Actions

Work Header

Rating:
Archive Warning:
Category:
Fandom:
Characters:
Additional Tags:
Language:
Italiano
Collections:
COWT - Clash Of the Writing Titans/Chronicles Of Words and Trials
Stats:
Published:
2023-04-05
Words:
5,329
Chapters:
1/1
Kudos:
2
Hits:
160

Learn to be friends

Summary:

Misa Amane era una modella famosissima nella sua città: era molto carina esteticamente, aveva delle misure invidiabili ed era l'allegria fatta a persona. Per questi motivi piaceva al pubblico.
Le ragazze la stimavano e volevano essere come lei, i ragazzi la desideravano e la vedevano come una dea, il sogno proibito e purtroppo irrealizzabile.
Misa era fidanzata con Light Yagami, uno studente modello che frequentava l'università e proprio per questo motivo non aveva molto tempo da dedicarle: lo studio gli portava via gran parte del tempo.

Notes:

Fanfiction partecipante alla M4 del COWT di Lande di Fandom col prompt "college AU".

Work Text:

Misa Amane era una modella famosissima nella sua città: era molto carina esteticamente, aveva delle misure invidiabili ed era l'allegria fatta a persona. Per questi motivi piaceva al pubblico.

Le ragazze la stimavano e volevano essere come lei, i ragazzi la desideravano e la vedevano come una dea, il sogno proibito e purtroppo irrealizzabile.

Misa era fidanzata con Light Yagami, uno studente modello che frequentava l'università e proprio per questo motivo non aveva molto tempo da dedicarle: lo studio gli portava via gran parte del tempo.

La ragazza per niente demoralizzata, aveva deciso di iscriversi alla sua stessa facoltà per poterlo così vedere ogni singolo giorno.

Non le interessava affatto studiare e perdere tempo sui libri, le bastava vedere il suo Light per essere felice.

 

Era dunque arrivato il grande giorno, quello in cui avrebbe messo piede nella scuola e Misa era alle stelle, dato che aveva tenuto nascosto il suo piano persino a Light, decisa a fargli una sorpresa.

Per arrivare incolume all'interno dell'edificio, senza essere assalita dai fan aveva indossato un paio di occhiali e per coprire i capelli aveva utilizzato una bandana di colore rosso.

Non voleva rischiare di rovinare la sorpresa a causa delle urla degli studenti che l'avrebbero riconosciuta, di loro si sarebbe occupata in seguito.

Arrivata nel cortile della scuola, cominciò ad osservarsi attorno in cerca del suo fidanzato che avvistò immediatamente, seduto su una panchina con un libro fra le mani.

Si fiondò da lui, correndo all'impazzata senza curarsi delle persone che aveva davanti e che aveva rischiato di travolgere se solo loro non si fossero scansati infastiditi — se avessero saputo che quella era Misa Amane non si sarebbero certo spostati!

 

« Light-kun! » gridò lei appena gli fu di fronte, alzando la mano in segno di saluto ed esibendo un sorriso luminosissimo.

 

Il ragazzo, riconosciuta la voce della sua fidanzata spalancò gli occhi sorpreso di vederla lì: solitamente a quell'ora era nel bel mezzo di un servizio fotografico o di un'intervista.

 

« Misa? Che ci fai qui? » la biondina, strizzandogli l'occhio cominciò a frugare all'interno della sua borsa e ne estrasse il tesserino universitario, senza mai smettere di sorridere.

 

Light, scoperta finalmente la sorpresa della ragazza, sbuffò sonoramente e cominciò a fissarla con rimprovero.

 

« Si può sapere cos'hai in mente? » le domandò, nonostante conoscesse la risposta.

 

« Ma è ovvio no? Così possiamo stare insieme ogni giorno! » miagolò esaltata, cominciando a saltellare per la gioia, sotto lo sguardo esasperato di Yagami e quello del ragazzo seduto accanto a lui, che Misa non aveva neppure notato.

 

« Ma come Light-kun, non sei felice? » domandò lei, dopo aver visto l'espressione poco convinta del fidanzato.

 

« Io lo sarei fossi al tuo posto. » esclamò a quel punto il ragazzo lì presente, facendosi notare per la prima volta dalla idol, che a momenti le prese un colpo.

 

Lo osservò per qualche istante e constatò quanto fosse strano quel tipo: non era seduto come un comune essere umano, ma stava appollaiato sulla panchina con i piedi scalzi.

Il suo volto era inquietante: le profonde occhiaie presenti su di esso davano l'impressione che non dormisse mai e teneva un dito fra le labbra, mordicchiandoselo ossessivamente.

