Actions

Work Header

Un passo per volta

Summary:

Il panico per Shouto è stato tale che per un istante si è dimenticata che anche suo padre è ricoverato lì, in terapia intensiva. Questo fa di lei una cattiva figlia? Non vuole pensarci, soprattutto quando ha ancora in mente il viso distorto e sfigurato di Touya.
No. Non di Touya-nii , si corregge subito stringendo i pugni. Dabi. Ha detto di chiamarsi Dabi. 

Fuyumi è la prima ad arrivare.

Notes:

Sono almeno sei mesi che non scrivo. Che non pubblico un mio lavoro anni. L'ho scritta alle tre di notte e continuo a trovarci errori.
Però ci tenevo a pubblicarla.
Enjoy!

Alcune cose sono un po' romanzate perché mi piacevano più così

Work Text:

Fuyumi è la prima ad arrivare.
Per chissà quale grazia divina, la scuola dove insegna è vicina all'ospedale dove hanno portato Shouto e il suo preside si è dimostrato più che comprensivo per le sue circostanze - Anche se, non le era sfuggito il modo in cui aveva stretto le labbra accennando a suo padre, con evidente disapprovazione...
Natsuo le telefona mentre sale in macchina di un collega che si è offerto di accompagnarla. E' agitato, balbetta e lo sente correre per i corridoi della sua università. Gli impedisce a fatica di avere un attacco di panico e le riesce appena in tempo, perché subito dopo deve metterlo in attesa per rispondere ad una chiamata dall'ospedale di sua madre.
L'infermiera che le parla è concisa e gentile, ormai la conosce da anni, e le chiede chi tra lei e Natsuo passerà a prendere la madre in ospedale. Fuyumi è quasi tentata di dirle di no, che è meglio che sua madre rimanga dove possono controllarla e aiutarla in caso di un crollo nervoso.
Ma... Shouto è il figlio di Rei, oltre che il suo prezioso fratellino, e dopo quello che è stato mandato in onda...
Fuyumi conta fino a tre, reprimendo con tutta la propria volontà il ricordo di quella voce divertita che parla dei suoi peggiori incubi.
Quello non può essere Touya, si rifiuta di crederlo.
Alla fine è deciso che Natsuo prenderà la macchina di famiglia, quella parcheggiata in garage da una vita e che nessuno di loro vuole usare perché appartiene a loro padre, e la raggiungerà insieme alla madre.
Fuyumi sa già che non riuscirà a rilassarsi finchè non li avrà tutti quanti sotto gli occhi.
Una calca di giornalisti è ammassata a pochi metri dall'entrata dell'ospedale, tenuta a bada a malapena dal servizio di sicurezza. Le ricordano uno stormo di avvoltoi pronto a calarsi su una carcassa, e quella carcassa è la sua famiglia.
Qualcuno la nota prima che riesca a nascondersi dietro la tesa del cappello e devono aver fatto delle indagini approfondite, perché la riconoscono nonostante non abbia mai partecipato alla vita pubblica del padre. Le si accalcano attorno in un mare di flash e domande urlate e Fuyumi si sente mancare il respiro. Cerca di indietreggiare, ma è circondata. Qualcuno tenta di afferrarla.
"SIETE PROPRIO DEGLI SCIACALLI!", tuona una voce alla sua destra, seguita subito dopo da una folata di vento innaturale.
Non riesce a capire cosa stia succedendo, ma all'improvviso tutta l'attenzione è rivolta ad un ragazzo altissimo. Ha la testa rasata e l'uniforme della Shiketsu e in qualche modo le ricorda suo padre da giovane.
Le fa un cenno col capo, poi torna ad urlare a squarciagola per attirare lo sguardo dei giornalisti. Fuyumi approfitta dell'insperata via di fuga e si ripromette di scoprire il nome del ragazzo, per poterlo ringraziare.
L'infermiere alla reception la guarda a malapena mentre le chiede chi vuole sentire prima, tra il dottore che ha operato suo padre e quello che ha curato suo fratello, e non si accorge del rossore di vergogna che le colora il viso. 
Il panico per Shouto è stato tale che per un istante si è dimenticata che anche suo padre è ricoverato lì, in terapia intensiva. Questo fa di lei una cattiva figlia? Non vuole pensarci, soprattutto quando ha ancora in mente il viso distorto e sfigurato di Touya.
No. Non di Touya-nii , si corregge subito stringendo i pugni. Dabi. Ha detto di chiamarsi Dabi. 
