Davvero?” Accidenti, non sapeva che la mocciosa fosse cieca! Si era davvero perso molte cose…forse...anche la più importante?! Ryo si alzò in piedi, poi tossicchiò. “Bè…”, bofonchiò mettendosi le mani in tasca, infine decise che era inutile restare lì. Poteva trovare una posizione molto migliore per spiare Kaori, e…
“EHI, NONNO!”, lo apostrofò la ragazzina mentre appoggiava la mano sulla maniglia.
“Eh? Mi hai chiamato nonno...Un bel ragazzo come me?”, protestò offeso. Se non fosse stata cieca, gliel’avrebbe fatta vedere lui se era un nonno!
“Sì, nonno! Non vorrai per caso andare in terrazza?!”
“In terrazza? Perché ci dovrei andare? E poi non chiamarmi nonno! Sai, ho solo vent’anni…”
“Nonno, che cosa vuoi da Kaori?!”, lo ignorò la ragazzina, una smorfia caparbia sul viso.
“Eh…? Cosa…? Che voglio…?”
“Sei il solo uomo che viene a trovarla…Che rapporto c’è tra voi due? Siete fidanzati?”, lo interrogò sospettosa.
“Ma che dici?!”, esclamò Ryo con foga, quasi strozzandosi. “Abbiamo solo un rapporto di lavoro! Sono il suo socio…e anche il suo tutore…”, si affannò a spiegarle.
“E’ vero?”, domandò lei dubbiosa.
“E’ vero…e allora?”
“Niente!”
Ryo restò con un palmo di naso: dove diavolo voleva andare a parare la ragazzina?! Mah, forse non lo sapeva neanche lei.
Dopo un’alzata di spalle, Ryo mise di nuovo la mano sulla maniglia per uscire.
“Non hai approfittato della tua posizione di socio per allungare le mani su Kaori?! Intendo le molestie sul lavoro…”, lo gelò mentre era ancora sulla porta, facendogli cozzare la faccia contro di essa per la sorpresa.
“Ascoltami…Perché dovrei mettere le ma…”
Putroppo per lui aveva iniziato a ribattere a quell’insinuazione restando fermo davanti alla porta, così quando venne aperta dall’esterno ci sbattè violentemente la faccia contro un’altra volta!
E due…
“Siamo qui, Mayuko…”
“Scusami per averti preso il papà per così tanto tempo…”
“Come? Siete già tornati? Potevate restare via ancora un po’!”
“Prendi, questa è la tua fetta di torta…”
“Evviva! Grazie! Mi piaci perché sei sempre gentile…”
“Papà, posso mangiarla?”
“Va bene, ma solo un pezzetto piccolo…”
“Sì…”
“Non esagerare, altrimenti a pranzo non mangerai niente…”
Nessuno badava a Ryo, che mentre si svolgeva quella conversazione di stampo familiare si stava afflosciando sul pavimento.
Porca miseria, mi hanno preso alla sprovvista…Mi sarò rotto il naso?
Cercò faticosamente di rialzarsi, ma visto che era ancora dietro la porta, quando Miki entrò…
“ARGH!”
E tre!
“Ah…Saeba…”, mormorò Miki sentendosi in colpa, accorgendosi di averlo praticamente spalmato sul pavimento.
“Ryo…eri lì?”, esclamò sorpresa Kaori. “Che stai facendo?”
“Niente…Non badare a me…”, biascicò, cercando inutilmente di nasconderle lo stato sanguinolento della sua faccia. “Vado in ambulatorio…”
“Ci riuscirà…”, si chiese MIki preoccupata.
“Forse…”, rispose Kaori inarcando un sopracciglio.
“AAAAH!” “E’ DI NUOVO LUI!” “Un maniaco coperto di sangue!” “Nooo!” “Maiale!” “Ah!”
“Si è subito ripreso…senti?”, ridacchiò Miki, sollevata di non avergli fato troppo male.
“Sento…”, borbottò Kaori con molto meno entusiasmo. Quello stronzo…
Uragami guardò le due donne perplesso: chissà da che cosa dipendeva tutta quella confusione!

***

“Signor Uragami, la ringrazio di tutto...”
“Non c’è di che! Signorina Kaori, se se la sente venga a trovare Mayuko! Ne sarà felice!”, rispose l’uomo gentile.
“Ci verrò volentieri!”, promise Kaori con un sorriso.
“Davvero, Kaori?! Me lo prometti?”
“Sì, certo!” Che cara e dolce ragazzina..Si era davvero affezionata a lei e le dispiaceva moltissimo lasciarla. Ma ormai era stata dimessa, e...
“Ehi, Kaori, hai finito?!”, la sollecitò Ryo impaziente, che la aspettava da quella che gli sembrava un’eternità seduto nella Mini, mentre Kaori salutava i suoi due amici.
“Taci, vengo subito!”, lo zittì lei con un’occhiataccia, poi si rivolse di nuovo a Mayuko con un sorriso, ignorando i commenti malevoli di Ryo sulla sua cattiveria.
“Allora, Mayuko, stammi bene!”, le disse dolcemente prendendole le mani.
“Anche tu!”
Kaori le lasciò la mano, poi si voltò per avviarsi alla macchina.
Aprì lo sportello, poi fece alla bambina un ultimo cenno di saluto con la mano, non rendendosi conto che lei non poteva vederlo.
Il rombo di un motore molto vicino attirò la sua attenzione, e anche quella di Ryo.
“Eh?!”
“Mh?!”
Perché quella macchina faceva tutto quel casino?! Erano vicini ad un ospedale!
La Ferrari testarossa stava accelerando, e la direzione che teneva sembrava proprio che…
“Cosa fa quella macchina?!”
“La vuole prendere sotto!”
, le gridò Ryo, confermando la sua brutta impressione.
Il padre di Mayuko, che stava rientrando in ospedale, non si era accorto ancora di nulla: quando sentì il rumore del motore e registrò che si stava avvicinando troppo, il bolide era già lì, e puntava dritto su sua figlia!
“Mayuko, attenta!”, urlò Kaori gettandosi verso di lei.
“Eh?”
Kaori si tuffò sulla bambina, coprendola con il suo corpo: ma anche così, non era riuscita a spostarla più di tanto dalla traiettoria della Ferrari!
Ci pensò Ryo, usando la Mini come un proiettile per deviare il percorso dell’automobile killer.
“MAYUKO!”, gridò Uragami disperato, vedendo sua figlia a terra.
Ryo aveva speronato l’auto all’altezza della ruota anteriore sinistra ma non l’aveva danneggiata più di tanto, quindi il misterioso guidatore riuscì a fare retromarcia e a darsi alla fuga.
“Non scapperete!”, sibilò Ryo infuriato. Ma aveva fatto i conti senza l’oste…”Bè?! Forza, muoviti!”, incitò la sua Mini, ma quella purtroppo aveva avuto la peggio nello scontro e aveva esalato l’ultimo respiro! Ryo frustrato sbattè un pugno sul volante: “Che schifo di macchina!”
Cazzo, li aveva persi!
“Mayuko, ti sei fatta male?!”, le chiese premurosamente Kaori aiutandola a sollevarsi.
“Ah…?”, esclamò la bambina sotto shock, incapace di rispondere.
“MAYUKO!”
“Papà…”
Perché quei tipi volevano ucciderla…?, stava pensando invece Ryo astraendosi da quel bel quadretto di riunione familiare. Mh, di quel quadretto però sembrava fare parte anche Kaori, e la cosa non gli piaceva granchè…Ancora una volta Kaori si è dimostrata forte…Anche se non le sono ancora ricresciuti i peli…
Si diede mentalmente dello stupido da solo.
Scherza, Ryo, continua a scherzare...ridi mentre la tua vita ti scivola tra le dita...è l’unica cosa che sai fare!

