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Quando Peter baciò per la prima volta Wendy

Summary:

E se Peter e Wendy fossero rimasti insieme?
E se Wendy, nel frattempo, stesse diventando adulta?

Work Text:

L'acqua era delle più scintillanti che Wendy avesse mai visto e pareva uno specchio per il Sole e per le nuvole che facevano capolino sull'Isola, la pietra lucida nera sotto i suoi piedi scalzi era fresca e lei prestava molta attenzione sul dove metteva i piedi per non scivolare; anche se sapeva bene che nel caso fosse caduta, Peter sarebbe subito accorso per prenderla, in tutti i sensi, al volo.

Il ragazzo mai cresciuto aveva trovato proprio un bel posticino, stava constatando: Era una piccola scogliera che si affacciava sulla laguna delle Sirene, dove queste, a qualche metro di distanza in basso, guardavano accigliate la ragazza che camminava lenta per il bordo della scogliera, spazzolandosi i lunghi capelli curati con forchette o conchiglie seghettate, ed ogni tanto provavano a lanciarle qualcosa, fallendo miseramente; Wendy si sarebbe quasi messa a ridere per i loro tentativi, ma aveva deciso di lasciar perdere.
Più internamente della scogliera una piccola cavità nella roccia offriva riparo ed ombra fresca, un luogo piacevolmente umido in contrasto al caldo torrido dell'Isola.

Peter, nel frattempo, curioso come sempre, era andato ad esplorare la grotta buia seguito da Campanellino, la quale gli illuminava l'interno della cavità, dalla quale provenivano altre piccole lucine verdi/blu, probabilmente appartenenti ad altre creature dell'Isola che riposavano al fresco della pietra.
Wendy allora si era piegata un attimo per osservare un fiore dal colore chiaro che cresceva da una crepa nel terreno roccioso della scogliera , sistemandosi per bene il vestitino azzurro attorno alle cosce in modo che non si alzasse, le scarpe da ginnastica abbandonate a qualche passo ed il caschetto castano sistemato perfettamente sulle spalle, proprio come la mamma le aveva insegnato ad aggiustare; il pensiero della Signora Darling le aveva sfiorato la mente per un attimo, ma non ci aveva prestato tutta quell'attenzione, convinta che la donna stesse bene, magari a leggere un libro sulla sedia a dondolo in camera dei coniugi Darling o a ricamare qualcosa accanto al camino e quel pensiero era scomparso tanto velocemente quanto Peter che volava fuori dalla grotta, urlando con più voce avesse in gola qualche parola che Wendy non era riuscita a comprendere.

Aveva planato verso il basso, salutando a gran voce le Sirene della Laguna ed aveva provato a fare il grosso agli occhi di Wendy, tenendosi in equilibrio sul pelo dell'acqua, fingendo di camminare all'indietro, il naso ancora da bambino rivolto alto verso di lei, in cerca di attenzione.
-Peter, sali!- aveva urlato Wendy allora, piegandosi verso di lui dopo essersi rialzata in piedi sulla scogliera, chiamandolo con un dolce sorriso sulle labbra rosee e piccole, un dolce divertimento negli occhi dello stesso colore del cielo.

Il ragazzo allora aveva sorriso largamente verso di Wendy, prima di prendere il volo di nuovo, schizzando verso l'alto in un turbinio di gemme d'acqua e perdendo il cappellino verde con la piuma rossa che ora stava volteggiando in una lenta e scoordinata caduta verso il lago.
La castana l'aveva chiamato nuovamente, incapace di capire se Peter potesse sentirla da una distanza del genere ed aveva indicato il cappello di foglie verdi secche intrecciate che le Sirene avevano già puntato e che si stavano allungando per acciuffare.

Un momento dopo però, Peter era sceso di nuovo in picchiata verso l'acqua, passando davanti Wendy che lo osservava ammaliata da ogni suo movimento nonostante fossero già mesi che passava quasi ogni momento della giornata con lui, che fosse sull'Isola o nella cameretta dei ragazzi a Londra, nascosto dagli occhi adulti e severi dei Signori Darling, ma rari erano i momenti in cui i due si ritrovavano da soli, infatti quando Peter, dopo qualche piccola acrobazia si era inchinato davanti a lei, il cappello con la piuma in mano afferrato esattamente il momento prima dell'impatto con l'acqua e poi le aveva sorriso tra il metà furbetto e per metà qualcosa che la ragazza non era riuscita a decifrare, si era sentita dolcemente imbarazzata.
Aveva accennato un inchino in risposta, prendendo i bordi del vestito leggero che richiamava leggermente la camicia da notte con la quale Peter l'aveva conosciuta, abbassando appena la testa. Mentre si sistemava il vestitino sui fianchi, aveva pensato che sarebbe dovuta andare a prendere qualche vestitino nuovo per l'estate ormai prossima a Londra, possibilmente azzurro.