Il medico che ha operato suo padre ha un'aria bonaria e le sorride indulgente da sotto i folti baffi bianchi. Le assicura che andrà tutto bene, che nonostante le gravi ferite riportate Endeavor si riprenderà e tornerà più forte di prima.
Le chiede se vuole vederlo.
Fuyumi esita, ma alla fine scuote il capo mestamente.
Non ci riesce. E' ancora troppo presto.
"Fuyumi!"
Si volta di scatto in direzione della voce e quasi le cedono le gambe per il sollievo di vedere Natsuo e la madre.
"State bene? Come avete fatto ad evitare i giornalisti?"
Mentre parla tende le mani e stringe un braccio ad entrambi. Natsuo ricambia immediatamente la stretta, mentre la madre si limita ad un tremulo e mesto sorriso.
"Uno studente della Shiketsu sta dando spettacolo, ne abbiamo approfittato per passare inosservati."
Sua madre si stringe le mani in grembo con aria nervosa, "Come sta Shouto? L'hai già visto?"
Fuyumi scuote la testa.
"Stavo andando nella sua stanza ora."
Sta per informarli delle condizioni del padre, ma all'ultimo istante decide di aspettare. Con tutto quello che hanno visto e passato, non sa chi potrebbe reagire peggio tra i due.
Sua madre è pallida come un lenzuolo e continua a torturare le maniche del maglione che indossa. Fuyumi ricorda che è quello che Shouto le ha regalato per Natale.
Lancia un'occhiata di sottecchi al fratello e nota come sia teso, pronto a scattare in qualsiasi momento. Non sa dire se sia pronto alla fuga o a una rissa.
E' decisamente meglio aspettare , si dice trattenendo a stento un sospiro.
La porta della camera di Shouto è socchiusa e dall'interno sente provenire delle voci. Per un attimo spera siano di Midoriya e Bakugou, perché il pensiero di saperli accanto al fratello la rassicura.
Poi però ricorda di quello che ha sentito prima tra i corridoi, di come entrambi abbiano subito delle ferite gravi.
Quella in cui vivono è una realtà assurda, che permette a degli adolescenti di rischiare la propria vita in nome della giustizia. Fuyumi ha imparato a sue spese cosa vuol dire vivere idealizzando il concetto di 'eroe', ma la verità riesce sempre a farle male.
Shouto è un ammasso di bende e lividi che è doloroso vedere. Ma respira.
E' vivo.
I ragazzi seduti al suo capezzale si alzano di scatto vedendoli e la ragazza rosa, che fino ad un istante prima stava piangendo, tira su col naso rumorosamente. Sorride mestamente mentre si asciuga in fretta gli occhi e spiega loro che Shouto al momento non può parlare.
"Ha la gola ustionata..."
Fuyumi si sforza di ricambiare il sorriso, ma dentro si sente morire all'idea di una mano piena di fiamme blu stretta attorno al collo del suo fratellino.
Shouto guarda oltre le sue spalle con occhi sgranati e Fuyumi sa che si è appena reso conto della presenza della loro madre.
La ragazza più alta del gruppo si schiarisce con delicatezza la gola, "Noi... Andiamo a vedere come sta Bakugou-kun."
Shouto annuisce in maniera distratta, gli occhi ancora fissi su sua madre, e la ragazza esorta gli altri compagni ad uscire dalla stanza. E' l'ultima ad andarsene e lo fa con un piccolo inchino e un sorriso educato che non raggiunge gli occhi tristi.
Passano alcuni istanti di pesante silenzio, poi Shouto si lascia sfuggire un verso strozzato e l'autocontrollo di tutti loro va in frantumi.
Rei si accascia sulla sedia più vicina al letto e getta le braccia attorno alle spalle del figlio con un singulto. Natsuo reclama per sé l'altra sedia e cerca di trattenere le lacrime, mentre stringe con forza una caviglia del fratello.
Fuyumi si prende un istante per imprimersi nella mente la scena, per convincersi che stanno bene, seppur spossati e malconci.
Poi si siede sul letto accanto a Shouto, poggia la testa contro la sua, e chiude gli occhi.
***
Shouto, testardo come sempre, prova più volte ad aprir bocca per rispondere verbalmente alle loro domande. Alla fine Natsuo trova un taccuino e una penna e gli intima di usarli.
Il viso di Shouto si illumina come quando da bambino vedeva un giocattolo di All Might.