***

“Se non vuoi aiutarmi lo farò da sola!”, urlò Kaori fuori dalla grazia di Dio. Ma perché quel testone era così…TESTONE?!
“Non siamo sicuri che qualcuno voglia uccidere quella bambina! Forse era solo un ubriaco…”, obiettò Ryo insolitamente ottuso.
“E’ per questo che dobbiamo indagare! Prima che sia troppo tardi!”, ribadì stizzita, nauseata dal suo pressapochismo e superficialità.
“Però…”
“Che c’è?! Se Mayuko fosse una bella ragazza l’avresti fatto senza tante storie!”, lo aggredì senza tanti complimenti.
Accidenti, a quello non poteva proprio ribattere, era la pura verità!
“Ehm…Kaori…Quell’uomo, Uragami…” Kaori, che se ne stava già andando, girò la testa verso di lui per lanciargli un’occhiata interrogativa. “...fa un lavoro onesto? Viene tutti i giorni all’ospedale…Non ha orari…Non vorrei che ci fosse sotto qualcosa!”
“Come sei diffidente! E’ una persona onesta! E’ un produttore televisivo, per questo non ha orari fissi!, gli spiegò con un filo di disprezzò nella voce, riprendendo a camminare per andarsene. “NON E’ COME TE!”, concluse poi velenosa, sbattendo la porta.
Questa volta la porta non gli aveva cambiato i connotati della faccia, ma le parole di Kaori erano state infinitamente più dolorose!
“Ehm…Televisione…Non è certo un lavoro onesto…In ogni caso è sempre meglio di me…Già…”
E quell’ammissione gli bruciava…o, quanto gli bruciava!

***

Cat’s Eye, la mattina dopo.

“E allora…Hai detto che Kaori sta lavorando da sola?!, gli chiese Falco sornione, servendogli il caffè fumante come piaceva a lui.
Ryo afferrò la tazzina alzando le spalle.
“Sì, sta mettendo sottosopra tutti i giornali e i documenti che abbiamo a casa…Sarà una gran fatica rimetterli a posto…”, brontolò un po’ seccato. “Ma per lei è una buona occasione…imparerà finalmente a fare un’indagine, che ne dici?”, buttò lì fingendo indifferenza, poi cominciò a sorbire il suo caffè lentamente.
“TSE’!”, grugnì Falco con un sorrisetto ironico.
“Che significa?!”
“TSE’!”, ripetè Falco come se Ryo fosse sordo. “Non è che non l’aiuti per un altro motivo? Forse ti scoccia che Kaori e Uragami siano diventati così intimi? Non vuoi aiutarla perché in caso di successo il loro legame diventerebbe più forte!”
“Perché mai dovrei pensare una cosa del genere?! E poi io lavoro solo per le belle donne!”
, si ostinò a mentire Ryo, nonostante Falco lo avesse sgamato.
“Tsè! Sei proprio un uomo maldestro!”, lo stuzzicò il gigante con un ghigno.
“Maldestro sarai tu! E in più maleducato, malvagio e malvestito!”, lo rimbeccò Ryo a denti stretti.
“Tssee’!”
“Pfui!”
I due si voltarono le spalle sprezzanti, facendosi il broncio come due bambini dell’asilo.
“RYO! HO TROVATO!”, intervenne Kaori in quel momento, entrando dalla porta del bar come un uragano, agitando festosa un giornale.
“Che cos’è questo casino?!”, mugugnò Ryo fingendosi infastidito, in realtà felice che lei avesse sentito il bisogno di venire a raccontargli cosa aveva scoperto, anche se ultimamente i loro rapporti non erano proprio idilliaci.
“Ecco! Ho trovato un indizio su un giornale della scorsa settimana!”, disse lei sventolando più forte il giornale. “Questo articolo parla di una donna che è precipitata! E’ caduta da casa sua, al sesto piano di un complesso residenziale! Però non dice che si è suicidata! Sembra che sia stata spinta da qualcuno. Però non ci sono testimoni…Sai, quell’appartamento…si trova proprio di fronte a quello di Mayuko!”, gli spiegò in tono trionfante. “Sono andata a controllare. Le finestre della casa della donna si possono vedere benissimo dall’appartamento di Mayuko!”
“Ah…”, esclamò Falco inarcando un sopracciglio ammirato.
Bravina… , pensò Ryo fingendosi poco colpito.
“Sono sicura che tutto questo c’entra con quello che è successo l’altro giorno!”, concluse Kaori eccitata, poi si diresse di nuovo verso la porta. “Ho trovato questo giornale sulla scrivania, proprio davanti ai miei occhi…Era a portata di mano e io non l’avevo ancora visto! Ciao!”, li salutò allegra, felice di essere sulla buona strada per la risoluzione del caso.
“Ehm…Proprio davanti agli occhi?”, mormorò Falco all’orecchio di Ryo. “Sei stato tu…Che intenzioni hai?”, lo torchiò con il suo tono più inquisitorio.
Quella storia non gli piaceva per niente…perché Ryo stava facendo di tutto perché la relazione tra Kaori e Uragami evolvesse in senso positivo? Che cosa aveva in quella testaccia bacata?!
Ma Ryo non aveva nessuna intenzione di dirglielo, e per evitare il suo interrogatorio, decise di ricorrere a sporchi metodi...
“MIAOOO…”, cominciò a miagolare indefesso, mandandolo subito K.O.!
No, Ryo non voleva proprio dirglielo…non era pronto a confessarlo nemmeno a sé stesso!

***

“E’ stato il giorno prima del mio ricovero, vero? Sì, me lo ricordo bene! Quel giorno come al solito stavo prendendo il sole in terrazza…”, rispose Mayuko alla domanda di Kaori, stringendo nervosamente con le dita il lenzuolo.
Era rimasta molto scossa dall’incidente del giorno prima: avrebbe voluto tornare a casa, ma l’intervento agli occhi era già stato fissato e non poteva lasciare l’ospedale, così…
“Sì…”, annuì Kaori come se si aspettasse la sua risposta. “Non c’era niente di strano?”
“Sì…Ho sentito il grido di una donna…e poco dopo delle voci della gente in strada…E’ successo qualcosa?”, le chiese ansiosa, non capendo a cosa mirassero tutte quelle domande.
“Niente…Volevo saperlo così…”, mentì Kaori pensierosa, con la testa da un’altra parte. Sì, tutto tornava…poteva veramente essere andata così!
“Signorina Kaori, che c’è?”,le chiese Uragami perplesso.
“Signor Uragami, venga con me...”, lo invitò lei con fare misterioso.
Poco dopo, una volta soli, Kaori gli svelò finalmente a cosa stava pensando.
“COSA?! QUALCUNO VUOLE UCCIDERE MAYUKO?!”
“Credo di sì! Dopo aver fatto cadere nel vuoto quella donna, l’assassino si sarà accorto della presenza di Mayuko sulla terrazza di fronte…Può aver pensato che la bambina l’abbia visto commettere il delitto…Per questo ieri…”, gli spiegò con dovizia di particolari.
“Ah….Ma...Mayuko non può vedere!”, obiettò lui difendendo istintivamente sua figlia.
“L’assassino non lo può sapere!”, lo gelò Kaori con molta logica.
“Come…?” Mio Dio, era vero! Allora sua figlia era veramente un bersaglio!
“Signor Uragami, potremmo occuparci noi di questa faccenda…che ne dice?”, gli propose Kaori con voce dolce e rassicurante.
“Eh…Ma lei…chi è?”, le chiese stupito.
E Kaori si apprestò a spiegarglielo.

