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Il Lounge dell’Hotel era carico di un silenzio rasserenante, spezzato solamente dall’occasionale tip-tap delle dita che picchiettavano sullo schermo di un telefono e da delle fusa,rilassate e leggere. Solo due anime occupavano il suddetto spazio, accoccolati su uno dei divani circolari che decoravano la stanza.
Husker seduto e con le gambe distese sul divano, mentre il suo stupendo fidanzato era sdraiato sul suo grembo, la testa dolcemente appoggiata al suo petto mentre scrollava sul suo cellulare. Le dita del demone gatto accarezzavano dolcemente i candidi capelli del ragno, era un piccolo gesto che non falliva mai nel far sentire Angel rilassato e protetto. Pupille grandi come piattini alla vista del suo compagno che curiosava tra le immagini di creature degli abissi e pesci di ogni forma e colore.
Husker non era mai stato un grande fan degli animali, men che meno degli animali acquatici - dopotutto era stato cresciuto in un fottuto deserto - ma avrebbe ascoltato la dolce voce di Angel blaterare di quelle bestiole per ore, il demone ragno era molto più intelligente e colto di quanto la gente pensasse. Ascoltarlo mentre tesseva le lodi di una creatura ,di cui Husk non conosceva nemmeno l’esistenza, era molto interessante in realtà. In ben più di un’occasione si era ritrovato ad essere genuinamente curioso di sapere di più sull’animale di cui Angel stava parlando.
Ma oggi Angel era appiccicoso, era uno di quei giorni in cui non sopportava essere separato da Husk. Certo,dopo aver rotto il contratto di Angel e la morte di Valentino, lui ed Husk avrebbero potuto competere con Vaggi e Charlie per chi fosse la coppia più sdolcinata dell’Hotel senza alcun problema (per la gioia del demone della radio che doveva sopravvivere alla convivenza con ben DUE coppie) ,ma riuscivano comunque a comportarsi in modo abbastanza normale l’un con l’altro quando la situazione lo richiedeva, non si comportavano costantemente come due adolescenti alla prima cotta - e per quanto Husk adorasse quella donna, Cherri era una grandissima contapalle per aver provato ad insinuare il contrario - dopotutto avevano ancora i loro spazi privati.
Ma queste giornate in cui Angel era particolarmente appiccicoso potevano capitare ogni tanto. Husk non aveva idea se fossero state causate dalle angherie inflittegli da Valentino per decadi intere o dal periodo che passarono separati un anno addietro, dopo tutto il casino della ‘Conquista Del Paradiso’,per quanto ne sapeva era un mix di entrambe le cose; Ciò che sapeva per certo invece è che non avrebbe lasciato Angel da solo quando aveva bisogno di lui ,quindi accettava il suo sacrificio con onore . Oh andiamo, chi voleva prendere per il culo? Era un coccolone, lo era sempre stato, fin da quando era ancora in vita. Certo,quando il suo momento era giunto, era ormai un vecchio scorbutico disilluso dalla vita, quindi la sua ‘personalità gentile e solare come una tempesta in pieno inverno’ l’aveva seguito giù all’inferno, ma se avesse detto che non amava la sensazione di venir avvolto dalle braccia della persona amata,sarebbe stata solo una pessima bugia. Inoltre il suo fidanzato aveva ben tre paia di braccia con cui coccolarlo come meglio credeva, insomma era praticamente in paradiso.
“Hey Baffi miao miao,guarda un po’ quà!” la voce entusiasta di Angel ruppe il silenzio che li aveva cullati fino a quel momento, mentre mostrava lo schermo del telefono ad Husk.
“Ok Baby non mi freghi, questa è una di quelle immagini di merda modificate da Vox”
“Prima cosa,si dice ‘photoshoppate’ vecchietto.” lo perculò tanto per gradire “Seconda cosa,fottiti! è un macropinna microstoma,tu uomo di poca fede!”
Husk lo guardò come se avesse perso qualche rotella.
“Senti ragnetto,questa cosa sembra stata creata da uno scrittore di sci-fi sotto LSD.” rispose impassibile.
