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Eddie è di nuovo sotto stress. Ha lasciato crescere ed espandere le sue preoccupazioni abbastanza da farlo ricadere in una fase d’insonnia che dura ormai da due settimane. Non c’è niente che possa fare a riguardo e sa che prima o poi l’argomento dovrà essere discusso. Perché può essere riuscito a nascondere sufficientemente bene le cause, ma l’effetto è lampante per chi condivide il suo corpo. Moro è paziente e non lo forza mai, ma la stanchezza accumulata ha effetto anche su di lui e non è sorprendente che sia lui stesso a chiedere qualcosa.
Eddie ha una giornata libera e si sta godendo la possibilità di non muoversi da divano mentre il suo cervello è troppo annebbiato dal sonno quando avverte un movimento sotto il suo braccio e lungo la sua spalla. Un avviso, prima che la voce di Moro gli riempia le orecchie.
Eddie.
«Mh?»
Dobbiamo trovare una soluzione. È sempre stato molto diretto.
«Una soluzione?» ed Eddie è sempre stato bravo a fare lo gnorri.
Sai che voglio dire. Abbiamo bisogno di dormire. Per un momento Eddie sente una decisa pressione nelle sue spalle, come se qualcuno ci avesse appoggiato le mani.
«Giusto. Non so. Credo che basti avere pazienza. Passerà prima o poi.» una piccola scossa percorre il suo corpo mentre sente la voce di Moro sbuffare
Abbiamo avuto pazienza. Non funziona. Ci serve qualcos’altro
«Cosa vuoi che faccia? Dovrei prenotare una visita? Sai che non lo posso fare.» va subito sulla difensiva Eddie. Non gli piace immaginare come potrebbe andare nessuna visita medica. I mille modi che potrebbero rendere nota la presenza del suo simbionte.
Siamo in perfetta salute. Me ne assicuro io. Il suo tono spazientito è accompagnato da un’altra scossa e movimenti lungo tutto il corpo. Non è un problema fisico. La sua voce ritorna calma e profonda.
Quindi c’è qualcos’altro. Cosa ti tiene sveglio? Cosa ti manca? Non posso provvedere a noi se non so di cosa abbiamo bisogno. Eddie chiude gli occhi e sospira. Non ha molte possibilità di sfuggire a qualcuno che vive letteralmente dentro di lui, per quanto possa volerci provare.
«Sono solo un po’ stressato. Ma sai che nessun ansiolitico o sonnifero mi farebbe alcun effetto data la tua presenza. Sei convinto che avere pazienza non funzioni, ma non vedo molte alternative.» gli sembra una risposta abbastanza vaga ma ancora accettabile, si sente fiero di sé stesso per un momento, prima che la voce di Moro ritorni più forte ed entusiasta
Basta risolvere lo stress allora. Possiamo farlo! Possiamo uscire, rilassarci! È questo che ti manca, Eddie? Per tutta risposta Eddie sospira di nuovo.
Fingi di non avere bisogni umani a volte. Ti trascuri, non mangi, non bevi, non esci. Un po’ di compagnia potrebbe farti stare meglio. Posso aiutarti a trovare una donna, se vuoi.
«No! No. Non… Non mi aiuterebbe.» sa che qualcosa lo ha tradito nel momento in cui, invece che sentire movimenti interni, escono le estensioni nere a premere contro il suo petto e inchiodarlo allo schienale del divano. Forse un problema del suo tono? O nel panico del momento ha abbassato la sua guardia mentale e qualcosa è trapelato attraverso il loro legame?
Stai nascondendo qualcosa! Sai qual è il problema, l’ho sentito! Lo stai nascondendo! Non è quello che abbiamo concordato, Eddie. Dobbiamo lavorare insieme. Siamo Uno. Non puoi mettere a rischio la nostra salute, il nostro legame! Altre estensioni si muovono intorno al petto di Eddie, senza stringere, ma spingendo ripetutamente al ritmo delle parole di Moro. Eddie chiude ancora gli occhi e si morde la lingua, sperando di ovviare alla sua mancanza di lucidità.
«È per non mettere a rischio il nostro legame che ti sto tenendo all’oscuro. Condividiamo tante cose, ma ce ne sono alcune che non possono essere condivise. Questa in particolare è una parte di me che non puoi conoscere. È un mio peso, se vogliamo che questo legame continui, se vuoi ancora che io sia il tuo ospite. Con il tempo non sarà più un problema, ne sono convinto.» risponde lentamente e con fatica, cercando di non lasciar trasparire niente né tra le sue parole né tra i suoi pensieri.
Una parte che non posso conoscere? Credi che ci sia una parte di te che ci costringerebbe ad interrompere il nostro legame? Dimentichi il motivo per cui sono stato rifiutato dai Simbionti forse… che non sono come loro, che non passo da un ospite all’altro esaurita la mia necessità. Non sono un parassita. Ti ho scelto per portare vantaggio ad entrambi, non per abbandonarti. Eddie adesso si morde la lingua per trattenersi. Dal piangere, dal dire troppo tutto in una volta, dall’aprire il suo spazio mentale completamente a Moro senza aspettare un altro secondo. Le estensioni nere scivolano delicatamente sulle sue spalle, poi sulle sue guance e lungo il suo petto, un contatto tranquillizzante che gli fa allentare la stretta della sua mascella. Il sapore ferroso del sangue invade la sua bocca e per un attimo riesce a sentire un dolore insistente alla lingua, prima che le capacità curative del simbionte risolvano la situazione.