***

“Cosaaaa? Ah…”
“Resteranno quattro giorni a casa nostra, fino al giorno dell’intervento!”, gli disse Kaori perentoria, presentandosi alla porta di casa con i due Uragami e le loro valigie.
“Co…Come?” Ryo afferrò Kaori per un braccio per poterle parlare in privato. “Che diavolo vuoi fare? Vuoi essere la sua guardia del corpo? Ma perché qui?!”
“Sssh…Non ho detto a Mayuko che è in pericolo! Non posso lasciarla di notte nella sua camera in ospedale…E’ troppo pericoloso!”, rispose lei in fretta bisbigliando.
“E’ in ospedale per un intervento! Non puoi portare fuori un paziente senza l’autorizzazione dei medici!”, urlò Ryo senza curarsi della sua richiesta di abbassare la voce.
“Ho chiesto il permesso al dottore!”, ribattè lei piccata.
Se quello vuol dire chiedere il permesso… , pensò ironico Uragami, che non poteva fare a meno di ascoltare quel vivace scambio di impressioni.
Kaori aveva assalito il povero dottore come una furia: “Qui è troppo pericoloso! Nel caso le succedesse qualcosa se ne assumerebbe lei la responsabilità?! Eh? Mi risponda?!”, gli aveva urlato sulla faccia tenendolo per il camice. “Eh…Ma…” Kaori non aveva badato alle sue balbuzienti obiezioni più di quanto un cane dia retta alle sue pulci per decidere dove andare! “Mayuko viene con me! E’ chiaro?!”
E il dottore aveva firmato l’autorizzazione, felice di liberarsi di quella virago!
A quanto pareva, però, Kaori ora era di nuovo in azione, perché stava assalendo anche il suo compagno con pari vigore!
“Però…”, stava tentando di obiettare Ryo inutilmente.
“Se si trattasse di una donna non faresti nessuna obiezione! Perché un uomo e una bambina non possono restare qui?!”
“Chi non ha mai fatto obiezioni?! E poi lo faccio esclusivamente per lavoro!”, protestò lui facendo l’innocentino.
“Davvero? E quando cercavi d’entrare di nascosto nelle camere delle clienti? Si trattava sempre di lavoro?! Mi sembravi molto eccitato quando ti sorprendevo a farlo!”, lo rimbeccò lei astiosa.
“Uh uh…Allora questa volta sei tu che pensi d’entrare nel letto di un uomo! Per questo l’hai portato qui! Eh eh eh…E’ così, vero?!”, insinuò Ryo maliziosamente.
“No, non c’è nessun motivo! Non sono come te!”, ringhiò Kaori arrossendo furiosamente. Cristo, gli Uragami stavano assistendo al loro battibecco! Che cosa mai potevano pensare?!
“Eh eh, non sai neppure com’è fatto un uomo! Ne avrai voglia!”
A quel punto Kaori tirò fuori la sua arma preferita: solo il legno duro poteva aver ragione di quel disgraziato e inculcargli un po’ di sana e buona creanza nella testa!
“Che stronzate dici?! Sei un bastardo!”
“Sei una donna violenta!”
“Dove…dove siamo capitati…?, mormorò Uragami sconcertato alla figlia.
“Boh…”, rispose la bambina alzando le spalle.
Però, anche se non poteva vedere, la situazione si presentava molto interessante…e di sicuro molto, molto divertente!

***

“COMEEE?! Che?! Scherziamo?!”, protestò Ryo recalcitrante.“Perché mai dovrei dormire con quello smidollato? Sei tu la loro guardia del corpo! Non sono obbligato a fare questo per te!”
“Ti prego…Se faccio dormire Mayuko in camera mia il Signor Uragami dovrà dormire sul divano…Non posso essere così scortese con un’ospite!”, lo supplicò umilmente.
“No! In camera mia possono dormire solo donne! E’ una questione di principio!”, si ostinò Ryo capricciosamente.
“Ryo!”
“Ah…se non vuoi che dorma sul divano…”, continuò a voce più bassa e fonda, scoccandole un’occhiata insinuante. “Lo puoi far dormire nel tuo letto, con te…magari gli piace pure…”
Kaori avvampò, restando senza parole, e Ryo ne approfittò per filarsela e sbatterle la porta in faccia.
“Problema risolto! Buona notte!”
“Ah…Eh…”, farfugliò Kaori, ancora frastornata per l’idea che le aveva messo in testa Ryo di dormire assieme ad Uragami, poi finalmente cominciò a recuperare il controllo e a reagire.
“Non sono come te, non penso solo a quello! Scemo! Fissato…”, borbottò, voltandosi per andarsene. Poi però fu colpita da una considerazione che le mise addosso tanta tristezza.
“Se io…lo facessi…non te ne importerebbe nulla…”, mormorò, fissando malinconica la porta chiusa della stanza di Ryo.
Non contava proprio niente per lui…Era pronto a lasciarla ad un altro uomo senza battere ciglio…, pensò avvilita, incapace di distogliere lo sguardo da quella porta ostinatamente serrata.
Dopo l’accesso di malinconia, la rabbia ebbe di nuovo il sopravvento.
“Va bene! Ho capito! Sta’ un po’ a vedere!”, urlò furiosa.

***

“Davvero, Signorina Kaori, non ci sono problemi?!”
“Sì…Per me è lo stesso…Non si preoccupi…”, lo rassicurò incapace di fissarlo, arrossendo leggermente.
Accidenti, Uragami era così bello che le metteva davvero soggezione!
“Bè…Mi dispiace…Dormo io sul divano, al suo posto…”, si offrì lui galantemente, sentendosi a disagio nell’imporre una cosa così scomoda a una donna.
“No, sono abituata. Dorma lei con Mayuko, in camera mia…”, insistette Kaori infilandosi sotto le coperte che aveva sistemato sul divano, mettendolo così davanti al fatto compiuto.
“E’ proprio sicura? Allora la ringrazio! Buonanotte!”, si arrese Uragami con un sorriso.
“Buonanotte!”, replicò lei allegramente.
Quando restò sola in salotto, Kaori sospirò.
“Ah…Alla fine…va sempre così…” Si stese stizzita sul divano, poi si avvolse meglio nelle lenzuola. “Ryo, sei stupido…Veramente stupido…”, mugugnò, cercando di ignorare il turbamento che le dava la perenne indifferenza di Ryo.
Riusciva a farle così male anche senza volerlo…che cosa sarebbe riuscito a fare se ci si fosse messo d’impegno?!

**

“Papà, ascolta…”
“Mh?”
“Perché non posso restare in ospedale? Perché siamo venuti qui, da Kaori…?”
Uragami si tese, cercando le parole più giuste per tranquillizzare la figlia. Non voleva che si spaventasse, ma nello stesso tempo non poteva permettere che corresse dei pericoli…e quella gli era sembrata la soluzione migliore, al momento!
“Bè…Non ti sentiresti sola in quella camera così grande?”, rispose in tono leggero. “E poi pensavo che saresti stata meglio qui, almeno fino al giorno dell’intervento…assieme a Kaori che ti è tanto simpatica…Per questo ho chiesto il permesso al dottore…”
“Ah, sì…Bè…” In effetti, così era più divertente…però suo padre non gliela contava giusta. C’era troppa tensione nell’aria, quindi forse centrava qualcosa quello strano incidente che era successo il giorno prima…e poi Kaori le aveva fatto delle strane domande, e…Comunque, la cosa le andava bene anche per un altro motivo: aveva l’occasione perfetta per portare avanti il suo piccolo piano…C’era soltanto un piccolo neo…”Però…perché Kaori abita con quel tipo?!”, borbottò, tirandosi su il lenzuolo fino al mento.
“Ha detto che per il loro lavoro è più comodo così…perché me lo chiedi?”, le rispose trattenendo uno sbadiglio. Accidenti, era davvero stanco…sperava proprio che Mayuko non insistesse per parlare tutta la notte!
“Papà…non provi niente?”, mormorò la bambina, osando sondare il cuore del padre.
“Eh?” Uragami si rigirò nel letto per scoccarle un’occhiata perplessa.
La bambina capì che l’aveva fatta grossa e si coprì la faccia con il lenzuolo, poi si affrettò a girargli le spalle.
“Scusa, niente…Buonanotte!”
“’notte…”, rispose il padre un po’ sconcertato.
Che cosa stava architettando adesso la sua sveglissima figlia?
Sicuramente era il caso di approfondire, ma non era quello il momento più adatto…era troppo esausto…
Uragami chiuse gli occhi e si abbandonò finalmente al sonno.