“Beh,nel gioco di cui Charlie parla sempre puoi pescarlo, quindi è reale” ed ecco l’adorabile broncio che Husk voleva baciare costantemente.
“Chi ha fatto quel gioco ha anche creato un idraulico che diventa più grande calandosi dei funghetti, amore. Non puoi dirmi che quei tizi non siano strafatti la maggior parte del tempo”
Angel sfoderò il suo miglior sguardo indignato prima di sdraiarsi di nuovo tra le sue braccia, brontolando un “dilettante dei pesci". come se questo fosse l’onta più grande di cui un essere umano potesse essere accusato.
Husk ridacchiò mentre continuava ad accarezzargli i capelli.
“Grazie al cazzo, ragnetto. Sono cresciuto nel deserto”
“Hai viaggiato molto però, no? ” ribatté Angel.
Il demone gatto scrollò le spalle.
“Mai stato grande fan dell’acqua“
Si pentì amaramente di essersi lasciato sfuggire quelle parole non appena chiuse bocca. Il ghigno maniacale che era appena apparso sul viso di Angel gli confermò che si,era fottuto..
“Il micetto ha paura dell’acqua ~? “ lo prese in giro con tono finto dolce.
Una zampa gli scivolò sul viso mentre bestemmiava tutte le divinità che li tormentavano dal paradiso per averlo messo in questa situazione.
Angel scoppiò in una risata fragorosa.
Non era graziosa né pianificata. Era naturale e sincera, e Husk adorava ascoltarla.
Silenziosamente ritirò tutte le male parole indirizzate a quelli dei piani alti. Dopotutto, era grazie alla loro dannazione eterna che aveva conosciuto l’uomo che stava ridendo come un matto tra le sue braccia..
Le sue pupille si dilatarono, mentre sistemava una ciocca di capelli bianchi del demone ragno. Quel gesto fermò la sua risata. Angel lo guardò con la stessa venerazione ed amore che lui sperava di star dimostrando attraverso il suo sguardo. I suoi occhi rosa brillavano come gemme alla luce del sole. Husk sapeva benissimo che non meritava il Jackpot che aveva vinto fidanzandosi con Angel. Ma non potete davvero biasimare un giocatore d’azzardo per essere avido…
Adagiò la sua zampa sulla sua guancia, la differenza di dimensioni tra i loro due corpi causava sempre un lungo brivido di piacere ad Angel, ed Husk sarebbe stato un pessimo bugiardo se avesse provato ad asserire che non gli faceva nessun effetto vedere le sue mani enormi posarsi sul corpo flessuoso e minuto di Angel. Questa volta però, la loro reazione al contatto non era scaturita da una scintilla di lussuria e desiderio, ma da puro e semplice amore e affetto. Chiusero i pochi centimetri che dividevano le loro labbra, senza fretta, lentamente, deliberatamente, senza trasformare quel contatto in un disperato intreccio di lingue. Era un ritmo dolce e suadente. Un bacio al sapore di miele e zucchero.
Se visto dall’esterno probabilmente stucchevole (Vomitevole se a vederlo dall’esterno era Alastor). Ma a loro non importava. Amavano ogni secondo della loro imperfetta beatitudine.
Quando il bacio si ruppe, i due demoni congiunsero le loro fronti. Magenta acceso che si rifletteva in quell’oro ardente. Mani minute che stringevano il viso del suo amante felino come fosse il tesoro più prezioso di tutto l’inferno . Una gigantesca zampa accarezzava con venerazione quella guancia rosa e bianca che sembrava zucchero filato. I sorrisi inebetiti di due demoni che avrebbero fatto di tutto per l’un per l’altro. E mentre i due si stringevano, i brutti ricordi di Valentino, il peso della catena di Alastor sul collo di Husk e la disperazione della dannazione eterna, si sbriciolano.
Non c’era fretta di redimersi. Dopotutto, tra le braccia del loro amato, avevano già trovato il proprio piccolo pezzo di paradiso.
