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La serra del Nono

Summary:

La Nona Generazione dei Vongola nasconde ben più di qualche segreto, e Iemitsu come capo del CEDEF deve proteggere la verità.
Se solo Xanxus non fosse sempre in mezzo.

Notes:

𝘘𝘶𝘦𝘴𝘵𝘢 𝘴𝘵𝘰𝘳𝘪𝘢 𝘱𝘢𝘳𝘵𝘦𝘤𝘪𝘱𝘢 𝘢𝘭 𝘞𝘳𝘪𝘵𝘰𝘣𝘦𝘳 𝘥𝘪 𝘍𝘢𝘯𝘸𝘳𝘪𝘵𝘦𝘳.𝘪𝘵

Lista: pumpCOLORS.
Prompt: Chocolate Cosmo/Cosmo di cioccolato.

Chapter Text

L'ufficio del Capo del CEDEF era immerso nella penombra, e Reborn guardava la scrivania di Iemitsu coperta di documenti disordinati, seduto su cinque cuscini posti sulla sedia.
Iemitsu non teneva foto sulla scrivania, per evitare che qualcuno potesse scoprire i suoi affetti.
Reborn lo guardò sospirare, affondando il capo tra le braccia incrociate sulla scrivania, e assottigliò le labbra.
"Stai esagerando, Iemitsu" lo riprese.
Iemitsu scosse appena la testa, sollevando gli occhi castani.
"Sono serio, Reborn. Xanxus ha capito qualcosa sul Nono".
Reborn saltò sulla scrivania, posizionandosi di fronte al volto dell'altro.
"Stimo molto anch'io l'intelligenza di quel ragazzo, Iemitsu, ma è appena uscito dal ghiaccio ed ha ufficialmente perso la Battaglia degli Anelli. Prima dei complotti sul Nono, dovrà pensare a recuperare la fedeltà della Mafia".
Iemitsu rise amaro.
"Sai meglio di me che non sarà necessario. La sua giovane età non è mai stata un problema per i grandi Boss, e nessuno di loro crederebbe che Tsuna l'ha davvero battuto".
Reborn sospirò.
"Va bene, ma cosa ti fa pensare che Xanxus sappia del Nono?".
Iemitsu si rizzò, prese uno dei fascicoli gettati a lato della scrivania e lo porse a Reborn, mostrandogli la foto di una serra.
"Ricordi la serra del Nono?".
Reborn annuì, prendendo a sfogliare il fascicolo. C'erano foto di Xanxus che si occupava dei fiori nella serra, usando diversi tipi di terriccio o annaffiandoli.
"Chi avrebbe detto che il Terrore della Mafia avesse il pollice verde" scherzò.
Iemitsu lo guardò male, scosse il capo e gli passò un'altra carpetta.
"Ha trovato il passaggio".
Reborn sgranò gli occhi neri e aprì il contenitore, guardando le foto di Xanxus che scendeva lungo una scala sotterranea.
"È andato nella serra segreta? Pensavo fosse accessibile solo al Nono e al suo Capitano".
Iemitsu si passò una mano tra i capelli biondi con aria grave.
"Lo pensavo anche io, ma Xanxus ha trovato l'entrata e ha raggiunto la serra segreta".
Reborn osservò a labbra strette le foto di Xanxus che guardava le piante che crescevano nel sotterraneo. Nessuna era una pianta comune, vi erano innumerevoli rose di colori innaturali, piante con i fiori di fuoco o ghiaccio, edere le cui foglie trasudavano veleno, fiori fatti di metallo o vetro e molte che Reborn non sapeva identificare.
"Pensi abbia capito che non sono solo piante?".
Iemitsu annuì, e fece scivolare davanti a Reborn una gigantografia.
"Guarda come tratta il cosmo di cioccolato".
Reborn sbiancò.
La pianta del cosmo di cioccolato era alta almeno tre volte il giovane Xanxus, che le stava carezzando i petali di un rosso simile al sangue rappreso.
Il ragazzino vi strofinava la fronte contro come un gatto in cerca di coccole, attento alle spine sullo stelo della pianta.
Iemitsu intrecciò le mani.
"Visto che parliamo della migliore Tempesta della Decima, non mi stupirebbe se capisse che ogni pianta rappresenta una persona".
Reborn prese a carezzare ripetutamente Léon nel tentativo di calmarsi.
"Cosa pensi farebbe se scoprisse che quello è il fiore del Nono?" domandò.
Iemitsu lo guardò divertito.
"Te ne intendi di significato dei fiori, amico mio?".
Reborn inarcò un sopracciglio.
"Quanto te, immagino. So che le rose rosse vogliono dire amore passionale e poco altro", fece, "una volta credo di aver letto da qualche parte che le margherite rosse hanno lo stesso significato, che sono l'esatto contrario di quelle bianche".
Iemitsu fece un sorrisetto, poggiandosi contro lo schienale della sedia, e rivolse lo sguardo al soffitto; dove un candelabro di cristallo rifletteva in mille arcobaleni la poca luce.
"Il cosmo di cioccolato significa Nessuno può amarti come faccio io", spiegò, "profuma di cioccolato alla vaniglia, e nessuno sa dire con certezza se in natura sia completamente estinto o perfettamente rigoglioso".
Reborn sospirò sonoramente, sedendosi sulla scrivania con fare stanco.
"Credi che Xanxus potrebbe indagare sul significato di quel fiore?".
Iemitsu annuì, chiudendo gli occhi.
"Le mie fonti mi hanno detto che ha già fatto ricerche sul significato dei colori da associare alle rose, e che sta studiando i vari tipi d'edera", disse, "sai che il ragazzo non fa nulla a metà".
Reborn si calò il fedora sul volto, oscurandolo.
"Perché diamine non può farsi gli affari suoi?" sibilò.
Iemitsu rise amaro.
"Uno potrebbe pensare che avrebbe dovuto imparare la lezione dal Progetto Culla, ma a quanto pare è solo più deciso di prima".
Reborn sospirò.
"Squalo era tuo allievo, no? Non puoi dirgli che il suo Boss si sta mettendo nei guai?".
Iemitsu abbassò il capo a guardare l'amico.
"Anche se Squalo mi credesse, sai che Xanxus ascolta solo se stesso, e neanche sempre".
Reborn fissò la foto di Xanxus che carezzava le foglie del cosmo di cioccolato.
"Nessuno deve sapere il segreto del Nono, Iemitsu. Dobbiamo fermarlo".
Iemitsu incrociò le braccia.
"Lo so", fece duro, "non so come".
Reborn saltò di nuovo sui cuscini della sedia.
"Creerò una distrazione. Tu pensa a qualcosa più a lungo termine".
Iemitsu annuì, guardò l'amico balzare via e si coprì gli occhi con un braccio.
Spero che questa farsa finisca presto.