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Dati dispersi

Summary:

Collezione di piccole one shot

Notes:

Strapperete Beelzemon meccanico dalle mie fredde, morte mani

Chapter 1: Renamon/Beelzemon - Fa freddo

Chapter Text

La piccola officina odorava di olio, gomma e pane. Un mucchio di calendari pieni di femmine ammiccanti era accantonato in un angolo, regali di clienti che il proprietario si rifiutava di appendere, ma non riusciva a buttare.

Erano passati mesi da quando i digimon erano stati costretti a tornare a Digiworld.

I primi giorni erano stati difficili, erano finiti dispersi nelle loro forme primarie, ma non c'era voluto poi molto perchè si ritrovassero e digievolvessero di nuovo.

Ognuno di loro aveva cercato un modo diverso di attutire la mancanza del proprio Tamer. 

Guilmon e Terriermon, guidati da Lopmon, avevano aperto una panetteria. Cyberdramon cacciava taglie. Renamon vagava per Digiworld aiutando tutti quelli che ne avevano bisogno.

Eppure... Beelzemon batteva ritmicamente il piede a terra.

"Avete preso la mia officina per un bar?

"Dai non essere sempre così noioso!"

Terriermon gli lanciò un panino a forma di Guilmon, che lui acchiappò coi denti.

Non erano molti i digimon che utilizzavano mezzi di trasporto, ma il posto era diventato terreno sacro per quelli che lo facevano.

In quel momento, tuttavia, era stipato di vassoi pieni di panini.

Calumon, appollaiato su Behemot, ne teneva in bocca più di quanti ne potesse realisticamente masticare e stava riempiendo la sella di briciole.

Stranamente, la moto lo tollerava.

Cyberdramon era appollaiato sullo stipite della porta. Non mangiava e non parlava, ma non sembrava nemmeno intenzionato ad andarsene.

Beelzemon sbuffò, addentando un'altro panino.

"Ti stiamo dando fastidio?"

Renamon mangiava seduta dignitosamente su un bancone, senza far cadere neppure una briciola.

"Ovviamente!"

La coda di Beelzemon frustò l'aria, mentre il digimon ripescava Guilmon, che si era infilato in uno scatolone pieno di chiavi e bulloni, prendendolo per la collottola. 

La volpe antropomorfa rise dolcemente, nascondendo la bocca dietro la mano guantata. 

"Non mangiarli"

Calumon aveva rovesciato un vassoio di panini nel tentativo di afferrarli e poi aveva cercato di mangiarli lo stesso.

"No, non lì!"

Beelzemon cercò di agguantare Terriermon per una delle lunghe orecchie prima che il più piccolo potesse incasinare il suo lavoro. 

I fari della macchina che stava riparando lampeggiarono nervosamente.

Persino Cyberdramon si lasciò sfuggire una minuscola risata.

"Oh, dai, sei proprio un'antifesta!"

Terriermon mise il broncio.

"Persino Leomon era meno rigido di te!"

Nella stanza cadde il silenzio. 

"Aspetta, non volevo dire-"

"Nessun problema"

Beelzemon uscì velocemente dalla stanza.

Lopmon sospirò, poggiando nel piattino il suo panino mezzo mangiato.

"Sei un idiota"

Il suo gemello si nascose un po' nelle sue orecchie giganti.

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Beelzemon si appoggiò alla parete, cercando di regolarizzare i respiri spezzati, i lunghi artigli che scavavano nel tessuto leggero della sua maglia.

"Stai bene?"

Il digimon si raddrizzò immediatamente, senza girarsi a guardare la volpe.

"Certo. La mia officina è solo troppo piccola per tutti quegli idioti. Dovresti controllare che non distruggano niente"

"Lopmon può gestirli"

Renamon fece scivolare una mano sulla schiena dell'altro, sotto il giubotto di pelle.

Beelzemon scattò come se il tocco lo avesse bruciato.

"Ho detto che sto bene!"

Renamon inclinò leggermente la testa.

"Mi stavo scaldando le mani. Fa freddo"

Lui arrossì e distolse lo sguardo. Si lasciò cadere appoggiato al muro. 

Lei si sedette vicino.

Passarono così una decina di minuti, guardando il tramonto dal retro dell'officina.

Alla fine Beelzemon sospirò.

"Dovrei essere nel mondo reale"

Si passò una mano tra i capelli biondi.

"Assicurarmi che Jeri stia bene. E invece sono qui a... non ho il diritto di risentirmi se qualcuno nomina Leomon"

Lei gli mise di nuovo la mano sulla schiena, e stavolta lui non la scostò.

"Non preoccuparti troppo. C'è Rika con lei"

Beelzemon la guardò. Lei fissava l'orizzonte.

Guilmon e Terriermon avevano pianto i loro tamers per giorni. Cyberdramon aveva ringhiato e combattuto fino allo stremo. Lopmon scriveva lunghe lettere indirizzate a Suzie. Lui stesso evitava la sua Blast Form quando non era strettamente necessaria.

Beelzemon si sfilò bruscamente la giacca di pelle e la fece cadere sulle spalle di Renamon.

Lei lo guardò interrogativa.

"Fa freddo"

La volpe si strinse la giacca addosso e avvolse l'altro nella sua folta coda.

Il più alto guardava ovunque tranne lei, la coda che si muoveva a scatti e il rossore accentuato dalla carnagione pallida.

Renamon rise e lo tirò più vicino.