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Language:
Italiano
Stats:
Published:
2026-03-11
Words:
1,407
Chapters:
1/1
Comments:
2
Kudos:
20
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2
Hits:
158

La cura di una notte

Summary:

Luca sta male e Aka fa il solito suo e poi beh

Notes:

storiella scritta perché non riuscivo a togliermi dalla testa "lo curo io" e una scena scritta qui.
non prendetela troppo sul serio e soprattutto perdonate se è corta e forse non è un granché ma sono tipo 5 anni che non scrivevo nulla.

! uso di Luca/LDA e Aka/Luchino !

(See the end of the work for more notes.)

Work Text:











Era la prima giornata di riposo dopo vari eventi, Aka era tornato da poco a casa e stava sistemando la spesa quando sentì un tonfo venire dalla stanza di Luca, un po' preoccupato andò a vedere stesse succedendo e trovò il più piccolo praticamente inginocchiato sul gabinetto
<< Oh Luca che succede?>> disse precipitandosi al suo fianco per aiutarlo ad alzarsi e come lo toccò sentì che scottava << ma tu hai la febbre>>
Dalla bocca di Luca uscì solo un debole lamento, il più grande lo aiuto a tirarsi su e sciacquarsi la faccia, poi lo portò sul letto e lo fece sedere con la schiena poggiata alla testata del letto
<<Aspetta qua che mo arrivo ok fratè>> e al cenno d'assenso di Luca andò in cucina a preparare un tisana calda con del miele e gliela portò.
<< Grazie Luchí>> sussurrò LDA per poi mettersi a bere piano piano dalla tazza.
Luchino vedendo che l'altro ragazzo riusciva tranquillamente a bere andò a prendere una Tachipirina da portare al suo amico ma una volta aperta la scatola si accorse che era l'ultima <<mannagg a miserij>> esclamò tra sé.
Tornò nella stanza di Luca e lui era ancora esattamente dove lo aveva lasciato, gli occhi semichiusi e la tazza vuota sul comodino 
<< Ohi Lu>> lo richiamò piano aka <<prendi questa dai>>
Luca aprì gli occhi facendogli un debole sorrisino, prese la pasticca e la bottiglietta d'acqua che era lì vicino <<grazie>> fu tutto ciò che riuscì a dire 
<<Ora mettiti giù e riposati... amm furnut chelle cazz è medicin, vado a comprarle e torno. Se hai bisogno chiamami, il tuo telefono è sul comodino>> 
Mentre Luca si sdraiava sotto le coperte Aka uscì dalla camera spegnendo la luce e lasciando il più piccolo riposare, si mise le scarpe prese le chiavi ed andò a comprare le medicine. Sfiga voleva che la farmacia più vicina fosse chiusa così dovette fare più strada e giri del solito.
Al suo ritorno, mezz'ora dopo, si affacciò piano nella stanza del suo coinquilino e vide che stava dormendo beatamente così lo lasciò riposare, sicuro si sarebbe alzato più tardi per mangiare.
Aka era abituato ad occuparsi di lui, Luca si ammalava frequentemente (soprattutto quando avevano tanto da fare) e non si prendeva sempre cura di sé in modo corretto, anzi continuava ad andare avanti finché non crollava e quindi toccava al più grande dargli una mano ogni volta. Ma ormai era abituato e non ci faceva neanche caso, era il suo ruolo, sapeva cosa fare per farlo stare meglio perché era sempre la solita routine: tisanina, pastiglie, copertina, una bella dormita e qualcosa di buono cucinato da lui. Il giorno dopo si sarebbe rimesso in piedi.
Qualche ora più tardi però Luchino cominciava ad essere di nuovo preoccupato, non aveva sentito un fiato per tutta la serata e Luca non si era neanche alzato per cenare. Così andò di là e si trovò davanti agli occhi una scena che gli fece stringere il cuore nel petto. Il più piccolo era addormentato si, ma tremava come una foglia rannicchiato sotto le coperte... eppure aveva addosso anche il felpone pesante, quello comfort che ormai stava nell'armadio per queste situazioni. Non lo avrebbe mai detto ad alta voce ma era contento che Luca gliela avesse rubata dall'armadio una delle prime volte in cui era stato male, stava molto meglio a lui.
Luchino si scosse dai suoi stessi pensieri, non era questo il momento, e provò a svegliare Luca senza successo. Il ragazzo era ancora caldo ma nulla riusciva a smettere di fargli sentire freddo, così Aka prese una decisione che non gli sarebbe passata per la mente con altrettanta facilità se il ragazzo più alto fosse stato sveglio: si tolse le ciabatte, si sdraiò sotto le coperte, lasciando tra loro il lenzuolo e si accoccolò dietro di lui sperando di riscaldarlo almeno un po' col calore del suo corpo.
La schiena di Luca era attaccata al suo petto, con solo quel maledetto lenzuolo a dividerli,  ma il collo era scoperto così Aka ci poggiò la fronte e cominciò a passare le dita tra i capelli del più piccolo cercando di farlo rilassare nel sonno.