 

« E tu chi saresti, si può sapere? » domandò allora Misa, ripresasi dallo spavento iniziale, puntandogli il dito contro. « Scusa, lui chi sarebbe? » ripeté poi rivolgendosi anche a Light.

 

Il giovane studente piegò la testa di lato e cominciò a fissarla intensamente, incuriosito e allo stesso tempo interessato.

 

« Ryuzaki. » rispose apatico, senza mai distogliere lo sguardo.

 

« Sei per caso un amico del mio Light-kun? » chiese poi, trattenendosi dal domandargli se fosse un alieno o qualcosa di simile.

 

E lui annuì con un cenno della testa e, nello stesso istante la campanella risuonò, annunciando l'inizio delle lezioni.

I tre ragazzi si diressero dunque nella loro aula. Misa si aggrappò al braccio di Light, ignorando del tutto la presenza di Ryuzaki che stava poco più avanti a loro.

 

« Comunque poi mi dovrai spiegare che diavolo ti è saltato in mente. » le fece presente Yagami. Le avrebbe parlato e le avrebbe esposto le sue condizioni.

 

Misa poteva fare ciò che voleva, l'importante era che non lo disturbasse durante le lezioni, cosa che sarebbe sicuramente accaduto, conoscendo il tipo.

Arrivati in classe, si sedettero in terza fila nell'attesa che il professore facesse il suo ingresso.

 

« Oh, Light-kun! Guarda qua, ti ho preparato il pranzo. » esclamò poi, mostrandogli i deliziosi manicaretti che aveva fatto apposta per lui.

 

A quella visione, Ryuzaki che era seduto accanto alla ragazza, notò il contenuto della vaschetta e colto da un'improvvisa fame allungò una mano e prese uno dei dolcetti, che mise subito in bocca, gustandolo estasiato.

Lui andava matto per i dolci, fosse stato per lui avrebbe vissuto mangiando esclusivamente torte e cioccolata.

Misa a quel punto, scioccata dal gesto sconveniente del compagno di banco, gli lanciò un'occhiata furiosa.

 

« Ma che diavolo fai? Come ti permetti dico io? Quello era per il mio Light-kun! » esclamò indignata.

 

Ryuzaki scrollò le spalle, restando indifferente alla sfuriata appena ricevuta.

 

« Ma Light non può mangiare tutta quella roba da solo. Non trovi anche tu? » disse lui, volgendo lo sguardo verso l'amico che annuì, incredulo al fatto che Misa potesse pensare che lui, da solo, potesse mangiare tutto quel cibo.

 

« Anche se fosse, non devi mai più permetterti di prendere le cose senza permes— » venne interrotta a metà discorso.

 

« Light, posso? » domandò a Yagami, indicando il contenuto della vaschetta che Misa custodiva gelosamente tra le mani.

 

« Fa' pure... » rispose lui, guadagnandosi un'occhiata delusa da parte della sua ragazza.

 

« No. Scordatelo! » chiuso l'argomento. Amane ripose il pranzo nella sua borsetta e incrociò le braccia irritata.

 

Decisamente quel tipo non si era dimostrato simpatico: già lo detestava. Ancora si domandava come si fosse permesso di prendere il dolcetto che aveva preparato per Light con tanto amore e soprattutto, l'aveva appena conosciuta!

Aveva visto giusto, quel ragazzo era davvero strano, probabilmente gli mancava qualche rotella, ne era sicura.

Ben presto, il professore fece il suo ingresso, facendo iniziare dopo poco la lezione. Light si era come eclissato, cominciando a prendere appunti sotto lo sguardo annoiato di Misa, che si voltò verso Ryuzaki, cominciando a credere che la sua teoria fosse giusta: quello non era normale.

Oltre all'assurda — quanto scomoda, a suo parere — posizione in cui era seduto, il ragazzo aveva lo sguardo perso nel vuoto: gli occhi spropositatamente spalancati e il pollice fra le labbra.

Cose stesse guardando nessuno lo sapeva, tanto meno Misa che provò quasi orrore nell'osservarlo.

Sentendo uno sguardo su di sé, Ryuzaki si voltò di scatto, portandosi a pochi centimetri dalla faccia di Misa che soffocò un grido.

 

« Si può sapere che cosa vuoi? » sussurrò con rabbia, spingendo via il ragazzo.

 

« Mi sentivo osservato. Dunque, ti rigiro la domanda. » le rispose impassibile, mentre lei meditava ad un modo per ucciderlo senza che nessuno se ne accorgesse.

 

« Per forza! Un tipo strano come te non l'avevo mai visto prima! » gli spiegò, sbuffando alla fine della frase.

