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Language:
Italiano
Stats:
Published:
2019-06-13
Words:
1,758
Chapters:
1/1
Kudos:
4
Hits:
66

The moment after

Summary:

"Riposa, adesso", dice la voce di Pepper e - Tony lo fa.
Chiude gli occhi.

 

- E, poi, inaspettatamente, li riapre.

Notes:

(See the end of the work for notes.)

Work Text:


È l'incubo di Tony, e sta succedendo di nuovo.


Sono ineluttabile, dice Thanos, con un ghigno vittorioso, ma Tony sa che c'è ancora una possibilità. Una su quattordici milioni e seicentocinquemila.
Tony stringe i denti - spaventato e arrabbiato - e la afferra.

"E io", dice poi, quando le gemme sono incastonate nell'armatura e gli corrodono la carne e le ossa e l'anima (ma stringe i denti e non urla, perché se c'è una cosa con cui sia familiare è il dolore): "Sono Iron Man". E poi schiocca le dita.

 

 

Tutto è confuso e - è sicuro che ci siano Rhodey, Peter e - Pepper. Alle loro spalle ci sono degli altri, ma Tony non può vederli e non importa più.

"Riposa, adesso", dice la voce di Pepper e - Tony lo fa.
Chiude gli occhi.

 

 

 

 

- E, poi, inaspettatamente, li riapre.

"Pepper!", la chiama, ma non è più lì. Non c'è più nessuno.

Tony sbatte le palpebre e socchiude gli occhi contro la luce accecante del Sole. Il cielo sopra di lui è di uno spettacolare color blu.
Lentamente, si mette a sedere; sotto le sue dita e sotto il suo corpo fasciato da vestiti che non sono la sua armatura c'è una distesa di sabbia calda, e davanti a lui il mare.
Mare a perdita d'occhio, quasi dello stesso esatto colore del cielo.
Alla sua destra e alla sua sinistra la distesa di sabbia che è la spiaggia su cui è inspiegabilmente seduto continua all'infinito - una lingua di sabbia bianca che separa un mare incredibilmente calmo dalla vegetazione aspra e contorta alle sue spalle.


La prima cosa che pensa è: Perché mi hanno lasciato qui?

La seconda cosa che pensa è: Quindi esiste qualcosa dopo.

La terza cosa che pensa non è un pensiero coerente, ma l'immagine del viso addormentato di Morgan che aveva guardato soltanto quella mattina. Le aveva sussurrato "tornerò" tra i capelli.

Tony affonda le mani nella sabbia, artigliandone una grossa manciata, quasi come se stesse cercando di ancorarsi all'unica cosa che sembri solida di quel posto e urla.
La sabbia è così fina che scorre tra le sue dita quasi come un liquido e non rimane niente nella sua presa.

 

 

 


Non sa quanto tempo sia passato, ma il Sole è sempre nello stesso punto, quindi forse non ne è passato affatto. Tony non si è mosso dal punto in cui si è risvegliato.

In mezzo al vortice di domande nella sua testa, una continua a tornare, ancora e ancora, sempre più insistente: e adesso?
Cosa dovrebbe fare? Camminare in una certa direzione? Quale? La spiaggia continua a perdita d'occhio su entrambi i lati. Dovrebbe entrare in acqua? Perché non c'è nessun altro?

E poi (non è la prima volta che lo pensa, ma per la prima volta è una reale possibilità): Sono all'inferno?

Il mare davanti ai suoi occhi continua a essere calmo.

 

 

 

 


Forse non è passato affatto del tempo, ma Tony giurerebbe che siano trascorse ore quando sente il rumore di un ramoscello spezzato alle sue spalle, tra la vegetazione.
Affonda le mani nella sabbia e tende le orecchie, indeciso se voltarsi o fingere di non aver sentito, per sorprendere chiunque o qualunque cosa stia arrivando.

"Non dovresti essere già qui", dice la voce di Natasha alle sue spalle e Tony si solleva immediatamente in piedi e si volta.

