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le note di una canzone lenta stavano risuonando nelle orecchie di lda che, un po' brillo dopo due shottini di vodka, stava ballando in mezzo alla pista ondeggiando il corpo e chiudendo gli occhi, lasciandosi trasportare dalla melodia che arrivava dalle casse.
l'altro luca era al bar che chiacchierava con alcuni amici, sorseggiando un drink ormai praticamente finito e cercando a tutti i costi di evitare lo sguardo del ragazzo in pista, consapevole che quella sera la tensione tra loro due era arrivata a un punto di non ritorno.
se n'era accorto in albergo qualche ora prima della serata. i due luca erano stati costretti a condividere una stanza minuscola. vestirsi e prepararsi contemporaneamente era stato quasi impossibile, soprattutto quando erano entrambi in ritardo a causa degli eventi e delle interviste della giornata.
per aka, che era consapevole già da qualche mese della sua attrazione verso il più piccolo, era stato uno sforzo enorme non saltare addosso al proprio coinquilino, nonché migliore amico. vederlo uscire dalla doccia con solo un asciugamano intorno alla vita mentre si passava un panno più piccolo tra i capelli umidi non aveva decisamente aiutato la sua situazione. il più grande alla vista deglutì, fermando quello che stava facendo. passò lentamente lo sguardo dal collo di lda fino ad arrivare all'attaccatura dell'asciugamano, soffermandosi su ogni più piccolo neo che poteva incontrare lungo la strada, pensando a quanto sarebbe stato bello mapparli uno a uno con la propria bocca. Luca notò come l’altro lo stava osservando e si sentì compiaciuto. Inumidì leggermente le labbra pensando a come rispondere.
"Luchì che ti stai addormentando?" rispose avvicinandosi leggermente al ragazzo. “Dai dobbiamo muoverci” concluse infine, infilandosi la canottiera che aveva deciso di mettere per la serata. la voce dell'altro lo risvegliò dalla trance in cui era entrato e abbassò velocemente gli occhi sentendo un calore dentro di sé divampare fino in faccia. un misto di imbarazzo e un sentimento che preferiva reprimere in quel momento.
ma il momento che lo mise davvero alla prova fu quando aka, indeciso tra una camicia nera un po' scollata e una t-shirt attillata, chiese un consiglio al più piccolo.
"Forse meglio questa che è un po' meno seria" disse guardandosi allo specchio e sistemandosi i capelli, inconsapevole del fatto che l'altro luca si fosse alzato dal letto per invadere come un uragano lo spazio vitale dell'amico.
si mise dietro aka e lo scrutò attentamente attraverso lo specchio, il calore del suo corpo fece irrigidire la schiena di luca che in modo istintivo fece un passo indietro per eliminare completamente la poca distanza rimasta tra loro.
lda passò lentamente i suoi occhi sui muscoli dell'altro che si intravedevano attraverso la maglietta attillata, infine sorrise con un luccichio negli occhi che aka non aveva mai visto e alzò velocemente il braccio facendo sfiorare la sua mano contro i fianchi di luca per qualche secondo, il tempo di comunicare silenziosamente il suo desiderio di toccare l’amico senza andare troppo in là. poi si allontanò per tornare a sedersi sul letto.
"sei proprio bello con questa maglietta" concluse infine con un sorriso pieno di adorazione verso il più grande. tirò fuori il telefono dalla tasca dei pantaloni per controllare l'orario, ignaro dell'effetto che aveva avuto sul più grande con quel semplice movimento
"Dobbiamo muoverci, dovevamo essere in centro già mezz'ora fa" concluse velocemente, con un po' di ansia che gli trapelava dalla voce.
aka sbatté velocemente gli occhi per riprendersi, ancora bloccato a qualche minuto prima quando l'amico gli aveva sfiorato i fianchi. si toccò in quell'esatto punto come se stesse cercando una prova tangente di quello che era successo, pensando di essersi immaginato tutto.
il rumore dell'altro che si muoveva freneticamente per la stanza in cerca del portafoglio lo risvegliò e iniziò anche lui a mettersi la giacca per uscire.
quando entrambi si avviarono verso la porta il più grande vide che lda stava uscendo con una semplice camicia aperta, anche se fuori il freddo non aveva ancora ceduto.