 

« Insomma, vuoi stare zitta?! » irruppe Light all'improvviso, infastidito dal chiasso che stava facendo la sua ragazza e stupito dal fatto che Ryuzaki le desse corda.

 

Lei non se lo fece ripetere due volte e si mise in silenzio, fingendo di seguire la lezione, dando qualche occhiata allo strambo ragazzo ogni tanto.

All'interno dell'aula, cominciava a sentirsi un brusio: gli studenti stavano parlottando fra loro e Misa ne capì il motivo solo quando il foglio che raccoglieva le firme degli alunni per confermare la loro presenza, le passò sotto il naso.

Probabilmente si stavano chiedendo se la Misa Amane scritta su di esso fosse davvero la famosa idol. 

Firmò con indifferenza, pensando che prima o poi sarebbe dovuto accadere e passò il foglio a Ryuzaki che scrisse il suo nome.

 

« Un momento, tu mi hai mentito! » disse allora strappandogli il foglio dalle mani e osservando che palesemente c'era scritto "L Lawliet".

 

Lo studente riprese la pagina e la passò al ragazzo di fianco a lui, tornando poi a guardare Misa.

 

« No, ti ho detto semplicemente il mio soprannome. » le rispose con tono piatto.

 

Misa non contestò e si rimise in silenzio per rispetto nei confronti di Light e per evitare che la rimproverasse nuovamente.

Le lezioni mattutine terminarono ed era arrivata l'ora di pranzo. I tre ragazzi si diressero in cortile, appartandosi all'ombra di un ciliegio -luogo scelto appositamente da Misa.

Appena si furono accomodati, Yagami le fece subito il suo discorsetto, dicendole anche che se avesse nuovamente disturbato, facendogli perdere la concentrazione non avrebbe esitato a cambiare posto, così lei fu costretta ad annuire, promettendo che avrebbe fatto la brava.

Anche se volle comunque dire la sua in proposito.

 

« Comunque la colpa è sua! » uggiolò indicando L, che stava tranquillamente mangiando il suo pranzo, ignorandola completamente.

 

« E non dare la colpa a Ryuzaki adesso. Scommetto che ti ha assecondata solo per farti una cortesia. » constatò il ragazzo, provocando ad Amane del dispiacere con quelle parole. Lei ci rimase male, anche se in realtà sapeva benissimo che avesse ragione.

 

Il fatto che lui non avesse mostrato entusiasmo che lei frequentasse il suo stesso corso l'aveva rattristata.

E non solo, sembrava pure infastidito dalla sua presenza e questo colpì la ragazza, che se ne stette in silenzio a rimuginare per un po'.

 

« Ryuzaki, che ne dici se dopo facciamo una partita a tennis? » chiese improvvisamente Yagami. 

 

Ai due piaceva confrontarsi in qualsiasi tipo di sfida, dato che erano allo stesso livello su tutto e questo li esaltava.

Erano sempre in lotta ed oltre che amici erano anche rivali e ciò faceva sì che il loro legame fosse solido ed ineguagliabile.

 

« D'accordo. » acconsentì lui e poco dopo Misa si riprese, partecipando al breve scambio di battute.

 

« Sì! Così posso vedere il mio Light in tuta da ginnastica, in tutto il suo splendore! » esclamò alzandosi in piedi e volgendo le mani al cielo gioiosa.

 

Dalla partita a tennis, la prima a cui Misa aveva assistito tra i due, erano ormai passate delle settimane. Durante quel lasso di tempo, gli studenti erano venuti a sapere della sua presenza nella scuola, scatenando un putiferio iniziale.

Era stata assalita da un sacco di fans e aveva passato i primi giorni a firmare autografi e farsi fotografare con chiunque -restando delusa dal fatto che Light non fosse geloso- e ricevendo regali di ogni tipo.

Le cose tra lei e il suo fidanzato non andavano molto bene, nel senso che lui non si dimostrava mai gentile con lei.

Avrebbe tanto voluto che lui fosse più carino con lei e che si comportasse come un vero fidanzato, ma così non era stato.

Certo Misa sapeva che lui non era un tipo sdolcinato, ma non chiedeva atteggiamenti mielosi da parte sua, solo un minimo di considerazione.

Questa mancanza di attenzioni le pesava parecchio, infatti spesso si sentiva abbattuta e finiva col perdersi nei suoi pensieri, crogiolandosi nella malinconia.

Per quanto riguardava Lawliet, la ragazza si era resa conto di detestarlo con tutta se stessa e lo incolpava per il comportamento che Light teneva nei suoi confronti.

Lui preferiva di gran lunga conversare e sfidarsi con L, piuttosto che passare del tempo con lei e questo a Misa non andava giù.

