Work Text:
Yin e Yang
Lee camminava di fianco a Tsuyoshi, sfilando davanti alle bancarelle.
Il suo lungo vestito scivolava sulle lastre di marmo del selciato, insieme ai suoi lunghissimi capelli mori.
L’ambiente era illuminato dalla luce aranciata delle lampade di carta appese ai pali di legno dei negozietti.
C’erano casse di frutta, bancarelle di dolci, spiedini tipici e involtini ripieni cotti al vapore che emanavano dei fili di fumo profumati.
Yamamoto stava studiando le ricette, memorizzando come venivano preparati e comprò uno spiedino, studiando il colore del polpo e quanto era stato cotto.
Lee si fermò a una bancarella di gioielli fatti a mano, prese un ciondolo con un pendaglio: era liscio, circolare, con una parte bianca e una nera.
«Quello sembra... è lo yin e lo yang?» chiese Tsuyoshi. Aveva i capelli legati dietro la testa in una coda.
Lee lo indossò, sussurrando: «Sì… e lo yin mi ricorda molto te, Tsu-chan». Ricominciò a camminare, seguito da Tsuyoshi.
Nel momento in cui passavano, gli altri abbassavano la voce. Il brusio si faceva più lontano, anche se molti fissavano affascinati l’imperatore.
Solo alcuni si accorsero che la spada cerimoniale che aveva al fianco era vera e che, a una decina di passi di distanza, c’erano le guardie del palazzo.
«Come mai?» domandò Tsuyoshi con la bocca piena.
«Lo yin rappresenta l'oscurità, il freddo, la passività, la femminilità, la terra e la luna. Non dirmi che non ti rappresenta» rispose Lee.
Tsuyoshi finì lo spiedino e dimenò il pezzo di legno appuntito, ancora sporco di cibo, davanti al viso. Lo faceva sibilare come se fosse un’arma.
«Lo Yang, invece?».
«Quello è l’opposto».
Tsuyoshi sorrise. «Se mi ricordo bene, anche se sembrano incompatibili, in realtà l’uno ha bisogno dell’altro per esistere e si completano a vicenda».
Lee lo fissò. "Io ti rispetto, ma allo stesso tempo voglio vincerti. Sia ‘rispetto’ che ‘vincere’ si dicono Ying, una pronuncia molto simile a yin. Forse questo significa che la nostra è una sfida che è scritta nel destino stesso" pensò.
«Ricordi bene» rispose atono e riprese a camminare.
