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Language:
Italiano
Stats:
Published:
2021-12-13
Words:
1,531
Chapters:
1/1
Comments:
2
Kudos:
17
Hits:
189

Accanto a te... io trovo un senso

Summary:

Per Ivan il Natale è sempre stato solo una data sul calendario... tutto questo fino all'arrivo di Simone.

Notes:

Ehilà!
Rieccomi un'altra volta con una cosetta semplice, senza pretese, ma che alla fine mi sono divertita a scrivere.
Spero che piaccia anche a voi...!

Piccola dedica per Nica: grazie per spingermi a scrivere ancora di loro, questa è per te!

Work Text:

 

 

Per Ivan il Natale era sempre stata una festa qualunque, un giorno come un altro da spuntare sul calendario.
Non amava particolarmente quelle lucine fastidiose che davano noia agli occhi quando tornava a casa tardi la sera a causa degli allenamenti, le canzoni fin troppo allegre che lo accoglievano ogni volta che entrava al supermercato e che poi faceva una fatica del diavolo a toglierseli dalla testa, ma sopratutto non reggeva lo sguardo rassegnato di sua madre quando per una scusa o per l'altra lasciava presto la tavola imbandita o quello indifferente del padre che non tentava neanche di trattenerlo.
Buto lo chiamava Grinch, ma a differenza sua non voleva rovinare la festa ad altri perché non si sentiva amato, a lui proprio non gliene poteva fregare di meno del Natale.
Al contrario suo invece Simone amava letteralmente ogni minima sfaccettatura di quella festa: il ritmo delle canzoni, il luccichio delle luci, i colori allegri delle decorazioni, perfino la mezza follia della gente che si accalcava per fare i regali all'ultimo minuto.

Ivan ricordava bene il loro primo Natale, stavano insieme da poco più di sei mesi, e quando si era fermato a Trento da lui agli inizi di dicembre era rimasto complemente senza parole nel notare come l'appartamento del ragazzo si era trasformato nella casa di Babbo Natale!
Un immenso albero decorato di rosso ed oro riempiva perfettamente l'angolo vicino alla finestra del piccolo soggiorno, con ghirlande, candele e luci calde che gli facevano da contorno.
Sbatte' le palpebre un paio di volte per abituarsi a quella botta di colore che però stranamente non lo infastidi', anzi gli fece spuntare un lieve sorriso poiché i suoi occhi incrociarono quelli allegri e vispi di Simone, che si stava mordicchiando leggermente il labbro inferiore, un'espressione birichina sul volto ed un alzata di spalle.
"Che c'è? Mi piace il Natale!" e Ivan non pote' fare altro che raggiungerlo con un paio di falcate e coinvolgerlo in un bacio che gli tolse quasi il fiato.
Quando invece Simone mise piede nel suo appartamento qualche settimana dopo, lo sguardo sgranato e stralunato che gli rivolse lo fece quasi ridere e vergognare in ugual misura. Si gratto' la base della nuca e cercò di sfuggire dai suoi occhi indagatori, ma se c'era una cosa che sapeva per certo di quel ragazzino, era che non si arrendeva tanto facilmente.
Se lo ritrovò davanti del giro di qualche attimo, le dita magre gli accarezzavano piano una guancia mentre lo invitavano gentilmente a voltarsi per incrociare i suoi occhi.
"È sempre stato un giorno come un altro per me" disse come giustificazione per il fatto che in casa sua non c'era neanche una singola lucina.
Simone lo baciò a fior di labbra, intrecciando le braccia sottili attorno al suo collo e pressandosi contro il suo corpo, le mani di Ivan andarono per riflesso ad afferrarlo saldamente per i fianchi, lo vide alzarsi appena sulle punte dei piedi per raggiungere più facilmente il suo orecchio, "Lascia fare a me" gli sussurrò, "Adesso ci sono io con te."
Ivan gli sfiorò lascivamente una porzione di pelle candida che sfuggiva dalla copertura del maglione, lo sentì fremere tra le mani e sorrise contro il suo collo, "Basta che non trasformi il mio salotto nella dependance della casa di Babbo Natale, ragazzino" dichiarò poco poco guardandolo negli occhi con sguardo fintamente severo, Simone scoppiò a ridere e si sistemò meglio nel suo abbraccio, "Per quest'anno potrei fare un eccezione... ma non garantisco niente per il prossimo!"
La spensieratezza e la naturalezza con cui Simone aveva pronunciato quella semplice frase aveva lasciato Ivan quasi senza fiato, si allontanò quel tanto che gli permise di prendergli il viso tra le mani, specchiarsi in quello sguardo caldo e luminoso e chinarsi verso quelle labbra morbide, un ti amo appena bisbigliato per poi baciarlo profondamente.

