Work Text:
Il gesso scriveva sulla lavagna, guidato da una mano maschile.
Quella mano di solito era ferma e sicura, ma questa volta…un tremore interno la scuoteva, rendendo la sua calligrafia ancora peggiore di quanto già non fosse.
Ogni parola scritta venne ponderata attentamente, finchè il messaggio non risultò perfetto.
Doveva esserlo: solo così la trappola avrebbe potuto scattare!
“XYZ – Ti aspetto al caffè Cat’s Eye. Fatti vivo, ti prego!!”
Sì, così poteva andare…la giusta dose di urgenza e di mistero…
LEI ci sarebbe caduta senz’altro!
***
E infatti Kaori ci cascò, anche se trovò un po’ strano e insolito che un cliente conoscesse il Cat’s Eye.
Si presentò tranquilla all’appuntamento, e…
“BENVENUTA, SIGNORINA!”
“Ryo?! E tu che ci fai qui?!”, gli chiese sorpresa, vedendolo dietro il bancone del bar con il classico grembiule da barista.
“Umi mi ha chiesto di occuparmi del bar, mentre lui è fuori. E’ una tale seccatura…”, fece spallucce, simulando di essere scocciato.
“Già, ma la seccatura più grande è per i clienti, che devono sorbirsi il caffè preparato da te!”, lo stuzzicò lei sorridendo.
“Figuriamoci! Tanto, in questa baracca non ci viene mai nessuno…”, si difese Ryo, inarcando un sopracciglio con fare sardonico.
Forse non aveva tutti i torti, ma per evitare di correre rischi una manona gigantesca provvide dall’esterno a girare il cartello del locale, mettendolo sul CHIUSO.
Poi il previdente proprietario di quella mano enorme si ritirò procedendo a quattro zampe, finchè si ritrovò sul vicolo a fianco del locale.
Si nascose dietro l’angolo, alzandosi finalmente in piedi.
Era Falco.
Ad aspettarlo c’erano altre due persone: Doc e Saeko.
“Allora? Sta procedendo tutto bene?”, lo interrogò Doc con una punta d’ansia.
Falco annuì.
“I preparativi sono ultimati…Il resto dipenderà da Ryo e da Kaori!”, grugnì gravemente.
“Ma sei proprio sicuro…che Ryo voglia chiedere la mano di Kaori?”, gli chiese Saeko dubbiosa.
“Assolutamente sì! Quando mi ha domandato se poteva usare il mio bar per dichiararsi a Kaori, Ryo aveva l’aria di chi si trova con l’acqua alla gola…Ne vedremo delle belle, vi dico!”, sogghignò Falco, alzando il pugno chiuso a mo’ di sfida.
“Forse si è rassegnato, finalmente..”, sentenziò Doc a braccia incrociate.
Ryo rassegnato? Era veramente difficile crederci…, pensò Saeko ancora poco convinta.
Comunque, avrebbero potuto vedere con i loro occhi quello che succedeva all’interno, dato che Falco aveva avuto l’astuta accortezza di collegare un piccolo televisore alle telecamere di sicurezza collocate all’interno del locale.
Così avrebbero assistito in presa diretta allo straordinario evento!
Per il momento però non stava succedendo proprio niente di interessante…mhm…Ryo stava semplicemente servendo un caffè a Kaori, e…ma, un attimo…pareva che volesse finalmente iniziare un discorso…
“Kaori…”
Lei stava sorbendo il caffè, e non alzò nemmeno la testa.
“Il tabellone per gli annunci…”, cominciò Kaori, ignorando il suo flebile tentativo di parlarle.
“EH…?!”, trasalì Ryo folgorato.
“Il cliente che oggi ha lasciato quel messaggio…Ryo, dì la verità!”
Un brivido gelido gli corse lungo la schiena: cavolo, Kaori lo aveva già scoperto?!
“L’hai letto prima di me, non è vero?! Sei andato a vedere il tabellone prima di me e, sperando che il cliente in questione sia una donna, ti sei piazzato qui ad aspettarlo!”, lo accusò sorniona.
