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Summary:

una raccolta di oneshots pubblicate anche su wattpad sul profilo @absolute_beginner che parlano dei maneskin, scritte interamente nel mese di novembre e tutte basate su una lista di trenta prompt.

Notes:

se volete, passate anche sul mio profilo wattpad @absolute_beginner per leggere tutte le oneshots prima che le carichi qua su Ao3 ^^

(See the end of the work for more notes.)

Chapter 1: peculiare

Chapter Text

agg. [dal lat. peculiaris, der. di peculium «sostanze, proprietà»]. – 1. Singolare, particolare, proprio di una determinata cosa o persona (o di un insieme di cose o persone), oppure di una condizione o situazione, a confronto di altre

(in cui Damiano si mette i tacchi, Ethan si rifiuta di andare in giro vestito come un evidenziatore e Victoria sta solo cercando di apparire normale agli occhi di Luna)

Bussare la porta e venire improvvisamente investita da urla isteriche di due adolescenti che si lanciavano a vicenda dei vestiti stranamente colorati era decisamente l’ultima cosa a cui Luna aveva pensato mentre si preparava per l’uscita.
Vide solo uno scorcio di quella che era la scena nella stanza prima che la porta si richiudesse davanti a lei, facendo spazio a una sua coetanea dai capelli biondo cenere, con gli occhi blu chiaro e un sorriso splendente. Si chiamava Victoria. “Ehi Luna” mugugnò avvolgendola in un abbraccio stretto.
“Ehi” sussurrò con un sorriso l’altra, chinandosi lievemente per raggiungere la sua altezza e ridacchiando per il solletico provocato dalle frange della sua giacca di pelle. “Cosa sta succedendo lì dentro?”
Victoria ridacchiò, sciogliendo quella stretta. “Stupidi litigi tra i miei coinquilini” spiegò sorridendo. “Usciranno con noi, ma insomma… non si mettono mai d’accordo su come vestirsi”.
Luna non aveva davvero idea di cosa intendesse con quelle parole, anche se sinceramente trovava abbastanza infantile il pensiero di due adolescenti che litigavano in quel modo.
Vedendo Victoria, notava con una certa sicurezza che il suo outfit non era stato frutto di qualche discussione: la sua giacca di pelle grigia con delle lunghe frange sul resto e sulle braccia le evidenziavano il colore degli occhi, era abbinata alla perfezione con il crop top ocra che indossava sotto di essa e creava un bellissimo contrasto con i jeans neri a vita alta che portava praticamente tutti i giorni.
Era sicuramente un abbinamento completamente dovuto a Victoria, contrariamente a quello degli altri due, evidentemente.
Rimase a giocherellare con i propri capelli azzurri mentre chiacchierava con la bionda fuori dalla porta, aspettando impaziente che i due amici della bionda le raggiungessero.

“Non metterò quella roba addosso, okay?” chiese un ragazzo a petto nudo con dei pantaloni attillati di pelle nera con un tono di voce estremamente acuto e visibilmente esasperato.
Il suo compagno sghignazzò sotto i baffi, facendolo semplicemente irritare di più. “Grazie per avermelo chiesto” rispose con il suo tipico tono lievemente roco mentre si sistemava le calze a rete e poi sopra i pantaloncini di pelle nera attillati. “Non è granché okay, dobbiamo essere matchati” – inutile dire che la parola matchati era stata accompagnata da uno sventolio di mani abbastanza ridicolo.
Il suo interlocutore – Ethan – guardò se stesso allo specchio, portandosi il braccio davanti al petto per fare in modo che la propria maglia si sovrapponesse con il busto nudo. Fece una smorfia.
“Siamo ad Halloween, Damiano?” chiese con disappunto, lanciando un’occhiataccia all’altro dopo essersi girato. “Perché vestirmi da evidenziatore non mi sembra esattamente-“
Gli occhi scuri e quasi neri di Damiano osservarono la sua figura rapidamente, con uno strano scintillio divertito. “Non sei un evidenziatore, tesoro” chiarì divertito. “È semplicemente una maglietta neon”.
Quel tono era come se volesse evidenziare una certa logica nella sua affermazione, anche se in tutta sincerità Ethan non notava grandi differenze tra una maglietta neon e una maglietta di un cosplayer di evidenziatori della Stabilo. Semplicemente erano la stessa cosa, che la chiamasse in un modo sofisticato o in un modo più descrittivo.
Gli sbuffò contro – e cazzi suoi, si offendesse pure, al ragazzo non importava granché. “Non la metterò, amore” borbottò arrossendo nel sentirsi usare istintivamente quel nomignolo eccessivamente dolce per la situazione.
Le labbra di Damiano vennero umettate e i suoi capelli rassettati sul capo da una delle sue pallide mani inanellate. L’unica reazione a quei gesti fu l’infilarsi la maglia neon in fretta per poi fiondarsi al braccio del fidanzato.
Non avrebbe mai voluto fare aspettare le altre due per troppo tempo, in fondo.

La risatina di Luna fu praticamente impossibile da trattenere per lei appena vide i due ragazzi che vivevano con Victoria uscire mano nella mano con addosso i colori meno coerenti di quanto potesse immaginare.
Damiano, il ragazzo normalmente un poco più basso dell’altro, lo sovrastava di quasi dieci centimetri grazie a scarpe nere con dei tacchi vertiginosamente alti. Aveva il torso nudo, coperto solo da una rete di maglia dai buchi larghi che non lasciavano spazio all’immaginazione, e dei lunghi pantaloni neri in pelle aderente. Sorrise con un inchino che suonò agli occhi degli altri come molto stupido e pittoresco, facendo ridacchiare Victoria.
Ethan, dal canto suo, sembrava molto meno a suo agio nei propri vestiti colorati. A quanto pareva, oltre alla maglietta color verde fosforescente era stato anche costretto ad applicarsi dell’ombretto verde sugli occhi, un colore che metteva in risalto le sue iridi scure.
Giocherellava con le lunghe ciocche dei propri capelli neri mentre sorrideva timidamente a Luna, alzando una mano in segno di saluto. “S-sono Ethan” sussurrò in modo adorabilmente imbarazzato.
Damiano gli schioccò un bacio sulla guancia, sporcandogli lievemente la pelle con il rossetto nero.
Luna adorò moltissimo quel trio fatto da persone così esteticamente diverse tra loro ma legate da un visibile sentimento di amore e amicizia.