"una giacca tu mai?" aka era consapevole di suonare come una mamma preoccupata in quel momento, ma sapeva anche che quando l'altro si raffreddava, e capitava spesso, lui era quello che doveva prendersene cura preparando camomille e dormendo nel letto con lui per coccolarlo e rassicurarlo. non che gli dispiacesse vivere quei momenti intimi con il suo migliore amico, ma preferiva tenerlo in buona salute, soprattutto con il festival di sanremo alle porte.
"Tanto se ho freddo c'è la tua, vero luchì?" disse il più alto, facendo l'occhiolino all'amico e aprendo la porta per uscire. aka per la terza volta in quella serata rimase scioccato dai comportamenti sfacciati dell'altro e iniziava a percepire che qualcosa era cambiato nel loro rapporto. tutto ciò lo spaventava.
luca diede l'ultimo sorso al suo drink per poi girarsi verso la pista da ballo. vide lda continuare a ballare lentamente mentre la canzone finiva e dava spazio a qualcosa di più ritmato che accendeva le persone e le faceva muovere in mezzo al locale.
lda fu avvicinato da una ragazza dai capelli mossi e lunghi che gli appoggiò una mano sulla spalla, unendosi al ballo del ragazzo.
aka osservava la scena dal bancone e una gelosia irrazionale si instaurò dentro di lui, che voleva smettere di guardare ma allo stesso tempo non riusciva a togliere lo sguardo da luca che con movimenti impercettibile si stava allontanando dalla ragazza.
aka prese il pacchetto di sigarette dal bancone e senza pensarci due volte si buttò nella pista da ballo, con il solo scopo di staccare il proprio amico dalle mani di una ragazza di cui non sapeva neanche il nome
"ti va di farci una sigaretta? si soffoca qua dentro" aka urlò nell'orecchio del più piccolo, appoggiando una mano sulla sua spalla e spingendolo leggermente verso di sé. una stretta dura e possessiva bruciò lda che in automatico si staccò dalla ragazza per avvicinarsi magneticamente ad aka. luca annuì semplicemente e alla risposta sentì la sua mano intrecciarsi a quella dell'amico, che lo stava tirando verso l'area fumatori del locale. la presa era salda e la mano calda contrastava con il perenne gelo delle proprie.
arrivarono velocemente fuori e senza proferire una parola luca tirò fuori due sigarette e ne porse una al più piccolo. le loro dita si sfiorarono per qualche secondo. quel contatto creò un elettricità tra i due amici che si guardarono negli occhi per un breve lasso di tempo, senza dire nulla.
alla fine aka abbassò gli occhi per cercare l'accendino nella tasca del giubbotto
"cazzo ho lasciato l'accendino dentro" disse con la sigaretta tenuta tra le labbra, già pronto a rientrare per procurarselo.
"ne ho uno io" rispose semplicemente luca, tirando fuori dalla tasca posteriore un piccolo accendino nero semplice. aka annuì leggermente e aspettò paziente che l'altro si accendesse la propria sigaretta, gesto che stava richiedendo più tempo del previsto visto il vento che tirava sulla terrazza.
aka rise leggermente vedendo la goffaggine del proprio amico nel tentare di accendersi una misera sigaretta. dopo un paio di minuti però decise di prendere in mano la situazione e prese l'accendino dalle mani del più piccolo. lda guardò attento la scena soffermandosi sulle labbra rosse di aka che avvolgevano delicatamente la sigaretta appena accesa. dopo aver buttato fuori il fumo aka fece un cenno all'amico di abbassarsi leggermente e luca obbedì velocemente, ancorato con lo sguardo alle labbra del più grande.
aka mise due dita sotto il mento dell'altro per obbligarlo a stare dritto con il viso. il movimento costrinse i due ragazzi a guardarsi negli occhi con le facce pericolosamente vicine. luca porse una mano vicino al volto dell'altro ragazzo per proteggere la sigaretta dal vento, mentre con l'altra era intento ad attivare la fiamma dell'accendino. appena la luce calda illuminò i loro visi lda chinò leggermente la testa, con la sigaretta ancora tra le labbra, per accenderla. quando finalmente ci riuscì non si spostò immediatamente dalla posizione in cui era, continuò a guardare luca negli occhi mentre faceva il primo tiro.
aka abbassò la mano da vicino al viso e la appoggiò sul collo dell'altro in un gesto automatico e lento, in una ricerca disperata di un contatto con l'altro. con il bisogno di sentirlo sempre più vicino a sé e con la voglia di eliminare completamente la distanza tra le loro labbra.
l'unica cosa con cui si scontrò fu però il freddo del corpo di luca, che lo fece uscire dalla bolla in cui erano entrati. riprendendosi dai propri pensieri fece un passo indietro, creando distanza tra di loro.