Si sentiva esclusa e sembrava che Ryuzaki facesse di tutto per portargli via il suo adorato, anche se in realtà non era affatto così.

Oltre a questo, lui si dimostrava sempre antipatico nei suoi confronti e spesso e volentieri si sentiva presa in giro da lui.

Era per via del carattere apatico di quest'ultimo che lei pensava la schernisse ogni volta, infatti non sopportava il suo atteggiamento.

Lawliet si era accorto dell'odio che Misa aveva maturato nei suoi confronti, senza però riuscire a capirne il motivo.

Non volle comunque indagare, pensando che comunque erano affari suoi e che se lei avesse voluto, gli avrebbe spiegato il perché di sua spontanea volontà.

Non aveva voglia di domandarle un bel niente, gli bastava sapere di non essere gradito, anche se lui a volte tentava di conversarci, cercando di rendersi un minimo accettabile per lei. Ma non otteneva mai il risultato sperato.

Gli sembrava piuttosto assurda quella situazione, dato che lei e Yagami stavano insieme e lui era amico di quest'ultimo, non era conveniente che ci fosse quella tensione.

Ma dopotutto, lui cosa poteva farci?

 

Era sabato e con quel giorno finiva un' altra settimana, fino al lunedì niente università e Misa aveva deciso di organizzare qualcosa con Light per il week-end.

Durante il tragitto per tornare a casa, la ragazza decise di proporre la sua idea.

 

« Ehi Light-kun! Che ne dici di portarmi da qualche parte oggi? » domandò esibendo un sorriso a trentadue denti.

 

« Veramente oggi avrei fissato il campo da tennis in città per un partita con Ryuzaki. » rispose pacatamente, smontando così Amane che immediatamente si voltò rabbiosa verso L.

 

Per l'ennesima volta si era intromesso tra di loro e per colpa sua non poteva passare il pomeriggio con il suo ragazzo.

Ma chiedeva troppo? Possibile che il suo fidanzato preferisse la compagnia di un amico piuttosto che la sua?

 

« Possiamo rimandare se vuoi. » disse Lawliet rivolto all'amico, un po' per evitare questioni e un po' perché gli dispiaceva per Misa.

 

« Non se ne parla, ormai abbiamo fissato il campo. Facciamo un'altra volta Misa, ok? » sì, ma quale altra volta? Andava sempre a finire così, lei era in seconda fila. Sempre.

Per tutto il resto del tragitto la modella stette in silenzio, cercando di trattenere le lacrime causate dalla rabbia e dalla malinconia.

Quella volta non sarebbe stata zitta, lo giurò a se stessa.

Infatti, dove solitamente Ryuzaki salutava i due per svoltare nella via di casa, anche Misa si congedò con Light.

 

« Ma dove vai? » domandò il ragazzo perplesso. 

 

« Vado da mia nonna, abita poco più avanti di Ryuzaki. » mentì Misa e baciò Light sulle labbra per salutarlo.

 

Dopodiché lei ed L ripresero a camminare e, dopo qualche minuto di silenzio la ragazza cominciò il suo discorso.

Niente l'avrebbe fermata, nessuno le avrebbe impedito di esprimere il suo disprezzo nei confronti del suo odiato nemico.

 

« Allora, dì, lo fai apposta? » domandò fermandosi e costringendo anche l'altro a fare lo stesso.

 

« Fare cosa? » chiese stupito, immaginando che quel giorno avrebbe scoperto il motivo di tanto astio da parte di Amane.

 

« Me lo chiedi anche? Sei sempre in mezzo. Per colpa tua Light mi ignora e tu hai anche il coraggio di far finta di nulla? Che ipocrita! » esclamò irritata, sputandogli in faccia quello che pensava di lui.

 

« Non era mia intenzione. » disse semplicemente lui, aumentando così l'ira della ragazza che esplose definitivamente.

 

« Smettila di prendermi in giro! Lo so che ti diverti a mettermi i bastoni fra le ruote. Ed è inutile che cerchi sempre di renderti simpatico con me, non attacca.

Io ti odio Ryuzaki, hai capito? Odio il fatto che tu sia il primo e che Light mi metta al secondo posto. Non sopporto la tua faccia e vorrei che tu sparissi! In questo modo non ci sarebbero problemi! » non si fermò neppure un istante per prendere fiato tra una parola e l'altra, guidata dalla rabbia crescente.

Finalmente aveva detto tutto quello che le passava per la testa da settimane, si era liberata e si sentiva decisamente meglio.

Era rimasta a fissare a lungo il ragazzo in attesa di una risposta, che non tardò ad arrivare.