Natasha è a pochi passi da lui, a piedi nudi nella sabbia e con indosso dei vestiti che non riconosce. È più giovane di quanto non fosse l'ultima volta che l'ha vista (più giovane della prima volta che l'ha conosciuta), ma non ha alcun dubbio che quella sia Natasha Romanov, la Vedova Nera.

"Nat", mormora Tony e vorrebbe correrle incontro, ma non ne è capace. C'è un nodo di ansia nel suo stomaco che gli sussurra tutte le cose che potrebbero andare storte (e se quando cercasse di abbracciarla, trovasse solo area? Hanno ancora un corpo? Anche Natasha è all'inferno?)

"Tony? Abbiamo vinto?", chiede, senza celare la preoccupazione sul suo viso giovane - le linee sulla fronte aggrottata sono le stesse che erano state scolpite dagli anni passati a ricostruire un mondo dimezzato.
Tony riesce quasi a sentire il peso delle pietre dell'infinito sulla sua mano, e le scosse di dolore che gli hanno mangiato la carne e le ossa. "Sì", dice solo. E Natasha sorride.

 

 

 

 


"Non so cosa sia questo posto", gli risponde quando si siede accanto a lui sulla sabbia. Tony si chiede se avrebbe dovuto abbracciarla, ma il momento ormai è passato e una parte di lui non vuole scoprire se Natasha sia materiale quanto la sabbia tra le sue dita o se sia solo un fantasma, se lo siano entrambi; quindi le sorride con affetto e rimane distante. "Mi sono svegliata qui sulla spiaggia e non c'era nessuno"

Tony annuisce. Sono ancora (letteralmente) le uniche due anime sulla spiaggia infinita.

"Non so cosa dovremmo fare, Shellhead", dice Natasha e Tony non riesce a scuotere la sensazione che sia sbagliato sentire quell'incertezza nella voce dell'altra.

"Non lo so", dice alla fine: "Ma non sono mai stato bravo ad aspettare". E nella sua testa riecheggiano i ricordi di una vita prima, di ogni volta che aveva dovuto salvarsi da solo perché sapeva che nessuno sarebbe arrivato a salvarlo. Ha imparato presto che spesso aspettare è inutile.

"Penso che dovremmo aspettare fino a domani, però", dice Natasha guardando davanti a sé e Tony nota con una certa sorpresa che il Sole non è più nello stesso punto, ma è basso sulla linea dell'orizzonte. Non manca molto al tramonto.

 

 

 


Raccolgono rami spezzati nella boscaglia a pochi passi dalla spiaggia, perché non sanno se farà freddo e se potranno sentire il freddo, ma una volta tramontato il Sole, probabilmente, non ci sarà altra fonte di luce sulla spiaggia e nessuno di loro due è entusiasta all'idea di sedere al buio sulla sabbia bagnata in attesa dell'alba.

Tony raccoglie un ramo secco e pensa - se Cap fosse qui, avrei fatto una battuta sui boyscout.
Non è la prima volta che pensa agli altri, a coloro che probabilmente in questo momento stanno seppellendo il suo corpo e che sono, per fortuna, vivi - ma è la prima volta che forma un pensiero coerente. Il ramo si spezza tra le sue mani.
Natasha solleva lo sguardo dallo scheletro del falò che sta assemblando sulla spiaggia e non dice niente.

 

 

 


"Non è come me lo aspettavo", dice Tony, più tardi, guardando nel fuoco che crepita pigramente.

Natasha sbuffa divertita: "Non mi dirai che ti aspettavi qualcosa dopo - ". Dopo la morte, intende e non lo dice. Non ce n'è bisogno.

"Bhè. No", ammette Tony scrollando le spalle. "Quindi il fatto che siamo qui, a fare un falò sulla spiaggia come degli studenti in vacanza non è decisamente come me lo aspettassi"

"Touché", ammette Natasha e getta un altro ramo nel falò.

Il legno viene lambito immediatamente dal fuoco e le scintille lampeggiano tra le lingue delle fiamme.

"Se, però, avessi dovuto immaginarlo", dice piano, dopo un momento: "non sarebbe stato così".