***

Kaori stava dormendo profondamente nel salotto, raggomitolata nella sua striminzita coperta.
Il suo sonno era così fondo che non sentì il lieve cigolare della porta che si apriva, e neanche il suono soffocato dei passi di Ryo.
Lui entrò dentro nella sala, poi si fermò ad osservarla dormire.
“Che sciocca…solo una coperta in una camera così grande! Vuoi proprio prenderti un raffreddore!”, mormorò scuotendo la testa.
Si sedette sul divano, poi continuò a rimirarla mentre dormiva.
Era uno spettacolo incantevole.
Il suo viso rilassato offriva alla vista le sue linee armoniose e perfette, brillando di dolce innocenza.
Lei mosse lievemente le labbra, facendogli temere che stesse per svegliarsi, poi mormorò: “Ryo…sei uno sciocco…”, e subito dopo risprofondò nel sonno.
Ryo sospirò.
“Anche quando dormi…parli male di me…”
Mh, c’era almeno una piccola consolazione in tutto questo.
Kaori stava sognando lui, e non qualcun altro!
Si chinò su di lei e la prese tra le braccia, attento a non svegliarla.
Poi fece quello che desiderava fare da tempo immemorabile…la portò nella sua stanza, anche se non per il motivo che avrebbe voluto!
Soffocò un sospiro frustrato: beh, non si può avere tutto nella vita…

***

Kaori si stiracchiò soddisfatta, mugolando di piacere.
Si era fatta una dormita proprio fantastica, e…
Ma, un momento…
“Eh?” Kaori si guardò intorno, e…”Cosa? Sono in camera di Ryo? Perché…?”
Pochi minuti dopo, era già in azione.
“RYO, SVEGLIA!”, assalì il malcapitato facendolo cadere dal divano.
“Ahi…Mi hai fatto male! Che diavolo vuoi?!”, si lamentò sfregandosi la testa dolorante per la nuova botta.
Lei non gli badò affatto e lo afferrò per la maglietta, trafiggendolo con uno sguardo al vetriolo.
“Che cosa mi hai fatto questa notte…?”
“Eh?”
“Perché ho dormito nel tuo letto? Forse mi hai portato con la forza nella tua camera…e poi…che cosa mi hai fatto?!”
Ryo deglutì, poi scosse la testa con forza.
“Non dire sciocchezze! Sai…sei stata tu!”, mentì in fretta.
“Eh?”
“Eri mezza addormentata e ti sei precipitata nella mia camera gridando che non potevi dormire in quella sala fredda! Chi è stato a buttarmi giù dal letto? Adesso non te lo ricordi più, eh?!”
La risposta di Ryo era stata talmente pronta che Kaori restò spiazzata e lo lasciò andare.
“Eh…”
“Porca vacca, sei violenta anche quando dormi!”, protestò lui, fingendosi oltraggiato. “Non voglio essere buttato giù dal letto tutte le notti! D’ora in poi dormirò io qui, mentre tu dormirai in camera mia!” Così non prenderai più freddo, piccola sciocca… Ryo cominciò a a marciare con aria di maestà offesa verso la porta. “Visto che ti sei alzata, vado a letto io. Ho ancora sonno!” Ma se anche non ce l’avesse avuto, ci sarebbe andato lo stesso. Aveva l’occasione di rotolarsi nelle lenzuola in cui aveva dormito Kaori, quindi di cercare l’impronta calda del suo corpo nel letto e di lasciarsi avvolgere dal suo profumo…Soltanto un pazzo se la sarebbe lasciata sfuggire! E lui non lo era fino a quel punto…
Kaori lo guardò andarsene leggermente imbarazzata.
“Eh? Non sarò per caso sonnambula…?”, si domandò confusa.
Ci mancava soltanto questa!

***

Un’ora dopo, Kaori e gli Uragami stavano già facendo colazione, mentre Ryo continuava a dormire della grossa.
“Accidenti! E’ un sacco di tempo che non facciamo una colazione così ricca!”, esclamò Uragami impressionato.
“E’ vero!”, annuì entusiasta Mayuko, che anche se non poteva vedere sentiva una marea di profumini invitanti e deliziosi.
Kaori aveva allestito un vero banchetto per far sentire a suo agio i suoi ospiti!
“Su, mangiate!”, li esortò con un sorriso.
“Papà dorme sempre fino a tardi e non mi prepara mai delle belle colazioni…e poi non è bravo a cucinare…”, svelò la ragazzina con l’indiscrezione tipica dei bambini.
Uragami infatti ridacchiò imbarazzato, ma non potè confutare l’affermazione della figlia, perché era la pura verità!
“Mi piace qui…sto proprio bene…Ho come la sensazione che la mamma sia ancora con noi…Vorrei restare qui…”, mormorò Mayuko con un’ombra di dolce malinconia nello sguardo.
“Ah….” Il padre la guardò affettuosamente. Lui faceva del suo meglio, ma non era facile destreggiarsi tra il lavoro e la famiglia da solo. Era chiaro che alla bambina mancava moltissimo la mamma, e….
“Senti, Kaori, non hai intenzione di diventare la mia nuova mamma?”, buttò lì la ragazzina all’improvviso.
“UAH!”, gracchiò Kaori, rischiando di strozzarsi con il boccone che aveva in bocca, mentre sorte analoga toccava al padre della piccola impertinente.
“Ma…che stai dicendo…?”, farfugliò Kaori rossa in viso per la vergogna.
“Mayuko, non sono cose da chiedere! Hai messo in imbarazzo la Signorina Kaori!”, la sgridò il padre, a disagio quanto lei.
“Sono solo stupita…non si preoccupi…”, lo tranquillizzò lei, smentita però dal rossore sempre più violento che le tingeva il viso.
“Non badi a quello che dice una bambina…”, si scusò ancora Uragami, non sapendo più da che parte guardare.
La bambina ridacchiò soddisfatta.
Aveva gettato un sasso nello stagno: ora doveva solo stare a vedere che cerchi ne nascevano!