«Non mi rifiuteresti quindi? Anche se non ti piacesse quello che ho da dire?» mormora tra respiri profondi
No, Eddie. Parlami, ti prego.
«Il nostro legame. Mi ha cambiato in modi che non potevo prevedere quando l’ho accettato. Per gli esseri umani questo tipo di contatto con qualcun altro non è possibile in alcun modo, questa presenza costante, questa condivisione di corpo e pensieri e azioni. Hai detto di aver viaggiato a lungo prima di arrivare qui e hai avuto numerosi ospiti, ma io non ho mai avuto nulla del genere. Non ho mai avuto qualcuno che mi capisse così facilmente, che ascoltasse me e il mio corpo, che si prendesse cura di me come fai tu. Hai guardato dentro la mia testa e non hai avuto paura o ribrezzo di quello che hai visto. E poi… Hai lasciato che io vedessi dentro e attraverso te. Mi hai mostrato la tua percezione del mondo, mi hai mostrato la tua percezione di altri mondi, di sistemi e galassie.» le estensioni del simbionte cominciano a stringere intorno a lui, un abbraccio completo di ogni fibra del suo corpo. Eddie sente le lacrime salirgli agli occhi e ha la sensazione che gli giri la testa «Non posso tornare indietro da noi. Non posso esistere senza. Non adesso che so come vivo con te. Non adesso che so come mi sento ad essere completo.» lentamente le lacrime cominciano a scendere «Però so che non sono l’ospite ideale. Ho visto la tua conoscenza dell’universo. Gli umani sono una specie debole e io sono tra i suoi peggiori rappresentanti. Non merito questo onore. Troverai ospiti migliori o vorrai partire per cercarne e… E mi lascerai. Sarò vuoto e mi si spezzerà il cuore, perché quello che mi sta consumando è che ti amo. Ti amo nella profondità dalla mia carne che ora ti appartiene… E adesso che lo sai potrai dirmi se riesci ad accettarmi ancora come ospite.» la voce di Eddie si fa sempre più piccola mentre i pensieri si accavallano l’uno sull’altro e l’agitazione si impossessa del suo corpo tanto da farlo tremare. Moro può capirlo lo stesso, in qualsiasi condizione. Le sue estensioni lo stringono ancora un momento nel loro impossibile abbraccio prima di unirsi in una manifestazione corporea che si posiziona accanto a lui. Moro si concentra a ricreare una forma più umana possibile, consapevole del conforto che la specie ottenga dalla familiarità. Eddie rimane a testa bassa, continuando a piangere.
«Eddie.» sentendo risuonare la voce di Moro fisicamente accanto a sé, Eddie si volta, spaesato per un momento dall’assenza di quel tono profondo nella sua testa. Moro allunga una delle sue mani costruite per asciugargli al meglio che può le lacrime. «Non dovremo mai tornare indietro. Non ho alcun desiderio di cercare altri ospiti, né qui sulla Terra né altrove. Perché dovrei volere un altro ospite quando ho già trovato la più perfetta unione con te, che mi hai accettato e compreso meglio di qualsiasi altro ospite io abbia mai avuto? Che motivo avrei di lasciarti in base ai sentimenti che mi hai confessato, quando penso che siamo Uno e non ho mai avuto l’attaccamento che ho nei tuoi confronti. Ci apparteniamo completamente Eddie Brock. Non desidero altro che stare insieme, per sempre.» Eddie sembra rimanere sospeso tra un respiro e l’altro e Moro lo capisce, ha bisogno solo di un secondo in più che lui sfrutta per accarezzargli il volto, per sentirlo dall’esterno come raramente gli capita. Le spalle di Eddie si abbassano e tramite il loro legame Moro riesce a percepire che lo stress lo ha lasciato per fare spazio ad una grande serenità. «Amore mio…» è tutto ciò che l’uomo riesce a sussurrare sollevato prima di non resistere a stringere a sé la figura corporea di Moro e baciarlo. È un’esperienza diversa per entrambi, non solo potersi toccare in questo modo al di fuori delle limitazioni della condivisione del corpo, ma il bacio. È una forma di contatto così umana per il simbionte che risulta difficile da comprendere, ma completamente tipica di Eddie e quindi perfetta. Mentre per Eddie è un’azione già compiuta centinaia di volte, ma mai con qualcuno non solo non fatto di carne, ma di cui condivide le percezioni e si sente riempito ancora una volta dalla sensazione di essere completo.
Quando si separano Moro invita Eddie ad alzarsi «Con tutta questa felicità, adesso abbiamo bisogno di riposo.» dice guidandolo verso la camera da letto e facendolo stendere. Mantenendo la forma corporea si accomoda accanto a lui e lo stringe a sé «Dormi, Mio Altro, sarò sempre qui con te.» Eddie chiude quasi subito gli occhi abbandonandosi contro la figura del simbionte «Buon riposo, amore mio.» mormora prima di addormentarsi, sereno.
