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Blut - ITA

Summary:

| Bill Kaulitz x Marc Eggers |
Bill, un giovane cantautore, vive una relazione tossica con il suo fidanzato violento, Marc. Da quando si sveglia una mattina, Bill ha delle visioni a cui non riesce dare una risposta. Solo grazie a suo fratello Tom e a delle fotografie riuscirà a ricordare.

• oneshot
• non supporto questa ship!
• ispirata a "La vie en rouge" di Benedetta De Beni e Andrea Fornalé

data di inizio scrittura: 15 novembre 2025
data di pubblicazione: 14 marzo 2026

Work Text:

Sangue. Ovunque.

Quel bagno era un teatro dell'orrore.

Il suo corpo tremava violentemente in piedi di fronte allo specchio.

Fra le dita stringeva qualcosa di affusolato e freddo di materiale, ma caldo a causa del liquido cremisi. Un paio di forbici.

Si portò le mani fra i capelli e scosse con foga la testa, lasciando cadere l'arma a terra mentre un singulto usciva dalla sua gola stretta e secca data la situazione.

Si guardò allo specchio. Trattene il respiro e decise di farsi un bagno. Nella vasca colma di acqua ormai color cremisi fu tutto nero.

 

Bill si svegliò di soprassalto e col cuore in gola. Magnifico, un altro incubo. Come se la sua vita non lo fosse già, sia a livello lavorativo che privato. Accanto a sé dormiva beato il fidanzato. Decise che sarebbe stato tempo di tornare a dormire senza preoccuparsi. Non osò nemmeno svegliarlo, sapendo che uno stupido incubo non era una scusa per disturbarlo. Chiuse quindi gli occhi e cercò di dormire inutilmente.

 

Bill ora era concentrato sullo schermo del portatile che aveva davanti a sé sul tavolo della sala. Era nella sua casa di Amburgo, da solo, in pausa dal tour e intento a vivere la sua vita sentimentale. Ma a quanto pare il suo partner non era molto interessato al renderlo felice e appagato anche in questo aspetto. Marc, questo era il nome del fortunato, preferiva passare il tempo coi propri amici piuttosto che con lui. Questo feriva profondamente Bill, ovvio. Ma cercava di nasconderlo al fidanzato, perché l'ultima volta che glielo aveva fatto notare si era beccato un destro sulla guancia e aveva dovuto passare le giornate di lavoro con correttore e fondotinta per una settimana.

 

Marc lo raggiunse e gli baciò i capelli delicato.

"Lavori a una canzone?" gli domandò nel vederlo con una pagina Pages aperta e qualche strofa battuta a tastiera. Il biondo annuì mentre canticchiava leggermente la melodia per potersi concentrare. 

"Sì, ma non mi vengono le parole per esprimere il concetto" ammise, ricevendo un lieve sbuffo divertito in risposta dal fidanzato. "Quante stronzate" borbottò poi e Bill si morse un labbro leggermente, a disagio. 

"Perché devi sempre sminuire il mio lavoro?" domandò con un filo di voce, ricevendo una risata di scherno da parte del fidanzato che gli afferrò i capelli per la nuca. 

"Non sminuisco un bel niente" gli sussurrò all'orecchio, "ti tratto come vali artisticamente".

"Almeno io ho un lavoro" ribatté il biondo.

"Che cazzo hai detto?"

 

Bill si morse a sangue il labbro inferiore e socchiuse gli occhi per non dimostrare il proprio dispiacere, senza aggiungere altro. Odiava non essere supportato dal suo stesso fidanzato, ma sopportava quella condizione. Era ormai per lui un meccanismo di difesa.

"Me lo dai un bacio?" chiese Marc, che senza aspettare alcuna risposta se lo prese afferrando il viso di Bill.

Sospirò leggermente appena sentì la porta chiudersi dietro il fidanzato dopo qualche, segno che anche quella giornata l'avrebbe passata fuori al "lavoro", ovvero girare video stupidi e privi di senso che la gente a quanto pare si divertiva a guardare. 

 

Bill ora era in accappatoio e stava fumando una sigaretta con gli eyepatch sotto gli occhi. Sbuffò fuori il fumo e alzò gli occhi al cielo nel notare che i piatti che Marc avrebbe dovuto pulire erano ancora nel lavandino in attesa di essere lucidati.

Spenta la sigaretta, si diede da fare, attento alle unghie lunghe che amava portare colorate e affilate.

 

Il suo viso sporco di sangue.

Le forbici fredde e con liquido cremisi a scaldare le lame.

 

Questo vide in uno scatto, un flash, che lo fece sobbalzare e perdere la presa su un piatto che andò in frantumi, tagliandogli la pelle del piede. Sibilò dal dolore prima di dirigersi in bagno a lavare la ferita e a medicarsi. 

Si lavò anche il viso, per riscuotersi da ciò che aveva veduto, ma presto i suoi occhi si sgranarono. L'acqua non scendeva lungo il tubo ed era sporca di sangue. Prese il tappo del lavandino e lo alzò, notando come i propri capelli ostruissero il passaggio. I suoi capelli anch'essi insanguinati.

Riguardò il lavandino e notò che era tutto normale. Niente di sbagliato, niente di macabro.

 

━━━━━━━ ⛧ ━━━━━━━

 

"Che c'è?" chiese annoiato Marc sdraiato nel letto con lui. 

"Niente" fu la risposta di Bill, che invece aveva passato il pomeriggio a cercare i propri sintomi su internet, arrivando a conclusioni che non gli piacquero per nulla. La schizofrenia? Mai l'aveva considerata e mai si era reso conto di soffrirne. Non prima di allora.

