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Dicono che quando si provano emozioni abbastanza forti, qualsiasi colore apparirà sulla tua pelle. E, per ogni persona, ogni colore aveva un significato diverso.
Nirei ne era la prova vivente.
Non passava giorno senza che non avesse la pelle coperta da qualche nuovo colore. Giallo quando era felice, blu quando era triste, rosso quando era imbarazzato.
Mentre Nirei notava che Sakura aveva spesso la pelle colorata di rosso, che per sakura significava la rabbia o di giallo quando era imbarazzato, il ragazzo biondo notava che Suo non aveva alcun colore sulla sua pelle.
Nirei sapeva fin troppo bene che Suo non fosse il tipo di persona da mostrare spesso le sue emozioni ma, durante lo scontro con i Keel per riportare indietro l'amico di Anzai, gli era sembrato per un secondo che sulla pelle di Suo fosse apparso il colore rosso. Probabilmente rabbia, come con Sakura.
Nirei non sapeva se Suo quel giorno fosse arrabbiato per la situazione in generale o perché non era riuscito a proteggerlo. Non ne hanno più parlato una volta che lo scontro finì e le cose tornarono come prima.
Ma Nirei ci pensava spesso. Quasi ogni giorno, a dire la verità.
Così, un giorno, decise di chiedere qualche consiglio ad Umemiya, che molto spesso sulla sua pelle era presente almeno un colore, di solito era il giallo per la felicità.
Come accadeva spesso, Umemiya si trovava sul tetto a curare le sue piante.
«Umemiya-san, potrei parlarti un attimo?» chiese Nirei dopo che i due si erano messi d'accordo per incontrarsi sul tetto.
Umemiya si voltò, smettendo per qualche secondo di lavorare alle sue piante e annuì, rialzandosi e mettendosi di fronte a Nirei.
«Certo, Nirei, dimmi tutto. C'è qualcosa che ti preoccupa?» gli chiese e Nirei fece un respiro profondo prima di porgli la domanda per cui si trovava lì in quel momento.
«Si, ecco... sai che per ogni emozione sulla pelle compare un colore a seconda di quella che si prova? Su Suo-san l'unico colore che ho visto era il rosso e, da quel che ho capito, per lui rappresenta la rabbia.»
«Quando hai visto il colore rosso sulla sua pelle, che cosa era successo?» gli chiese Umemiya, facendogli un cenno di andare a sedersi al tavolo presente sul tetto e Nirei lo fece, mentre Umemiya si sedette di fronte a lui.
«Era lo scontro con i Keel, credo quando sono stato picchiato da loro.»
«Allora era arrabbiato per quello. Forse era arrabbiato con loro ma anche con sè stesso perché si era promesso di proteggerti e in quel momento aveva fallito. Hai provato a parlarne con lui? Potresti sentirti più tranquillo.» disse Umemiya e Nirei gli fece un piccolo sorriso ma scosse la testa.
«Non ancora. Oltre a quello, non gli vedo mai altri colori, è sempre rilassato e tranquillo quindi mi chiedevo se quella volta non me lo fossi soltanto immaginato.»
«Nirei, tu e Suo siete migliori amici, giusto? Ed è normale che un migliore amico si preoccupi o si arrabbi se l'altro viene picchiato o ferito. Suo probabilmente non è abituato a mostrare ogni singola emozione che prova, per questo non gli vedi mai i colori sulla sue pelle ma non vuol dire che non ne stia provando nessuna. Andate da Kotoha dopo scuola e prova a parlargliene. Oppure, se può farti sentire a tuo agio, invitalo qui sul tetto e parlatene in tranquillità. Io e Hiragi ci assicureremo che nessuno possa disturbarvi.»
Nirei annuì, facendo un sorriso di gratitudine a Umemiya e mandò un messaggio a Suo chiedendogli se si potessero vedere sul tetto per parlare. Suo rispose poco dopo di si e gli disse che sarebbe arrivato tra qualche minuto. Umemiya a quel punto si alzò.
«Bene, vi lascerò il tempo per parlare. Tenetemi controllate le piante, mi raccomando. Ci tengo che siano sane e forti per crescere. Buona fortuna, Nirei.» disse Umemiya facendogli un sorriso incoraggiante mentre gli dava una leggera carezza sui capelli prima di lasciare il tetto.
Nirei, mentre aspettava Suo, si sentiva nervoso, al tal punto che spesso dovette asciugarsi le mani sui pantaloni. Quando la porta del tetto si aprì, Nirei quasi sobbalzò ma si riprese in fretta.
Sarebbe stato imbarazzante se sulla sua pelle in quel momento fosse apparso il colore che associava alla paura.
Lui non aveva mai avuto paura di Suo e non voleva che l'altro pensasse che potesse averne in quel momento.
Doveva solo trovare il coraggio di parlargli.