 

« Dunque è questo quello che pensi di me. » disse più a se stesso che a Misa « D'accordo. » detto ciò, riprese a camminare verso casa sua.

 

Amane rimase senza parole, era anche per quel suo fare impassibile che lo detestava, come aveva potuto risponderle solamente con un "d'accordo" e lasciarla lì?

Quella situazione aveva dell'assurdo.

Trattenendosi dal mandarlo a quel paese fece dietrofront e si diresse a passo spedito verso la sua abitazione.

Si era svuotata, certo, però cominciò a sentire una punta di rimorso farsi strada dentro di sé. Non che ci avesse ripensato, lo odiava comunque e lo considerava un nemico, ma nonostante tutto forse aveva esagerato.

Probabilmente a lui non aveva fatto né caldo né freddo quella sfuriata, ma in ogni caso sentiva di aver calcato troppo la mano e si sentiva in colpa.

Si era lasciata andare e aveva reagito in preda alla rabbia e certamente se non fosse stata così nervosa non l'avrebbe trattato così male.

Avrebbe dovuto scusarsi? No, questo non voleva farlo. E comunque, prima di qualsiasi decisione avrebbe aspettato di vedere come si sarebbe comportato la prossima volta che si sarebbero rivisti.

Immaginava che non sarebbe cambiato niente e anzi, forse si sarebbe vendicato in qualche modo, probabilmente allontanando Light ancor di più da lei.

A questo ci avrebbe pensato in seguito, adesso tutto ciò di cui aveva bisogno era andare a casa e sdraiarsi sul letto e riposarsi un po'.

Il pomeriggio stesso le arrivò una telefonata da parte di Light che le diceva di aver rimandato la partita a tennis e che si sarebbero potuti vedere.

Che la sua sfuriata avesse dato i suoi frutti? Tutto ciò non poteva altro che farle piacere, anche se i sensi di colpa cominciavano a farsi sentire di nuovo.

 

Dopo aver deciso dove incontrarsi, Misa cominciò a prepararsi, sapendo che se non si fosse data una mossa avrebbe finito per far tardi.

Sapeva che il suo ragazzo non amava aspettare e infatti, da quando si era messa insieme a lui, aveva imparato ad essere puntuale, a differenza di tempo prima che era una ritardataria.

Si fece una doccia veloce e si vestì in fretta, indossando una gonna nera abbinata ad un paio di collant a righe rosse e nere ed una semplice maglietta di colore grigio.

Nel farsi bella, arrivò presto l'ora dell'appuntamento, così uscì di casa diretta verso il luogo dell'incontro.

Light era già lì quando giunse a destinazione, era in anticipo per cui non ebbe niente da rimproverare alla ragazza.

 

« Ehi Light! » Misa saltò fra le braccia del ragazzo che le rivolse un sorriso e la salutò a sua volta.

 

« Ciao Misa. Allora, dove vorresti andare? » le domandò, sapendo perfettamente che la meta da lei scelta sarebbe stata prima di tutto la gelateria.

 

La modella andava matta per il gelato, infatti che lui ricordasse, ogni appuntamento comprendeva come tappa la gelateria.

 

« Indovina? Ho voglia di un gelato." rispose gioiosa, pensando già a che gusti scegliere quella volta.

 

Si incamminarono verso lo "Shinigami Paradise", gelateria che frequentavano spesso e nel frattempo Misa raccontava a Yagami che l'avevano chiamata dall'agenzia per cui lavorava per un nuovo set fotografico. Ultimamente non frequentava spesso quel luogo: avendo l'università al primo posto aveva deciso di impegnarsi nonostante non le importasse granché.

Se voleva restare in quel corso doveva darsi da fare e il suo lavoro era diventato per lei occasionale, tanto non aveva problemi visto che chiunque faceva il possibile pur di averla come ragazza immagine.

In realtà Light non era molto entusiasta delle chiacchiere infinite della sua fidanzata, ma per evitare i suoi piagnistei, se ne stette zitto ad ascoltarla.

Alle volte Misa era un po' pesante e soprattutto logorroica e questo era una delle caratteristiche che meno Yagami sopportava.

La domanda è: perché starci insieme allora? Non sapeva perché, ma Amane aveva qualcosa che lo faceva star bene, nonostante caratterialmente fosse il suo opposto, lui continuava a frequentarla perché fondamentalmente non stava male in sua presenza.

Quando misero piede nella gelateria, si sedettero ad un tavolo e ordinarono e la scelta di Misa ricadde su un gelato alla panna, con tanto di fragola in cima alla coppa.

 

« Ehi, Light-kun! Come mai la partita a tennis è stata annullata? » chiese all'improvviso la biondina, curiosa di conoscere il motivo per cui il ragazzo aveva rinunciato alla sua sfida con Ryuzaki.

