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Category:
Fandom:
Relationship:
Language:
Italiano
Collections:
♥MITOS ETERNOS♥, Emma explora
Stats:
Published:
2026-09-02
Words:
1,290
Chapters:
1/1
Kudos:
4
Hits:
42

La metà che il fuoco ha riconosciuto

Summary:

La magia sta morendo a poco a poco, e Bloom ha scelto di seguirla là dove la luce non arriva. Una lettera d’addio, un amore che non avrebbe dovuto esistere e un fuoco che, per la prima volta, ha trovato la sua altra metà nell’ombra.
{ 3/30: drago}

Work Text:

 

Cara Stella, cara Flora, cara Musa, cara Tecna, cara Aisha,

 

vi scrivo queste pagine con il cuore stretto e la gola piena di tutto ciò che non ho avuto il coraggio di dirvi in faccia. So che, quando finirete di leggerle, qualcosa tra noi si spezzerà per sempre. Eppure non posso più restare in silenzio. Non posso più fingere che il mio cammino sia ancora lo stesso vostro.

 

Per anni siete state la mia famiglia. Non quella di sangue che ho cercato tanto a lungo, ma quella che si sceglie, quella che si costruisce combattendo, piangendo e ridendo sotto lo stesso cielo. Alfea, Magix, Domino, Gardenia: ogni luogo in cui abbiamo messo piede porta il segno della nostra amicizia. Ricordo le notti in cui Stella accendeva la stanza con una risata troppo alta e un vestito troppo luminoso, come se il mondo non potesse mai essere davvero buio. Ricordo le mani di Flora sulla terra, la pazienza con cui faceva germogliare anche ciò che sembrava morto. Ricordo la musica di Musa quando il dolore era troppo grande per essere detto. Ricordo Tecna che riduceva il caos a una logica che mi teneva in piedi. Ricordo Aisha, il suo oceano di coraggio, la lealtà che non chiede permessi.

 

Vi ho amate. Vi amo ancora. Nulla di ciò che sto per fare cancella questo.

 

Ci sono però due persone a cui non posso dare la faccia. Non oggi. Forse non mai.

 

Sky. Il suo nome mi brucia più di qualsiasi incantesimo. Gli ho promesso un futuro fatto di alleanze, di Eraklyon e Domino, di una corona che non ho mai desiderato quanto desideravo la sua mano nella mia. Lui ha creduto nella ragazza di Gardenia, poi nella principessa, poi nella fata che avrebbe scelto la luce anche quando costava tutto. Se lo guardassi adesso, vedrei in quei occhi la domanda che non so sopportare: *perché lui, e non me?* Non ho una risposta che non lo spezzi. Non ho una spiegazione che non suoni come un tradimento vestito di missione. Per questo non gli sto davanti. Per questo non gli chiedo di capire. Se un giorno leggerà queste parole, voglio che sappia almeno una cosa: non parto perché il suo amore fosse poco. Parto perché il mio fuoco ha riconosciuto un’altra metà, e restare sarebbe stato mentirgli ogni mattina.

 

Daphne. Mia sorella. Colei che ha bruciato secoli per tenermi in vita, che ha parlato quando io non sapevo ancora chi fossi, che ha creduto che il Fuoco del Drago in me fosse soltanto salvezza. Lei ha pagato con il corpo e con il tempo un debito che io non ho chiesto e che non posso restituire restando la Bloom che lei ha protetto. Se le stessi di fronte, lei leggerebbe tutto. Leggerebbe Valtor nel mio sguardo prima ancora che io aprissi bocca. E io non sopporterei di vedere sulla sua faccia la stessa condanna che un tempo riservammo a lui. Non perché abbia ragione o torto. Perché è mia sorella, e le sorelle meritano di non dover scegliere se amarti o salvarti da te stessa. Per questo le volgo le spalle. Per questo le scrivo solo attraverso di voi, se deciderete di farle arrivare queste pagine.

 

Il mondo è cambiato, e io con lui.

 

Gli esseri umani non sono più ciechi. Quella dimensione che un tempo chiamavamo “senza magia” ha aperto gli occhi. Hanno visto le luci nei cieli, hanno sentito le fessure tra i mondi, hanno toccato ciò che non dovevano toccare. All’inizio è stata meraviglia. Poi curiosità. Poi studio. Poi fame. Ora è ambizione.