 

"Okay" sbuffò Marc mentre continuava a guardare il cellulare. Non calcolava minimamente Bill.

"Oggi non sono stato bene a casa..." iniziò, "Non so... ti è mai capitato di vedere degli episodi che in realtà non sono successi?"

Marc rise. "No, non sono uno psicopatico"

 

"Mi stai dando del malato?"

"Senti, non ho tempo per le tue stronzate, sono stanco e son appena tornato dal lavoro, chiaro?"

 

"Se tu quello lo chiami lavoro", borbottò Bill alzandosi dal letto per dirigersi verso la porta della loro camera.

"Ah, vuoi fare lo stronzo eh?" sibilò Marc afferrandolo per le extension, facendolo pigolare dalla sorpresa.

"Almeno adesso ho la tua attenzione" sbottò il biondo.

"Sei solo una troia narcisista, hai voglia di litigare?"

"No, ma dove sei stato tutto questo tempo? A scoparti un'altra?"

 

Marc non ci vide più e lo colpì in pieno volto con forza, facendo sanguinare il naso del fidanzato che in poco tempo si ritrovò in bagno a iperventilare e a guardarsi allo specchio, poi il lavandino, con la vista che si fece sempre più appannata. Vide ancora i flash di quella mattina e non riusciva a calmarsi. Si ritrovò sul pavimento.

 

━━━━━━━ ⛧ ━━━━━━━

 

"Ciao...

Sì sì tutto bene. Ascolta, posso passare da te fra poco?

...

Okay, va bene grazie.

Ciao. Ciao ciao."

 

Nel giro di tre quarti d'ora si ritrovò al tavolo col fratello che gli aveva preparato un tè caldo e glielo servì con un sorriso preoccupato nel vederlo così turbato.

 

"Sai, è sempre peggio" ammise il biondo. "Ti è mai capitato di vedere delle cose che non sono mai successe? Tipo dei flash?"

"Beh la nostra mente è fatta per creare, a volte lo fa in maniera autonoma" fu la risposta di Tom a quelle domande, glielo diceva con calma, professionale quasi. "Hai paura quando ti succede?"

 

Annuì.

"Qualsiasi cosa io faccia per lui non ha senso e forse ha tutto il diritto di pensarlo, però perché umiliarmi ogni volta?"

"Scusa, ma di chi stiamo parlando?" domandò Tom posando la propria tazza al suo fianco.

 

"Di Marc, di chi sennò?" rispose con una mezza risata il cantante. "Forse ha ragione lui, forse dovrei mollare tutto e prostituirmi come sono bravo a fare..."

 

"No, la musica è l'unica cosa che ti è rimasta dopo l'in..."

"Dopo?"

 

Tom dovette sospirare.

"So che ti fa male ricordarlo..."

"No, non sto capendo Tomi..."

 

"Non volevo arrivare a tanto..." iniziò il castano con fare quasi dolorante, "ma forse è l'unica cosa che ci rimane da fare"

 

Bill rimase confuso a guardarlo, accennando a un lieve sorriso con un sospiro leggero. Non stava affatto comprendendo la situazione, era così strano il fratello che non riusciva minimamente a capirlo. 

Tom si alzò e andò verso un mobile con dei cassetti che Bill non aveva mai vista prima. Tornò con un fascicolo ufficiale col nome "Marc Eggers" scritto sopra. Bill continuava a non capire.

 

"Sono le foto di quella sera... non ti ricordi?"

Bill iniziò a sfogliare i documenti al suo interno con un leggero sbuffo e un sorriso tirato. Non ci credeva. La macchina di Marc distrutta, la foto del corpo... no, non era possibile.

 

Ebbe un flash di se stesso che si prepara il bagno, quella fatidica sera. Raggiunse la porta d'ingresso e osservò il fidanzato pronto a uscire che lo avvisava di non aspettarlo alzato, che avrebbe fatto tardi. 

Bill non poteva crederci. Non era da Tom poco prima?

"Hai finito di scrivere?"

"No, ho lasciato stare... avevi ragione tu"

Marc sorrise quasi vittorioso. Poi iniziò a cercare le chiavi della macchina.

Bill si mosse in automatico, recuperando le forbici dal cassetto del bagno.

"Ne sei sicuro?" la voce di Marc gli giunse alle spalle con un ghigno leggero, "così rimarresti da solo".

 

"Ti ricordi adesso?"

Era di nuovo da Tom.

Ripensò a quella giornata con tutte le proprie forze, rendendosi conto che nemmeno per un istante era stato in compagnia di Marc e che era da quella fatidica sera che viveva da solo. Aveva litigato col nulla. Discusso con nessuno.

 

Si riscosse e guardò il muro in cerca di una stabilità visiva e rimase col fiato sospeso. Da quando Tom aveva delle lauree appese al muro? Sbatté gli occhi un paio di volte e vide davanti a sé il proprio psichiatra privato che lo osservava in silenzio, in attesa.

 

"Quella sera era in auto con una donna, era ubriaco e non si è fermato allo stop... è successo otto mesi fa. Adesso ricordi, Bill?"

 

Ma Bill quel giorno ricordava di aver impugnato le forbici e aver posto fine a quella tossica relazione colpendo a morte il fidanzato, per poi concedersi un bagno caldo per pulirsi da ogni colpa.

Ma nemmeno una goccia di sangue era stata versata in quella casa, tantomeno in quel bagno.