Lui scoppiò a ridere, più rilassato: no, per fortuna lei non aveva capito nulla…fiuu…però, forse era meglio assecondarla…così poteva prendere tempo, e…
“Mi spiace deluderti, ma secondo me è un uomo. Non hai visto che brutta calligrafia?”, commentò lei alzando un sopracciglio.
“Sì, in effetti…era parecchio bruttina…”, ammise Ryo con una smorfia.
“Dicono che dalla calligrafia di una persona se ne possa dedurre il carattere, quindi probabilmente abbiamo a che fare con un poco di buono!”, calcò la mano perfidamente Kaori.
Ryo rise ancora, questa volta un po’ più forzatamente.
“C…Comunque è in ritardo, il nostro cliente…”
Uff. Al primo scoglio si era già arenato…
***
“CHE COSA?! IL MATRIMONIO?!”, urlò Kaori a dir poco sconvolta.
Dopo un’ora di divagazioni sconclusionate, Ryo era approdato a un discorso che per uno come lui era semplicemente strabiliante: lui, lo Stallone di Shinjuku, l’uomo che seguiva fedelmente il motto ”Amale e lasciale”, che parlava addirittura di matrimonio!
“Quello che mi sorprende è che tu manifesti l’intenzione di sposarti, Ryo!”, esclamò Kaori ancora spiazzata.
“No, aspetta! Ti ho già detto che il mio è solo un discorso astratto. E poi, tanto per cominciare, non credo proprio che a questo mondo ci sia una donna interessata a sposarmi!”
Kaori fece una faccia saputella, come a dire che si stava già tirando indietro, ma Ryo si affrettò a proseguire: “No, Kaori, aspetta! Voglio dire, in fondo non ho neanche una nazionalità...non so quale sia il mio vero nome…e svolgo il mio lavoro in nero…”
“E poi, corri dietro a tutte…”, rise Kaori, concludendo l’elenco dei punti negativi al posto suo.
“Non ci credo…Stanno parlando da un’ora, e solo adesso cominciano ad affrontare l’argomento…”, bofonchiò Saeko incredula, in pieno accordo con l’opinione di Falco, che borbottò subito dopo: “Roba da matti…Non ci sono parole…”
Dov’era finito il coraggio dello sweeper numero uno del mondo?!
Sembrava un marmocchio tremebondo che non osa confessare una marachella alla sua mamma!
Doc dal canto suo si era stufato da un pezzo di quello spettacolo nauseante e se ne stava accasciato vicino al muro, sbadigliando a più non posso.
Mio Dio, quei due erano un caso irrecuperabile!
Le parole successive di Kaori ne furono la lampante dimostrazione…
“Comunque, secondo me una donna interessata a sposarti non la troverai mai! Dovrebbe essere una squilibrata…”, affermò senza tanti complimenti, distruggendo le speranze di Ryo in un soffio.
“S-sì, in effetti…ne dubito anch’io…”, ammise, ridendo a denti stretti.
Accidenti, non gliele mandava certo a dire, eh?!
E adesso, doveva anche inventarsi un nuovo approccio…
Ricominciò a torturarsi il cervello, mentre Kaori riprese a sorbire un sorso di caffè dalla sua tazza, apparentemente tranquilla.
Ryo ebbe finalmente un’idea che gli sembrò buona e non esitò a percorrerla: tanto, ormai, che cosa aveva da perdere?!
“A proposito, Kaori…presto compirai trent’anni, o sbaglio?”
Lei avvampò, colpita sul vivo, ma Ryo non se ne accorse.
“Quanto tempo è passato, eh, dalla prima volta che ci siamo conosciuti? Tu avevi diciassette anni, e io la tua età attuale. A quell’epoca, la differenza di dieci anni tra di noi mi sembrava incolmabile…Non riuscivo a vederti se non come una bambina!”
Kaori strinse con rabbia la tazzina che aveva tra le mani, rischiando di frantumarla.
“Cosa vorresti insinuare? Che adesso sono una vecchia?!”, ringhiò pugnalandolo con uno sguardo al vetriolo.
