Chapter Text
Trasferta a Roma
La stazione dei pullman a Roma era un caos ordinato, un brulicare di persone che arrivavano e partivano, ma Calogiuri fermo vicino al duo motorino un' po datato, era un' isola di immobilita' . Il suo sguardo era fisso sullo schermo degli arrivi, ma la sua mente era altrove, completamente assorbita da lei. STA ARRIVANDO, penso' e il cuore gli fece un tonfo sordo contro le costole. IMMA TATARANNI A ROMA Il suo monologo interiore era un fiume in piena, finalmente libero nella solitudine dell' attesa. Non doveva controllarlo, non doveva reprimerlo. LA PENSO DA INNAMORATO, si ammise , senza vergogna per una volta. LA PENSO E VEDO OGNI DETTAGLIO : LA SUA DETERMINAZIONE QUANDO AFFRONTA UN SOSPETTATO, QUEL FUOCO NEGLI OCCHI CHE POTREBBE RIDURRE IN CENERE QUALSIASI BUGIA,LA SUA INTELLIGENZA RAPIDA COME UN FULMINE, CHE RISOLVE ENIGMI MENTRE GLI ALTRI ANCORA SI FANNO DOMANDE,MA ANCHE LA SUA STANCHEZZA QUANDO SI STROFINA GLI OCCHI ALLA FINE DI UNA LUNGA GIORNATA, QUELLA VULNERABILITA' CHE LEI MOSTRA SOLO QUANDO CREDE CHE NESSUNO LA GUARDI. E' QUESTO CHE MI HA PRESO, NON SOLO UNA DONNA, UNA FORZA DELLA NATURA, LA FORZA PIU' BELLA CHE ABBIA MAI INCONTRATO. Un annuncio' squillo'. Il pullman da Matera stava per entrare, Calogiuri si raddrizzo', le mani sui fianchi, un nodo di emozioni in gola.Poi la vide.....Scendeva dal gradino, unica e immediatamente riconoscibile in mezzo alla folla ed ecco che i suoi pensieri si fermarono, sostituiti da un'onda di pura ammirazione sensuale che lo colpi' come un pugno allo stomaco. DIO SANTO, penso', senza fiato.GUARDA I SUOI RICCI, SONO ROSSI, UN' PO' ARRUFFATI DAL VIAGGIO, COME SE SI FOSSE ADDORMENTATA APPOGGIATA AL FINESTRINO.SEMBRA UNA FIAMMA VIVENTE INTORNO AL SUO VISO. E QUEL GOLFETTO ROSSO ......QUEL ROSSO CHE E' IL COLORE DELLA PASSIONE, DELLA SFIDA. E QUELLA GONNA .....NON TROPPO CORTA MA CHE SEGUE LE CURVE DEI SUOI FIANCHI IN UN MODO CHE MI FA IMPAZZIRE.E GLI STIVALI NERI, ALTI CHE LE DANNO UN' ARIA DI POTERE E DI SENSUALITA' INSIEME. Il desiderio sempre e solo pensato, mai confessato, esplose in lui con una chiarezza bruciante.Non era solo amore, era un bisogno fisico primordiale. VORREI.....VORREI SPOGLIARLA DI QUEL GOLFETTO ROSSO, UN BOTTONE ALLA VOLTA.....SENTIRE LA STOFFA SCIVOLARE VIA SOTTO LE MIE DITA.VORREI FAR SCENDERE QUELLA GONNA LUNGO QUELLE GAMBE, SCOPRIRE LA PELLE CHE C'E' SOTTO, VORREI TOGLIERLE QUEI STIVALI, BACIARE OGNI CENTIMETRO DELLA SUA PELLE FINO A CHE NON TREMA, SOLO PER ME. E POI.....E POI VORREI FARCI L' AMORE, NON FRETTOLOSAMENTE, LENTAMENTE, PROFONDAMENTE, GUARDANDOLA NEGLI OCCHI MENTRE LE DICO CON IL MIO CORPO TUTTO CIO' CHE NON HO MAI OSATO DIRE A VOCE, VORREI CHE IL MONDO FUORI SPARISSE E RIMANESSIMO SOLO NOI DUE. La vide cercare con lo sguardo, I loro occhi si incontrarono attraverso la folla, un lampo di riconoscimento, poi qualcosa di piu' caldo, piu' personale.Calogiuri sollevo' una mano, un gesto timido per un uomo delle sue dimensioni.Lei si avvicino', trascinando una piccola valigia a ruote, l'odore del pullman e della strada le aleggiava intorno, ma per lui era solo il.profumo di Imma, finalmente qui. " Dottoressa" , disse, la voce leggermente piu' roca del solito. " Benvenuta a Roma " . " Calogiuri" , rispose lei, un sorriso piccolo, quasi nervoso, che gli sciolse un altro pezzo di cuore. " Grazie di essere venuto a prendermi". " Con la macchina e' impensabile muoversi" , spiego' , indicando il motorino. " spero che non vi dispiaccia il mezzo". Imma guardo' il vecchio scooter, poi lui. " Meglio cosi', si vede piu' citta' " Calogiuri prese la sua valigia legandola con un elastico sul portapacchi posteriore.Le sue mani tremavano leggermente, si volto' verso di lei. " Dovete