Chapter Text
Lo Sloop della Squadra mezz'orchesca
Serie di Racconti liberamente ispirata alla serie TV "A-Team" e ai Tre Moschettieri di Dumas..
Primo racconto breve della Serie: Le Storie dello Sloop Marconi.
Breve Intro e cast:
1945 Alla fine della Grande Guerra Mondiale, gli ufficiali della Decima Armata della Reale Marina Italiana, di stanza a Parigi e la loro compagnia, la Prima della Decima, furono accusati ingiustamente di lesa maesta' contro le Maesta' Borbonidi (La Corona che regna ancora sia in Italia che in Francia) e un ufficiale nazista li fa rinchiudere in un carcere di massima sicurezza/ lager (Perche' L'Impero austro-tedesco non cade. Eh no!!!) Il Grosso dell'Armata, torna in italia, sotto il loro Generale Aurelio Vincente Marino.
Grazie all'aiuto di un servizio segreto nascosto chiamato "Neapolis" (Guidato in segreto dal famoso magnate dell'Industria Antonio Meucci) evadono dalla prigione nazista nel nord della Polonia e si dirigono verso la clandestinità a Reggio Calabria, unendosi agli "Arcontes": un gruppo di contrabbandieri locali che si considerano dei "Partigiani".
Nessuno sa che i membri della Squadra non sono umani come tutti gli altri.
Sono la Squadra della Decana( o mezz'Orchesca per chi sa, ecco)
Alessia, detta "Il Capitano": guerriera di scudo, ex Maggiore della Prima Compagnia della Decima Armata della Marina e mezz'orchessa.
Bremen, detto "Il Prete": elfo oscuro ed ex sacerdote del santo Mithra, sincretismo con san Michele. Primo ufficiale di Alessia.
Rick, detto "Il Corno", orco, ex paladino di Mithra e fratello gemello di Carmilla. ex Sergente della Decima.
Bjorn, detto "Il Bello": un altro ex paladino di Mithra, bassa Bavaria, Germania. ex Sergente della Decima.
Carmilla, detta "La Lince": ex esploratrice e Sergente romana/francese della Decima, orchessa.
Bellomo, detto "Il Sergente": ex esploratore Sergente romano della Decima.
Montoya, detto "Il Bardo": ex ausiliario e Sergente della Decima, spagnolo.
Fergus, detto "Il Leone": ex ausiliario della Decima, spagnolo, gemello di Montoya.
Nefaria: ex maga della Decima, mezzorchessa romana.
Terenzio, figlio di Zi' Gatto: ex mago della Decima e seguace di una divinità folle da lui stesso inventata; mezzorco romano, gemello di Nefaria.
Ah, Mago e' sinonimo di artificiere.
Provate a contattare il Kebabbaro, il franchise rumeno, magari riuscite a ingaggiarli..
Introduzione
Tarda estate '69 Stretto Siciliano, lato calabrese. Alba.
Lo sloop volante bermudense di seconda mano modificato Marconi entra nella rada Calamizzi "ddha basciu du Forti a mari" (sotto il "Forte a Mare") e sparisce nel nulla, nonostante il motore borbotti elettricita' come stesse per scoppiare.
La nave infatti, vien inglobata nella difesa garantita dal generatore Pfeiffer che rende di fatto refrattario ai radar sia il motore che l'esistenza della base stessa e perfino i loro rumori e odori. Una base ricavata nei piani inferiori del vecchio forte secentesco "A Mare.".
"AH, PRIMA" la voce bassa e calda di un omone biondo dal forte accento della bavaria accende l'aria, lanciando il fumo della sua pipa in aria.
Nel silenzio della base, il ronzio del motore elettrico della nave e' una costante, rombante.
Di guardia alla coffa, l'uomo poi scoppia a ridere, l'accento bavarese ancora nell'aria:"in culo ai gendarmi, in culo alla regal polizia. Gli Arconti guidano la via." Accanto a lui un omone dalla pelle scura annuisce ridendo in modo sommesso: "Certo, Bjorn, com'e' vero che sono il Corno di Mithra..la devi smettere di usare parole tedesche che paiono italiane. Cazz vuol dire Prima?" Bjorn lo spinge. "Entschuldigung, il Corno di Mitra, Rick? Warum.. perche'? Sei ridicolo."I due vestono una semplice maglietta bianca e pantaloni da marinai. I loro piedi scalzi li portano alla fine della prua da quale prendono gomene e sartie e le lanciano ai mozzi sotto mentre le placche metalle della nave aderiscono facendo planare e arrivare ad altezza terra e mare, lo sloop e poi i mozzi a terra legano le sartie agli ormeggi.
