Actions

Work Header

spider-luz

Summary:

Luz è una quattordicenne umana eccentrica e sognatrice che, dopo essere stata morsa da un ragno magico all'Hexside, si ritrova con poteri straordinari che non sa come gestire.
Rischia di distruggere per sempre la sua nascente storia d'amore con Amity, divisa tra il segreto della sua doppia identità e il senso di colpa per le tragedie che colpiranno la famiglia della ragazza che ama.

Chapter 1: ne manca uno

Notes:

questa è la mia prima fanfiction, perciò le critiche sono accetate.

(See the end of the chapter for more notes.)

Chapter Text

Luz aprì gli occhi di scatto, con il cuore che le martellava in gola. Sullo schermo del telefono, la sigla dell'anime che aveva guardato di nascosto fino alle tre di notte girava ancora in loop.

"Porca miseria, la scuola!" urlò, saltando giù dal letto e aggrovigliandosi nelle lenzuola.

Si vestì in preda al panico: afferrò la divisa dell'Hexside dal pavimento, rischiò di cadere mentre infilava i leggings colorati e incastrò la testa nella casacca multi-studio per un secondo eterno. Zaino in spalla, si fiondò giù dalle scale.

Eda la stava già aspettando sulla porta, con un'espressione a metà tra l'esasperato e il divertito, il bastone magico stretto in mano.

"Muoviti, ragazzina! Se perdiamo un altro minuto, il preside Bump ti fa pulire i corridoi con uno spazzolino da denti!"

Luz saltò dietro di lei aggrappandosi stretta alla sua vita. Un secondo dopo, Owlbert prese il volo. Il vento delle Isole Bollenti quasi strappava la giacca, mentre sfrecciavano nel cielo mattutino tagliando le nuvole. Il viaggio fu un concentrato di curve spericolate e adrenalina pura, finché la sagoma imponente dell'Hexside non apparve davanti a loro.

Il bastone frenò di colpo davanti al portone, sollevando una nuvola di polvere. Luz scese al volo, mezza spettinata e con la divisa ancora storta, ma con un sorriso enorme di sollievo sul viso.

Si girò e strinse Eda in un abbraccio rapido e soffocante. "Grazie mille, Eda!"

"Sì, sì, va bene," rispose la strega con il suo solito ghigno, ricambiando con una pacca sulla spalla. "Adesso vai, prima che qualcuno del settore di sottomissione magica mi veda qui. E cerca di non farti risucchiare da qualche strano incantesimo!"

Tese il bastone e ripartì verso il cielo, lasciando una scia dietro di sé.

Luz si sistemò lo zaino sulla spalla, fece un gran respiro e guardò il portone. Era arrivata. Ora doveva solo sopravvivere alle lezioni.

Scivolò dentro l'aula cercando di confondersi tra gli altri studenti, facendosi scudo con lo zaino.

"In ritardo anche oggi, signorina Noceda."

Si raggelò. Il Professor Connors la fissava da dietro la cattedra, il registro stretto tra le mani. "La sua passione per gli studi magici è ammirevole, ma la puntualità non è un'opinione. Vada a sedersi."

"S-sì, mi scusi professore," balbettò Luz, sentendo le orecchie andare a fuoco.

A testa bassa, raggiunse l'unico banco libero — proprio accanto ad Amity. Si lasciò cadere sulla sedia fissando il legno davanti a sé, stringendo i pugni, decisa a non alzare lo sguardo.

Amity non disse nulla. Rimase composta, sollevando una mano con eleganza per sistemarsi una ciocca dei capelli viola sfumati di rosa dietro l'orecchio appuntito. Mandava un leggero profumo di pulito e di magia. Luz diventò, se possibile, ancora più rossa.

Finita la lezione, il Professor Connors si alzò, sistemandosi gli occhiali, e annunciò che per la seconda parte della giornata si sarebbero spostati in un laboratorio vicino alla biblioteca.

Luz sentì una fitta allo stomaco. Biblioteca significava spazio stretto, silenzio obbligatorio e nessuna via di fuga naturale. Negli ultimi tempi, stare vicino ad Amity era diventato un percorso a ostacoli per il suo cuore: ogni volta che la ragazza le rivolgeva la parola, Luz finiva per bofonchiare cose senza senso, arrossire fino alla punta dei capelli o rischiare di inciampare nei propri piedi.