Erano passati anni da quel primo Natale ed Ivan ormai non si straniva più nel vedere una ghirlanda, fortunatamente sobria, appesa alla porta del suo appartamento.
Entrò piano in casa, lasciando le chiavi sul tavolino all'ingresso e abbandonando giacca e borsone poco lontano.
Simone era già arrivato, Ivan lo capi' non appena il suo sguardo si spostò verso il soggiorno: c'erano poche luci accese ma la fonte principale arrivava dall'albero che avevano decorato insieme appena due settimane prima.
Non lo chiamò, fece qualche passo all'interno della stanza e ridacchio' nel trovarlo steso sul pavimento, le gambe accavallate all'altezza delle caviglie, le braccia incrociate dietro la nuca e la testa infilata letteralmente sotto l'abete!
"Ehi ragazzino" disse solo osservandolo dall'alto, Simone mosse appena la testa e gli sorrise, la pelle chiara illuminata dai colori caldi delle decorazioni e gli occhi brillanti, allungò un braccio verso di lui con il palmo rivolto verso l'alto.
"Vieni qui" lo invitò muovendo le dita che vennero subito strette da quelle di Ivan, lo schiacciatore prese posto al suo fianco e subito Simone si schiaccio' contro di lui, intrecciando le loro mani.
"Non è bellissimo?" domandò tornando a guardare in alto, le iridi che seguivano l'intermittenza delle luci, un sorriso dolce ad increspargli le labbra.
"Si, lo è" Ivan però non stava guardando il gioco di colori sopra le loro teste, non riusciva a distogliere lo sguardo dal giovane, così si mosse appena per farsi ancora più vicino e seguì il profilo del suo viso con la punta dell'indice per poi afferrarlo dolcemente per il mento e costringerlo a voltarsi nella sua direzione.
Simone lo fissò negli occhi, il petto che si alzava al ritmo del suo respiro leggermente accelerato, si passò la punta della lingua sul labbro inferiore e inclino' il capo verso di lui socchiudendo le palpebre, Ivan sorrise ancora prima di annullare la distanza tra i loro volti e congiungere le loro labbra.

La mano destra di Ivan corse subito a stringere il fianco di Simone non appena il loro bacio divenne più profondo, mentre la sinistra prendeva posto tra il pavimento e la nuca allacciandosi ai capelli castani del palleggiatore.
Simone si spostò di lato per dar modo ad Ivan di incastrasi tra le sue gambe e permettere ai loro corpi di entrare maggiormente in contatto, Ivan si staccò dalle sue labbra morbide per incrociare il suo sguardo languido, il sorriso sbarazzino di Simone si ampliò quando inarco' appena il bacino per scontrarlo contro il suo e trattenere a stento un gemito quando le sue dita si strinsero alla stoffa della maglia che indossava per invitarlo a toglierla, seguì subito il suo consiglio allontanandosi il tempo di disfarsene per poi tornargli addosso ed invadergli la bocca con la lingua, baciandolo con impeto ingoiando il gemito che gli strappò non appena prese a seguire i movimenti del bacino del più giovane.

"Ivan"
Simone gemette inarcandosi un'ultima volta contro i fianchi di Ivan, mentre l'opposto si lasciò andare contro il corpo accogliente del palleggiatore, nascondendo il viso nell'incavo del suo collo e mordendogli piano la pelle sensibile e bollente.
Sorrise nel sentire il respiro affannato di Simone mentre le sue dita sottili gli accarezzavano la base della nuca con movimenti circolari, fece forza sugli avambracci per sollevarsi e rise conto il collo di Simone quando quest'ultimo gli circondo' i fianchi con le gambe lunghe, impedendogli ogni movimento.
Lo baciò piano succhiandogli il labbro inferiore prima di incontrare il suo sguardo lucido, "Ragazzino, ci dobbiamo alzare", Simone in risposta lo trascinò nuovamente contro il suo viso per baciarlo ancora una volta, allacciando entrambe le braccia al suo collo ed ancorandosi al suo corpo come un koala.
Si separarono con il fiato corto, restando occhi negli occhi per qualche istante, poi Simone districo' la presa dai fianchi di Ivan che si allontanò appena da lui e prima di alzarsi gli regalò l'ennesimo sorriso ed una carezza dolce sulla guancia ancora imporporata.
Presero a raccogliere i vari vestiti sparsi in giro in un silenzio tranquillo, Simone lo precedette verso il bagno ed Ivan lo guardò percorrere il corridoio e prese per seguirlo quando l'occhio gli cadde nuovamente sull'albero addobbato e su due palline di legno con i loro nomi incisi che Simone gli aveva regalato l'anno precedente.
Ricordava perfettamente l'eccitazione nel suo sguardo quando gliele aveva portate, le guance leggermente imporporate ed il sorriso dolce mentre gli diceva: "Sono perfette per il nostro albero, non trovi?! A me sono piaciute subito!"
Sorrise come allora.
"Simo", lo richiamò ed il giovane si voltò subito verso di lui, "Lo sai che mi hai cambiato la vita, vero?" gli sorrise quasi timido, "La vedevo in bianco e nero, poi sei arrivato tu e l'hai riempita di colore" continuò senza distogliere lo sguardo dal suo.
Una lacrima rotolo' lungo la guancia di Simone quando lo raggiunse in un paio di passi e gli gettò le braccia al collo nascondendo il volto nel suo petto, Ivan se lo strinse addosso inglobandolo in un abbraccio stretto.
"Ti amo" mormorò Simone con occhi lucidi, ma brillanti, "Davvero tanto".
"Ti amo anche io, ragazzino" rispose baciandogli prima la fronte e poi piano le labbra.

Per Ivan il Natale non era mai stato un giorno da aspettare in trepidante attesa, era, come già detto, una semplice data segnata in rosso sul calendario.
Tutto questo fino all'arrivo di Simone.