***

Mayuko era in terrazza, persa nei suoi sogni.
Mamma…papà….Kaori…
Sì, quel progetto per costruire una nuova bella famiglia aveva tutte le possibilità di andare in porto…ci voleva solo un po’ di attenzione e qualche spintarella, e…
“E’ già mezzogiorno…”, borbottò Ryo presentandosi in sala, facendo trasalire Mayuko che non si era accorta del suo arrivo.
Nemmeno Ryo si era reso conto che lei fosse lì, ancora imbambolato dalla notte di sonno agitato e spezzato che aveva fatto.
Strano che in casa non ci fosse nessuno…E la sua colazione…? E il suo pranzo…?
Sul tavolino della sala trovò soltanto un biglietto.
“Ah? Cosa?”
Per Ryo…Il Signor Uragami è andato al lavoro. Io sto andando a indagare sulla macchina che ha cercato d’investire la bambina giorni fa. Ti affido Mayuko! Kaori.
“Che cavolo…E’ un lavoro scocciante badare a una bambina…”, borbottò a voce alta, inconsapevole del piccolo particolare che la ragazzina lo stava ascoltando.
“Non voglio essere badata da un vecchio, non preoccuparti!”, lo freddò lei offesissima alle sue spalle.
“Sei qui…Cosa stai facendo?”, le chiese Ryo raggiungendola in terrazza.
“Prendo il sole…”
“E’ freddo, ti prenderai un raffreddore!”, l’avvertì lui in tono paternalistico.
“Non sono affari tuoi! Mi piace sentire il calore del sole!”, replicò lei in tono petulante.
“Ah, sì…” Che antipatica…
Ryo sospirando si sedette vicino alla portafinestra, pronto ad intervenire: se doveva proteggerla, non poteva starle troppo lontano. Che barba, non poteva nemmeno andare in cucina per mettere qualcosa sotto i denti!
“Ehi, ascolta, non restare lì! Disturbi le mie fantasticherie! Sto dove mi pare!”, lo sgridò la bambina sentendo che lui si agitava.
“E’ casa mia!”, le ricordò sgarbatamente.“Le mie fantasticherie…?”, chiese poi curioso, ma la bambina non lo illuminò.
Se ne restò in silenzio stizzita, finchè non le venne in mente che quella vicinanza sgradita poteva esserle utile almeno per chiarire alcuni dubbi.
“Dimmi, perché Kaori abita con un vecchio come te?”
“Eh?”, esclamò Ryo spiazzato, allontanando l’accendino con cui stava per accendersi una sigaretta.
“Io sono un giovane uomo! Abita qui a causa del lavo…”
“Non raccontare le solite balle…che è per il lavoro e così via…”
Ryo restò pietrificato, e la sigaretta gli cadde dalle labbra.
“Vecchietto…Hai detto che non provi niente per Kaori, ma…se lei si innamorasse di un uomo…e se quell’uomo venisse a sapere che abita con un tipo come te, cosa potrebbe mai pensare?!” Accidenti, lo aveva sbattuto con le spalle al muro! “Con ogni probabilità quell’uomo non ne vorrebbe più sapere di Kaori! Tu vuoi legare a te Kaori, non la vuoi lasciare libera…E’ per questo che la obblighi ad abitare con te! Non c’è altro motivo!”
“Eh?” Mio Dio…schiaffato davanti alle sue responsabilità da una mocciosa alta sotto il metro e cinquanta…incredibile!
“Ciò significa che ami Kaori…”
“No…”, negò con la voce strozzata. Doveva fermarla a tutti i costi, doveva impedirle di sbattergli in faccia la verità! “E’ vero il contrario! Quando voglio divertirmi con le ragazze, lei mi mette sempre i bastoni tra le ruote!”, uggiolò le sue lamentele ad alta voce.
“Divertire…?”
“Quello che è legato sono io, e proprio da Kaori!”
“Allora…questo significa che Kaori ti ama?”, mormorò ancora più preoccupata la ragazzina terribile.
Brrr, sempre peggio…La mocciosa aveva un intuito micidiale!
“No, ha solo paura che non lavori se mi interesso troppo alle donne…Porca miseria, se non ci fosse lei potrei avere tutte le donne che voglio!”, fece lo sbruffone esagerando un po’…ma mica poi di tanto!
“Ah…Non posso credere che un vecchio come te abbia tante donne a disposizione…”, obiettò scettica Mayuko.
“Che brutta linguaccia! Io ho vent’anni e sono bellissimo! Tutte mi vogliono!”, gridò Ryo oltraggiato.
La ragazzina non si fece impressionare dalle sue strida di maschio offeso.
“Di solito sono quelli che nessuno vuole che parlano così…”, lo ridimensionò in tono saccente.
Brutta marmocchia…Mi tratta come un deficiente…
“Porc…fa’ come vuoi…”, ringhiò Ryo, girandole le spalle per andarsene.
Al diavolo, la ragazzina era in grado di difendersi perfettamente da sé! Con quella lingua lunga poteva tagliuzzare anche una pallottola d’acciaio!
Dei passi affrettati che salivano le scale lo fermarono.
“Eh?!”
“Saeba…” “Ryo, dove sei?!”
Due donne spalancarono la porta di slancio.
“RYO!” “Saeba!”
“Reika, Kasumi, avete fretta…?”
“Ryo, è vero che Kaori ha portato quell’uomo a casa?!”, gli chiese Reika affannata, ma Kasumi non gli diede il tempo di rispondere, perché il suo sguardo era stato catturato da Mayuko.
“Ecco la bambina!”
“Allora è vero!” “Vuol dire che Kaori è innamorata di quell’uomo…”, si consultarono in fretta eccitate.
“Che cosa state dicendo? Che cosa siete venute a fare?”
“Dimmi, allora Kaori fa sul serio con quell’uomo?!”
“Le piace molto? Smetterà di fare la tua assistente?!”, lo assalirono le due belvette, già pronte a sfoderare gli artigli per accaparrarselo.
“Che ne so, domandatelo a lei!”, rispose infastidito.
Reika e Kasumi giunsero le mani, estasiate.
“Ciò significa…”, mormorarono in coro trasognate.
Ma la conclusione fu assolutamente individuale!
“…che questa è l’occasione che aspettavo! Potrò finalmente ritornare dalla mia famiglia!”, fantasticò Kasumi con gli occhi brillanti.
“Cosa stai dicendo? Ryo farà coppia con me! Una bellissima coppia di sweeper!”, la rimise al suo posto senza pietà Reika.
“Non dire stupidaggini, Ryo verrà con me…”
“Chiudi il becco! L’aveva promesso a me…”
“Calmatevi!”, si intromise Ryo esasperato.
“Bè…Allora è vero…”, mormorò Mayuko meravigliata. Ryo doveva essere davvero un bel ragazzo, se due donne erano pronte ad accapigliarsi per lui prima ancora che Kaori se ne andasse!
“Che cosa vuoi?”
“Tu che vuoi?”
“Grr!”
“Grr!”
“Ehi ehi, litigate fuori, qui disturbate!” Ryo le afferrò tutte e due per il braccio senza tanti complimenti, poi le trascinò fuori dalla porta. “Se volete stare con me, venite una alla volta! Prego!”
Finalmente riuscì a chiudersi la porta alle spalle, poi vi si appoggiò sospirando.
Uff…due donne che litigavano per lui e se lo contendevano come un osso…molto meglio finire in una gabbia di tigri siberiane affamate!
Dall’altra parte della porta, la lite tra le due contendenti era però già cessata.
“Hai visto…Non mi sembra giù di morale…”, osservò soddisfatta Kasumi.
“No…Ma con lui non si sa mai! E’ molto bravo a non fare capire quello che veramente pensa!”, replicò più pessimista Reika…e anche più perspicace.
Lei non era così credulona come Kasumi. Se Kaori avesse veramente deciso di andarsene, per Ryo non sarebbe stato così facile…ma non lo avrebbe mai lasciato capire, mai!
Quel colloquio non aveva affatto chiarito la situazione, tranne che ad una sola persona: Mayuko!
“Ah…Accidenti…allora quello che hai detto non è del tutto falso!”, lo apostrofò non appena le due agguerrite rivali se ne furono andate.
“Che cosa vuoi dire?”
“Se non ci fosse Kaori, potresti uscire e divertirti con delle altre donne…”
“Eh...certo! Se non ci fosse Kaori per me sarebbe meglio…”,continuò a mentire, concedendosi però una smorfia sul viso, visto che Mayuko non lo poteva vedere.
Mayuko gli toccò timidamente la mano.
“Eh?”
“Vecch…anzi no, Ryo…NOI DUE POSSIAMO ALLEARCI!”, gli propose allegra.
E Ryo trasecolò.
Allearsi?! E per che cosa, in nome di Dio...?!

