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Language:
Italiano
Stats:
Published:
2022-11-20
Completed:
2022-11-20
Words:
1,987
Chapters:
2/2
Kudos:
5
Bookmarks:
1
Hits:
147

Rancore

Summary:

Bob e Cecil si trovano in prigione insieme, nella stessa cella.
Cercheranno di risanare il loro rapporto ormai sfaldato

Notes:

Scritta per il gruppo ''prompts are the way''
Prompt: A fa un tatuaggio e si infetta

Chapter Text

Rancore

 

-Non potete lasciarlo in queste condizioni!- sbraitò ancora Bob all’infermiere della prigione che, alzando gli occhi, poggiò il cotone e il disinfettante e si avviò verso l’uscita dell’infermeria, dopo avergli detto che si trattava di qualcosa di poca importanza e che aveva altri pazienti più gravi da curare, soprattutto dopo le ultime rivolte che avevano causato molti feriti.
-Siete pagati per questo lavoro, aspettatevi un rec…- tentò di andare avanti l’uomo, ma Snake, semi disteso sul lettino gli afferrò il braccio e attirò la sua attenzione.
-Piantala, Bob- l’infermiere era ormai uscito dalla sala e Bob scosse la testa con fare sconfitto.
-Sempre polemico, fino alla fine ti caccerai nella merda- riprese Snake, mentre l’uomo si legava i capelli rossi e afferrava una bottiglietta di disinfettante, spalmandoselo sulle mani affusolate.
-Mi ci sono già cacciato nella merda per questo, vecchio amico- rispose, sedendosi accanto a lui e controllando il tatuaggio.
-Te ne occupi tu?- gli domandò l’uomo steso, posizionando la gamba in modo che Bob potesse avere il tatuaggio sotto mano. Era molto gonfio e rosso.
-Mi lamenterò come mai ho fatto prima d’ora per questa mancanza di assistenza- esordì in risposta, cominciando a tamponare la pelle. Snake roteò gli occhi.
-Reclami reclami e reclami- cantilenò –Ficcati in quella testaccia che a nessuno frega un cazzo di noi, a nessuno fotte dei carcerati, della nostra salute e di tutto il resto. Siamo soltanto avanzi di galera, dovresti averlo capito, ormai- gli disse giocherellando con l’orecchino d’oro al lobo.
-Forse non servirà a niente, ma almeno ci avrò provato- Bob continuava a maneggiare la gamba dell’amico che gli afferrò il braccio, attirando la sua attenzione.
-Dovresti provare a star dietro a tuo fratello, invece- il rosso si bloccò per un istante, poi si irrigidì leggermente, sempre continuando a medicare il tatuaggio infettato.
-Perché? Che ha mio fratello?-
-Oh, non dirmi che non l’hai notato, Bob- borbottò –Cecil è tanto caruccio-
Bob ridacchiò sotto i baffi e lo guardò di sbieco.
-Ti sei preso una cotta per mio fratello, Snake?- lo prese in giro affettuosamente, l’altro si prese una sigaretta dal pacchetto che teneva sotto la manica della maglia.
-Stronzate- disse accendendola e nascondendo un lieve imbarazzo –Ma il gruppo dell’ala ovest lo ha puntato, l’avrai notato, no? Noti sempre tutto, tu-
Robert riprese a medicare l’infezione, pulendola accuratamente.
-Non è un mio problema- sbottò e l’amico espirò il fumo, creando delle piccole nuvolette in aria. Poi lo provocò.
-Già, fino a quando non gli capiterà quello che è successo a te-
Quel commento ferì Bob più di quanto diede a vedere in realtà, gli premette le dita sulla pelle gonfia e Snake si lamentò sonoramente.
-Oh, scusami- fece Bob con tono di sfida e di ripicca. Snake scosse la testa.
Robert inspirò, ricordando che era proprio grazie a Snake se aveva evitato di subire uno stupro di gruppo nei bagni della prigione, proprio il secondo giorno ci prigionia della sua vita. La sua mente aveva come rifiutato quel trauma, con la conseguenza che, ancora oggi, non ricordava assolutamente nulla di quell’evento, se non il momento iniziale, in cui l’avevano afferrato, e la fine, in cui si era ritrovato spaventato e traumatizzato con Snake che cercava di calmarlo.
Osservò il tatuaggio infetto: un grosso pugnale sporco di sangue attorno alla cui lama si attorcigliavano dei rami e dei piccoli serpenti. Era proprio da lui. Avrebbe dovuto stare più attento all’igiene quando si tatuava in prigione, avrebbe potuto dirglielo, ma sapeva che Snake non gli avrebbe dato retta.
-Se la caverà anche senza di me- replicò, la sua mente che gli mandava i ricordi di quando, da piccoli, lui e Cecil si cacciavano nei guai, ed era sempre Robert, il fratello maggiore, a difendere il minore, sempre lui a prendersi cura del più giovane, sempre lui che lo aiutava e lo difendeva. Da sempre. Ma non lo avrebbe fatto anche questa volta, ora che si trovavano in prigione insieme, e solo perché Cecil aveva cercato di ucciderlo e di incastrarlo. Poteva il sangue del suo sangue arrivare a tanto a causa del rancore? Quel pensiero gli fece contorcere lo stomaco.
Snake prese un’altra boccata di fumo dalla sigaretta e scosse il capo.
-Se lo mangeranno vivo- e lo stomaco di Bob si rivoltò ancora, perché sapeva che il suo amico aveva ragione.