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Characters:
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Language:
Italiano
Stats:
Published:
2017-10-20
Completed:
2018-04-19
Words:
63,307
Chapters:
20/20
Comments:
45
Kudos:
107
Bookmarks:
8
Hits:
2,193

Cappuccetto Rosso e il Lupo Cattivo

Summary:

“Che diavolo ci fa lui qui?”
Questa è una domanda che Liam stesso si è posto spesso e il fatto che la sua ex ragazza sia tornata improvvisamente da un altro stato per rivolgergliela a sua volta non lo aiuta a trovarvi una risposta. Che diavolo ci fa Theo lì? Con loro? Non c’è una risposta immediata e logica, Theo è lì e tanto basta.
______
Theo ha inseguito il sogno della perfezione così a lungo, anni e anni, si è fatto letteralmente impiantare il cuore di sua sorella pur di diventare il male perfetto che i Dread Doctors sognavano, e tutto quello che lo attira ora, che lo attira davvero, a un livello istintivo e viscerale, è quanto di più lontano ci sia dalla perfezione. È l’inusuale, è il dettaglio fuori posto, sono gli stivali infangati sotto la gonna di Cappuccetto Rosso.

Chapter 1: PROLOGO

Chapter Text

 

Da quando Scott e gli altri si sono dimenticati della sua esistenza dopo la sconfitta dei Ghost Riders, Theo ha deciso di mantenere un profilo basso: non è un segreto che sia stato lui a uccidere Tracy e Josh, ma lo sceriffo pare non ricordarselo e l’ultima cosa che ha intenzione di fare Theo è farglielo tornare alla mente strappando la gola a due dei suoi sottoposti. Non che l’idea non lo attiri, è chiaro, perché quegli stronzi continuano a svegliarlo ogni singola mattina battendo insistentemente sul vetro e puntandogli  la torcia dritta in faccia, non importa in quale angolo sperduto di Beacon Hills Theo decida di parcheggiare, loro lo trovano sempre e comunque. Le prime volte ha cercato di allontanarsi sempre più dal centro, verso i luoghi più remoti della periferia, ma quando i due lo hanno raggiunto persino al limitare del bosco, in piena notte, ha semplicemente deciso di non provarci più, motivo per cui ora si trova in uno dei quartieri residenziali più centrali della città.

Normalmente rimetterebbe in moto la macchina e basta, ma il fascio di luce accecante puntato dritto nei suoi occhi, il cielo ancora scuro oltre il finestrino della sua macchina e la luce dei lampioni lo informano che questa volta i due stronzi non gli hanno permesso di dormire neppure fino al sorgere del sole e Theo semplicemente non ne può più.

Il piano, mentre scende dalla macchina infuriato, non è aprirgli la gola con i denti, per tutti i motivi già citati, ma non è nemmeno non farlo. Dopotutto non c’è nulla che lo trattenga a Beacon Hills, se le cose dovessero sfuggirgli di mano con quei due, può semplicemente saltare in macchina e andarsene per sempre.

“D’accordo, continuiamo a fingere che voi due non abbiate una malsana ossessione per me o cosa?”

 

 

 

Il quartiere in cui vive con la sua famiglia è sempre stato uno dei più tranquilli della città, non come quello dove vive Scott, o Lydia, o Stiles, quelli sì che sono quartieri pericolosi, sempre con sparatorie in corso e attacchi di esseri sovrannaturali, è lì, o a scuola, o ancora all’ospedale, che si reca Liam quando deve fare cose movimentate e potenzialmente mortali, quando vuole buttarsi nel mezzo dell’azione, o quando viene rapito, ma mai a casa sua, perché nel suo quartiere non succede mai niente, l’avvenimento più emozionante di lì a qualche tempo è stato il parto della gatta dei vicini.

Stando così le cose, quando delle grida concitate arrivano alla finestra socchiusa della sua camera, come se qualcuno stesse litigando furiosamente in strada, Liam apre gli occhi di scatto. Non è infastidito di essere stato svegliato nel cuore della notte, è anzi quasi eccitato, che forse finalmente succederà qualcosa anche da lui, forse una volta tanto sarà lui a dover chiamare i rinforzi e far arrivare il resto del branco proprio nel suo quartiere. Forse è il famoso Anukite, oppure qualche altra creatura misteriosa di cui ancora non conoscono l’esistenza, forse sarà lui a dare l’annuncio di un nuovo pericolo al branco una volta tanto, o forse, forse è solo una banale lite per un parcheggio in divieto di sosta. È l’ultima opzione, naturalmente, e Liam fa per allontanarsi dalla finestra a cui si era affacciata con la delusione a serpeggiargli in corpo, quando il ragazzo col fuoristrada emette uno strano verso esasperato molto simile a un ruggito, prima di riprendere a insultare i due poliziotti, ed è a quel punto che Liam lo riconosce.

Che diavolo ci fa Theo Raeken davanti a casa sua?