stringervi bene a me" disse evitando il suo sguardo diretto per concentrarsi sul sellino. "Le strade sono un,' po folli, rischio di perdervi" . Usava il voi, era formale, distante, ma ogni parola era caricata di un' emozione che la formalita' non riusciva a nascondere. Imma annui', salendo con una certa esitazione sul sellino posteriore, per un momento le loro posture furono rigide, poi, mentre lui dava la prima spinta e il motore si accendeva con un ruggito, la realta' del movimento li costrinse all' intimita'. Imma mise le braccia intorno alla sua vita, prima leggermente, poi ad una curva piu' stretta si strinse.Il contatto fu elettrico per entrambi. Mentre guidava nel traffico romano schivando auto e attraversando piazze affollate, il mondo esterno diventava un mondo sfocato, tutta la sua attenzione era concentrata sul punto di contatto dietro di lui. E' COMPLETANENTE ABBRACCIATA A ME. penso' e una felicita' cosi' pura, cosi' semplice, lo inondo' , che per un attimo gli manco' il respiro. LE SUE BRACCIA SONO STRETTE INTORNO ALLA MIA VITA. SENTO IL PESO DEL SUO CORPO SOPRA LA MIA SCHIENA, IL SUO RESPIRO SULLA MIA GIACCA.POTREI GUIDARE COSI' PER SEMPRE. POTREI PORTARLA IN GIRO PER L' ETERNITA', SE QUESTO SIGNIFICASSE TENERLA COSI' VICINA.Ma come un' ombra che segue la luce arrivarono i pensieri di paura. EPPURE.....COME POSSO PENSARE ALL' ETERNITA'? LEI E' LA DOTTORESSA TATARANNI, IL MIO SUPERIORE TECNICAMENTE, UN MAGISTRATO, UNA PERSONA...... PIU' GRANDE DI ME, NON SOLO IN ETA', IN INTELLIGENZA. IN TUTTO. E POI E" SPOSATA. HA UNA FIGLIA. HA UNA VITA INTERA A MATERA CHE NON MI INCLUDE.COSA STO FACENDO? COSA SPERO? FORSE STO SOLO PORTANDO IN GIRO UNA COLLEGA PER LAVORO.FORSE QUESTI PENSIERI SONO SOLO FOLLIA NELLA MIA TESTA. Ogni curva, ogni accelerazione, ogni volta che lei si stringeva piu" forte a lui per bilanciarsi, la follia sembrava piu' reale della paura.Imma teneva gli occhi aperti, cercando di registrare i monumenti che sfilavano, ma la sua mente era altrettanto occupata della sua. E' COSI' SOLIDO, penso' , le mani che sentivano i muscoli del suo addome contrarsi mentre manovrava. COSI' GIOVANE E COSI' BELLO IN UN MODO COSI' GENUINO SENZA ARTIFIZI.HA UN FUTURO RADIOSO DAVANTI. E qui i suoi dubbi iniziarono il loro assedio. FIGURATI SE PROVA INTERESSE PER ME .IO SONO....PIU' GRANDE DI LUI, NON SONO UNA TOP MODEL. SONO BISBETICA, BRONTOLONA QUANDO LE COSE NON VANNO COME DEVONO.SONO......BACCHETTONA IN UN CERTO SENSO, , RIGIDA, HO UNA VITA COMPLICATA, UN MATRIMONIO FALLITO, UNA FIGLUA DA SEGUIRE, UNA CARRIERA CHE E' LA MIA PRIMA PRIORITA'.COSA POTREI MAI OFFRIRGLI? UN PO DI COMPAGNIA DURANTE UN CASO? FORSE MI CONSIDERA SOLO UNA COLLEGA STRAMBA MA UTILE. Il casco e il vento le scompigliavano i capelli e lei si strinse ancora di piu' a lui quasi senza volerlo, cercando calore e stabilita' . E POI C'E' IL CASO. penso' costringendo la sua mente professionale a riemergere. LOMBARDI E QUELLA POVERA RAGAZZA SUICIDA. DEVO CONCENTRARMI SU QUELLO.QUESTO VIAGGIO E' PER LAVORO.QUESTO .....QUESTO ABBRACCIO SUL MOTORINO E' SOLO UNA NECESSITA' PRATICA. NIENTE DI PIU' .Ma il calore del suo corpo attraverso la giacca era reale.La sicurezza con cui guidava, proteggendola dal caos di Roma era reale.E il battito accelerato del suo cuore, che lei non poteva sentire ma quasi intuiva, era forse la cosa piu' reale di tutte.Mentre il motorino si infilava in una viuzza piu' tranquilla, lontano dal frastuono dei clacson, entrambi rimasero in silenzio, nessuno dei due parlo'.Il dialogo piu' importante si stava svolgendo dentro le loro teste, un duetto di desiderio e paura, di speranza e dubbio, che risuonava piu' forte del motore a due tempi che li portava insieme verso una destinazione incerta .