***

Cat’s Eye, un’ora dopo

“Fermatevi un attimo! Che cosa state pensando?!”, sbottò Kaori, fissando incredula Kasumi e Reika, che l’avevano trascinata lì per ricavare informazioni direttamente alla fonte. “Sono persone adorabili, sia il padre che la figlia, e sono in pericolo. Non posso lasciarli soli! Per evitare che gli succeda qualcosa di brutto li ho invitati a casa mia! Non ho intenzioni nascoste!”
“Accidenti!” “E’ proprio così?”, mugugnarono Kasumi e Reika deluse.
“Noi pensavamo che...ti fossi stancata di Ryo e avessi messo gli occhi su un altro uomo…”, azzardò Reika, facendola arrossire.
Ma sentitele…
“Ma Uragami non ti piace neanche un po’?”, le chiese Kasumi maliziosa.
“Certo…è molto più gentile di Ryo…E’ proprio un uomo fantastico…”, ammise Kaori abbassando gli occhi.
“Davvero?”, esclamarono in coro le due interessate ascoltatrici.
“Non c’è confronto tra Ryo e Uragami…però…” Kaori esitò. C’era così tanta confusione nella sua testa…e anche nel suo cuore! ”A dire il vero...in questo momento non riesco a capire se Ryo prova qualcosa per me…Io che cosa sono….per lui…”
Kaori si strinse le mani con forza, incapace di esprimere ad alta voce il suo pensiero.
Se continuasse così…potrei cambiare idea e interessarmi a un altro…
Quel pensiero era a dir poco rivoluzionario! Non aveva mai pensato che sarebbe nato nella sua mente, però…che senso aveva ostinarsi ad amare un uomo che non dimostrava nessuna considerazione per lei?!
Doveva condannarsi a una vita da zitella, senza darsi la minima possibilità di avere una famiglia tutta sua?
Forse, era più sensato cogliere quello che poteva e afferrare l’occasione che le si presentava, piuttosto che continuare a mirare all’impossibile…ma non ne era ancora del tutto sicura.
Falco, che era dietro di lei e stava asciugando i piatti, borbottò un:“Chi lo sa…” enigmatico, ma intanto non poteva fare a meno di preoccuparsi.
Quel coglione di Ryo si stava facendo scivolare la felicità tra le dita!
E qualcosa gli diceva che non era per puro caso…

***

“Cosa? Formare un fronte comune per far sposare Kaori e tuo padre?!”, urlò Ryo con gli occhi fuori dalle orbite.
“Sì, papà ha bisogno di una nuova moglie! Se Kaori lo sposasse tu saresti libero d’andare con tutte le donne che vuoi!”, annuì la bambina entusiasta, certa che il suo piano fosse geniale. “Allora d’accordo, saremo tutti contenti! Che la nostra collaborazione abbia fortuna! Conto su di te, Ryo!”, concluse allegra stringendogli la mano per sancire il loro patto scellerato.
“Sì, certo!”, concordò Ryo fingendosi felice quanto lei.
Oh, miseriaccia…che cosa stava mai combinando?!

***

“Ascolta, Ryo, questo è il mio piano…”, gli sussurrò la bambina seduta sul divano al suo fianco, poco prima di ritirarsi per la notte. “Domani andrò all’ultima visita prima dell’intervento. Papà e Kaori mi accompagneranno…Ma subito dopo l’intervento io e te ce ne andremo e li lasceremo soli! Non pensi che questa sia proprio un’ottima idea?”
“Mh…”, mugugnò Ryo poco convinto, restando sdraiato a pancia in giù nel suo letto improvvisato.
“Perché non parli? Non te la senti? Oppure il mio piano non ti piace?”, lo sollecitò impaziente Mayuko.
“Mh…No…però non pensi che prima di fare piani bisognerebbe essere sicuri di una cosa?”
“Che cosa?”
“Di quello che pensa tuo padre…Se Kaori gli piace o no…Credo che lui le piaccia, ma…” Accidenti, quanto gli costava ammetterlo! “Tu non li vedi mai e quindi non puoi capire…”, si sforzò di continuare a parlare in tono ragionevole. “Ho dei dubbi sul fatto che tuo padre si possa innamorare di quella…”
“Cosa vuoi dire? Kaori…è così tanto…brutta?”, chiese timidamente la bambina.
“Penso di sì…Almeno per la maggior parte degli uomini…” Sì, forse quella era la strada giusta per scoraggiare la piccola peste. Adesso si sarebbe convinta che non era cosa, e….
“Ah…Meno male! Papà ha davvero cattivo gusto per ciò che riguarda le donne!”, replicò a sorpresa la ragazzina eccitata. “Era proprio questo che mi preoccupava….Se Kaori fosse stata bella non gli sarebbe piaciuta! Papà non è mai stato attirato dalle donne troppo belle!”, gli confidò in tono da cospiratrice. “Anche la mamma non poteva certo dirsi bellissima…Aveva la faccia piena di lentiggini e portava gli occhiali…”
“Ah…sì…” Porca vacca, la ragazzina era davvero ostinata! “Però anche per ciò che riguarda la bruttezza c’è un limite…”
“Eh? Chi è entrato?”, chiese Mayuko perplessa, avvertendo lo scatto leggero della porta.
Ma Ryo, troppo preso a tessere la sua tela di ragno, non le badò. Per sua sfortuna!
“Kaori è una tipa rozza, viene sempre scambiata per un uomo…E poi le sue misure…”
“Come sono le mie misure?”, lo aggredì l’interessata alle spalle.
“Kaori!”
“Lo so che stavi parlando male di me, vero?!”
“Oh, no! Non è vero!”
, mentì spudoratamente Ryo.”Stavo appunto dicendo a Mayu quanto sei bella, non è vero?!”
“Eh?”
“E’ vero! Kaori è molto bella e ben proporzionata! Certo!”
, lo sostenne Mayuko pronta.
“Esatto! Il suo seno stretto e i suoi fianchi abbondanti non possono essere paragonati a quelli delle altre donne!”
“Oh, sei troppo gentile!”
, gongolò Kaori, ingannata dal suo sorriso pieno di lusinghe. Poi però il significato di quelle parole si fece strada piano piano nella sua mente. “Eh?” Ma…seno stretto…sembrava un modo subdolo per dire che il suo seno era piccolo…e fianchi abbondanti…stava forse insinuando che aveva la pancia grossa?!
“Che razza di complimenti sono questi?!”, esplose finalmente a scoppio ritardato, facendogli passare la voglia di prenderla per i fondelli con un mega martellone. “Mayu, è ora d’andare a letto! Se rimani ancora con lui potresti avere conseguenze negative per il tuo carattere!”, le intimò seccata, prendendole la mano per accompagnarla in camera sua.
Mayu si affrettò a seguirla, consapevole che se l’era cavata davvero con poco rispetto al povero Ryo.
“Che cosa ho detto di male…?”, stava borbottando il malcapitato sotto il martello.
Si faceva prima a dire che cosa aveva detto di bene, non ne aveva azzeccata una!

***

Ospedale Oshiro, il giorno dopo.

“Tenga…”
“Grazie…Signor Uragami, non sa dove sia andato Ryo?”, chiese Kaori, prendendo il tè che lui le stava tendendo.
“No…”
Dov’è sparito? , si domandò sospettosa. “Sarà andato a importunare di nuovo le infermiere?”, borbottò poi esasperata.
“Perché si preoccupa così tanto per lui?”
“No, non mi preoccupo….Ma se non lo tengo sotto controllo si perde e non fa più il suo lavoro…”, gli spiegò imbarazzata.
“Ah…”, commentò lui distratto, sorbendo il suo tè. “Mayuko dovrebbe aver terminato la sua visita….”
In effetti, Mayuko era seduta su una panchina subito fuori dall’ambulatorio, a poca distanza dalla sala d’aspetto dove aveva convinto suo padre e Kaori ad aspettarla.
“Santo cielo! Dov’è Saeba?! Gli avevo detto d’aspettarmi qui…dove può essere andato?!”, stava bofonchiando spazientita a voce alta.
“Eh?! Buongiorno, Mayuko!”
“Eh…Sei l’infermiera Takigawa?”, rispose sorpresa la bambina.
“Oggi hai la visita, vero?”
“Sì, ho finito proprio adesso…”
“Ah, sì…Mi sono spaventata quando sei uscita dall’ospedale...”, disse l’infermiera gentilmente, chinandosi verso la bambina per parlarle all’altezza del viso.
“Mi dispiace, Signorina Takigawa. Non ti ho neppure salutato, anche se sei la mia infermiera preferita…”, si scusò mortificata.
La posizione in cui si trovava l’infermiera era una forte tentazione per un certo mandrillo…
“Wow, che bel culetto…”
“AAAH!”, strillò l’infermiera alzandosi di scatto.
“Yuhu! Che bella sensazione…”, sbavò Ryo ritirando le mani malvolentieri.
“SEI TU RYO, VERO?!”, sbottò Mayuko seccatissima. “Dove sei stato? Dovevi fare come ti avevo detto!”
“Mi annoiavo ad aspettare…”, si stiracchiò lui senza dar peso al suo rimprovero.
“Ehi…”, esclamò l’infermiera ancora tutta rossa.
“Procediamo con il piano?”
“Ma…dove dobbiamo andare, mia cara?”, fece il finto tonto Ryo.
“Sciocco! Dobbiamo sparire, così come avevamo detto!”
“Mayuko, un momento…”, resistette Ryo alla sua pressione.”Questo piano non va per niente bene…Se sparisci all’improvviso Kaori e tuo padre si preoccuperanno e così addio divertimento!”
“Hai ragione…”, si rabbuiò la ragazzina, spalancando gli occhi.
Ma non era certo tipo da arrendersi per così poco!
“Mh…Infermiera Takigawa, ho un favore da chiederti…”
“Eh?”