Suo si sedette di fronte a lui, al posto dove Umemiya si trovava fino a poco fa.
«Nire-kun, volevi parlarmi?» gli chiese Suo una volta seduto e Nirei fece un lungo e profondo sospiro prima di annuire.
«I-io... si... volevo chiederti... ecco... durante lo scontro con i keel, sulla tua pelle è apparso il colore rosso, che so, così come per Sakura, per te rappresenta la rabbia. Era per la situazione in generale o...?»
A quella domanda, Suo spalancò appena l'occhio non coperto dalla benda e Nirei vide la il palmo della sua mano colorarsi di rosso, segno che era imbarazzato.
Quando Suo non rispose, Nirei parlò una seconda volta.
«Non sei costretto a dirmelo, era solo che mi chiedevo il motivo perché di solito non...»
Non finì la frase perchè in quel momento Suo decise di parlare.
«Ero arrabbiato con i keel per quello che stavano facendo ai nostri compagni ma anche con me stesso perchè dovevo proteggerti e non ci sono riuscito. Mi dispiace, Nire‐kun, dovevo impegnarmi di più per tenerti al sicuro.»
Il palmo di Suo, al contrario di quello di Nirei, si colorò di fucsia e Nirei cercò di associarlo ad un'emozione. Solo dopo qualche secondo capì che molto probabilmente si trattava del senso di colpa.
«S-Suo-San, non devi sentirti in colpa! Quella volta ho esagerato io per primo a mettermi contro di loro, è stato un mio errore, tu stavi solo cercando di aiutarmi. Dovrei essere io quello che si dovrebbe scusare.»
«Tu non hai fatto nulla di male, Nire-kun, non serve che ti scusi. Comunque cose del genere puoi chiedermele senza problemi, non serve avere paura.» rispose Suo, facendogli un dolce sorriso e Nirei si coprì subito il braccio con la scusa che doveva grattarlo per non far vedere a Suo una macchia color rosa spuntare su esso.
Sapeva cosa significava il colore rosa e a quale emozione era associata, lo vedeva spesso sulla pelle di Tsubaki quando era attorno a Umemiya. Ma con lui e Suo non poteva essere possibile, Suo era il suo migliore amico e Nirei non credeva davvero che provasse sentimenti per lui, forse era soltanto un errore e quella macchia sarebbe sparita da lì a poco.
Si assicurò, per tutto il tempo in cui rimase con Suo, di tenere la mano sul braccio per impedire all'altro di notare quella macchia. Cosa impossibile, dato che Suo lo guardava confuso quando vedeva che Nirei non aveva ancora tolto la mano.
«Nire-kun, è tutto okay?» chiese infatti Suo dopo qualche minuto di silenzio.
«E-eh?! Si... tutto apposto! Mi ha solo punto una zanzara ed ho il prurito! Tutto qui, non volevo farti preoccupare, Suo-san!»
Suo non sembrava credere completamente alle parole di Nirei ma non gli chiese altro, per non mettere il ragazzo biondo ancora di più in imbarazzo.
«Va bene. Io e Sakura-kun abbiamo deciso di andare da Kotoha dopo scuola con Kiryu e Tsugeura vorresti unirti anche tu?» gli chiese Suo cambiando subito argomento, cosa per cui Nirei gli fu grato.
«Certo, mi fa piacere!» gli rispose dopo diversi minuti e i due si alzarono per scendere dal tetto e tornare in classe.
***
Dopo scuola, Suo, Sakura, Nirei, Kiryu e Tsugeura raggiunsero il locale di Kotoha come quasi ogni pomeriggio.
La macchia rosa sul braccio di Nirei sembrava essere sparita, o perlomeno si era schiarita abbastanza da non vedersi e si era salvato da domande imbarazzanti di Sakura e gli altri.
In quel momento, eccetto Suo che, come sempre, era raro avesse davvero qualche macchia di colore dovuta alle sue emozioni, sui loro palmi era presente una macchia gialla, segno che erano felici.
Nirei cercò di guardare Suo per vedergli qualche macchia di colore ma la sua pelle sembrava essere sempre immacolata, scatenando la sua curiosità ancora di più e una macchia color argento, che per lui aveva anche il significato di determinazione oltre che di curiosità, gli apparve sul palmo.
«Nire-chan, per cosa sei così curioso?» gli chiese Kiryu, che probabilmente aveva notato la macchia appararigli sulla mano, e Nirei sobbalzò.
«N-niente in particolare! Ora andiamo!»
Il gruppo di amici passò la serata tra risate e il bis del cibo di Kotoha prima di salutarsi e separarsi per tornare ognuno a casa propria.
E Nirei, mentre faceva la strada con Suo per tornare a casa ogni sera, non riusciva a smettere di pensare al colore rosa sul suo braccio comparso mentre si trovavano sul tetto, pensando e sperando potesse trattarsi solo di un errore.