Infatti, da quando Peter le aveva detto che vestita di celeste la trovava molto carina perché si abbinava con i suoi occhi, lei cercava di indossare quel colore il più possibile, specialmente quando era con lui.
Era un paio di settimane prima quando Peter stava leggendo un libro -Wendy si era armata di un sacco di pazienza e gli aveva insegnato a leggere, ora stavano lavorando sullo scrivere- dove il protagonista cercava di conquistare la ragazza con complimenti e quindi il ragazzo che non voleva crescere aveva provato a formulare un complimento a Wendy, volendo imitare il personaggio, sussurrandolo a mezz'aria nella cameretta mentre Michael e George già dormivano.
La ragazza in questione stava provando a cucire un cappello più pesante per lui per quando a Londra faceva un po' più freddo e lui doveva volare fino all'Isola con la nebbia o la neve o anche la pioggia e si era punta un dito nell'udire quelle parole, le mani che avevano tremato per un attimo ed il cuore che aveva perso un battito. Il muto ringraziamento alla notte che nascondeva il rossore delle sue guance non aveva tardato ad arrivare: Aveva sussurrato un mezzo "grazie" con la voce che tremava, scossa da qualche imbarazzo a cui non era riuscita ad attribuire motivo e che aveva sperato Peter non riuscisse ad avvertire ed aveva passato il resto della serata ad ascoltare in silenzio Peter che leggeva ad alta voce per esercitarsi, storpiando di tanto in tanto qualche parola troppo lunga.

Aveva allora seguito il ragazzo senza ombra vicino all'ingresso della grotta, dove questo si era fermato e seduto con la schiena contro la pietra scura e che la stava guardando, come ad aspettarsi qualcosa e Wendy lo aveva imitato, lo sguardo rivolto verso sinistra dove in lontananza si scorgeva appena la Roccia del Teschio.
In effetti quello sarebbe stato un buon momento per cacciare l'Argomento che aleggiava muto tra loro due da qualche mese, ma Wendy si era già rifiutata categoricamente di prendere in mano la questione.
Si era piegata allora nuovamente, sedendosi accanto a Peter, sfiorandogli la spalla sinistra con la sua appena, la schiena poggiata a sua volta contro la pietra nera; una leggera brezza che soffiava tra di loro, scompigliando il ciuffo arancione del ragazzo che Wendy ancora non aveva sistemato con le forbici quel mese.

"Ehi, Nene." l'aveva chiamata Peter dopo qualche minuto in silenzio, utilizzando quel soprannome che le aveva attribuito un paio di anni prima, quando le visite della ragazza sull'Isola erano molto meno frequenti e il ragazzo senza ombra aveva storpiato il nome del cane-babysitter della famiglia Darling. Lei aveva girato lo sguardo verso di lui, permettendosi qualche secondo per studiare i muscoli del collo più pronunciati rispetto a quando erano ancora entrambi bambini, facendo correre gli occhi anche lungo la sua mandibola affilata come quella dei ragazzi che andavano a scuola con lei, il profilo di quello di un giovane che sarebbe presto diventato uomo. E poi era rimasto in silenzio, quasi come si fosse dimenticato quello che stava per dire.
Wendy stava trattenendo il respiro.

"Tra due settimane è il tuo sedicesimo compleanno."
E così Wendy non si era nemmeno dovuta sforzare a pensare a come aprire il discorso.
La ragazza aveva portato le gambe al petto, piegandole contro il seno che stava iniziando a crescere come quello di una donna adulta, come a volerlo nascondere, come a voler nascondere la realtà dei fatti.
Come risposta, Peter aveva ricevuto il silenzio della ragazza; silenzio di assenso, silenzio di realtà, silenzio di paura.
"Lo sai che sull'Isola gli adulti non possono venire." aveva continuato in un mezzo mugolio il ragazzo, un broncio infantile che Wendy trovava super tenero che gli increspava il volto, aggrottandogli le sopracciglia folte d'arancio e storcendogli il nasino piccolo dove Wendy solitamente lo baciava prima di andare a dormire.
E Wendy era rimasta in silenzio di nuovo, quelle parole che le graffiavano il cuore per l'ennesima volta.
Aveva poggiato la guancia su un ginocchio, guardandolo attentamente, aspettando che continuasse a parlare anche se avrebbe preferito mille volte che quella sua voce che un tempo trovava troppo fastidiosa tacesse per qualche minuto, giusto il tempo di aspettare il momento giusto per tornare da George e Michael e i Bimbi Sperduti, lì dove argomenti di questo genere erano inesistenti dietro piani per attaccare i pirati o spedizioni contro i pellerossa.
Ma Peter non avrebbe tenuto l'argomento fuori ancora per molto; nonostante tutto stava crescendo anche lui...

