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Yuffie osservava la piccola Yukiko che, famelica, addentava la sua fetta di cocomero e senza poterselo impedire rimase estasiata e con un enorme soopportabilirrisone a trentadue denti a osservare quella piccola creatura fare smorfie disgusto mentre mangiava una delle sue cose preferite.
« Si può sapere che hai da fare quella faccia, Yukiko? Se ben ricordo tu ami il cocomero, o no? » domandò lei con voce divertita mentre la bimba dai capelli scuri, per la prima volta dopo minuti interminabili in cui era stata concentrata sulla sua anguria, sollevò il viso su quello della sua interlocutrice.
« Certo che mi piace, mamma! » esclamò lei quasi oltraggiata. « Però uffa, questi semi sono insopportabili! »
Yuffie a quelle parole scoppiò a ridere. Quella bimba era lagnosa tale e quale a lei e rivedersi in quella piccola copia di sé non poté che farla sorridere; povero Snow che doveva sopportarne due adesso.
« Tesoro, basta scansarli i semini, che dici? » provò la donna, sistemandosi meglio sulla sdraio mentre con lo sguardo vagava per la spiaggia di Bodhum in cerca di un aiuto esterno, ma di suo marito nemmeno l’ombra.
« Beh, se non ci fossero non sarei costretta a scansarli. Che dici? » pigolò quella, sputacchiando un paio di semi nella sabbia, ma comunque concentrata a divorare la sua gustosa fetta di cocomero.
« Dico che sei una lagna, ecco cosa. » ribadì in tutta tranquillità la ninja, beccandosi un’occhiata truce dalla piccola. Mamma ingrata!, pensò. Se ci fosse stato il suo papà di certo non l’avrebbe liquidata a quel modo.
« Tu sei cattiva. » borbottò senza tanti peli sulla lingua, facendo per l’ennesima volta ridere Yuffie. « Ma dov’è papà? »
« È quello che vorrei sapere anche io, credimi. » il tono stavolta le si inasprì, mentre dentro di sé progettava già un omicidio ai danni del suddetto padre, nonché proprio marito. Quando serviva quel debosciato non si trovava mai!
« Scommetto che sarà qui presto… anche perché io voglio regalargli la mia seconda fetta di anguria. »
« Perché? Non ti va? » chiese la ninja facendosi attenta.
« Certo che mi va, ma voglio regalarla a papà perché è coooosì buona! » esordì tutta tronfia, al settimo cielo nel poter fare un piccolo regalo al suo personalissimo eroe.
« Ah, è così? E a me niente? »
Se qualcuno avesse visto quella scena non ci avrebbe creduto — almeno, chi non conosceva Yuffie, ovvio: una mamma che se la prendeva a male perché la propria figlia non aveva pensato di condividere con lei la propria fetta di cocomero.
« Ma mamma, non fare l’antipatica! A te piacciono le fragole, quindi non vedo perché dovrei offrirti questo. »
Breve e conciso. E, in effetti, non faceva una piaga, tanto che nemmeno la ragazza ebbe motivo di ribattere.
« Touché piccolo demonio. Basta che quando sarà periodo di fragole farai lo stesso con me… guarda che me le ricordo certe cose, eh! » le disse tutta seria, facendo stavolta ridere la figlioletta di cinque anni.
« Non preoccuparti, mami! Anche io me le ricordo certe cose e stai pur certa che le fragole le potrei condividere solo con te. »
« E a Snow niente. »
« No, a papà niente, perché le fragole piacciono a te. »
Già la questione aveva preso un’altra piega e quindi anche la Kisaragi si rilassò, gongolando per quella rivelazione; quando quel momento sarebbe arrivato si sarebbe tanto divertita a vedere il povero Snow imbronciarsi perché la loro bimba preferiva accontentare la mamma senza considerarlo molto. In queste cose dopotutto Yuffie non sarebbe mai cambiata e in certi casi sembrava più lei la bambina piuttosto che Yukiko.
« Che c’è? » fece poi la donna quando la piccola le porse un pezzetto della sua anguria tutta morsicchiata.
« Se ne vuoi un pezzettino però lo puoi prendere… tanto papà non c’è e non ci vede ora. » ridacchiò lei, sorridendo alla mamma che a quelle parole ebbe un piccolo tuffo al cuore: la bontà l’aveva decisamente presa dal babbo, non c’erano dubbi.
« Perché no? » disse semplicemente, sporgendosi a dare un bacino sulla testolina della bimba prima di prendere il bocconcino e mangiarselo, sorridendo per quel gesto dolcissimo.
« Tanto lo so che ti piace fare i dispetti a papi. » ridacchiò Yukiko, vedendo l’altra quasi soffocare per le risate: come la conosceva!
« Ma lui non dovrà mai saperlo, ok? » la avvertì tutta tronfia.
« Sarà il nostro piccolo segreto! »
« Esatto Yuki! Il nostro piccolo e gustoso segreto! » ripeté divertita.
« Evviva! Ho un segreto con la mia mani! » esclamò lei, alzandosi in piedi sull’asciugamano e saltellando tutta contenta, tanto che Yuffie si alzò a sua volta e prendendola per le manine cominciò a improvvisare un balletto con la figlia.
Non avrebbe mai pensato di sentirsi così con quella bambina; quando aveva saputo di essere incinta aveva avuto tanta ansia e aveva creduto di non essere all’altezza di crescerla, ma alla fine non appena l’aveva tenuta per la prima volta fra le braccia si era resa conto che poteva fare tutto. Avrebbe imparato a diventare mamma, nonostante lei non avesse avuto un esempio nella sua vita, e lo avrebbe fatto vivendosi quella creatura giorno per giorno, in compagnia di Snow che era la sua ancora di salvezza. Il suo punto fermo.
« Però cerchiamo di non urlare o ci scopriranno. » sussurrò Yuffie alla piccola che, strizzandole l’occhio le rispose con la stessa tonalità bassa.
« Prometto che nessuno ci scoprirà, non voglio che il nostro segreto lo sappia nessuno! »
E con quella promessa sancita in un giorno qualsiasi d’estate mamma e figlia decisero di andare poi a farsi un bagno in mare, in attesa che un ignaro Snow le raggiungesse per giocare assieme a loro.
