Work Text:
soobin arriva di corsa all'ospedale e trova beomgyu, ignaro di tutto, che viene preso alla sprovvista e non sa cosa dire.
soobin emette un semplice "andiamo a casa" con il tono di voce più freddo che ha.
beomgyu, spaventato, lo segue, e i due vanno insieme in macchina. soobin si gira verso beomgyu e, sempre distaccato, pronuncia una sola parola:
"perché."
il tono è così freddo da far rabbrividire beomgyu. "non lo so... stava andando tutto... così bene e poi-" il mormorio viene interrotto da lacrime.
"non stava andando affatto bene beomgyu. pensi che io non lo sappia? mi hanno comunicato tutto sai? mi hanno detto che per arrivare in quello stato..." si blocca, come se fosse spaventato.
"insomma, so tutto. come hai potuto lasciare che accadesse?"
soobin pensa di sapere tutto.
l'ospedale ha comunicato soltanto la situazione che concerne sua figlia. non sa di beomgyu. nonostante riesca in qualche modo a trapelare qualcosa delle sue sofferenze, non sa quanto queste siano grandi per lui.
beomgyu non riesce a resistere di fronte a una simile accusa.
"dici di sapere tutto? non sai un cazzo soobin. non ci sei stato, e probabilmente non ci sei mai stato affatto."
si ferma a pensare "tutto... questo... avrebbe dovuto essere affrontato molto prima. probabilmente non te ne sei neanche mai accorto ma questo tipo di problemi è da un sacco che ci sono... non è semplice gestirli e non puoi dare la colpa a me per non esserci riuscito."
medita un po' prima di aggiungere "siamo realisti, se non fosse stato per questo tu probabilmente non avresti saputo niente, e staresti ancora in giro, chissà dove, mentre tua figlia e il tuo migliore amico soffrono"
beomgyu si ferma. non riesce a credere di aver detto tutto questo.
vorrebbe scusarsi, ammettere di essere stato troppo duro con soobin, ma prima che possa dire qualsiasi cosa viene interrotto dal suo amico.
"come osi? letteralmente, come osi dire una cosa del genere? questi mesi sono stati tremendi anche per me, e lo sai bene. pensi che sia semplice venire strappato via alla propria moglie? soprattutto a quest'età. avremmo dovuto vivere e invecchiare insieme. e poi con che coraggio mi stai dando la colpa per il disturbo alimentare di mia figlia? non sai un cazzo di quello che sto passando. oltretutto come osi metterti in mezzo a questa faccenda?" soobin tira un sospiro di esasperazione.
"tu non hai nessun problema, sei praticamente mantenuto dalla tua famiglia, hai un lavoro che ami, non hai nulla a cui pensare. ti ho lasciato mia figlia perché mi fidavo di te... ora so di aver sbagliato. sei un cazzo di egoista, pensi solo a te stesso e per te i problemi degli altri non esistono nemmeno..."
soobin si ferma un attimo prima di aggiungere: "fammi uscire da qui, posso tornare a casa a piedi"
beomgyu non crede alle sue orecchie. in tutto il tempo che è stato amico di soobin non gli ha mai sentito dire nulla con tutta questa cattiveria.
vorrebbe trovare anche solo una parola da poter dire per fargli cambiare idea ma dentro di sé crede che il suo amico abbia ragione.
ha accusato soobin di non esserci stato per sua figlia quando in realtà neanche lui c'è mai stato per soobin.
no, lui era troppo impegnato a privarsi di un bene primario come il cibo per stare accanto al suo migliore amico che ha perso la moglie. non c'è stato per lui, non è neanche andato al funerale perché era troppo assortito nel suo stupido mondo fatto di sofferenze superficiali e auto inflitte.
guardando indietro, si rende conto di essere stato un pessimo amico, perciò l'unica cosa che vede fattibile è fare come dice soobin.
con lo sguardo in basso, senza pronunciare nulla, sblocca la portiera di soobin per permettergli di uscire.
soobin si affretta a scendere, guidato dalla furia cieca che non gli ha permesso neanche di focalizzarsi sulla figura esile e fragile di beomgyu.
una volta sceso dalla macchina, soobin è consapevole di aver probabilmente perso il suo migliore amico.
beomgyu rimane nella macchina, guida fino a casa sua tra singhiozzi e malumore. arrivato a casa si fionda sul suo letto e decide di rimanere lì fino a data da destinarsi.
soobin cerca di riflettere su come abbia potuto lasciare che le cose andassero così. il beomgyu in quella macchina non era il beomgyu simpatico e sempre sorridente, che animava le feste e lo ha aiutato a stare meglio in numerose occasioni, il beomgyu che conosceva.