 

« Veramente è stato lui a dirmi che aveva altri impegni, per cui abbiamo rimandato. » Misa a quel punto abbassò lo sguardo, sentendosi abbastanza in colpa.

 

Probabilmente era solo una scusa la sua e aveva inventato tutto perché lei quello stesso giorno gli aveva detto chiaramente che non lo sopportasse proprio perché Light metteva lui al primo posto e lei lo vedeva poco.

Ma forse si sbagliava, da una parte le pareva strano che uno come lui si interessasse a qualcuno. Probabilmente aveva davvero altro da fare.

 

« Mi sembra strano comunque. Eppure sembrava entusiasta di sfidarmi… » disse pensieroso Yagami, prendendo un sorso dal thè che gli avevano appena portato.

 

Misa a quelle parole sospirò, non sapeva davvero cosa pensare. In effetti era vero, Ryuzaki era parecchio esaltato per quella partita a tennis: sfidare Light era l'unica cosa che lo portava a mutare un po' la sua espressione, se i suoi occhi solitamente parevano persi nel vuoto, nei momenti in cui avevano una partita a tennis in programma, le sue iridi sembravano illuminarsi.

I sensi di colpa della ragazza tornarono a farsi sentire improvvisamente.

 

« Uhm, forse ha avuto da fare all'improvviso e non ha potuto rimandare... » esclamò Amane, cercando di convincere più che altro se stessa.

 

Light annuì nonostante non fosse molto convinto, ma lasciò correre, cercando di non pensarci. Restava il fatto che aveva davvero voglia di una partita e l'averci rinunciato improvvisamente lo aveva lasciato insoddisfatto.

 

« Beh, dimmi Light-kun, che facciamo dopo? » domandò a quel punto Misa per spezzare il silenzio e la tensione che si era creata.

 

Un moto di rabbia l'aveva colpita di nuovo; sensi di colpa o no, quel Ryuzaki era sempre nel mezzo anche quando non era presente. Possibile?

 

Il Lunedì mattina arrivò prima del previsto e Misa non aveva la minima voglia di andare all'università. Quel giorno le andava di lavorare, ma accantonò l'idea e si convinse ad alzarsi dal letto per andare a scuola.

Si vestì in fretta e corse a preparare un po' di caffè per svegliarsi, dato che quel mattino non era per niente attiva.

Appena fu pronto, buttò giù velocemente la bevanda e si diresse in bagno per lavarsi e truccarsi; l'ora si era fatta tarda e doveva sbrigarsi se voleva arrivare in tempo.

Durante i preparativi, le venne spontaneo di pensare a come si sarebbe evoluta la mattinata. Quel giorno avrebbe visto le reazioni di Ryuzaki e cercò anche di ipotizzare quali sarebbero state.

In fondo era curiosa, da quel tipo si poteva aspettare qualunque cosa, chissà come si sarebbe comportato? Probabilmente sarebbe rimasto tutto come prima e lui avrebbe tenuto come al solito la sua espressione vacua che tanto la irritava.

 

« Maledetto Ryuzaki. » imprecò ad alta voce mentre andava a prendere la borsa, per poi uscire di casa.

 

Mentalmente constatò che quella giornata era cominciata male, era già arrabbiata senza un motivo preciso.

Cercò di rilassarsi, godendosi l'aria fresca del mattino e osservando i ciliegi in fiore che la mettevano sempre di buon umore, ma quella volta parve non funzionare, aveva troppe cose che le passavano per la testa.

Arrivò presto a destinazione, non si era neppure resa conto di quanto fosse svelta la sua andatura e nel mettere piede nel cortile della scuola si sentì chiamare insistentemente.

 

« MisaMisa! Oh, finalmente sei arrivata. » disse un ragazzo dai capelli scuri andandole incontro. Quel tipo era Tota Matsuda, un suo fan fin dal suo primo esordio e da quando la idol aveva cominciato a frequentare l'università, aveva finito col trovarselo sempre tra i piedi.

 

Certo, era una tipo fuori dal comune ed era pure simpatico, ma quella mattina era sicura che non avrebbe sopportato la sua presenza per più di due minuti.

 

« Matsu, buongiorno! » lo salutò, cercando di non far vedere il suo nervosismo, che per fortuna Matsuda non notò.

 

« Buongiorno! Ti dispiace se facciamo una foto? » ecco, la domanda meno opportuna. Di fare foto non ne aveva voglia, nonostante appena alzata era tutto ciò che desiderava, le era passata del tutto la voglia.

 

« Ehm, scusami ma stamani non è il caso... » cercò di spiegare lei, ma lo studente imperterrito tentò di persuaderla.