"Ti vestiranno per bene e ti troveranno un lavoro." stava dicendo Peter, strappando qualche filo d'erba verde cristallina che cresceva nonostante la pietra, senza guardare la ragazza al suo fianco.
"Suppongo di sì..." aveva risposto la ragazza, le prime parole che gli rivolgeva da quando avevano volato fino alla scogliera, la voce meno acuta di quella di una bambina, l'ennesima prova che stava inevitabilmente crescendo.
"E diventerai adulta." la voce di Peter si stava affievolendo sempre di più mentre parlava, come se quelle parole fossero stati macigni pesanti che gli schiacciavano tutta la gioia che sprizzava fino a qualche minuto prima. Questa volta Wendy non aveva risposto. "E presto ti dimenticherai di me..."

Wendy non aveva risposto niente nemmeno adesso che gli occhi di Peter Pan erano diventati lucidi.
Si era limitata a guardarlo mentre avvertiva il fiato farsi più corto, sull'orlo delle lacrime anch'essa.
Sulle ginocchia ora aveva poggiato la fronte, gli occhi coperti come se fossero stati messi al sicuro dalla serietà che cadeva sulla loro fanciullezza.
Non ce la faceva a guardare Peter.
Il suo Peter.
Il Peter Pan bambino, sbruffone e presuntuoso che conosceva da sempre che si lasciava andare a lacrime che per la prima volta non erano date dalla rabbia di non aver ottenuto qualcosa, ma da qualcosa che stava per perdere.
Lacrime di sentimento.

E la cosa peggiore era che Wendy sapeva che lui aveva ragione.
Peter Pan aveva davvero ragione.
Crescere era la peggiore tra le cattiverie che potevano infliggere loro.

C'era un'alternativa per Peter, la più tragica di tutte, ovvero quella di seguire Wendy a Londra e di rimanere con lei in Inghilterra, ma così facendo, sarebbe cresciuto anche lui e anche lui sarebbe stato bandito dall'Isola Che Non C'è per sempre: anche adesso iniziava ad avere alcuni acciacchi nel volare e la sua risata non era più limpida come quella di un bambino.
Nel tempo che lui passava in camera di Wendy, quando faceva troppo brutto tempo per tornare all'Isola, quando i fratellini di Wendy si addormentavano prima dell'arrivo del fanciullo o anche quando Wendy semplicemente lo portava a fare una passeggiata per Londra quando era abbastanza buio da non incontrare nessuno per la strada che lo avrebbe potuto vedere, Peter cresceva.
Gli effetti del tempo giocavano con lui invece che ignorarlo come sull'Isola e lo invitavano a rimanere con lui il più possibile, tirandogli i capelli per farglieli crescere e facendolo cantare per abbassargli il tono di voce.
Era pericoloso per lui continuare a passare il tempo a Londra con Wendy; era possibile che un giorno si sarebbe reso conto che non riusciva più a volare o a capire Campanellino.
E non sarebbe più potuto tornare sull'Isola dai Bimbi Sperduti, dalle Sirene, dalle Fate e da Capitan Uncino che da anni infiniti aspettava che Peter lo battesse.
Eppure Wendy aveva paura di fargli questa proposta.

Aveva sentito il tocco di Peter sfiorarla su una spalla, lui che cercava di toccare il meno possibile la pelle nuda, rimanendo sul lembo di tessuto della bretella del vestito. Dopo un rimprovero che la ragazza stessa gli aveva fatto una sera quando per sbaglio il ragazzino le aveva toccato la pelle del ventre che era rimasto scoperto per sbaglio mentre loro ed i fratelli di Wendy si divertivano a volare, toccando il soffitto di camera loro, Peter stava decisamente attento nel toccare la ragazza.
Wendy era rimasta ferma, senza alzare lo sguardo, non perché non volesse farsi veder piangere, ma perché non voleva affrontare il fatto che stava per perdere la persona a cui voleva più bene al mondo. Qualsiasi mondo fosse.
"Ho trovato un libro nella cabina di Uncino l'altro giorno, mentre la Ciurma stava attaccando il resto dei Pirati." aveva iniziato a parlare lui, poggiando il capo contro la parete della grotta, sapendo che Wendy non avrebbe alzato lo sguardo su di lui. "Lo stavo provando a leggere l'altro giorno alla Tana quando tu eri a scuola." le stava dicendo mentre aveva preso a giocare con il ditale che Wendy gli aveva dato tempo prima, legato ad una cordicella di fieno intrecciato che portava al collo. "Non l'ho capito molto." le aveva confessato poi, con un piccolo sorriso sulle labbra leggermente screpolate. "C'erano termini troppo difficili, ma parlava tipo di un amore tra un pirata ed una Sirena." le stava continuando a spiegare.