c'è qualcosa di strano in lui, come se fosse più spento, eppure non riesce assolutamente a capire cosa ci sia di così diverso.
soobin non capisce più nulla.
rientrato a casa, inizia a girare avanti e indietro per la cucina, in preda a un brutto presentimento che cerca in tutti i modi di scacciare.
nel frattempo beomgyu rimane bloccato a letto, le ultime sue forze erano state impiegate in quella discussione e ora non riesce più a fare nulla. sa che prima o poi arriverà l'ora di mangiare qualcosa ma non riesce a stare seduto né tantomeno arrivare fino in cucina. rimane lì, senza forze neanche più per piangere, sapendo che ora non può più affidarsi a nessuno.
soobin non ce la fa più. la sua indole pacifica non gli permette di stare troppo tempo in conflitto con qualcuno quindi decide di chiamare beomgyu.
il telefono squilla, squilla, squilla.
proprio quando soobin sta per rinunciare, ecco che arriva una voce, cupa e stanca.
"pronto," la voce monotona e apparentemente senza vita di beomgyu. "lo so, mi odi e non vuoi più vedermi, non ti preoccupare ci sto già lavorando su."
soobin è spiazzato. non sa come reagire. cercando le forze dentro di sé risponde in preda al panico:
"beomgyu di cosa stai parlando? per favore smettila... non fare nulla di stupido..."
"troppo tardi soobin, probabilmente sono davvero tanto stupido."
"che cosa vuoi fare beomgyu? per favore... levati dalla testa qualsiasi idea ti sia venuta in mente," sbotta soobin.
dal telefono si sente una fievole risata.
"haha, il povero soobin pensa di avermi fatto venire qualche idea. tu in questa faccenda non c'entri, idiota"
"cosa? beomgyu sono pur sempre un tuo amico, portami rispetto almeno"
"il cucciolo vuole rispetto," il sarcasmo di beomgyu fa infuriare soobin.
beomgyu continua "eppure tu non ne hai avuto per me prima. sai, dovresti dare più peso alle parole che usi, la gente potrebbe rimanerci molto male..."
soobin si rende conto di aver esagerato. "forse hai ragione"
"forse dici? non ne sei neanche sicuro?"
"no, lo sono," soobin chiarifica. "è solo che vorrei che entrambi ammettessimo i nostri errori. penso che entrambi abbiamo esagerato un bel po' prima. vorrei che... vorrei che tu sappia che... mi dispiace davvero tanto. sei il mio migliore amico e questo non cambia. ci sono stati dei fatti molto gravi ma non voglio che questo intacchi il nostro rapporto. per favore."
beomgyu si sente di troppo, sa che soobin non si merita un altro peso come lui a dargli ancora più problemi.
è felice che soobin si sia scusato ma non ha le forze di ammettere ciò che prova lui. "no, mi dispiace"
beomgyu non ha mai parlato apertamente con nessuno dei suoi problemi e teme che vocalizzarlo renda il tutto ancora più reale e opprimente di quanto non lo sia già.
"beomgyu che cazzo-" la sua frase viene interrotta dal beep di fine chiamata.
beomgyu gli ha chiuso in faccia, tagliando ogni possibilità di chiarimento.
soobin pensa subito al peggio.
"cazzo."
prende le chiavi della macchina e si affretta a scendere, iniziando a guidare verso casa di beomgyu.
soobin si presenta davanti la porta. in preda al panico, inizia a bussare, suonare il citofono, urlare.
nessun segnale da parte di beomgyu che, ancora sdraiato sul suo letto, è in un limbo tra la coscienza e l'incoscienza più totale.
il ragazzo avverte qualcosa di indistinto ma non trova le forze di alzarsi e andare a controllare.
soobin intanto si ricorda che nel suo mazzo di chiavi ce n'è una che apre la porta di casa di beomgyu. il ragazzo, ansioso di capire la situazione, corre per la casa cercando beomgyu.
quando arriva in camera, viene preso di soprassalto nel vederlo in quello stato semi-incosciente.
cerca disperatamente di chiamare il suo nome. "beomgyu! ti prego beomgyu svegliati... rispondi beomgyu ti prego... beomgyu... non posso perdere anche te,"
"s... bin... lasc... solo," beomgyu mormora, la voce quasi inaudibile.
