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Characters:
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Language:
Italiano
Series:
Part 53 of Le note della vita
Stats:
Published:
2019-07-03
Words:
983
Chapters:
1/1
Kudos:
1
Hits:
33

Amicizia frantumata

Summary:

Nell'amicizia tra Kyoko e Haru sono subentrati troppi problemi.
"Questa storia partecipa al Juke-Box dei Prompt di Writer's Wing".
Scritta sentendo: https://www.youtube.com/watch?v=dHM40Amt5ds; [Sub ITA/Romaji] Amatsuki - Kimi ni Todoke.
Prompt: 1)
"Perché non provi a metterti nei miei panni?!"
"Perché porti la 38 e io la 50, ecco perché!"

Work Text:

Amicizia frantumata

 

Hana si chiuse la porta alle spalle, aveva gli occhi rossi, in parte coperti dai capelli mori. Alzò il capo, asciugandoseli con il dorso della mano, e sospirò pesantemente.

Afferrò il telefono dalla tasca e digitò il numero, portandoselo all’orecchio, lasciando che squillasse.

“Pronto, Kyoko?” domandò, sentendo un rumore dall’altra parte.

“No, mi dispiace, Kyoko mi ha lasciato il telefono” rispose Yuni del futuro.

Hana impallidì, incassando il capo tra le spalle, rabbrividendo.

“Kyoko non c’è?” domandò. < Tsuna non vuole che la frequentiamo. Che ci faceva con Kyoko? >.

“Oh, mi dispiace. La mia migliore amica ha dimenticato qui l’apparecchio. Le dirò che hai telefonato” cinguettò Yuni.

“Gra-grazie” sospirò Hana, chiudendo la telefonata.

< Normale non voglia parlarmi. Non dopo la litigata che abbiamo fatto > pensò. < Però non ha senso sia da lei >.

 

Hana sbatté la mano sul tavolo, rossa in volto. “Rimangiati quello che hai detto! Non puoi davvero pensare che mi sarei dovuta mettere con quello scimmione di tuo fratello solo perché è un maschio!” gridò. "Neanche mi piacciono i maschi!".

Kyoko si alzò dal pavimento, serrando i pugni e scosse il capo, facendo ondeggiare i capelli castani, si vedeva la ricrescita bionda.

“Non ho detto questo! Solo avresti potuto trattarlo meglio. Lui voleva solo corteggiarti” ribatté secca. "... E poi non dargli del maschio".

“Io non sono come te. Io non esco con chiunque sia gentile solo perché sono stata rifiutata dalla persona che mi piace” sibilò Hana. "... E Takeshi non è il principe azzurro".

< Lo vedo come ‘non mi guardi’. Per te non conterò mai niente. Sono stanca di aspettare che tu ti accorga di me >, trattenne un singhiozzo. Volse di scatto il capo, respirando a fatica.

“Ultimamente sei strana. Mi urli addosso per tutto!” gridò Kyoko con gli occhi liquidi. Si morse un labbro, nervosa. “Io voglio solo essere amata. Perché non provi a metterti nei miei panni?!". Aveva gli occhi liquidi a sua volta.

"Perché porti la 38 e io la 50, ecco perché!" sbraitò Hana. Si strinse i fianchi fino a farseli dolere, tremando.

Kyoko tirò su con il naso.

“Non dire idiozie, non sei così grassa!” sbraitò. "Il fatto che io non mangi non è un buon esempio".

< Riusciamo a non litigare solo quando c'è Haru > pensò.

Hana la indicò, tremando. “Tu sei come mia madre. Tu mi giudichi perché non mi faccio piacere quegli stupidi degli uomini e lei per il mio corpo. A causa tua mia madre non fa altro che ripetermi quanto io sia grassa rispetto a te.

Che mangio troppo, che sono cicciona, e che sto diventando brutta…”, la voce le era diventata roca. "Che finirà per essere sola o sposarmi un cretino come mio padre".

Kyoko si voltò, dandole le spalle, aveva gli occhi arrossati e rabbrividiva.

“Non puoi sempre prendertela con me quando tua madre se ne esce con queste stupidaggini” gemette. "... Poi tua nonna non è d'accordo"'.

 

Hana scoppiò a piangere.

 

***

 

Kyoko sospirò pesantemente, massaggiandosi la spalla.

< Forse quello che cercava di dirmi è che le piacciono le ragazze, però… Anche mio fratello soffre con i nostri genitori, ma non se la prende con me... e poi non può dire che Nii-san non è una ragazza.

... Poi… come se non sapesse la mia condizione. Con i ‘problemi’ che devo affrontare, non capisco bene quando un ragazzo è solo carino, un amico, e quando ci prova.

Non è nessuno per giudicarmi, in ogni caso! > rifletté.

Entrò nella sua camera, Yuni le aveva portato dei dolci dalla pasticceria dei giglio nero.

“Yuni, è il mio telefono quello che hai in mano?” domandò.

“No, è il mio, si somigliano. Abbiamo anche la suoneria uguale. Ora vengo, finisco un attimo di truccarmi” mentì. "Venendo qui mi si è sbavato il trucco".

Kyoko scrollò le spalle e la pregò:

“Però non lo vedo in giro il mio, se lo trovi portamelo".

“Certo” rispose la Giglio Nero.

Kyoko incrociò le gambe sul letto e sospirò pesantemente, incassando il capo tra le spalle. "Sei carina a farmi dei regali. Però non credere, non convincerò Tsuna-kun a uscire con te", incrociò le gambe. < Mi chiedo se è colpa mia se litigo con Hana. Non le è mai piaciuto Takeshi", sospirò un gemito e si sistemò una ciocca dietro l'orecchio.

< Concentrarmi resta molto complicato, ma da quando Lussuria mi sta aiutando, mi sento meglio. Le operazione stanno funzionando, presto sarà come se non fossi mai caduta dal palazzo. Riesco anche a ricordarmi le cose, ed anche a comprenderle meglio.

Ad esempio, oggi sono riuscita ad andare in biblioteca e a prendere questo libro di medicina >. Si mordicchiò nuovamente il labbro, questa volta incidendolo.

< Takeshi ormai ha occhi solo per Bianchi, ma… Magari posso essergli d’aiuto con le sue ricerche sulla famiglia Vongola. Sta studiando una marea di libroni sull’argomento ultimamente > rifletté.

"Yuni... Come si fanno ad avere i libri Vongola?" domandò.

Yuni si stava mettendo delle ciglia finte. "Hanno una biblioteca loro, potrei prendere qualcosa in prestito da parte tua". Kyoko la ringraziò sentitamente.

 

***

 

Haru era seduta su una panchina e guardava Kyoko accanto a lei intenta a sfogliare un grosso librone.

"Sicura che non vuoi un po' di miei biscotti?" le chiese. Sentendosi rispondere: "Sicura".

Kyoko sfogliò le pagine più velocemente, fino al segnalibro, ed iniziò a leggere:

“Quarto passò alla storia come il migliore dei Vongola. Non solo perché i suoi furono i tempi d’oro, in cui il popolo era felice, ma anche perché il suo dominio permise alla mafia di prosperare.

Nonostante fosse un sarto e un guerriero, la sua apparenza era di massiccio montanaro.

Si trattava di un uomo robusto, temprato dai più duri esercizi fisici, di un coraggio straordinario, ma era soprattutto un capo d'intelligenza straordinaria, capace di scelte rapide e vincenti; insomma una miscela stupefacente di brutale franchezza e di sottile astuzia, di brutalità militaresca e di duttilità diplomatica”.

"Bah, non sono sicura che questo libro sia quello che cercavo" ammise Sasagawa.

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