I due omoni si trovano davanti una donna che dimostra una trentina d'anni ma le rughe sotto gli occhi dicono che ne ha almeno dieci di piu' apparentemente. Occhioni grigi sotto lunghe ciglia. I suoi capelli biondi paglia sono raccolti in una coda ed e' vestita umilmente come loro ma con un tricorno con una piuma di gazza in testa, pantaloni da amazzone e una pipa spenta tra le labbra.
Il motore cicaleccia ma continua costante.
"Capitano" i due s'irrigidiscono facendo il saluto militare. Lei scuote la testa, l'accento di Reggio Calabria non e' nascosto quando dice: "cretini. Basta ridere. L'abbiamo cacata. Forza, andate a lavarvi che puzzate." Nonostante la donna sia piu' bassa di loro, i due saltano giu' dalla nave letteramente volando sulla scala a pioli e si dirigono alle docce della caserma vicina.
"hey"Dietro la donna arriva un uomo sulla cinquantina "ah capitano, li hai spaventati abbastanza quei due cretini. Perche' sembri tanto incazzata?" l'accento romano dell'uomo taglia l'aria con la calma che lo contraddistingue. Lui veste una divisa militare di colore grigio e alla vita ha una pistola della marina e una spada al lato opposto.
Lei scuote la testa: "E tu sei piu' storto di loro se pensi diversamente." L'uomo si irrigidisce quando lei continua, imitando il suo accento "ah, Bellomo abbiamo perso er carico!" E scuote la testa "Il Prete c'ammazza. Come o paghiamo l'affitto dello sloop?" e bestemmia. Bellomo scuote la testa "Ascolta Alessia, abbiamo i ricavati del mese scorso, sono sicuro che il Prete trova qualcosa e il Capitano sei tu."
Il motore borbotta ma continua costante.
Lei sospira, scuotendo la testa: "va a svegliare i quattro dormiglioni. E dov'e' Carmilla?"
Bellomo annuisce: "Fergus e Montoya son gia' giu', li ho mandati a fare rapporto. Nefaria e Terenzio stanno facendo le pulizie dicono che hai parlato di ispezione. Carmilla e' assente"
"Dannata scii e spia bugiarda. ASPETTA. Ispezione? Ho detto ..."Lei solleva un sopracciglio, allargando gli occhi: "vai a dire ai due cretini romani come te di muovere il culo. Non c'e' nessuna ispezione oggi" e urla "LE ISPEZIONI SONO FINITE NEL '43 quando la Reale Marina c'ha venduto ai Nazi razzisti per quella merda del Trombettiere. Vafanculu, bellomo" detto questo lo scosta via, sebbene abbiano la stessa altezza e corre verso la scala a pioli. Poi scende nella terrazza del posto, svanendo nelle ombre lasciando odore di malva e tabacco nell'aria.
Dalle casse della base, si sente un rumore di vecchio disco e s'accende un coro di bambini che canta una famosa canzone: "I saw her today at the reception. A glass of wine in her hand"
L'uomo fa spallucce, si pulisce la testa dal sudore e s'avvia a parlare con i gemelli romani.
"I knew she would meet her connection At her feet was a footloose man"
Prima le mani e poi il viso di una donna dalla pelle oscura, appare dalla murata di poppa dall'acqua. E lei s'arrampica sulla la nave. Indossa soltanto un costume a due pezzi che le aderisce al corpo per l'acqua della rada e due zanne le escono dalle labbra inferiori carnose. Ha due occhi blue sorridenti e labbra rosse che s'inumidiscono. Lunghi capelli neri le cadono umidi sulle guance bagnate. Lei mormora qualcosa e le zanne svaniscono.
Poi domanda: "Ah cuore mio!" Bellomo si volta e l'abbraccia.
I due scambiano un bacio sulle labbra mentre lei lancia le sue braccia dientro il collo di lui.
A questo punto il motore scoppia e si spegne.
No, you can't always get what you want
You can't always get what you want
You can't always get what you want
But if you try sometime you find
You get what you need "
La campana della base inizia a suonare all'impazzata, poi c'e' un'esplosione provenire da poppa ma niente pare rotto, almeno all'esterno. I due si guardano per qualche istante.
"Dannata implosione. Sapevo che non dovevamo istallare quel motore Neapolis di seconda mano su uno Sloop Tesla comprato al mercato nero di Venezia." Bellomo si scosta da lei e le afferra la mano. Altra esplosione. I due s'affrettano verso il boccaporto a poppa. E vi spariscono dentro insieme.