 

« Per favore MisaMisa! » la pregò lui, quasi inginocchiandosi. Matsuda era sempre stato un tipo insistente e finché non otteneva quello che voleva non mollava, ma quella volta sarebbe rimasto a bocca asciutta.

 

« Di nuovo? Hai un sacco di foto insieme a me, quindi per oggi resti senza! » gli rispose cominciando a mostrare la sua irritazione.

 

Ben presto si stancò delle richieste del ragazzo e con un "no" secco, girò i tacchi e lo lasciò lì, per dirigersi nella sua aula.

Aveva voglia di stare ancora un po' in cortile, ma se voleva un minimo di tranquillità —senza Matsuda fra i piedi — l'unica chance era quella di entrare nell'edificio.

Per fortuna quel ragazzo cocciuto non l'aveva inseguita, altrimenti non avrebbe risposto delle sue azioni.

Non era da lei lasciarsi innervosire per una foto, ma quel giorno era seriamente su di giri e sarebbe scattata per qualsiasi motivo, tranne che con Light ovviamente; lui poteva chiederle qualunque cosa e lei lo avrebbe fatto.

Entrando nell'aula notò che il suo ragazzo era già seduto al solito posto, non ne dubitava affatto! Lui arrivava sempre in anticipo per ripassare le precedenti lezioni.

Si incamminò per raggiungerlo e solo in quel momento notò che Ryuzaki non era seduto al solito posto.

Inizialmente pensò che dovesse ancora arrivare, ma a parte il fatto che non era da lui fare ritardo, dovette abbandonare l'idea, vedendolo seduto ad un altro tavolo.

Misa si sentì improvvisamente in colpa, L l'aveva presa alla lettera, non poteva crederci! Non se lo aspettava proprio.

Scuotendo la testa per scacciare i pensieri, si sedette vicino a Light e si lasciò andare sul banco appoggiando la testa sulle braccia con aria nervosa.

Il ragazzo si concentrò su di lei, stupito dal fatto che Misa, per una volta non avesse preso a parlare come una macchinetta e se ne stesse in silenzio.

Questo era molto strano e segnalava che ci fosse del nervosismo nell'aria, anche se solo guardando la sua espressione si notava.

Light era curioso di sapere cos'avesse la modella, ma decise di tenere la domanda per sé per evitare di rompere quel silenzio. Magari Misa stava solo aspettando un input e se il ragazzo cominciava una conversazione, tutto sarebbe tornato come prima.

Meglio evitare! pensò Yagami, sospirando annoiato.

Effettivamente, il silenzio non durò a lungo, nonostante il nervosismo di Misa non avesse accennato a diminuire.

 

« Light-kun... perché Ryuzaki è là in fondo? » domandò curiosa, indicando lo strano ragazzo che si trovava seduto nella sua altrettanto strana posa di sempre.

 

Yagami la guardò perplesso e alzò le spalle, la risposta che l'amico gli aveva dato non lo aveva convinto affatto.

 

« Lo sai anche tu che Ryuzaki non è di molte parole, però una cosa l'ha detta... » stava tergiversando, restio dal dire la verità alla ragazza.

 

« Che cosa? » chiaramente era impossibile evitarlo, conoscendola lo avrebbe torturato per tutta la mattina se non avesse aperto bocca. Si sentì dunque costretto a parlargliene.

 

« Ha detto che sei troppo rumorosa per i suoi gusti. » affermò infine, causando un drastico cambiamento nell'espressione di Misa che da curiosa divenne sconvolta. La forma della sua bocca ricordava una "o" perfetta e i suoi occhi potevano paragonarsi a due palline da ping-pong.

 

« Che cosa ha detto?! »  quell'esclamazione sembrava rivolta più a se stessa che ad altri « Benissimo. Adesso glielo faccio sentire io quanto posso essere rumorosa! » aggiunse poi, irritata da ciò che era venuta a sapere.

 

Si alzò di scatto dalla sedia, prese le sue cose e in un attimo si sedette accanto a Ryuzaki, poggiando poco delicatamente la borsa sul banco.

L la guardò incuriosito mentre si mordicchiava il pollice piuttosto distrattamente.

 

« Dunque sono rumorosa, eh? » il ragazzo annuì, riportando lo sguardo sul libro che stava leggendo fino a poco prima, ma Misa non glielo permise a lungo, togliendo il tomo da sotto gli occhi di Lawliet.

 

« Sì, forse hai ragione: lo sono. E comunque non avevi alcun diritto di mettere strane idee in testa al mio ragazzo... perché lo so che si farà influenzare da te. » sbottò puntandogli il dito contro.