Il tempo sembrava infinito lì vicini, Aka voleva non passasse mai, restare così per sempre sembrava un'opzione bellissima anche se era veramente da stronzi dato che Luca era malato ma che ci poteva fare? Stargli vicino era qualcosa che desiderava spesso e non sempre poteva farlo. Non in questo modo almeno.
Stette così, perso tra le sue fantasie finché senti Luca placarsi leggermente e sospirare un po'. Ed in quel momento il più grande, senza sapere davvero cosa gli stesse prendendo, senza davvero pensarci, premette le sue labbra sul collo del ragazzo davanti a lui, proprio sul tatuaggio a forma di chiave di chiave di violino che aveva vicino all'orecchio.
Forse qualche demone si era impossessato di lui, non poteva esserci altra spiegazione, ma c c'aveva ritt a cap? Certo le dimostrazioni d'affetto tra loro erano normali qualcuno avrebbe detto anche troppo naturali e strette per essere solo due amici ma a loro non era mai importato cosa pensasse la gente, non ne avevano mai neanche troppo discusso tra loro perché ad entrambi andava bene così era ed in tutta sincerità Aka non si era mai voluto fare domande al riguardo. Aveva paura di quale potesse essere la risposta nel suo cervello ma soprattutto cosa ne sarebbe uscito dalla discussione col suo Luca. Suo. Oddio. Oh la risposta la aveva eccome. Che stava combinando. Nononono. Loro due erano amici. AMICI. 
Aka cercò di uscire dal bozzolo che ormai erano diventati senza svegliare Luca, ma lui si rigirò sull'altro fianco ritrovandosi così faccia a faccia. Cazzo, sicuramente lo aveva svegliato quel suo gesto. Si bloccò, impietrito, impaurito. Luca invece schiuse leggermente gli occhi incatenandoli a quelli del ragazzo più basso; lo guardò per qualche secondo e poi disse <<non andartene>> con una voce che era poco più di un sussurro, quasi avesse paura che chiunque lo potesse sentire - compresa la persona a cui si stava rivolgendo.
Il cuore di Aka si fermò, perse un battito, forse anche dieci, e poi accelerò a tutta forza. Riuscì solo a fare un cenno d'assenso.
Sapeva di essere arrossito e vedeva una sfumatura rosa sulle guance ed il naso di Luca, un colorito che non aveva assolutamente nulla a che fare con l'influenza e quella cosa lo fece impazzire ancora di più.
Non poteva essere reale, forse era un sogno, sicuramente si era addormentato e adesso stava vivendo questo momento di pura fantasia, forse valeva la pensa viverselo. La notte sarebbe passata e loro sarebbero stati semplicemente gli stessi di sempre.
Sentì il più giovane muoversi, aggiustarsi meglio contro di lui, all'improvviso il caldo aumentò notevolmente. In qualche modo Luca era riuscito a spostarsi più in basso così che fosse la sua fronte ad essere appoggiata nell'incavo della spalla di Luchino e... aveva rimosso il lenzuolo.
Aka si sentì bloccato in un limbo, inferno e paradiso nello stesso istante, senza riuscire a smettere di passare le dita tra i capelli di Luca che non aiutava certo avendo spostato una mano sul suo fianco mentre l'altra premeva sul petto. Sentiva i suoi respiri addosso. Cercò di comportarsi normalmente, ispirare ed espirare, senza troppo successo, soprattutto dopo che dalla bocca del minore uscì una frase che Luchino non avrebbe dimenticato mai << vorrei baciarti Luchí, ma nun te pozz mischia' sta cos'>>
Aka fu a tanto così dal dirgli che si sarebbe preso anche cento malattie pur di avere qual bacio, che avrebbe fatto qualsiasi cosa anche fosse stato solo il delirio di una notte, anche a costo di ritrovarsi il cuore infranto l'indomani era già pronto ad assaggiare quelle labbra che per tempo aveva bramato, ma l'altro si era già riaddormentato ben comodo sul suo petto, il viso finalmente rilassato e un sorrisino fine sulla bocca.
Forse era meglio così, Luca stava vaneggiando sicuramente e la mattina seguente sarebbe stata imbarazzante, ma Aka con tutto il suo cuore sperò di no. Sperò che al suo risveglio quello che fino a quella notte era stato il suo migliore amico potesse diventare altro, perché nessuno sapeva farlo stare bene così, che quella sarebbe stata la prima notte di tante nel letto insieme abbracciati.
Diede un bacio sulla fronte di Luca e sì lasciò andare tra le braccia di Morfeo con la consapevolezza che ormai quello era diventato il suo posto preferito nel mondo.

 

Notes:

e niente ditemi che ne pensate
ma soprattutto dovrei scrivere una parte due col mattino dopo? Perché è nata come OS ma chi lo sa