“NO, NO!”, si affrettò a negare Ryo, sudando freddo. Cavolo, si era dimenticato che l’argomento ”età” era particolarmente delicato per una donna! Merda, aveva sbagliato tutto un’altra volta…ma ormai era in ballo, e doveva ballare per forza! “Dicevo solo che adesso io ho quasi quarant’anni, e tu quasi trenta! E, arrivati a questa età, la differenza di dieci anni che esiste tra di noi sembra come annullata! Se io mi tolgo cinque anni psicologicamente, e tu te ne aggiungi cinque, avremo la stessa età!”, affermò con una logica che faceva acqua da tutte le parti.
Kaori strabuzzò gli occhi.
“Ryo, cosa stai cercando di dire? Oggi sei strano…”
“Voglio dire, Kaori…Se adesso incontrassi un ragazzo di diciassette anni, ovviamente lo considereresti alla stregua di un bambino, e non lo riterresti mai un potenziale marito. Dico bene?”, cercò di spiegarsi sempre più in panne.
“Niente affatto!”, lo smentì Kaori pacifica, gettandolo nel panico.
“Eh…?”
“Se c’è l’amore, l’età anagrafica non conta.”, affermò decisa.
“Ne sei sicura…?”
“Sicurissima! Perciò…”, e lo guardò interrogativa, cedendogli di nuovo le redini del discorso.
“Perciò….Non so, forse hai ragione…”, bofonchiò con un filo di voce, spegnendosi come una candela.
“Basta! Non resisto più! Sembrano due idioti!”, si lamentò Falco stizzito.
“Doc, non si addormenti!”, lo sgridò Saeko, sentendolo già russare.
D’altra parte, Doc aveva le sue ragioni: nemmeno la tv trasmetteva programmi così insulsi!
Giusto per meritarsi il giudizio di Falco fino in fondo, Ryo non desistette dall’argomento che aveva intrapreso:a suo rischio e pericolo, però…
“Comunque…resta il fatto che presto avrai trent’anni…e quando una donna compie trent’anni, insorgono certe questioni…”
Ryo non sembrava rendersi conto che continuare su quel tasto avrebbe potuto interrompere la successione dei SUOI compleanni…perché Kaori in effetti si stava già infuriando di brutto!
“Basta, Ryo! Non fai che ripetere questa storia dei trent’anni!” Si alzò di scatto dallo sgabello e lo afferrò per il bavero, decisa a fargli rimangiare le sue parole insieme ai suoi denti.“Io di anni ne ho ventotto, capito?! Cosa diavolo stai cercando di insinuare?! Forse che ormai sono troppo vecchia per sposarmi?!”, sbraitò con piglio feroce.
“Perché, Kaori…è una cosa che vorresti fare?”, le domandò lui, toccando per puro caso il punto dolente della questione.
Kaori arrossì violentemente, poi lo lasciò andare in fretta.
“Veramente io…! Ecco…io…dicevo così…”, farfugliò rimettendosi a sedere a testa china, palesemente a disagio.
Ryo ebbe di colpo un’illuminazione.
“Dimmi…per caso sei innamorata di qualcuno? Kaori…?”
L’insidiosa domanda ebbe il potere di risvegliare anche i tre esausti e annoiati spettatori del vicolo a fianco, che drizzarono le orecchie interessatissimi, al pari di Ryo.
Un silenzio greve e pesante riempì il locale, in attesa della risposta di Kaori.
Lei, dopo un attimo di esitazione, annuì con la testa.
Ryo fu quasi colpito da infarto!
“Eeeeeh?! E…e…e chi sarebbe?!”
“Una persona…che è sempre stata presente…al mio compleanno…”
Kaori rivisse mentalmente uno dei suoi compleanni: suo fratello che le sorrideva allungandole un regalo, davanti alla torta con le candeline…e quella persona…lui…seduto sul davanzale della finestra, apparentemente indifferente, in realtà sempre vigile e attento, gli occhi scuri fissi su di lei con il consueto sguardo intenso e conturbante.
Che cosa?! E chi diavolo sarebbe, questo bellimbusto?! , pensò Ryo furioso, cercando di ricordare chi fosse presente ai compleanni di Kaori.
