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Tell Me Goodbye

Summary:

Nirei è un angelo che è stato mandato sulla terra per guidare e proteggere Saruka Haruka mentre Suo, un demone, è stato mandato sulla terra per l'esatto contrario: corrompere l'anima di Sakura per farlo diventare un demone dopo la sua morte. Tra I due proprio per questo nascerà una rivalità che, col passare del tempo, inizierà a trasformarsi in altro mettendo in discussione tutte le loro scelte.

Chapter 1: Prologo

Chapter Text

Nirei Pov's

 

«Dovrai essere una sorta di angelo custode per questo ragazzo, Sakura Haruka ma Dovrai stare attento. So che i demoni hanno anche loro già mandato qualcuno per Sakura per poter corrompere la sua anima così che, dopo la sua morte, diventerà subito un demone e noi non possiamo permettere che una cosa del genere accada. Mi fido di te, Nirei quindi spero che non mi deluderai.» Mi disse Umemiya, il capo degli angeli, ed io annuì, volendo prendere sul serio questo nuovo incarico.

 

Non eravamo sempre stati in guerra con i demoni ma essa era iniziata quando una parte di noi angeli si erano ribellati a Umemiya e quest'ultimo aveva finito per spedirli come demoni all'inferno. Alcuni fra questi erano Takiishi Chika, Yamato Endō e Suo Hayato, i quali in precedenza erano come un braccio destro per Umemiya, dopo Hiragi. So che il loro tradimento lo turbò così tanto da dichiararli suoi acerrimi nemici.

 

Capivo molto bene Umemiya. Una volta Suo era il mio migliore amico e la sua scelta mi spezzò il cuore. Mi chiese di unirmi a lui ma io rifiutai, spezzando probabilmente anche il suo di cuore oltre al mio che lo era già per quella sua scelta. Da allora non parlammo più ma non dimenticai l'espressione ferita sul suo volto dopo il mio rifiuto.

 

Ma colui che aveva fatto la scelta di tradire gli angeli non era più il Suo che avevo conosciuto. Era diventato un estraneo ed era stato lui ad accettare la cosa e ad andarsene invece di rimanere accanto a me come una volta. 

 

Suo, qualche anno prima, mi aveva difeso da dei demoni che mi avevano preso di mira quando ero andato a consegnare un messaggio al re dei demoni di quel tempo. Umemiya mi aveva mandato da solo perché si fidava di me ma avevo visto l'espressione preoccupata di Suo prima che uscissi dall'ufficio di Umemiya. Mi accorsi che mi aveva seguito soltanto nel momento in cui quei tre demoni che mi avevano preso di mira erano ormai diventati polvere.

 

Ancora non credevo possibile che quel Suo era lo stesso Suo che solo un anno fa aveva tradito sia me che Umemiya, non mantenendo così la promessa che mi aveva fatto.

 

«Nirei prometto che non ti abbandonerò mai. Qualsiasi cosa, io sarò sempre accanto a te. E ti difenderò sempre da chi tenterà di farti del male.»

 

Peccato che era stato lui quello che mi aveva fatto dal male e non fisicamente. Il tradimento era la cosa peggiore che potesse accadere anche ad un angelo. 

 

Umemiya sapeva che con Endō e Chika non poteva più fare nulla ma decise di dare una seconda possibilità a Suo chiedendogli di presentarsi al suo ufficio qualche mese dopo il loro tradimento ma Suo non si presentò mai e Umemiya si rassegnò, tagliando qualsiasi rapporto anche con lui.

 

Era passato ormai un anno ma la cosa era ancora una ferita fresca, sia per me che Umemiya. Guardai la foto che era ancora appesa alla parete: c'eravamo io, Suo e Umemiya ed eravamo tutti e tre sorridenti. Mi chiesi se in quel momento Suo avesse già deciso di tradirci, di abbandonarmi. 

 

Mi rigirai l'anello che portavo sul dito e che aveva la mia iniziale e quella di Suo. Ne aveva fatti fabbricare due apposta da un angelo molto amico di Umemiya e mi chiedevo se lui avesse tenuto il suo o se invece se ne fosse sbarazzato quando era arrivato all'inferno. 

 

Quel giorno, l'ultimo in cui lo vidi, lo aveva ancora al dito. Ora quasi sicuramente lo aveva buttato via. Non poteva tenere qualcosa della sua vecchia vita, qualcosa che gli ricordava qualcuno che aveva tradito nel peggior modo possibile.

 

La voce di Umemiya mi riportò alla realtà e distolsi lo sguardo dalla foto sulla parete per riportarlo su di lui. E, dalla sua espressione, capii subito che non aveva belle notizie.

 

«Ascolta, Nirei. Suo è quello che hanno mandato per corrompere l'anima di Sakura. Se non te la sentirai lo posso capire, posso sempre mandare Hiragi o qualcun altro. Tu dimmelo e basta, d'accordo?" 