Il rumore della penna che scorre sulla carta diventa una costante e sua madre commenta che le sembra di essere tornata a quando si scambiavano lettere, per poi scoppiare in un piccolo pianto. Non è il primo e non sarà l'ultimo, per nessuno di loro.
Poco prima della fine dell'orario di visite viene a trovarli Bakugou. Shouto lo riconosce ancor prima che entri nella stanza, dice che solo lui bussa in maniera così arrabbiata.
I suoi modi di fare sono bruschi come li ricordava, ma è anche incredibilmente gentile mentre si presenta a sua madre.
"Sono solo venuto a controllare che non fossi crepato.", borbotta burbero ignorando il sorrisino di Shouto.
Shouto scribacchia furioso sul taccuino e glielo sbatte in faccia prima che Fuyumi riesca a leggere. Bakugou legge con la fronte aggrottata, ma quando ha finito tutta l'energia sembra abbandonarlo di colpo.
Non più distratta dalla solita aria burrascosa che lo circonda, Fuyumi si rende del tutto conto di quanto sia ridotto male il ragazzo.
Risponde alla domanda di Shouto a denti stretti, "...Deku non si è ancora svegliato."
'Deku', se non ricorda male, è il nome da eroe di Midoriya.
L'atmosfera nella stanza torna pesante come ai primi minuti del loro arrivo.
***
Fuyumi sbadiglia piano per non svegliare Shouto, poi si massaggia con un lamento il collo. La brandina che le infermiere le hanno procurato è peggio di un letto di sassi.
La sera prima convincere Natsuo e la madre a tornare a casa era stato difficile quanto contrattare con una banda di rapitori. Ma l'ospedale permette ad un solo familiare di passare la notte in stanza con i pazienti e Fuyumi non avrebbe permesso a nessuno dei due di restare al posto suo.
Un'infermiera piena di buone intenzioni ha  ricordato loro della presenza di 'Endeavor' , qualche stanza più in là, e ha suggerito a lei e Natsuo di fare a turno nelle stanze di entrambi.
Il gelo che ha seguito la proposta l'ha spinta a scappare.
Durante la notte è andata a trovare il padre, ma è riuscita a rimanere nella stanza solo per qualche minuto. Poi è tornata da Shouto con la coda tra le gambe.
Prova un profondo senso di colpa e di vergogna per il suo comportamento, ma allo stesso tempo non se la sente di affrontare il groviglio di emozioni che la vista del padre le provoca.
Farsi il sangue amaro in questo momento è nocivo, no? Anche volendo, al momento lui non è neanche cosciente per rispondere alle loro domande.
Qualcuno bussa alla porta e, una volta ricevuto il suo permesso, la ragazza mora di ieri si affaccia timidamente e le rivolge un educato saluto.
Fuyumi le sorride e si permette di osservarla meglio. 
Ha un portamento elegante e un viso grazioso che ben si sposano con i suoi modi educati. Al contrario di Shouto e Bakugou non sembra aver riportato ferite gravi, ma solo qualche graffio appena visibile.
Le profonde occhiaie e il leggero tremolio delle labbra parlano di un altro genere di ferita.
Per l'ennesima volta si chiede cosa abbiano fatto tutti loro di male, per meritarsi di vivere in una simile società.
"Sono passata a trovare i miei compagni e ho pensato che avreste apprezzato del buon tè.", le spiega indicando il thermos che ha tra le mani, "Ho portato l'Oolong preferito di Todoroki-kun."
Fuyumi sgrana gli occhi per un istante, colta di sorpresa, poi le sorride e la ringrazia per la premura.
Shouto, che detesta il tè e lo trova noioso, ha all'improvviso un tipo di tè preferito.
Interessante.
La ragazza le consegna il thermos e la rassicura che non ha bisogno di restituirlo. Fuyumi le sorride ancora, con più sincerità che educazione questa volta. Sta per chiederle il nome, ma lei si congeda prima che ci riesca con un piccolo inchino frettoloso.
Prima di sparire dietro la porta lancia un'occhiata furtiva verso Shouto, ancora addormentato, e lo sguardo le si addolcisce, rendendo il viso ancora più amabile.
E' solo più tardi, quando suo fratello si è svegliato e Natsuo e la madre sono tornati, che presenta il thermos come fosse il climax di uno spettacolo di magia.