 

« Ti sbagli, Light sa ragionare con la sua testa. » le disse lui atono. E chiaramente questo la fece arrabbiare ancor di più.

 

Misa si morse le labbra per trattenere le parole poco carine che le stavano per uscire dalla bocca e volse lo sguardo alla finestra; se avesse continuato a guardarlo non sarebbe riuscita a evitare a lungo che quelle uscissero.

 

« Ho fatto solo quello che hai detto tu. Inutile discutere. » la ragazza si chiese da quando Lawliet fosse così chiacchierone, ovviamente nel limite dopotutto si trattava sempre di quello strano tipo.

 

« Io non ho detto— » si fermò prima di finire la frase, ripensando a tutta la situazione. Forse aveva capito perché avesse detto certe cose a Yagami: l'aveva fatto di proposito per non far intendere a Light che tra loro c'era stata una discussione.

 

Se lui avesse scoperto che Misa aveva incolpato L e gli aveva detto di scomparire dalla sua vista, probabilmente avrebbe creato problemi fra loro.

Non sapeva bene perché fosse convinto di questo, dopotutto a Ryuzaki che cosa importava? Avrebbe potuto benissimo infischiarsene e continuare a mantenere il vecchio rapporto con Light, ma non lo aveva fatto.

E se si fosse sbagliata sul suo conto? La biondina sentì nuovamente i sensi di colpa riaffiorare: che diritto aveva di privare al suo ragazzo l'amicizia di Lawliet e viceversa? Nessuno.

Si era resa conto di aver sbagliato e forse non era troppo tardi per rimediare, doveva assolutamente rimettere a posto le cose o almeno, provarci.

Azzardò un'occhiata fugace verso L e si schiarì la voce, cercando di far uscire le parole giuste. 

 

« Ehm... senti, forse dovremo ricominciare tutto da capo. Ti va? » Ryuzaki la squadrò con perplessità: quella ragazza era davvero strana, un momento prima lo aggrediva e quello dopo era gentile.

 

« Cosa intendi? » domandò in cerca di una valida risposta.

 

« Intendo dire che... sì, mi sono comportata come una sciocca. Non ho alcun diritto di impedirti di parlare con Light, perciò... che ne dici se torniamo a sederci al solito posto? » gli mostrò un sorriso stentato, carico di imbarazzo. Si sentiva davvero una stupida in quel momento.

 

« E perché? Non hai forse dett— » non fece in tempo a finire la frase che Misa si era già alzata in piedi e aveva cominciato a strattonarlo per un braccio, nel tentativo di farlo smuovere da lì.

 

« Dimentica quello che ho detto. Andiamo? » sembrava aver dimenticato l'iniziale imbarazzo, lasciando il posto alla vera se stessa.

 

Ovvio che si sentiva ancora in colpa per tutto il casino che aveva creato, ma se si comportava così era per far capire a Lawliet che ce la stava mettendo tutta e sì, lo faceva anche per se stessa.

Si era convinta a voler conoscere meglio Ryuzaki, perché fino a quel momento lo aveva giudicato solo in base alle apparenze.

Lei sapeva quanto fosse sbagliato e poi, forse quel ragazzo aveva tante qualità che l'avrebbero incuriosita e che gli sarebbero piaciute -tranne quel suo fare impassibile ovviamente.

Dal canto suo L continuava a chiedersi il perché dello strano comportamento della ragazza; se di solito trovava la risposta ad ogni cosa, in quel caso proprio non ci riusciva.

Perché?

Quella domanda continuava a invadergli la mente e senza rendersene conto non aveva mai smesso di guardarla durante il tratto di breve strada che separava la sedia su cui era seduto dal vecchio posto.

Misa se n'era accorta e guardandolo in tralice tutto ciò che riuscì a dire fu una frase che spiazzò del tutto il ragazzo.

 

« Avanti, adesso piantala di guardarmi con quella faccia! So che può sembrarti impossibile, ma quel che ti ho detto poco fa è vero e poi... » si fermò per un attimo a prendere fiato per poi continuare « …se devo essere sincera mi mancava la tua presenza inquietante, devo ammetterlo. » 

 

Forse non si era espressa nel modo giusto, ma era solo un modo per dire che in fin dei conti la presenza di Ryuzaki non era poi così fastidiosa come si era imposta.

Era gelosa, non c'era alcun dubbio su questo, ma alla fine lui non ne aveva colpa e il comportamento della ragazza era solo un modo per dimostrargli che stava cercando di dare inizio ad un'amicizia e chissà, proprio per come era cominciato tutto tra loro quel legame poteva diventare molto solido con l’andare del tempo.