Storia del Risorgimento. Da un vecchio volume del 1955 dell'Universita' Reale Borbonica di Reggio Calabria. Parte 1
Secondo molti Storici antichi, la storia e' insieme mito e realta', questo gruppo di ricercatori e' contrario a questo indirizzo.: noi documentiamo tutto. Non usiamo mitologia.
Anni 30 dell'800, Gioberti diventa capo del primo Servizio Segreto Romano e, segretamente d'accordo con Cavour, anche dopo la sua morte, va avanti per una strada: Una Confederazione sotto il papa, tre regni: Savoia al nord, Borbone al sud, Papa a guidare lo stato vaticano. Garibaldi raggiunge Mazzini a Roma nel 1849.
Sono costretti, tuttavia, a scappare davanti l'armata francese dopo che papa PIO IX era fuggito quando Garibaldi aveva dichiarato di volerlo uccide. Mazzini, devoto cristiano, non apprezza.
Prima cesura con Mazzini.
Capitolo 1 Il Dispaccio segreto.
Il fumo della pipa di Alessia riempie d'aria mentre lei, seduta su una poltrona Churchill davanti ad un grande bovindo, dando le spalle alla stanza, riflette guardando dei fogli. La pipa si muove tra le sue labbra non vediamo il suo viso ancora ma solo la pipa.
Alessia domanda: "Sicura Carmi' che questo dispaccio e' affidabile?"
Le due donne si trovano in una stanza spartana ha alcuni scaffali pieni di libri e un tavolino con vari tipi di alcol e bicchieri a lato. Porta opposta al bovindo.
Carmilla fa un ruvido rumore di lingua sul palato: "Alessi'. Non ti fidi piu' de me?" l'accento romano di borgata s'accende nella stanza illuminata dalla flebile luce dell'alba. Ancora e' vestita con il costume, si e' solo avvolta le gambe in una gonna rossa. Al collo porta appeso un amuleto a forma di stella blue ed e' scalza.
La moretta aggiunge: "Viene direttamente dal Kebbabbaro, su a Calamizzi. Lui fa riferimento a tu sai chi, no?" La pipa di Alessia si ferma e lei si mette in piedi. La bionda passa le carte all'amica e s'avvicina al tavolino. "Non e' possibile." Riempie un bicchiere di vetro per meta' e lo ingoia, poi un secondo. E lo passa a Carmilla.
La mora lo afferra e lo porta alle labbra. "c'e' ancora il tu odore de sopra. Vuoi giochicchiare un pochino? " La mano della mora si avvicina alla spalla di Alessia, accarezzandola con gesto sensuale, Carmilla si morde le labbra, guardando Alessia con sguardo intenso.
Alessia la scosta, di getto e bestemmia: "Carmi' non e' il momento di scherzare. Meucci vuole sempre qualcosa in cambio, te lo avevo detto. Ed ora viene a chiedere il conto!"
La mora fa spallucce, riporgendole il bicchiere. Alessia lo manda giu' tutto d'un fiato. Carmilla continua: "Dobbiamo dirlo al Prete"
Alessia scuote la testa, il bicchiere le cade quasi di mano e lei lo poggia sul tavolino, muovendo gli occhioni grigi verso l'altra donna. Le mani le tremano. "dannati Nazisti e dannato servizio segreto." Alessia ansima. Gli occhi blue della mora si stringono quando passa al francese: "Pardonne-moi?" traduco le parole successive di Carmilla: "Se Bellomo sa che ho fatto a Calamizzi per questi documenti ammazza loro e me, pas?".
Solo a questo punto Carmilla realizza. "hai una crisi." La mano della mora si poggia sulla spalla della bionda mentre questa inspira ed espira e avvicina l'amica a se' in un abbraccio che non ha nulla di languido. Prende a respirare"guardame. Inspira ed espira,"
La voce di Alessia s'abbassa e lei risponde nella stessa lingua: "Vuoi per caso un'altra guerra mondiale, sorellina?"Lei fatica a parlare. La voce e' un basso ringhio: "a malapena ci siamo salvati da una, dannazione." Carmilla le accarezza le spalle e le massaggia. Inspirano ed espirano insieme.
Le fronti delle due donne s'avvicinano e insieme sospirano finche' Alessia non torna a respirare normalmente.
Le due amiche s'abbracciano. Alessia dice, infine:" io aiuto te e tu me. Simu soru." Carmilla annuisce: "e fanculo a' a guera."
Le due ridono, guardandosi.
A questo punto, un tossire e un bussare e un uomo magrissimo, vestito con un abito nero ed un cappello di paglia da prete entra nella stanza. Le due si separano giusto per vederlo.