Ma a parte lui stesso e Hideyuki, non gli veniva proprio in mente nessuno!
“…e che è sempre…”
“…è sempre…?”, la sollecitò Ryo impaziente.
“…E’ sempre stata presente , nei momenti più importanti della mia vita…”
Altri pezzi del suo passato le sfilarono nella memoria: per esempio, quella volta che suo fratello si era intossicato, perché bruciando una partita di eroina che lui e Ryo avevano rubato ai trafficanti, non avevano tenuto conto degli effetti del vento, così aveva finito per fumarsi un bel po’ di droga! Suo fratello era accasciato a terra, in preda a una tosse furibonda e lui…sempre lui…era dietro di lei, in piedi, con la testa fasciata per gli esiti dello scontro violento con gli spacciatori. Che due idioti che erano stati!
“Sempre…”
Il giorno del funerale di suo fratello…Aveva pianto tutte le sue lacrime, aggrappata alla lapide della sua tomba…Lui era lì, dietro di lei, ombra silenziosa e partecipe del suo dolore….Non l’aveva abbracciata, non le aveva detto parole vuote e prive di senso…ma era lì, vicino a lei, pronto a sostenerla, se lo avesse voluto…
“Sempre…”
Nel periodo buio che era seguito alla morte di Maki, tante volte si era sentita sola e depressa…Lui le era stato vicino, proteggendola e aiutandola a rimettere assieme i pezzi della sua esistenza…solo per questo era riuscita a sopravvivere a quell’immenso dolore…solo per questo…
“Sempre…”
“Kaori…”, mormorò Saeko commossa, conscia del grande amore intriso in quelle parole.
Ma c’era chi ancora non aveva capito proprio niente, guadagnandosi così il titolo di campione mondiale di ottusità…
“Si può sapere chi è questo stronzo?! Perché non me ne hai mai parlato?!”, urlò Ryo fuori dalla grazia di Dio.”Vi conoscete da così tanto tempo, eppure lui non ha mai manifestato l’intenzione di sposarti?! Un uomo così non fa assolutamente al caso tuo, Kaori!”, sbottò alla fine, cercando a tutti i costi di convincerla dell’indegnità di questo presunto rivale..
“In effetti, sono d’accordo…Anche se siamo sempre insieme, non riesco mai a capire cosa gli passi per la testa…”, mormorò lei a voce bassissima.
“Insomma, vuoi dirmi una buona volta di chi si tratta?!”, la torchiò Ryo esasperato, decisamente incapace di fare due più due.
Non poteva rinunciare a lei, no! Era assolutamente escluso…
Kaori era la prima donna che lo aveva fatto sentire un essere umano!
Ancora risentiva il calore dell’abbraccio con cui lei lo aveva circondato, quando lo aveva curato la prima volta, sconosciuto entrato nella sua vita da chissà dove…
Gli aveva promesso che avrebbe pianto per lui…che non lo avrebbe lasciato morire, solo come un cane randagio…
Era stata lei a dargli la forza di lottare e di continuare a vivere!
Era stata sempre lei a scegliergli un nome, tra i tanti falsi di cui si era servito nella sua miserabile esistenza!
Lei lo aveva costretto a rivedere la sua vita, a decidere di diventare qualcosa di più di un killer spietato, solo sulla faccia della terra, alieno alla razza umana!
Per lei, per proteggere la sua felicità era diventato City Hunter, affiancandosi a suo fratello…non era più stato capace di lasciarla, anche se continuava a dirsi che era veramente troppo giovane e innocente per un tipo come lui…
Quando Maki era morto, il compito di proteggerla era diventato per lui prioritario, lo scopo fondamentale della sua vita.
E anche quando gli erano arrivate proposte allettanti di affari, proposte che avrebbero potuto renderlo ricco a palate, come quella che gli aveva fatto Richenda, le aveva sempre rifiutate…perché avrebbe dovuto lasciare Shinjuku, e lasciare Shinjuku voleva dire lasciare lei, che amava perdutamente quel quartiere…e lui invece non chiedeva altro dalla vita che restare lì con il suo angelo, e ammirare il suo meraviglioso sorriso…per sempre…
E ora, avrebbe dovuto rinunciare a tutto questo per un imbecille sconosciuto, piovuto da chissà dove?!
