Chapter Text
day 1 - First
Prima gentilezza
Pioveva quella notte.
L’umidità delle celle sotterranee gli faceva male alle ossa, gli intorpidiva i muscoli.
Raggomitolato sul letto e avvolto nella coperta, Eren cercava un po’ di calore. Il suo corpo tremava, le mani e piedi erano freddi, le guance e la punta del naso arrossate.
Un rumore di passi lo mise in all’erta. Persino il suo respiro si era bloccato, ma quando sentì la porta della sua cella aprirsi, si alzò a sedere.
Levi si avvicinò al giovane soldato che rabbrividiva a causa del freddo. In una mano reggeva la lanterna, nell’altra teneva un telo.
«Capitano Levi...»
Il maggiore lanciò addosso a Eren il telo, che scoprì essere una coperta di lana.
«Petra mi ha supplicato di portartela» proruppe il capitano. «A quanto pare ha paura che ti becchi un raffreddore. Sarebbe un bel guaio.»
Eren sentì un calore propagarsi sul petto. Si coprì meglio con il secondo strato di coperta e finalmente percepì meno il freddo della cella.
«Ringrazi Petra da parte mia» disse Eren, sorridendo. «E la ringrazio, Signore, per essersi disturbato a portarmela quaggiù.»
«Tanto sarei dovuto scendere comunque.»
C’era così tanto mistero in quella frase che Eren si illuse a pensare che l’avesse fatto per mera gentilezza.
Levi però sapeva quanto freddo e umido poteva esserci nei sotterranei a causa della pioggia. Aveva vissuto anni nei bassifondi della città sotterranea, ormai era abituato a quel gelo pungente.
Petra non c’entrava nulla in quella storia. Era Levi l’artefice di quella gentilezza. La prima per Eren.
«Riposa, tra qualche ora ti voglio in piedi e pronto per le pulizie mattutine.»
«Signorsì!»
Eren si distese come se fosse stato impartito un ordine.
Levi sorrise e uscì dalla cella, salendo le scale illuminate dalla sola luce della sua lanterna.
Eren udì i suoi passi allontanarsi e chiuse gli occhi. Tirò le coperte fin sopra e sentì il tepore invadergli mente e corpo. E poi un profumo sopraggiunse nelle sue narici. La nuova coperta profumava ed Eren collegò inspiegabilmente quel profumo al Capitano Levi.
