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Nonostante fosse ottobre da due settimane, il clima di Mafia Land era ancora gradevole, e molti mafiosi giravano per le spiagge o nel villaggio turistico, attenti a non ingaggiare liti con Famiglie rivali per non andare contro le leggi che decretavano il posto come neutrale.
L'arrivo del jet privato dei Varia richiamò l'attenzione di alcuni mafiosi di basso rango che non avevano mai visto dal vivo i componenti del leggendario corpo di assassini d'élite dei Vongola, e presto anche alcuni di Famiglie medie o abbastanza importanti si radunarono.
"Che ci fanno qui i Varia?" chiese un uomo dai tratti asiatici e un corto codino nero sul capo pelato.
"Ho sentito che pochi giorni fa il loro Boss ha fatto quattordici anni", rispose una donna con un pesante accento del Nord Europa, "forse sono qui per festeggiare".
"Non sapevo i Varia avessero un Boss loro" si intromise un uomo alto di colore.
"Il figlio del Nono li ha presi con la forza" fece sapere un uomo in giacca e cravatta con una piccola bandiera spagnola appuntata al colletto.
I portelloni del jet privato si aprirono e Levi scese, guardò male verso la folla radunata e si voltò.
"Non dovreste scendere, Boss. È pieno di feccia".
Lussuria si affacciò dal portello del jet e sporse le labbra a cuore.
"Non ho il trucco adatto per una folla del genere!" cinguettò.
Squalo balzò fuori dal jet atterrando di fronte alla folla, con un gesto secco della spada tracciò una linea sullo sterrato.
"Voooooooiii! Se qualcuno osa avvicinarsi più di così al Boss, verrà eliminato!".
Xanxus scese lentamente dal mezzo.
Teneva con il braccio destro il piccolo Hayato di quattro anni vestito di tutto punto, con il braccio sinistro reggeva il piccolo Belphegor di sei anni con un abito da principessina, Kyouya della stessa età con un hanfu stava appeso tra i suoi capelli mori tenuto da Tetsuya di un anno più grande già con un completo da Braccio Destro addosso, e dalle sue spalle sbucavano le testoline di Chrome e Fran di circa due anni, la prima con un abitino bianco e l'altra con uno verde.
Alcuni nella folla cominciarono a rumoreggiare, qualcuno borbottò "È forse uno scherzo?", si sentivano colpi di tosse e risate strozzate.
Senza una parola, Xanxus prese a camminare verso le bancarelle poste intorno al castello che fungeva sia da hotel che da attrazione.
Si trovò davanti un gruppo di mafiosi che stava ancora parlottando e si fermò a fissarli.
Uno si accorse del suo sguardo e alzò gli occhi, prese a sudare freddo e cadde a terra, paralizzato dalla paura.
Levi accorse accanto a Xanxus, con uno dei suoi ombrelli già sguainato.
"Vuoi che li elimini, Boss?" chiese.
Lussuria fece capolino dalle spalle di Levi, portandosi un dito alle labbra.
"Potrei aggiungerlo alla mia collezione~".
Squalo gli ringhiò contro.
"Zitto, imbecille, i bambini ti sentono!".
Xanxus guardò l'uomo in terra e alzò lentamente lo sguardo sul resto del gruppetto, che sobbalzò quasi all'unisono.
"C-ce ne andiamo subito!" strillò uno.
Insieme afferrarono l'uomo in terra e lo trascinarono velocemente via.
Belphegor si sistemò la coroncina a lato dei capelli biondi.
"Shishishishishishi, si sono spaventati".
Hayato si strinse al braccio di Xanxus con entrambe le manine.
"Forse non dovevamo venire" pigolò.
Kyouya si sporse dai capelli di Xanxus per guardare il più piccolo con fare serio.
"È tutto l'anno che sei triste per la pianista. Questo è il tuo posto preferito" dichiarò.
La piccola Chrome indicò verso una delle bancarelle.
"Lì" disse.
Xanxus si assicurò che né lei né Kyouya cadessero, poi marciò a passo deciso verso la bancarella, vedendo che vendeva ogni tipo di dolciume.
Belphegor si sporse e afferrò uno stecco di liquirizia, lo morse e lo sputò con una smorfia
"Non è degno di un Principe!" si lamentò.
Lussuria gli si affiancò per scompigliargli i capelli.
"Neanche sputare il cibo lo è, Bel-chan" rimproverò.
Levi squadrò la bancarella con occhio critico, la donna addetta ai dolci sudava freddo sotto il suo sguardo.
"Nulla di tutto questo è degno del Boss!".
Squalo gli sbatté con forza il piatto della spada in testa.
"Lascia decidere a lui, stalker!".
Hayato si guardò intorno, sgranò gli occhi notando alcune mele caramellate allineate in una vetrinetta e tirò la giacca di Xanxus.
"Guarda!" esclamò.
Xanxus si voltò verso le mele, le raggiunse e le fissò, socchiudendo gli occhi che si specchiavano nella vetrina.
Fran guardò Chrome, che annuì, e poi disse: "Due!".
Xanxus arricciò le labbra sporgendo quello superiore in una smorfia simile ad un broncio, Squalo gli si affiancò e gli posò una mano sul braccio.
"Sono solo mele caramellate, BakaBoss. Una volta tanto non gli faranno male" assicurò.
Hayato prese ad agitarsi in braccio a Xanxus, con aria eccitata.
"Hanno il colore dei tuoi occhi!", esclamò, "possiamo prenderne una ciascuno? Per favore?".
Xanxus lo guardò, batté le palpebre lentamente e accennò un piccolo sorriso.
Alzò il capo verso la donna alla cassa della bancarella.
"Dammene otto" ordinò.
La donna si affrettò ad obbedire, e Squalo roteò gli occhi.
"A cosa te ne servono otto? I mocciosi sono sei!".
Xanxus sogghignò, e dopo un'istante Lussuria lo raggiunse con il pacchetto di mele caramellate.
"Levi sta inutilmente cercando di pagarla, sa che ci tieni" commentò quest'ultimo.
Xanxus annuì, mise in terra tutti i bambini e distribuì le mele caramellate. Le due restanti le infilò una in mano a Squalo e una in mano a Lussuria.
Squalo arrossì furiosamente e Lussuria ridacchiò come una ragazzina, nascondendo l'imbarazzo.
Levi si voltò verso il gruppetto con un sorriso trionfale.
"Sono riuscito a pagare, Boss!".
Xanxus annuì, secco.
"Ottimo lavoro, Levi" dichiarò.
Mentre questo si scioglieva in lacrime per la commozione, Xanxus tornò verso i bambini per controllare non si facessero male.
Lussuria si affiancò a Squalo, con un sorriso dolce.
"Gli ci vuole molto coraggio per venire in posti come questo, e ci ha anche fatto un regalo" disse.
Squalo annuì, gli occhi colmi d'amore nel guardare Xanxus con i bambini.
"È l'unico degno di essere Decimo".
