Work Text:
Le porte sui Mondi
“Va', allora. Ci sono altri mondi, oltre a questo.”
[L'ultimo cavaliere - S.King]
La voce la chiama; Rose Tyler apre le porte.
È un senso di sdoppiamento che la coglie quando è meno preparata; le difese abbassate per la prima volta dopo ore, giorni, poi mesi. All'inizio non la fa respirare, infine diventa un'abitudine, come le altre, malsana e potenzialmente distruttiva. La sensazione di essere tirata in due direzioni opposte, ferocemente; destinata forse a rarefarsi con lentezza, al ritmo dei suoi ricordi sempre più sfocati, sempre più manipolati, della sua altra vita.
Quella col Dottore.
La vita che ha paura di scordarsi, a cui si aggrappa con una tenace disperazione, la vita
(vera)
di prima.
Quella che non credeva avrebbe dovuto lasciar andare.
Succede di notte.
Sente labbra mormorare il suo nome nel buio, poggiate sul suo orecchio, e sono
(reali)
lì, calde e vere e giuste, come
(sono)
dovrebbero essere.
Ma poi spalanca gli occhi e ricorda.
Ricorda la Baia del Lupo Cattivo, l'addio. La pallida immagine di lui, solo una proiezione spinta in una crepa tra gli universi, scomparsa troppo in fretta; e allora ecco che il bisogno ritorna di nuovo. Forte, assurdo.
Sdoppiata tra il letto di una casa ancora nuova, con un padre ritrovato, un fratello e una seconda vita che sembra un miraggio, mentre labbra fantasma sussurrano cose lasciate in sospeso, dall'interno d'una stramba cabina aliena della polizia.
“Sono morta, in quel mondo,” ripete a occhi chiusi, provando a immaginare cosa si provi durante il trapasso. Ma l'unica cosa che sente è d'essere viva, reale come la sensazione del legno
(blu)
della porta su cui posa le dita.
“Sono morta, là,” si dice, ma poi apre gli occhi e guarda di nuovo, colma di speranza mentre il cuore batte forte e la Voce la chiama e... C'è solo il corridoio, affacciato su d'una camera da letto spalancata.
La casa dorme, Rose Tyler apre le porte in cerca di quella giusta.
Quella d'un TARDIS ormai quasi dimenticato, verso una voce indimenticabile.
Le porte sui mondi.
(Sul suo).
I'd die to be where you are
I tried to be where you are