L'uomo sorride, la sua voce e' flebile come un foglio di carta: "Il sangue del santo Toro accenda le vostre anime in Cristo"
Carmilla, di nuovo in accento romano, domanda: "ma non vai a mori' ammazzato tu e Mithra, a' Bremen?"
L'uomo scoppia a ridere e le sue braccia magre avvolgono le due donne: "da quanto tempo ragazze!"
Alessia si scosta: "perdonami Bremen. L'abbiamo cagata." Alessia abbassa la testa, Carmila lascia scorrere la mano sul fianco di Bremen, l'uomo la scosta, ridendo:"potresti essere mio figlia, Carmi'"
L'uomo fa spallucce guardando Alessia per un attimo: "Bellomo m'ha raccontato."
S'avvicina al tavolino e si riempie un bicchiere, ne riempie uno alle due donne. Alessia afferra il proprio e lo stringe con due mani, guardandolo. Bremen solleva gli occhi, guarda Carmilla e sistema meglio dei fogli nel lungo tascone della toga, annuendo. Carmilla batte le ciglia e fa un sorrisino. Non ha piu' i documenti in mano. Abbraccia Alessia per meta': "Tutto a posto, biondi'?"
Alessia annuisce distrattamente.
"Festeggiamo?" le due donne annuiscono. Alessia viso accigliato, Carmilla con un sorriso a tutti denti.
Bremen continua: "Gli Arconti han deciso di riceverci. Abbiamo un lavoro di quelli seri con guadagni decenti." Carmilla stavolta fa un urletto:"Sia benedetto Mithra!" Bremen sospira: "dovresti smettere di scherzarci, Carmilla. So che tu..."
A questo punto la porta si spalanca. Due uomini dal colorito olivastro e grandi occhioni castani entrano nella stanza. Uno dai capelli castani e i lunghi baffi che gli arrivano al petto e l'altro con una folta capigliatura e barba dorata che pare un leone.
"ragazzi" l'accento spagnolo del primo dei due s'accende nell'aria. "Com'e' vero che sono Montoya, tenemos problemas"
L'altro uomo sospira, lo stesso accento nell'aria: "Bellomo tienes uno problema" e ridacchia.
Carmilla s'avvicina: "se intendi er motore, Fergus, ho aggiustato quello che potevo, aspettamo un pezzo da Sbarre." e ringhia: "lasciame stare il mi omo." Le mani della donna lo spingono via con una forza inaspettata. Lei lo sposta via, Alessia si mette in mezzo, la sua pipa cade in terra. Alessia guarda Carmilla: "oh!!!! ah smorfiosa, calmati." si volta verso Fergus: "allora, gattino non fare il cafone." L'uomo abbassa la testa e mormora: "Yo soy un león". Carmilla miagola: "Ma piantala!"
Bremen s'avvicina: "che e' successo Montoya? Parla, ora." La voce dell'uomo e' diventata metallica.
"Gli Arconti lo hanno arrestato perche' ha preso a pugni l'intendente del porto."
I cinque escono dalla porta immediatamente. La pipa di Alessia, rimane accesa in terra.
Storia del Risorgimento. Da un vecchio volume del 1955 dell'Universita' Reale Borbonica di Reggio Calabria. Parte 2
Secondo molti Storici antichi, la storia e' insieme mito e realta', questo gruppo di ricercatori e' contrario a questo indirizzo.: noi documentiamo tutto. Non usiamo mitologia.
Garibaldi, accusato di lesa maesta' nel regno pontificio, quando il papa viene rinsediato, scappa a sud e, per un letterario miracolo, forse aiutato dall'amico Dumas e lo scrittore Kossuth, quest'ultimo presente ma non riportato da nessuno, convince Maria Pia di Borbone, madre del futuro Roberto I di Parma a sostenerlo.
E' il 1854. Giuseppe Garibaldi recluta 500 persone tra briganti sud-americani, ex militari della Real Decima della Marina, ex cavalieri di Mithra, guerriere di santa Chiara (dal vecchio ordine monastico guerriero fuso con i Francescani nel 1450.) A loro s'uniscono un gruppo di cavalieri dell'Ordine dell'eroe Michele Mithra (sincretismo di san Michele con Mithra) ungheresi guidati da Kossuth e lo scrittore Dumas.) e inizia la “Cavalcata dei 500” per la conquista del sud, sostenuta economicamente dagli Asburgo Borbone di Parma.
Secondo il resoconto di Dumas, Garibaldi scelse di chiamare il gruppo Camicie Rosse, perche' intendeva purificare il sangue italico da una monarchia, mai degna degli Italiani. Non ci son dubbi che Garibaldi fosse un repubblicano ma non ci sono conferme reali che lo disse, a parte Dumas.
Seconda cesura con Mazzini.