"luchino sei congelato" sussurrò guardandolo preoccupato negli occhi. l'altro non rispose, un po' deluso dall'assenza di contatto che c'era adesso tra i due. aka lo scrutò per qualche secondo e poi decise di togliersi la propria giacca per darla all'amico
"no tienila poi hai freddo tu e mi sento in colpa" cercò di protestare il ragazzo, che continuava a pensare alla mano sul collo che aveva fino a pochi minuti prima, pensando di aver fatto qualcosa di sbagliato e aver così allontanato l'amico. aka ignorò completamente le proteste dell'amico e appoggiò la propria giacca sulle spalle di lda, sperando che almeno in questo modo l'altro si sarebbe scaldato.
luca si sentì immediatamente circondato dal profumo di aka che usciva dalla giacca e chiuse gli occhi per godersi quegli attimi rilassanti. il calore che finalmente si irradiava sul suo corpo.
"grazie" disse semplicemente dopo un paio di minuti, stringendosi nella giacca del coinquilino. aka sorrise senza dire nulla e continuò a fumare la propria sigaretta.
l'atmosfera era calma, si sentiva la musica che arrivava dal locale e che faceva da sottofondo a quel momento intimo e rilassante tra i due amici.
dopo qualche tempo in silenzio entrambi finirono la propria sigaretta, ma nessuno dei due accennava a voler tornare dentro il locale. entrambi preferivano la compagnia dell'altro in quella serata gelida di gennaio. aka alla fine cedette e fece qualche passo verso la sbarra di metallo che dava sulla vista della città.
le luci calde dei lampioni illuminavano le vie deserte su cui occasionalmente passava qualche coppia che si teneva per mano o una macchina con la musica a volume alto. lda si mise accanto all'altro ragazzo appoggiando i gomiti sul metallo freddo, con lo sguardo rivolto verso il profilo del più grande che era intento ad osservare i piccoli quadri di quotidianità sotto i suoi occhi.
"non voglio tornare dentro dagli altri" confessò infine, con la voce ridotta a un sussurro dalla paura di rovinare il momento di leggerezza che si era creato tra loro. aka finalmente si girò verso luca guardandolo negli occhi, il vento che gli muoveva leggermente i ricci. non disse nulla ma mantenne lo sguardo fisso sul ragazzo. dopo qualche minuto però iniziò a osservare i dettagli del viso. il neo sulla guancia arrossata a causa dell'alcol e il naso che amava baciargli ogni volta che gli si buttava addosso sul divano di casa. infine i suoi occhi si posarono sulle labbra rosee e morbide del coinquilino. luca si sentì nudo davanti allo sguardo magnetico e pesante di aka e arrossì leggermente. il più grande ritornò a guardare luca negli occhi marroni e pieni di speranza di un'occasione che pensava di aver perso poco prima. l'altro, sopraffatto dal desiderio di lasciarsi andare e annullare ogni distanza tra loro, cercò di fare un passo indietro, spaventato di rovinare la sua amicizia con il più piccolo.
ma i suoi movimenti furono fermati dai movimenti veloci di luca che posò le proprie mani, con una mossa decisa e ferrea, sui suoi fianchi. era una stretta completamente diversa rispetto a l'accenno di contatto che c'era stato in albergo, ancorandolo a sé.
luca sussultò al contatto improvviso ma non si spostò, cedendo alla sensazione di calore e casa che stava provando tra le braccia del più piccolo. chiuse leggermente gli occhi per assaporare al meglio questo momento. dopo qualche minuto aprì gli occhi per scontrarsi con lo sguardo disperato del proprio migliore amico. non sapeva se era l'alcol bevuto durante la serata o il calore delle mani di lda sul proprio corpo, ma qualcosa scattò dentro di sé. si avvicinò all'altro ragazzo lasciandosi avvolgere completamente il corpo dal proprio amico. se così si poteva ancora definire tale.
intrecciò le mani dietro il suo collo e osservò per un ultima volta lo sguardo di luca, tacitamente avvisandolo che non ci sarebbe stata via di ritorno dal passo gigante che stavano per fare entrambi. lda annuì semplicemente, fremendo dal pensiero di ciò che stava per succedere da lì a pochi secondi.