Perchè Kaori non si decideva a svelarne l’identità?!
Quel silenzio lo stava rendendo isterico, e…
“Vuoi proprio…farmi dire tutto, Ryo?”, bisbigliò Kaori, al colmo della vergogna.
Ryo finalmente fu fulminato sulla via di Damasco.
Possibile che…?!, si chiese con il cuore in gola.
“SEI PROPRIO UNO STUPIDO!”, lo accusò Kaori gridando, scattando dallo sgabello per correre via.
Fu allora che Ryo finalmente si ricordò di essere City Hunter, e con riflessi prontissimi l’afferrò per il polso, arrestando la sua fuga.
“X…XYZ, KAORI!”, lanciò il suo appello disperato. Perchè senza di lei questo era…disperato! Ma Kaori non girò nemmeno la testa, e questo lo spinse a parlarle in fretta e con grande affanno per convincerla.“Anche se ci separano dieci anni di differenza, e anche se sono un poco di buono…Anche se non ho alcun documento di identità e quindi non posso sposarti ufficialmente…e dunque non dovrei neppure chiederti una cosa del genere…Nonostante questo, vorresti…”
“BASTA, RYO! SMETTILA CON QUESTI DISCORSI!”
Kaori ruotò su sé stessa e si tuffò tra le sue braccia, atterrando sul suo petto solido e muscoloso.
Ryo dopo un attimo di sconcerto le strinse le mani sulle spalle.
Allora era vero…quello che aveva tanto desiderato, sognato, agognato...era lì…tra le sue braccia…
“Ti prego, Kaori…diventa la mia compagna!”, mormorò emozionato, il cuore che rombava furioso nel petto.
Kaori ebbe un piccolo singulto, poi rispose con voce rotta.
“Non sai per quanto tempo…ho aspettato…quelle tue parole…”, gli disse tra le lacrime.
Nessuno dei due sentì le urla di gioia che provenivano dall’esterno: erano troppo presi dal loro amore…
“Per quanto tempo!“, mormorò ancora Kaori, guardandolo negli occhi. Poi sorrise maliziosa.”Una calligrafia così brutta la possiedi soltanto tu…”, lo prese in giro alla fine.
“Ma come, Kaori? Avevi capito tutto fin dall’inizio?”, esclamò sgomento Ryo. “Che razza di carognetta…Mi hai fatto penare così tanto, e invece…”, borbottò stizzito, ma non riuscì a restare a lungo arrabbiato davanti al suo dolce sorriso e ai suoi occhi scintillanti.
Scosse la testa, riconoscendo con sé stesso che, in fondo, se lo era meritato; poi si chinò verso di lei, un’intenzione inequivocabile negli occhi scuri, che divennero profondi come buchi neri.
Kaori ansimò, socchiudendo le labbra: era pronta a riceverlo.
Lei chiuse gli occhi, pregustando il primo sfiorarsi delle loro bocche: le loro labbra erano vicinissime, i loro respiri cominciavano a mescolarsi, ma poi… lui esitò.
Kaori aprì le palpebre, perplessa, e…si accorse con sorpresa che Ryo aveva estratto la sua Pyhon!
“Ma…che fai?!”
Ryo non rispose, ma sparò con la sua mira infallibile sulle telecamere di sorveglianza: poi rimise al suo posto la pistola.
“Lo spettacolo è finito: hanno visto più che abbastanza!”, le spiegò facendole l’occhiolino.
Il ruggito furioso di Falco all’esterno del locale le strappò un sorriso: quindi c’erano stati dei testimoni alla dichiarazione di Ryo!
Beh, meglio così…in questo modo, non avrebbe mai potuto ritrattarla!
Ryo però non le diede il tempo di soffermarsi a lungo su quella considerazione: si chinò di nuovo su di lei, e…questa volta non si fermò.