 

A quella confessione potei sentire il mio cuore iniziare a battere più forte e le mani sudarmi e contai mentalmente fino a 50 per evitare un attacco di panico. Anche per quelli, di solito era Suo a calmarli, cantando qualche canzone nonostante fosse stonato o portarmi a fare passeggiate notturne. Ora avevo imparato a contare fino a 50 per evitare che capitassero di nuovo. Non volevo che nessuno mi vedesse debole.

 

«Posso farlo. Non potrò evitare Suo per sempre, soprattutto se i demoni vorranno organizzare un'altra guerra contro noi angeli. Me la caverò, non dovrò per forza aver a che fare con lui, mi basta tenere Sakura lontano da Suo in modo che non possa corrompere la sua anima. Puoi fidarti di me, Umemiya, riuscirò a salvare l'anima di Sakura dai demoni.» Dissi sperando che le mie parole potessero essere sincere.

 

Umemiya aggirò la scrivania e si avvicinò a me, stringendomi per un abbraccio stando attento a non rovinare sia le mie che le sue ali.

 

«Anche se dovessi fallire, non te ne farò una colpa, Nirei. So che, qualunque cosa, ci avrai provato. Ma non lasciare che Suo ti manipoli per il vostro passato, sei più forte di così.» Disse Umemiya dandomi un ultimo abbraccio prima di staccarsi.

 

Dovevo farcela. Potevo farcela.

 

Per me. Per Umemiya e per tutti gli angeli che erano stati traditi dalle persone che più amavano.

 

E per quel lato di Suo che ormai era morto un anno fa durante il tradimento. 

 

Suo Pov's

 

«Oh, Suo. Non potrai mai a credere che conservazione particolare del paradiso ho sentito quest'oggi.» disse Endō non appena arrivai nella stanza in cui si trovava, quella che chiamava "una sorta di ufficio". Era diventato il re dei demoni da poco, dopo aver manipolato e conquistato la fiducia di quello precedente per poi ucciderlo. 

 

«Non hai imparato proprio a tener freno la tua curiosità, eh? Pensavo non ti interessasse più degli angeli dopo la ribellione che tu stesso hai architettato contro di loro.» Gli dissi ma ero in parte curioso di cosa avesse sentito. 

 

Per un momento mi chiesi se Nirei stesse bene ma sapevo che non era più un mio diritto chiedere novità su di lui. Non dopo che avevo infranto la promessa che gli avevo fatto, tradendolo e abbandonandolo.

 

«Questa ti piacerà. Il nostro caro Umemiya ha pensato bene di assegnare quello stupido angelo di Nirei per proteggere Sakura da noi e da qualsiasi male presente sulla terra, bla bla bla. Oh, e gli ha anche già detto che io ho scelto te, cosa molto ovvia e che se Nirei non se la sentiva poteva mandare qualcun altro al suo posto. Povero piccolo Nirei, probabilmente finirà a piangere per una settimana come aveva fatto dopo che l'hai abbandonato in quel modo.» disse Endo ed io abbassai subito lo sguardo sull'anello che non mi ero mai tolto.  

 

Strinsi i pugni, sia per nascondere l'anello ala vista di Endō sia per le sue parole. Ero incazzato. Sia perché Endō era un vero stronzo sia perché Nirei aveva rifiutato di unirsi a me un anno fa ma non potevo di certo biasimarlo. Lui era sempre stato così buono e puro, riuscendo a vedere anche chissà quale strana luce in me. Anche dopo il mio tradimento era disposto a perdonarmi se fossi rimasto con lui.

 

Ma io me ne sono andato, spezzandogli il cuore e venendo meno alla promessa che gli avevo fatto.

 

Umemiya mi aveva dato una possibilità ma io non mi ero mai presentato al suo ufficio per tornare da loro. Non potevo sopportare l'espressione ferita di Nirei per averlo abbandonato.

 

Probabilmente si era anche liberato dell'anello che gli avevo regalato e probabilmente era andato avanti, trovando un nuovo migliore amico. So che Umemiya lo stava tenendo in considerazione come nuovo capo degli angeli perché il suo incarico sarebbe infinito soltanto l'anno prossimo. Era stato capo degli angeli per quasi 10 anni e Umemiya sapeva benissimo che Nirei sarebbe stato il successore perfetto. Hiragi stesso, il braccio destro di Umemiya, aveva consigliato Nirei.

 

Se fossi rimasto o se fossi tornato, Nirei molto probabilmente avrebbe scelto me come suo braccio destro e questo da un lato mi faceva ancora male. Ma avevo fatto la mia scelta e non potevo più tornare indietro.

 

Così dissi soltanto: «Quando dovrei andare?»