l'altro ragazzo allora annullò completamente la distanza tra i due visi e fece scontrare le loro bocche in un bacio che sapeva di vitalità e passione. il gusto di tabacco si mischiò con il calore delle loro labbra che sembravano essere tornate dove erano destinate a essere da sempre. luca tirò verso il basso il viso dell'altro ragazzo come se fosse possibile avvicinarlo maggiormente a sé, come se volesse essere bruciato dal calore che si era creato tra i loro corpi. aka passò le proprie mani tra i capelli di luca, stringendo leggermente la presa e intensificando il bacio. lda spostò le sue mani cercando un contatto con la pelle nuda del coinquilino, accarezzandogli i fianchi da sotto la maglietta. il più grande rise leggermente per il solletico e si staccò dal bacio guardandolo negli occhi. non c'era pentimento nel suo sguardo, solo tanta gratitudine e affetto. spostò le proprie mani e lo portò sulla faccia di luca. gli accarezzò le guance sentendo il rossore dell'imbarazzo sotto le proprie dita.
"comm si bell" disse continuando ad accarezzargli il viso e sorridendo, non sapendo come smettere. lda non sapeva come rispondere e chinò semplicemente la testa posando un bacio soffice sui ricci di luca, completando il mezzo abbraccio in cui erano finiti e stringendolo completamente a sé. non c'era bisogno di parole in quel momento, bastava il fruscio del vento e il chiacchiericcio delle persone intorno a loro per colmare il silenzio.
dopo del tempo in quella posizione luca alzò la testa per guardare il più alto.
"forse dovremmo tornare dentro, gli altri ci staranno cercando"
luca fece un verso simile a un lamento di un bambino e si strinse ancora di più nell'abbraccio. aka non sapeva ancora bene come reagire alla situazione in cui erano finiti, ma voleva di più e sapeva che la serata non si sarebbe conclusa là.
"andiamo a salutarli e torniamo in albergo, dove saremo solo io e te" disse con voce bassa, quasi un sussurro nelle orecchie del più piccolo. lda abbassò lo sguardo osservando gli occhi di luca che brillavano di un eccitazione che gli fece correre un brivido lungo la schiena.
i due ragazzi tornarono dentro il locale, salutarono velocemente i loro amici e si diressero verso l'uscita del locale.
si avviarono a piedi verso l'albergo. nessuno dei due proferì parola per i primi minuti, entrambi imbarazzati dalla novità della situazione.
alla fine il più piccolo cercò di allentare la tensione prendendo la mano dell'altro e stringendola. aka non disse nulla ma sentiva il cuore battere fino in gola. la naturalità di quel gesto lo faceva sentire felice e finalmente in pace con i propri sentimenti.
lda osò ancora un altro po' e portò la mano di luca, ancora intrecciata con la propria, vicino al viso e ci posò un bacio soffice e leggero. aka guardò per un attimo il proprio amico con uno sguardo enigmatico, il solito che aveva quando gli passava qualcosa per la testa. il gesto aveva instaurato in lui un euforia d'amore che non riusciva più a contenere e l'hotel sembrava sempre più distante. decise allora di strattonare il più piccolo e correre verso un vicolo che aveva intravisto quando stavano camminando verso il locale. arrivati davanti al muro luca non ebbe il tempo di metabolizzare cosa avesse appena fatto l'altro. si sentì spinto contro il muro con forza e presto due labbra morbide si posarono sulle proprie alla ricerca di un bacio intenso ed elettrico. luca abbassò il viso lasciando dei baci lenti sul collo del più piccolo. la luna vegliava sui due giovani amanti che finalmente stavano assaggiando il sapore dell'amore carnale e della giovinezza. stavano scoprendo una nuova parte del loro rapporto e si stavano aprendo con una nuova intimità all'altro. dopo un po' risalì per prendergli il viso nelle mani. voleva urlargli addosso quanto lo amava e quanto aveva desiderato questo momento con tutto sé stesso, ma alla fine decise di prendere le cose con calma.
"Torniamo in hotel che il buio di questo vicolo non ti rende giustizia” disse alla fine guardando luca negli occhi, sorridendogli. l’altro lasciò un ultimo lungo bacio sulle labbra di aka, per poi riprenderlo per mano e iniziare a camminare. questa volta con meno incertezze si godettero la passeggiata e la compagnia dell’altro, consapevoli di avere tutta la vita davanti per viversi.