"beomgyu no che non ti lascio solo, non pensarci nemmeno, sono qui"
"via... ti prego"
"beomgyu..."
una singola lacrima lascia gli occhi già chiusi di beomgyu, dopodiché nella stanza cala il silenzio.
soobin è deciso. prende beomgyu tra le sue braccia per portarlo alla macchina.
in quell'istante si rende conto di quanto il ragazzo, seppur a peso morto, sia stranamente leggero. una leggerezza quasi inumana.
si rende conto di cosa lo rendeva così strano alla vista.
beomgyu è quasi un cadavere.
soobin si pente di non essersene accorto da subito. faceva quasi paura.
l'unica cosa che lo rassicura del fatto che fosse vivo è il lievissimo respiro che sente sul suo collo.
soobin non vuole perdere tempo, si dirige verso la macchina e guida verso l'ospedale, sperando che non sia troppo tardi.
soobin arriva al pronto soccorso, urlando e chiedendo aiuto a più persone possibili.
i medici visitano beomgyu, concludendo che è sveglio ma necessita cure immediate.
appena l'ospedale permette le visite a beomgyu, soobin si fionda nella stanza per vedere il suo migliore amico.
beomgyu lo squadra da capo a piedi.
"ti... avevo detto... di lasciarmi... da solo"
soobin si avvicina. "non posso beomgyu, non ora che ho capito come ti senti davvero"
"pfff tutte balle. lo dici solo perché ti senti in colpa, non capirai mai quello che provo."
"hai ragione, probabilmente non lo capirò mai ma non significa che io non debba starti accanto."
"soobin... ti prego... lo capisci che mi fai solo male?," sbotta beomgyu con voce tremante.
"non proverai mai per me... quello che provo io per te... e... e va bene così. per favore lasciami solo"
"cosa intendi dire? non capisco" soobin si sente confuso.
tutte queste informazioni gli stanno facendo venire il mal di testa.
"ti prego vattene via... lasciami da solo... cazzo," beomgyu riprende.
"beomgyu io non sto più capendo nulla," confessa soobin. "ti prego spiegami beomgyu, spiegami tutto però"
"non c'è nulla da spiegare... più di quanto io non abbia già detto. continui a non capire?"
vedendo soobin negare, capisce di dover essere più diretto.
trovando il coraggio che non ha mai avuto, beomgyu si dichiara.
"io ti amo soobin... da sempre. e ogni volta che mi parli delle ragazze che ti sono piaciute mi viene una fitta al cuore fortissima... perché so che non sarò mai come loro per te."
"c- cosa?"
"e... e quando hai annunciato che ti saresti sposato... io ho perso completamente le speranze. ho tentato di farmela passare, davvero, ma nonostante i miei sforzi tu eri sempre lì... nei miei pensieri... ed è estenuante. tu mi hai sbattuto in faccia come la mia vita sia perfetta ma non lo è, perché... non ho... te. e non sarò mai abbastanza per te... quindi... che senso ha tutto questo?"
dopo una lunga pausa, beomgyu decide di far capire più a fondo come si sente.
"perché dovrei andare avanti se tanto continuerò a soffrire comunque? almeno con il cibo posso controllarlo da me il mio dolore."
"io... non so come rispondere." soobin è pietrificato, incerto sul da farsi e scioccato da questa confessione.
non vuole che il suo migliore amico soffra così tanto per colpa sua, ma allo stesso tempo non sa come gestire la cosa poiché beomgyu ha ragione sul fatto che sia un amore non corrisposto.
"lo so che non hai nulla da dire... per favore... abbi la dignità di lasciare la mia vita così che io possa andare avanti"
"questo purtroppo non posso farlo. non qui, non così. sei davvero importante per me ma non posso darti ciò di cui hai bisogno."
"perché devi essere così... così... ah non so neanche io cosa voglio dire. comunque... ho saputo che tua figlia si è svegliata. và da lei... preoccupati per lei, io starò meglio senza di te... lei ne ha più bisogno."
soobin è scosso.
"grazie per la notizia, beomgyu, ma io non posso lasciarti andare senza sapere cosa ne sarà di te."
"mi fa più male se rimani."
soobin, in preda alla confusione e alla paura, si lancia su beomgyu e lo abbraccia più forte che mai, come per dargli un addio.
lacrime scendono dagli occhi di entrambi i ragazzi, finché beomgyu non sussurra un breve e conciso "grazie".
soobin non riesce a scrollarsi di dosso le ultime rivelazioni di beomgyu.
con gli occhi ancora bagnati dalle lacrime, esce dalla stanza e si dirige verso sua figlia.
appena arrivato, la bambina lo vede e lo accoglie con gioia.
"ciao papà!"
una volta avvicinatosi, la figlia si accorge dei suoi occhi pieni di lacrime. "perché piangi?"
cercando di trovare la forza che non ha, soobin riesce solo a dire: "papà... non vedrà più beomgyu."