E' un thermos visibilmente costoso, dal design delicato e femminile. Shouto sembra riconoscerlo all'istante.
L'aroma di tè di ottima qualità permea la stanza in un batter d'occhio e Fuyumi pizzica Natsuo dietro la schiena, perché Shouto ha messo il broncio quando gli hanno ricordato che le bevande calde fanno male alla sua gola.
"Lo potrai bere quando si sarà raffreddato.", lo rassicura la madre, "Ma chi è stato così gentile da portarlo, Fuyumi?"
"La ragazza alta che era qui ieri. Purtroppo ho dimenticato di chiederle il nome..."
Tutta la loro attenzione si sposta su Shouto e a Fuyumi pare di intravvedere del rossore tra le bende che gli oscurano il viso.
Shouto esita un istante, poi prende il fidato taccuino e inizia a scrivere. Fuyumi si trattiene a stento dal tamburellare le dita sul bracciolo della sedia, impaziente.
Di sicuro non ci vuole tutto quel tempo a scrivere un nome, no? Perché all'improvviso suo fratello sta mettendo estrema cura nel tracciare i caratteri, quando fino all'attimo prima scriveva talmente in fretta da rendere la sua scrittura quasi illeggibile?
Natsuo gli intima di sbrigarsi con uno sbuffo spazientito e Shouto, finalmente, gira il quaderno verso di loro.
Yaoyorozu Momo.
Fuyumi ha l'impressione che se potesse parlare, Shouto pronuncerebbe quel nome con un timido sospiro.
***
"Il tè era ottimo.", le dice con un sorriso quando la incontra in un corridoio la mattina dopo.
Yaoyorozu appare ancora più stanca del giorno prima, ma gli occhi le si illuminano come se le avesse dato la più bella delle notizie.
Fuyumi inizia a capire cosa prova Shouto.
"Shouto ha avuto il broncio tutto il tempo mentre aspettava che si raffreddasse."
La ragazza inclina il capo di lato, momentaneamente confusa, poi sgrana gli occhi e si copre il volto paonazzo con le mani.
Le ricorda lo Shouto della sera prima, che era diventato quasi viola quando Natsuo gli aveva fatto i complimenti per aver fatto 'amicizia' con una ragazza così gentile.
"Oh no, che disastro! Non ho pensato alla sua gola!"
Le poggia amichevole una mano sulla spalla, provando a consolarla. Non è affatto qualcosa per cui flagellarsi, anche in considerazione dell'evidente privazione del sonno.
Forse è proprio quella a farle sembrare la svista un errore così imperdonabile.
O semplicemente è l'idea di aver sbagliato davanti a Todoroki-kun.
E' davvero possibile essere così adorabile?
Un'idea le sorge spontanea.
"Yaoyorozu-chan. Lo so di essere sfacciata, ma avrei un favore da chiederti."
Yaoyorozu la guarda attraverso le dita e Fuyumi si sforza di avere l'espressione più stanca e innocente possibile.
"Il fatto è che Natsuo oggi ha un esame importante all'università e io e la mamma abbiamo dei documenti da firmare . Shouto ovviamente dirà di poter stare da solo per qualche ora, però..."
Si ferma per una pausa significativa, in attesa di capire se rincarare la dose o meno.
Yaoyorozu, adorabile ragazza qual è, non le fa aggiungere altro, "Posso rimanere io con Todoroki-kun!"
La veemenza con cui si propone la fa arrossire e Fuyumi deve darsi un pizzicotto per non emettere suoni sospetti.
"Grazie mille! Sono certa che Shouto apprezzerà la compagnia, anche se insisterà che non ce n'è bisogno."
La faccia di suo fratello cinque minuti dopo, quando gli annuncia la sorpresa, è impagabile e Fuyumi si affretta fuori dall'ospedale con un sorriso soddisfatto. Messaggia Natsuo per avvertirlo di non presentarsi per un paio d'ore e scoppia in una risata isterica alla sfilza di emoji e cuori che riceve in risposta.
Lei e la madre troveranno qualcosa da fare nel frattempo e forse, proprio forse, riuscirà a far entrare di contrabbando della soba fredda per farsi perdonare del sotterfugio.
E, con un po' di coraggio, forse sarà anche in grado di stare col padre per più di cinque minuti.
Le cose non vanno bene, e sa che andranno sempre peggio, ma suo fratello e suo padre sono vivi... E forse lo è anche Touya.
Fuyumi è sempre stata convinta che c'è una luce alla fine del tunnel e lei farà di tutto per raggiungerla assieme alla sua famiglia.
Un passo per volta.