Calò sulla sua bocca senza nessuna delicatezza, ma con una rapace possessività che le fece subito schizzare la pressione alle stelle.
Lava pura…questo le scorreva tumultuosamente nelle vene, generando un incendio indomabile, attizzato sapientemente dalle mani di Ryo, che l’esploravano dovunque.
Com’era bello…lo aveva sognato tante volte, ma il sogno era stato solo una pallidissima eco della meravigliosa realtà…
Il suo sapore, la sua lingua insaziabile, il suo profumo virile, inebriante e sensuale…tutto le faceva girare la testa…e la cosa più incredibile, era che anche lui sembrava vittima della stessa magia!
Le esplorò la bocca così a lungo che dovette chiedersi se avrebbe mai più respirato per conto suo, ma non le importava assolutamente…se lui lo voleva, avrebbero vissuto così…in simbiosi…
Quel pensiero un po’ drastico non ebbe il tempo di consolidarsi, perché lui si staccò proprio in quel momento.
Il suo respiro era aspro, affrettato, il viso teso e irrigidito, gli occhi lucidi di una passione a stento controllata.
“Kaori…penso sia meglio che andiamo a casa…”, le disse seccamente, lasciandole intuire chiaramente il sottinteso: voleva amarla completamente…ma non lì, non in quel bar!
Kaori annuì, incapace di trovare il fiato per rispondere.
Lui non perse tempo: le afferrò la mano e cominciò a tirarla per uscire dal locale.
La porta tintinnò quando si richiuse alle loro spalle, ma nessuno dei due le badò, così come nessuno dei due si preoccupò di chiuderla a chiave: entrambi sapevano che c’era chi se ne sarebbe occupato, e non ci pensarono più.
Il resto del mondo era bandito dalle loro teste, mentre i loro piedi correvano all’unisono verso la meta: il loro rifugio, la loro casa, il loro piccolo Paradiso a due.
Arrivarono a destinazione senza sapere bene come, poi salirono le scale in fretta.
Ryo aprì la porta, e Kaori allungò la mano automaticamente per accendere la luce.
Ma lui la fermò.
“No…non ci serve…”, le disse roco.
Kaori rigirò la mano e intrecciò le dita con quelle di Ryo: poi si portò la mano alla bocca e la baciò.
Ryo la guardò teneramente.
Chiuse la porta con un calcio, poi l’attirò tra le sue braccia, riprendendo esattamente dal punto dove si erano interrotti al bar.
Il fuoco ricominciò a divampare all’istante…violento, devastante, inarrestabile…
Ryo accese focherelli dappertutto, adorandola con le mani e con la bocca, instancabile.
Man mano che la baciava, insinuava le mani nei suoi vestiti, scoprendo distese vellutate di pelle profumata, curve sinuose e picchi arrossati di desiderio.
I capezzoli inturgiditi di lei svettarono smaniosi appena la liberò dal reggiseno, e lui li attirò in bocca succhiandoli avidamente, ansioso di prendersene amorevolmente cura.
Kaori prese coscienza che mentre lei era già praticamente nuda, lui invece era ancora vestito, quindi decise di rimediare a quell’ingiustizia cominciando a tirare la maglietta perché se la togliesse.
Ryo cedette subito al suo desiderio, e ben presto i muscoli scolpiti del suo petto aderirono alle sue soffici carni, strappandole un gemito di sensuale soddisfazione.
Ryo non le concesse molto tempo per ammirare il suo corpo scultoreo, perché facendosi largo tra il mucchietto di vestiti ai loro piedi la prese tra le braccia e la portò in camera sua, smanioso di avere più libertà di manovra.
La voleva nuda sul suo letto…voleva adorarla, millimetro per millimetro, senza lasciare un solo lembo della sua pelle inesplorato…voleva ricoprirla di baci e di carezze…voleva amarla per tutte le notti che non aveva potuto farlo, e si era costretto a stare lontano da lei!
Ne aveva di arretrati da recuperare…abbastanza da tenerla impegnata per l’eternità!
Con una mano allontanò il lenzuolo, poi la posò delicatamente sul letto, senza mai lasciarla con gli occhi.