 

Ho visto cosa fanno quando vogliono qualcosa che non gli appartiene. Cercano la magia come si cerca un giacimento. La misurano, la catalogano, la vogliono estrarre. Hanno già tentato di catturare creature minori, di imprigionare echi di incantesimi, di costringere fate troppo giovani o troppo sole a “condividere” ciò che sono. Non lo chiamano rapina. Lo chiamano progresso. Lo chiamano scienza. Lo chiamano diritto.

 

Se li lasciamo fare, la magia non morirà in una grande battaglia. Morirà a pezzi. Diventerà strumento, arma, merce, privilegio di chi ha più laboratori e più soldati. I mondi magici si chiuderanno, sì, ma non abbastanza. Qualcosa filtrerà sempre. E ciò che filtra verrà spezzato.

 

Non posso restare ad Alfea a fingere che un altro scudo, un’altra missione, un altro anno scolastico basteranno. Non posso più credere che la luce da sola sia sufficiente. La luce abbaglia. La luce attira. La luce, da sola, è visibile a chi vuole prenderla.

 

Valtor non è soltanto l’ombra che un tempo abbiamo giurato di distruggere. È ciò che resta quando le Streghe Antenate forgiarono un essere dal Fuoco del Drago e dal vuoto. Io ho portato quel fuoco nel petto per tutta la vita. Lui è nato da quello stesso fuoco. Per anni ho creduto che questo ci rendesse nemici inevitabili. Poi ho capito che ci rendeva incompleti l’uno senza l’altra.

 

Lui è la mia altra metà. Non lo dico con leggerezza. Lo dico perché quando sto accanto a lui il Drago smette di graffiarmi dall’interno. Perché lui conosce la parte di me che voi, per quanto mi amiate, non avete mai potuto guardare fino in fondo: la rabbia di chi ha perso un regno prima ancora di saperlo, la fame di chi è cresciuta in un mondo che la credeva ordinaria, la tentazione di usare la fiamma non solo per salvare. Valtor non mi chiede di spegnere quella parte. Con lui posso essere intera.

 

Insieme non governeremo Magix. Non siederemo su troni. Veglieremo sulla magia stessa. Ci muoveremo tra le fessure, là dove gli umani stanno imparando a scavare. Spezzeremo i loro strumenti prima che diventino gabbie. Nasconderemo le sorgenti. Chiuderemo i passaggi che non devono essere aperti. Dove servirà la luce, ci sarò io. Dove servirà l’oscurità — quella che fa paura, quella che non si può comprare —, ci sarà lui. Non è una redenzione da favola. È un patto. È una scelta.

 

So cosa penserete. Penserete che mi ha stregata. Penserete che il potere mi ha corrotta. Penserete che ho tradito Sky, Daphne, Alfea, Domino, voi. Vi prego di ascoltare almeno questo: non sono una prigioniera. Non cammino dietro di lui con la testa bassa. Cammino accanto. Ho guardato ciò che è, ciò che è stato, ciò che potrebbe tornare a essere, e ho deciso che il rischio di restare con lui è più onesto del rischio di restare senza di lui mentre il mondo umano divora ciò che amiamo.

 

Non vi chiedo di capirmi oggi. Forse non mi capirete mai. Vi chiedo soltanto di non cancellarmi. Quando racconterete questa storia, lasciate almeno una frase in cui Bloom non è soltanto colei che è caduta. Lasciate che sia anche colei che ha visto arrivare una guerra diversa e ha scelto un’arma che voi non avreste mai impugnato.

 

Stella, continua a brillare anche quando la luce diventa scomoda. Flora, non smettere di far crescere ciò che gli altri considerano perso. Musa, non silenziare la tua voce. Tecna, non fidarti solo dei sistemi che puoi misurare. Aisha, non smettere di nuotare controcorrente.

 

Se un giorno la magia griderà così forte da arrivare fino ad Alfea, forse ci rivedremo. Non come prima. Non come sorelle che condividono la stessa stanza e lo stesso destino. Come forze che, per un istante, puntano nella stessa direzione.

 

Fino ad allora, vivete. Difendete ciò che potete difendere senza diventare ciò che io sto per diventare.

 

A Sky e a Daphne non ho saputo stare davanti. A voi, almeno, lascio queste parole.

 

Il fuoco che porto è lo stesso che lo ha creato. Per questo lo chiamo mia altra metà. Per questo parto. Per questo, anche lontano, resterò vostra in un modo che non potrete più vedere.

 

Per sempre,

Bloom