"E l'hai letto tutto?- gli aveva chiesto Wendy con voce sottile, chiedendosi il motivo per il quale Peter avesse iniziato a parlare di un libro rubato ad Uncino.
"Certo che no, per chi mi hai preso, Nene?" aveva riso Peter alla sua domanda, tirando poi su con il naso per un attimo, poggiando il cappello in mezzo a loro, spiegazzando un attimo le foglie che lo componevano.
La sua risata aveva contagiato per un paio di secondi Wendy che aveva portato gli occhi al cielo.
Poi erano rimasti in silenzio per un po' di tempo.
Nessuno dei due riuscirebbe a dire se per minuti o per ore. In questo lasso di tempo, Peter però si era alzato ed adesso stava camminando lungo il bordo della scogliera, ogni tanto lasciando un piede nel vuoto del piccolo precipizio, sostenuto dal suo volo e Wendy faceva vagare gli occhi lungo la sua figura, notando come i muscoli delle gambe scattassero ai suoi movimenti.
"In una scena." aveva poi ripreso a parlare, lui, tenendo gli occhi fissi sul fiore che Wendy aveva adocchiato poco prima, studiandolo con curiosità, "prima di un addio, il Pirata chiedeva un bacio alla Sirena."

"E vuoi un bacio anche tu?" gli aveva chiesto Wendy tranquilla, abituata a lasciargli un bacino ogni tanto sul naso o sulla fronte -o qualche volta anche sulla guancia.
Peter aveva annuito felice, avvicinandosi a lei, sedendosi a gambe incrociate davanti Wendy, non prima però di aver strappato il fiore dallo stelo sottile smeraldo e glielo aveva porto, un sorriso sornione che partiva da un orecchio da elfo, leggermente appuntito, all'altro.
Un gruppetto di fate era passato accanto a loro, ignorando i due ragazzi mentre trasportavano qualche pietra e qualche ramoscello quasi stessero costruendo un nido, sporcando leggermente di polvere dorata la pietra lucida nera del pavimento della scogliera.
Wendy lo aveva ringraziato dolcemente imbarazzata prima di portare il fiore tra i capelli, cercando come una sorta di consenso da Peter che gli dicesse se lo aveva sistemato per bene -risposta positiva che era arrivata instantaneamente- ed era rimasta seduta composta come una signorina educata qual era mentre si allungava per sfiorare delicata la guancia di Peter, ritraendosi poco dopo, leggera come la brezza che portava loro le lontane grida divertite dei Bimbi Sperduti e le urla di Uncino contro il povero Spugna.

Peter a sua volta era rimasto fermo con il viso sporto come quello di un bambino curioso ed aveva socchiuso gli occhi dopo che Wendy si era staccata, guardandola leggermente torva. "E' così che si danno i baci?" le aveva chiesto fingendo un tono accusatorio che aveva fatto inarcare un sopracciglio a Wendy, leggermente confusa. Non reagiva mai in quel modo quando lei gli dava un bacino, anzi, era sempre molto felice e correva subito a vantarsi con gli altri di aver ricevuto un bacio da una ragazza.

E Wendy stava anche per ribattere qualcosa, ma Peter, senza dire nient'altro, si era riavvicinato a Wendy, poggiando una mano dalle dita lunghe e affusolate su una guancia della castana, l'imbarazzo solo un ricordo piuttosto lontano ed aveva posato le labbra su quelle della ragazza per nemmeno un secondo, lasciandole un bacio con un leggero schiocco, tanto veloce come l'ultima fata che stava seguendo le altre, portando un ramoscello di foglie decisamente più grande di lei nelle mani minuscole.
Dolce come il miele che Peter le aveva fatto assaggiare quel pomeriggio appena arrivati all'Isola, ultima conquista dei Bimbi Sperduti.
Aspettato come la primavera dopo un lunghissimo inverno; aspettato come l'arrivo di Peter la sera a casa Darling.
Labbra contro labbra, occhi negli occhi per un secondo tanto breve da sembrare infinito, pieno di cose non dette, pieno di tutto quello che c'era da sapere.
Il ciuffo arancione di Peter che sfiorava la fronte di Wendy come un secondo bacio.