Aveva bisogno di una pausa strategica.

Mentre la classe si svuotava e gli studenti sciamavano nei corridoi, Luz tese l'orecchio. Amity stava parlando con una compagna a pochi passi da lei. Senza pensarci due volte, Luz fece un passo laterale, scivolando dietro la schiena di un ragazzo della congrega delle costruzioni, e si guardò intorno alla ricerca di una via d'uscita.

Fu allora che vide Viney.

Willow o Gus sarebbero stati rischiosi: la conoscevano troppo bene e avrebbero capito il suo stato in meno di trenta secondi. Viney, invece, era perfetta. Era un'amica leale e fantastica, ma faceva parte della pista dei poliedrici e non era aggiornata sulle sue ultime crisi sentimentali. Aveva quell'aria rilassata e un po' ribelle che trasmetteva calma solo a guardarla. Stare con lei significava parlare di creature magiche o trucchi scolastici, senza rischiare di finire sotto interrogatorio.

Luz le si affiancò con un sorriso forse un pelo troppo entusiasta. "Ehi, Viney! Che coincidenza. Facciamo la gita insieme?"

Viney la guardò un momento sorpresa, poi sorrise, sistemandosi la borsa a tracolla. "Certo, Luz. Mi fa piacere."

Mentre camminavano lungo il corridoio, Luz continuava a lanciare occhiate guardinghe dietro di sé per assicurarsi che la sagoma dai capelli tinti di Amity rimanesse a debita distanza. Era così concentrata nella manovra che non si accorse dello sguardo divertito di Viney.

"Senti, Luz," esordì Viney, incrociando le braccia con un sorrisetto. "Non per farmi i fatti tuoi, ma hai il collo che sembra un periscopio. C'entra per caso la ragazza Blight che cammina dieci metri dietro di noi e non ha staccato gli occhi dal tuo zaino da quando siamo uscite dalla classe?"

Luz si bloccò per un millisecondo, rischiando di far inciampare lo studente dietro di lei. Sgranò gli occhi, sentendo una vampata di calore salirle dalle guance fino alla punta delle orecchie.

"C-Cosa?! Amity?!" squittì, abbassando subito la voce a un sussurro frenetico e agitando le mani davanti a sé. "No! Ma che dici, Viney? Stavo solo controllando... la struttura del corridoio! Sì! E poi Amity è solo una compagna di scuola. Con ottimi voti. E fantastiche abilità con gli abomini. Non la sto evitando, perché dovrei evitarla? È tutto normalissimo!"

Viney la guardò qualche secondo in silenzio, trattenendo a stento una risata.

"Luz," disse piano, con una gomitata leggera. "Se continui a respirare così veloce, svieni prima di entrare in laboratorio."

La classe si trasferì nella grande biblioteca dell'Hexside, ma l'atmosfera era completamente diversa dal solito. I tavoli da lettura erano stati spostati e sostituiti da una fila di teche di vetro illuminate da una luce magica soffusa. All'interno si muovevano creature inquietanti: ragni giganti modificati attraverso la magia degli Abomini.

Amity avanzò tra i primi, affascinata. Si inclinò leggermente per guardare oltre il vetro, osservando i riflessi violacei sulle zampe di quegli aracnidi mutati.

Il Professor Connors si posizionò al centro della sala. "Bene, ragazzi. Quelli che vedete sono quindici esemplari unici. Grazie alla magia e alla bio-ingegneria, abbiamo combinato caratteristiche di diverse specie di ragni delle Isole Bollenti per creare—"

"Quattordici," lo interruppe Amity, senza staccare gli occhi dalle teche.

Connors si voltò verso di lei. "Prego, signorina Blight?"

Amity si raddrizzò, sollevò un dito e indicò una teca sul fondo della fila. Il vetro era integro, le luci magiche erano accese — ma all'interno c'erano solo foglie secche.

"Ne manca uno," disse Amity. E la sua voce fece calare il gelo nella biblioteca.

Notes:

comuqnue cercherò di pubblicare una volta a settimana (non ne sono sicuro, ma ci proverò)