Lei lo guardava impavida, curiosa:i suoi languidi e invitanti occhi nocciola sembravano dirgli…vieni, sono tua…e lui era più che mai deciso a rendere reale e palpitante quell’implicito e sensuale invito!
Con un gesto fluido e veloce si liberò degli ultimi indumenti, poi liberò anche lei dei pochi che le erano rimasti: ora erano nudi uno davanti all’altro, un uomo e una donna e il loro desiderio reciproco come unico compagno…
Ryo si stese sul suo corpo nudo, facendo forza sui gomiti e sugli avambracci per non pesarle troppo.
“Sei pronta per il nostro viaggio verso le stelle?”, sussurrò roco.
Kaori sorrise.
“Prontissima….”
Gli occhi di lui luccicarono nella luce lunare che filtrava dalla finestra, unica fonte luminosa della stanza.
“E’ quello che tu credi…invece secondo me non lo sei…ma a questo penserò io….presto…”
Poi con le mani, con la lingua, con la bocca, con tutto il suo corpo, le spiegò cosa intendeva dire…finchè non la fece letteralmente impazzire!
Per una lunga, infinita, struggente notte….
***
“NOOOOOOOOO!”
L’urlo di Ryo risuonò selvaggio nel silenzio notturno, mentre saltava a sedere sul letto sudato fradicio.
Kaori si svegliò di soprassalto e lo guardò spaventata.
“Ryo, che c’è? Ti senti male?”, gli chiese subito angosciata, toccandogli il braccio per confortarlo.
Lui la guardò sconcertato, come se faticasse a ricordarsi perché era lì, poi la strinse affannosamente tra le braccia, il respiro frantumato in brevi ansiti quasi dolorosi.
“Sei qui…sei viva…”, ansimò, la voce rotta dall’emozione.
“Certo che sono qui e sono viva…dove dovrei essere, secondo te?”
Ryo non riuscì a rispondere a quella domanda: il cuore gli batteva ancora troppo forte perché riuscisse a controllarlo!
Quello che contava era che lei fosse lì, viva e vegeta, tra le sue braccia…null’altro aveva importanza…
Però, che strano sogno…che incubo, a dirla come andava detta!
Nell’incubo c’era anche Maki…anzi, il sogno era iniziato proprio con lui, con il suo ex-socio…
Stava cercando di metterlo in guardia, così gli aveva detto…perché la sua felicità, se lui non fosse stato attento, sarebbe stata molto, troppo breve…
Si ricordava di aver protestato con forza contro quella che gli sembrava una profezia da uccello del malaugurio, ma Makimura lo aveva zittito, intimandogli di dargli retta perché da quello dipendeva tutta la sua vita.
“Il futuro non è scritto…ma questo è quello che succederà, se tu non saprai prendere la decisione giusta…”
Dopo quelle parole, il sogno si era trasformato in un incubo.
Aveva sognato…la morte di Kaori…la sua infelicità per quella morte ingiusta...l’inferno generato dalla sua assenza…poi il ritorno…non di Kaori, ma soltanto del suo cuore, nel corpo di una ragazza…Shan In…Quella ragazza, che nel sogno lui considerava come una figlia, gli sollevava in parte l’animo con la sua affettuosa presenza, ma niente poteva ricucire lo strappo lacerante della morte di Kaori…Come poteva accettare un destino così crudele? Come vivere senza la sua stessa anima?! Si era risvegliato urlando, in un bagno di sudore: ma l’incubo era stato così vivido, che ancora adesso faticava a convincersi che la realtà fosse un’altra!
“Ryo…mi stai facendo male…”, si lamentò Kaori, visto che la stava praticamente stritolando tra le braccia.
“Kaori…promettimi…che non mi lascerai mai…che non morirai mai…”, le chiese con voce spezzata, allentando però la stretta sul suo corpo e rendendola più tenera e amorevole.
