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"Ohi, Zoro?".
Zoro aprì un'occhio, trovandosi davanti il volto di Rufy a testa in giù, che stava sporto dal piano di sopra della Sunny.
"Ah?".
"È vero che ti piaccio?".
Zoro sgranò gli occhi scostandosi dal muro contro cui stava dormendo con uno scatto, balzò in piedi.
"Che diamine di domande sono?".
Rufy gli balzò di fronte, con un ampio sorriso.
"Jimbee ha detto che qualcosa di strano sul fatto che somigli a Rayleigh", spiegò, "ho chiesto a Nami, e lei ha detto che quel discorso significa che ti piaccio!".
Zoro grugnì un insulto a Nami a mezza bocca, si passò la mano tra i capelli verdi arrossendo appena.
"Certo che mi piaci, Capitano", borbottò, "sei l'unico che può essere Re dei pirati, d'altronde".
Rufy allargò ancora di più il sorriso, si sporse in avanti e poggiò le labbra su quelle di Zoro. Zoro spalancò gli occhi, si bloccò sul posto sentendo un brivido lungo la schiena.
Gli parve il tempo si fosse fermato: il dolce frusciare delle onde che si scontravano sul legno della nave, il leggero vento che gonfiava le vele, il sole che scaldava l'ambiente; tutto gli sembrava lontano e sfocato.
Zoro schiuse le labbra e Rufy approfondì subito il bacio, prendendo la guida del bacio mentre gli portava le braccia attorno alla vita.
La nave si inclinò di lato, una seconda palla di cannone volò sopra di loro.
Un'onda investì Rufy e Zoro facendolo rotolare di lato. Zoro scosse il capo con forza, mettendo a fuoco Rufy sotto di lui che rideva.
"Shishishishishi, è stato divertente!".
"Rufy! La Marina ci attacca!" urlò Nami.
Zoro si alzò, la mano già sull'elsa della katana e un ghignò cattivo sulle labbra.
"Finalmente".