Qualcuno che avrebbe potuto assistere alla scena, avrebbe potuto affermare che una Campanellino rossa di rabbia e gelosia era volata via di corsa in quel momento, lasciando un buco in una foglia di una quercia poco distante da quella scogliera, ma questo rimarrà un piccolo segreto tra la fata e l'Isola, unica testimone.

"Ho letto che è così che si danno i baci." aveva sussurrato allora Peter, un leggero sorrisetto furbo che illuminava il suo volto nel vedere le guance di Wendy tingersi dello stesso rosso che beveva dalle bacche mature dell'Isola, un rosso talmente intenso che aveva visto solo quando guardava verso un tramonto, quelle rare volte in cui non era impegnato a giocare con gli altri o quelle ancora più rare volte quando era seduto alla Tana a leggere.

Wendy, dal canto suo, non aveva detto nulla, le labbra rosee che erano leggermente schiuse per la sorpresa e gli occhi ancora lucidi, ma non di tristezza, ora. Peter pensò per un attimo che avesse sbagliato qualcosa, che non aveva capito bene qualche passaggio del bacio tra la Sirena ed il marinaio, ma visto che lei continuava a non dire niente -e già il fatto che la ragazza non aveva iniziato ad urlargli una ramanzina contro, era una conquista più che buona per lui-, Peter aveva preso la parola, di nuovo: "So che l'unica soluzione per poter continuare a vederti è quella di venire con te a Londra e lasciare l'Isola" stava sussurrando mentre teneva ancora una mano sulla sua guancia ed aveva iniziato ad accarezzare il volto della ragazza con il pollice, leggero come le nuvole che amavano attraversare insieme volando; il Peter di quattro anni prima non sarebbe mai stato in grado di farlo.
"Peter..." aveva provato a sussurrare Wendy, la voce sottile come e fragile come una lastra di ghiaccio appena formatasi sull'acqua, ma questo l'aveva subito interrotta, chiedendole con cortesia -Wendy stava provando anche ad insegnargli le buone maniere- se potesse finire il suo discorso. E Wendy aveva annuito piano.

"Ho già parlato con i Bimbi." le aveva detto mentre allontanava la mano dal volto della ragazza, non volendo invadere troppo i suoi spazi. "Rimarranno qui ad attaccare i Pirati e cercare di non farsi trovare dai Pellerossa probabilmente per sempre" le stava spiegando, mantenendo sempre il contatto visivo con lei. "Campanellino verrà a trovarmi ogni volta possibile e mi terrà aggiornato su cosa succede qui. Ma io, Wendy," aveva mormorato ancora, guardandola dritta negli occhi e la ragazza aveva avvertito che qualcosa dentro il ragazzo che non voleva crescere era cambiato, che il suo Peter, era cresciuto. "Io voglio crescere con te, Wendy Darling."

Era strano sentire Wendy tanto silenziosa, quindi Peter aveva continuato a parlare, coprendo il silenzio, avendo paura che la ragazza non avesse capito. "Magari, insieme, non ci dimenticheremo dell'Isola e di tutto quello che è stato." e questo probabilmente lo stava dicendo più a se stesso che alla ragazza ancora completamente rossa. "E magari non diventeremo nemmeno troppo adulti." aveva annunciato, prendendo una mano della ragazza mentre le Sirene sotto di loro si rifugiavano sotto lo specchio d'acqua. "Magari con l'aiuto di un po' di polvere di fata, saremo ancora in grado di volare."

"Peter..." lo aveva chiamato ancora Wendy in un sussurro, attirando l'attenzione del ragazzo come se lo avesse urlato, il suo nome. "Vorrei davvero darti un bacio..." aveva mormorato le stesse parole che aveva usato cinque anni prima, quando Peter era entrato per la prima volta nella camera dei Bambini, quando Wendy ricucì l'ombra a Peter, quando per la prima volta volarono verso l'Isola.
Peter allora aveva allungato una mano verso di lei, come se dovesse dargli effettivamente qualcosa, ridacchiando felice.

Wendy, a sua volta, però aveva preso Peter per un braccio, avvicinandolo velocemente al proprio volto, volendo esprimere al ragazzo che sempre era stato ragazzo, ma che presto sarebbe diventato uomo, tutto l'amore che provava per lui, tutta la loro felicità, tutto il loro crescere.
E ad entrambi stava bene così

E quel pomeriggio, le labbra di Peter, avevano incontrato per la seconda volta quelle di Wendy.