Kaori rialzò il viso, lo baciò dolcemente poi sorrise: “Lo sai che non posso prometterterlo…non dipende da me…però, posso prometterti...che il mio cuore non ti lascerà mai…resterà con te per sempre…”
Ryo sussultò: quelle parole, invece che consolarlo, ebbero l’effetto di agghiacciarlo fino alle ossa…sembravano un’eco dolorosa del futuro orribile che aveva intravisto…quasi fossero una premonizione!
Il suo cuore…no, lui non voleva soltanto il suo cuore…lui voleva tutto!
Il suo corpo, la sua anima, il suo sorriso…voleva LEI, il suo angelo, così com’era adesso!
Pensò febbrilmente a ciò che poteva fare, a quali fossero le alternative percorribili: se quello che aveva sognato era davvero un drammatico anticipo del futuro (e anche se forse era folle, lui era propenso a crederlo…), allora doveva essere vero anche quello che gli aveva detto Maki…il futuro non era scritto…forse poteva ancora deviarlo…costringerlo a cambiare la sua rotta!
Che cosa succedeva esattamente nel sogno…?!
Lei cercava di convincerlo a indossare un vestito da matrimonio per fare una foto insieme, ma lui nicchiava, da grandissimo imbecille qual era…ovvio, aveva sempre odiato bardarsi a festa…poi, quando lo aveva finalmente convinto, mentre correva da sola sotto la pioggia per arrivare al luogo dell’appuntamento per quella sorta di matrimonio, lei aveva un incidente…per salvare una bambina dall’essere investita sulle strisce pedonali, veniva travolta lei stessa, e poi moriva tra le sue braccia…
No…tutto questo poteva essere impedito!
Non doveva, non poteva accadere!
Se fosse stato lui stesso a chiederle di sposarla…subito, immediatamente…se non l’avesse mai lasciata fino al giorno del matrimonio…forse questo…sarebbe stato sufficiente?!
Non riusciva a pensare ad un altro modo…DOVEVA essere sufficiente!
“Kaori…vuoi sposarmi?”, le chiese senza più indugi.
Lei ansimò, poi rispose con voce soffocata dalle lacrime.
“Sì, Ryo…certo che lo voglio…Ma perché proprio adesso…? E poi, come…”
Lui sospirò, cominciando a ritrovare lentamente la calma e la padronanza in sé stesso: sarebbe andato tutto bene, non poteva essere altrimenti.
Non avrebbe mai permesso che a Kaori succedesse qualcosa di male…mai, a costo della sua stessa vita!
Le fece appoggiare la testa sulla sua spalla, affondando poi il viso nei morbidi capelli di lei, in cerca del suo inconfondibile e inebriante profumo alla vaniglia..
“E perché non adesso? Io ti amo, tu mi ami…che altro dobbiamo aspettare? Direi che abbiamo già atteso più che abbastanza! Quanto al come, non preoccuparti…troveremo un modo…ma tu indosserai l’abito da sposa…te lo prometto…anzi, te lo giuro, Kaori!”
Lei gli gettò le braccia al collo, scoppiando dalla felicità.
Ryo scoccò una rapida occhiata alla fotografia incorniciata che si trovava proprio sul suo comò.
Era una foto di Kaori e Makimura insieme, sorridenti e rilassati.
Concentrò la sua attenzione sul viso dell’amico, e …
Forse fu uno scherzo della luce lunare….
Forse fu un abbaglio della sua mente stanca e sovraeccitata…
Forse stava diventando matto, e presto gli avrebbero messo una camicia di forza, ma…per una frazione di secondo, fu certo che Makimura gli stesse facendo l’occhiolino!
Oppure...tutto questo aveva una sua spiegazione, anche se irrazionale e fantascientifica…
Forse Makimura da lassù aveva voluto aiutare la sua amata sorella e il suo migliore amico…
Forse era un buon presagio, il segnale che aveva fatto la scelta giusta…
Forse…davvero il futuro non era scritto…
Voleva crederci…perché lui non poteva vivere senza il suo angelo!
Con infinita tenerezza strinse il dolce futuro che teneva tra le braccia: poi lo baciò perdutamente, riversando in quel bacio tutto l’immenso e sconfinato amore che aveva nel cuore, deciso a non lasciarselo sfuggire…mai più!
THE END
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