 

 

 

“E dove dovrei dormire, sentiamo? Indicatemi un posto, uno solo in cui posso parcheggiare la mia macchina in santa pace senza risvegliarmi con le vostre brutte facce davanti e vi giuro che-”

“Non è affar nostro indicarti dove dormire, ragazzino, il nostro compito è indicarti semplicemente dove non puoi farlo, qui per la precisione”.

È fatta, è deciso.

Theo non è nemmeno più arrabbiato, ora che ha deciso di smettere di trattenersi. Inizierà da quello più alto, l’ultimo che ha parlato, e non sarà una cosa veloce. Mentre sente gli artigli premergli sui polpastrelli pronti a uscire sta già pensando a qualche frase sagace da dire subito dopo averlo sgozzato, qualcosa del tipo “Non puoi morire qui, devi spostarti più in là” e poi farà un sorrisetto freddo osservandolo soffocare nel sangue ed è così preso dal suo pianificare cose malvagie, che non sente la porta della casa lì dietro aprirsi.

“Che succede?”

È Liam, il ragazzino arrabbiato del branco di Scott, Theo lo riconosce subito. È in pigiama e non si è messo nemmeno le scarpe, un paio di sgargianti calzini rossi spiccano nella notte buia. 

“Questo senzatetto stava dormendo nella sua proprietà, ecco che succede.”

A quello grasso invece caverà gli occhi, tanto non li usa comunque, è evidente, o sarebbe in grado di distinguere dove finisce il vialetto della casa e dove iniziano le gomme del suo pickup.

I due stronzi sono entrambi voltati verso Liam e nessuno dei due vede gli occhi di Theo colorarsi di blu, né tantomeno gli artigli uscirgli di scatto da una mano, ma Liam lo nota ed è subito davanti  a lui.

“No, no, non preoccupatevi, è mio amico, potete andare”.

I due insistono ancora un po’, forse perché è da settimane che cacciano Theo in giro per la città e sanno bene che non ha nessunissimo amico, ma quando Theo parcheggia la macchina un metro più in là, dentro la proprietà di Liam, sono costretti a lasciar perdere. Theo gli lancia un’occhiata trionfante mentre si allontanano seccati.

“Non ci posso credere, la prima volta che ti rivedo dopo la storia dei Ghost Riders e stai cercando di uccidere due poliziotti. Sei sempre lo stesso.” Liam gli lancia un’occhiataccia colma di giudizio, evidentemente ignaro  di non poter giudicare la gente indossando quei calzini.

“Non sono poliziotti, sono stalker, okay? Continuano a seguirmi ovunque io parcheggi. Vogliono che io li uccida, è inutile rimandare, tanto vale farlo subito.”

Theo fa per risalire in macchina, ma Liam lo blocca.

“Nessuno uccide nessuno” dice perentorio. “E perché non dormi in una casa, come le persone normali?”

“Quale casa, Liam?”

“...la tua?”

“E dove sarebbe?”

 

 

Liam sa dov’è la casa di Theo e lo sa perché mesi prima ha passato tre ore insieme a Stiles a spiarlo dalla finestra e guardarlo giocare ai videogiochi, ma non sembra una cosa dignitosa da ammettere.

“Sarebbe strano se io sapessi dove vivi, non credi? Non lo so naturalmente, ma sono sicuro che tu vivessi da qualche parte quando sei tornato in città mesi fa.”

“Sì, beh, potrà sembrarti strano, ma quando tieni in ostaggio una coppia per mesi e li costringi a fingere di essere i tuoi genitori e gli prendi a martellate le mani quando rischiano di farti scoprire, non finisce mai tutto rosa e fiori come nei film con loro che ti offrono di adottarti sul serio”.

Liam fissa il ragazzo di fronte a lui per diversi secondi, in silenzio.

“Io non so che film tu abbia guardato nella tua vita, Theo.”

Theo sbuffa, rimontando in macchina. Liam lo guarda incerto.

“Quindi dove hai intenzione di andare?”

Theo mette in moto.

“Da qualche parte a dormire.”

“Ti troveranno di nuovo.”

“Probabile.”

He’s my responsibility.

“Scendi.”

“Prego?”

“Sali.”

Theo inarca un sopracciglio e Liam si schiarisce la gola.

“Cioè, scendi dalla macchina e sali in casa. Resti da me stanotte.” 

 

 

 

Era da un po’ che Theo non si faceva una doccia calda.

Ha sentito la porta del bagno aprirsi a un certo punto e subito si è bloccato, le orecchie tese e gli artigli pronti a colpire, ma quando è uscito sgocciolante, poco dopo, non ha trovato lo sceriffo né qualcuno di Echo House pronti a portarlo via, sotto la supervisione di Scott e Liam, ma solo un paio di pantaloni della tuta e una maglietta grigia appoggiati sul mobile accanto al lavandino, di fianco agli asciugamani. 

La maglietta gli stringe parecchio e ha l’odore di Liam. Sotto i pantaloni trova un paio di calzettoni di un blu sgargiante simili a quelli che indossava il ragazzino. Se li infila scuotendo la testa, il primo vero sorriso da diversi mesi a quella parte.