Il capelli di Natasha sembrano più rossi di quanto siano mai stati, colorati dal riflesso del fuoco. "Già, nemmeno io", dice. E poi: "Non prenderla nel modo sbagliato, Tony, ma sono felice che tu sia qui".

Tony pensa al viso addormentato di Morgan quella mattina e alla bugia che le ha sussurrato prima di andarsene. Ma sa cosa intende dire Natasha: "Sì, anche io".

Quando allunga la mano per stringere quella di Natasha, sotto la sua presa il corpo dell'altra è solido e rassicurante.

"Staranno bene", mormora Natasha e Tony ripensa alla voce di Pepper che gli aveva sussurrato - Staremo bene. Riposa. "Ce ne sono così tanti, adesso. Possono fare il nostro lavoro. E anche di più, immagino", continua, senza estrarre la mano dalla presa dell'altro: "ricordi quando c'erano solo sei di noi?"

"Già", sbuffa divertito Tony, ma, anziché a pensare a Bruce, Steve, Clint, Thor o Natasha (come era quando era viva e nel mezzo della battaglia di New York), pensa al portale nel cielo e al terrore che lo aveva pervaso alla vista dell'esercito pronto ad attaccare.

Pensa a come quello spettacolo, quella paura viscerale, abbia mosso i suoi fili per tutti gli anni a venire, l'abbia spronato a inventare centinaia di inutili piani - per lasciarlo con niente tra le mani all'arrivo di Thanos.
Con sorpresa, si accorge che, per la prima volta in decenni, quella voce che bisbiglia nella sua testa che non sta facendo abbastanza non è più lì.

Non c'è più niente da fare, nessun altro piano da preparare, nessun altra armatura da costruire, nessun trucco da inventare, nessuna soluzione a cui pensare. Non c'è niente, a parte la mano di Natasha sotto la sua e il fuoco crepitante davanti a loro.

 

"Non le ho detto addio", dice Tony e non sa da dove venga quella frase, non stava pensando a Morgan, non in quel momento (eccetto che stava pensando a Morgan, perché, sepolto sotto gli altri pensieri più rumorosi, il suo viso addormentato quella mattina è rimasto un pensiero fisso da quando si è svegliato sulla spiaggia).

Natasha non ha bisogno di chiedere di chi stia parlando.

"Non - Non è giusto", dice, a denti serrati, arrabbiato. "Le ho detto che sarei tornato". Sono un bugiardo, lo sono sempre stato, e adesso lo sa anche mia figlia, pensa, e non lo dice.

"Un giorno capirà", mormora Natasha e intreccia le dita con le sue.

"Ha cinque anni", dice e quello che intende dire è: un giorno - presto - non ricorderà più niente di questi anni, non si ricorderà più di me.
Non è giusto, vorrebbe urlare al mare calmo e imperturbabile e nero come un abisso. Presto per lei sarò solo uno sconosciuto.

 

 

 

 

Quando il Sole inizia a spuntare all'orizzonte, lasciano morire il fuoco.

Non fa caldo, non esattamente, ma nemmeno freddo: il Sole e il vento e l'umidità sono idee, più che sensazioni.

"E adesso?", dice Natasha, alzandosi in piedi e annodandosi i capelli, come se stesse andando in battaglia.

Tony guarda le lingue infinite di sabbia su entrambi i lati e il mare azzurro quasi del tutto indistinguibile dal cielo davanti a loro e pensa che sono come naufraghi su una spiaggia dove i soccorsi non arriveranno mai. Per fortuna, è abituato a salvarsi da solo.

"E adesso andiamo", le risponde e si scrolla la sabbia dai pantaloni e le fa un cenno verso la terra alle loro spalle.

"Insieme", mormora Natasha, riecheggiando le parole di qualcun altro.

E poi camminano fianco a fianco verso la boscaglia alla fine della spiaggia, per scoprire cosa c'è dopo.

 

 

 

 

 

 

 

Notes:

Scritta per l'evento del gruppo "We are out for prompts".
prompt: "Post Endgame: Tony era su una spiaggia e per la prima volta si era reso conto che da quando era morto quel peso al petto di qualcuno che si sente sempre un fallimento era improvvisamente scomparso".