***

“Eeh?! E’ andata a casa con Saeba?!”, esclamò Uragami perplesso.
“Sì, ha detto che non dovete preoccuparvi e di tornare a casa quando volete!”, confermò l’infermiera Takigawa, consegnando il messaggio così come le era stato richiesto.
“Ryo…fa sempre ciò che gli pare!”, borbottò Kaori seccata.
“Ho capito…La ringrazio per l’informazione…”, disse gentilmente Uragami.
“Di niente…”
Lui e Kaori si avviarono per uscire dall’ospedale, seguiti dallo sguardo un po’ invidioso dell’infermiera, che avrebbe voluto essere al posto di Kaori.
“Chissà che cosa vuole fare Mayuko…”, si domandò incuriosita, poi fu costretta a riprendere il suo lavoro.
“Se è con Ryo non dobbiamo preoccuparci…Ma quando hanno fatto amicizia quei due?”, si chiese Kaori non meno stupita.
“Eh eh…Hanno fatto bene…”, ridacchiò Uragami rilassato. “Non devo andare subito al lavoro, ho ancora tempo…Cosa ne dice di prenderci un caffè insieme?”, le propose con un sorriso.
“Eh...Ma…”
“Ha qualche problema a venire con me?”, si informò vedendola titubante.
“No, no…Se a lei va bene…”, farfugliò Kaori arrossendo immediatamente. “Allora andiamo!”
I due non si resero conto di essere spiati…
“Ryo, il piano sta andando a gonfie vele!”, si entusiasmò la piccola sporgendo leggermente la testa dal cespuglio dietro il quale erano nascosti.
“Come sono contento…”, commentò amaramente Ryo, il ritratto del fastidio più assoluto. “Allora andiamo a casa…”
“No! Dobbiamo seguirli!”, lo fermò la bambina decisa.
“Perché devo fare una cosa del genere?!”, protestò Ryo disperato.
“Dobbiamo assicurarci che vadano d’accordo!”, gli spiegò impaziente la bambina.
“Non voglio fare il guardone!”
“Fa niente!”
Ormai la ragazzina tremenda era già partita in quarta, e a Ryo non restò altro da fare che seguirla.
Povero me…, pensò afflitto Ryo.
Poco dopo, loro due stavano seguendo la coppia Uragami/ Kaori che camminava su un marciapiede, acquattandosi dietro ogni angolo per non farsi vedere.
Ryo si sentiva infelice come non mai.
Ma perché devo farlo?
Non era già abbastanza aver scelto volontariamente di mantenere una posizione neutrale per dare un’occasione a Kaori di vivere una vita normale, doveva anche incoraggiarla a prendere il volo lontano da lui e POI VEDERLA CON I SUOI STESSI OCCHI?!
D’accordo, forse se lo meritava, per come l’aveva sempre trattata a pesci in faccia, rifilandole una doccia fredda dopo l’altra, ma…accidenti, se faceva male!
“Allora che stanno facendo? Dimmelo!”, lo richiamò all’ordine la ragazzina, tirandolo per l’impermeabile.
“Mh… E’ una scena incredibile…”
“Eh…Che cosa vedi? Si sono presi a braccetto oppure camminano abbracciati?!”, esultò la piccola schizzando dalla gioia.
“Kaori sta camminando a fianco di tuo padre!”
“Perché è incredibile?!”, si stizzì Mayuko delusa.
“Perché è raro vedere Kaori camminare fianco a fianco con un uomo!” Fino ad ora, infatti, aveva sempre camminato solo al suo fianco…che voglia di andare lì e trascinarla lontano da quel bellimbusto! ”Questa è una scena indimenticabile e irripetibile!” Indimenticabile, sicuramente…non fosse altro che per la staffilata al cuore che provocava! Irripetibile…beh, se tutto andava come voleva Mayuko, si sarebbe ripetuta anche troppo spesso per i suoi gusti!
Poco dopo Kaori e Uragami erano seduti in un caffè, in un tavolino vicino ad una vetrata, e Ryo si era arrampicato come una lucertola sulla parete per continuare a spiarli, secondo le istruzioni di Mayuko.
Ryo guardò il viso di Kaori, che stava seduta di fronte a Uragami tutta rigida.
“Accidenti…E’ rossa come un peperone…” Cavolo, le faceva proprio effetto quel tipo, altrimenti non si sarebbe comportata così! Una fitta di gelosia lo ferì dritto allo stomaco, aprendo una ferita sanguinante. “Ma che cavolo sto facendo…?”, si arrabbiò Ryo con sé stesso. Perché doveva stare lì a torturarsi con quella vista?!
“Ehi! Non dimenticarti che sei i miei occhi! Non brontolare e sorveglia la situazione!”, gli strillò nelle orecchie la piccola tiranna in basso, mediante un rudimentale telefono creato con due bicchieri e un filo.
“Eh, agli ordini, capo…”, si arrese di malavoglia Ryo.
“Bene!”
Ryo si rassegnò, e cominciò a origliare la conversazione tra Kaori e Uragami.
“…Ho girato tutte le autofficine della città, ma…non ho trovato nessuna traccia della testarossa che ha cercato d’investire Mayuko…”, gli stava dicendo lei in tono esitante. “…Adesso ho pensato di controllare tutte le persone che posseggono quel tipo di auto…”
“Sarà molto faticoso…”, commentò Uragami comprensivo.
“No…E’ una macchina di lusso, non ce ne dovrebbero essere molte in città…”
“Ah….Ho capito. Grazie di tutto…”, le sorrise gentile.
Che dialogo poco romantico…Quando è con me o con Mayuko è più rilassata…invece da sola con un uomo e tutta tesa e impacciata…Non è proprio abituata… , pensò Ryo intenerito.
“Senti…Cosa stanno facendo? Dimmelo!”, lo chiamò impaziente la mocciosa al piano di sotto.
“Stanno parlando…”
“Eh…” Uff, che delusione!
“Ah…”, esclamò Ryo in tono più vivace.
“Eh…Cosa succede?! Dai!”
“Kaori sta bevendo il caffè…Ne ha bevuto un sorso e poi ha rimesso la tazzina sul piattino…Anche tuo padre ha bevuto…Ma lui invece beve tè…lentamente…Ne ha bevuto due sorsi! Kaori ha sollevato un bicchiere d’acqua…Sta bevendo…Un sorso…Il secondo…”
“Non mi interessano queste cose! Dimmi com’è l’atmosfera, è buona?!”, sbottò Mayuko, spazientita da quella telecronaca piatta e senza sugo.
“Non vedo niente di particolare…Mh? Aah?!”
“Che sta succedendo?!”, gridò speranzosa la bambina.
“Ho visto due belle donne sedute al tavolo vicino al loro! Wow, quella seduta di fronte è la più bella! Tra la la!”
“Saeba…”, cominciò in tono lugubre la bambina, non appena si fu ripresa dal colpo.
“Mh?”
“Ahh…Ahh…”, prese fiato la ragazzina.
“Eh?”, esclamò Ryo incuriosito.
“CHE VUOI FARE?! EHI, TU!”, gli urlò nell’orecchio con tutto il fiato che aveva, così forte da farsi sentire anche attraverso il vetro e mandare di traverso la bevanda a Kaori e a suo padre!
Chi fece però le spese peggiori di quell’urlo apocalittico fu proprio Ryo, che perse la presa e tonfò a terra con gran fracasso!
“Che sta succedendo?!”, domandò Uragami asciugandosi il viso con un fazzoletto. Per colpa di quell’urlo si era fatto praticamente una doccia fuori programma!
“Non so…” rispose Kaori sporgendosi per vedere che cosa c’era in strada. Vide solo due gambe distese al suolo, gambe che però le erano molto, molto familiari…“Eh?”
“Sciocco! Così ci scoprono subito!”, lo sgridò la bambina, attirandolo perché si riparasse alla vista dei due al piano di sopra.
“Perché hai gridato così forte?!”, si lamentò Ryo tutto acciaccato.
“Ma questa…?”, esclamò Kaori sempre più sospettosa.
“Non era la voce di Mayuko quella che abbiamo sentito?”, esitò Uragami tendendo l’orecchio.
“Eh? Com’è possibile?”, replicò Kaori incerta. “Ah…Non vorrei che…” Forse…Ryo poteva averli seguiti e…
Al piano di sotto, Mayuko stava ancora trascinando Ryo che si teneva la schiena mugolando.
“Presto, nascondiamoci!”
“Ahi, ahi...”
Kaori aveva fatto una corsa per riuscire a sorprenderli, ma quando sbucò nel vicolo c’erano solo degli scatoloni rovesciati per terra, con tante bottiglie vuote.
“Eh? Sarà stata un’impressione?”, si chiese perplessa.
Poi però notò un oggetto proprio vicino al suo piede, e si chinò per raccoglierlo.
Ma questo…è l’accendino di Ryo! Allora lui…l’aveva veramente seguita…quindi questo voleva dire che gli importava veramente di lei…al punto che non voleva che uscisse con un altro uomo!
“Signorina Kaori, ha trovato qualcosa?!”, le chiese Uragami in quel momento alle sue spalle.
“No, niente…”; rispose in tono assente Kaori, troppo occupata a rimuginare su quella scoperta così importante. Ma se questo spiegava le mosse di Ryo, come rientrava nel quadro la piccola Mayu? No, qualcosa ancora le sfuggiva…
“Allora andiamo…”
Kaori lo seguì, lanciando però un’ultima occhiata sul fondo del vicolo.
Aveva come la sensazione che…
“Ssh…”, mormorò Ryo alla piccola, acquattata insieme a lui dietro ad un’enorme cassa.
“Sì…”, bisbigliò lei restando immobile come una statua.
Per fortuna Ryo sentì i passi di Kaori che sia allontanavano, quindi tirò un sospiro di sollievo.
“Presto...Seguiamoli!”, scattò la ragazzina scatenata.
“Eeh? Ancora?!”, protestò Ryo esausto.
“Sicuro!”, insistette la piccola Mefistofele in gonnella, cominciando a trascinarlo.
No…Non voglio... , pensò distrutto.
Ma il suo incubo, a quanto pareva, non era ancora finito. Anzi, era appena cominciato!

***

Casa Saeba, quella stessa sera.

“Alla fine sono solo andati al parco…Niente…neppure un bacio…”, bofonchiò la ragazzina parlando con sé stessa, seduta sul divano in posa rilassata per riposare i piedi. “Dopo tutto quello che abbiamo fatto per loro…Magari non sono adatti, chissà…Ahimè…”, mugolò afflitta.
Doveva inventarsi qualcos’altro.
Il rumore della porta che si apriva le fece alzare la testa.
“Chi è? Sei tu Kaori? Bentornata!”, la salutò un po’ nervosa, avvertendo una strana tensione provenire da Kaori.
“Mayu, vorrei parlare con te…”, le disse la donna in tono fermo.
“Eh…?”

***

Ryo era sdraiato sul suo letto, e si stava divertendo alla grande con i suoi giornaletti culturali.
Ebbe l’impressione che un’aura minacciosa lo sovrastasse, quindi si girò, e…
“ARGH! Sei tu, Kaori? Che spavento mi hai fatto prendere…”, balbettò ancora tremante, ma Kaori non sorrise.
Appoggiò il suo accendino sul comodino, poi parlò con una voce così fredda che avrebbe potuto congelare il deserto del Sahara.
“Ryo…Mayu mi ha detto tutto…”
“Eh?” No…la ragazzina non poteva aver spifferato tutto, vero…? Era contro il suo stesso interesse, era una vera pazzia…ERA UN MOTIVO SUFFICIENTE PERCHE’ KAORI LO PASSASSE A FIL DI SPADA!!!
“…del vostro piano…per farci sposare…”
Cristo, ERA UN UOMO MORTO!
“Mi scusi, Signora! Sono stato costretto con la forza…”
Era così spaventato dalla furia gelida di Kaori che cadde a terra per conto suo, facendosi male da solo. “Ahi! Ahio…Ah ah…”, ridacchiò nervoso, vedendo che lei non accennava nemmeno a colpirlo.
Incredibilmente, Kaori gli voltò le spalle e si avviò per andarsene.
“Kaori, non mi dai neanche una martellata? Oppure preferisci avvolgermi nella coperta? Che ne dici? Eh eh eh…”, le suggerì ridacchiando, completamente in preda al panico.
Kaori si fermò, e per un breve attimo Ryo sperò che sarebbe tutto tornato come prima…ma lei non si girò, e…
“E’ solo questo ciò che pensi di me…? Non t’importa niente…E’ così, vero?!”, disse con voce mortalmente calma.
Ryo restò senza parole.
Ci era riuscito.
L’aveva convinta del fatto che non la voleva…e ora lei si sarebbe sentita libera di andare verso un altro uomo!
Era quello che sperava, no?
Non era lui quello che aveva deciso che Uragami fosse l’uomo giusto per lei, quello che avrebbe potuto darle la vita sicura e agiata che lui non poteva e non avrebbe mai potuto offrirle?
Non era sempre lui quello che era convinto che questa fosse la cosa migliore che potesse capitare a Kaori, quella che anche suo fratello Hideyuki avrebbe voluto per lei, e che quindi gli spettasse solo il compito di farsi da parte, anche a costo di morirne?!
Anche se la amava…anzi, proprio perché l’amava, doveva lasciarla assolutamente libera!
E allora, perché i passi di Kaori che si allontanava suonavano come le campane a morto?!
Quella sera al tavolo della cena Kaori intavolò una conversazione allegra e disinvolta con Uragami, dimostrando che se voleva era in grado di sciogliersi con chiunque.
Mayuko era al settimo cielo, constatando che la sua manovra per avvicinare quei due, anche se in un modo a dir poco strano, aveva avuto pieno successo!
Solo Ryo non sembrava gloriarsene, e se ne stava rintanato dietro il suo giornale.
Mayuko cercò di avvicinarlo, anche perché doveva proprio fare ammenda.
“Scusami se ho parlato del nostro piano…ma Kaori è stata molto convincente…Però…devo dire che grazie a te quei due sono entrati in confidenza…Guarda! Il nostro piano è da considerare riuscito! Vero? Ryo che ti succede?”
“Mh…”, mugolò Ryo senza scoprire la faccia.
Sì, il piano era riuscito…ma ora chi avrebbe rimesso assieme i pezzi del suo cuore infranto?!