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Conquistare Severus Piton

Summary:

Un banale pettegolezzo su una presunta relazione tra Piton e Lupin ha scatenato la curiosità dell'intera Hogwarts. Non si sa chi lo abbia diffuso ma senza dubbio colleghi e studenti continuano a parlarne facendo innervosire Severus Piton. Senza dubbio non si aspettava che Lupin non condividesse il suo stesso fastidio in proposito...

Notes:

Una storiella leggera che mi auguro vi piaccia.

Buona lettura!

Work Text:

Da settimane la presunta relazione tra Severus Piton e Remus Lupin era sulla bocca di tutti, sia insegnanti sia studenti. Non era chiaro da chi fosse nata, anche se Piton aveva dei sospetti.
Seduto nella sala professori, cercava di concentrarsi su una rivista di pozioni ma il suo sguardo si posava sempre sulla professoressa Sproute che parlava allegramente con la McGonagall in quel momento. Era la più pettegola del corpo docenti, se non si voleva considerare Silente stesso tale. Si chiese per un istante se fosse nato proprio da lui il gossip. Tornò a guardare l’articolo su una pozione sperimentale riflettendoci solo un istante, poi si decise che era stata Pomona. La vedeva particolarmente interessata alla sua vita privata in quei giorni, e sembrava sempre spuntare casualmente dal nulla quando lui si trovava nei pressi di Lupin.
Dal fare improvvisamente più cauto e attento della donna, capì che Lupin era entrato nella sala.
“Buongiorno a tutti.” Salutò gentile. Si servì un caffè per poi rivolgersi a Piton. “Sai, da come parli del giovane Paciock di solito mi aspettavo continui disastri, invece è piuttosto bravo!” ridacchiò senza malizia.
“Si vede che per farne gli servono dei calderoni intorno.” Rispose lanciando uno sguardo alle due colleghe che bisbigliavano tra loro con aria di chi ha da dirsi cose segrete e interessantissime. “E a proposito di calderoni, devo proprio andare ad occuparmi dei programmi delle lezioni di oggi.”
Si alzò di scatto uscendo dalla sala, non era vero ovviamente, preparava praticamente tutte le lezioni nei fine settimana, e spesso copriva con il programma interi mesi, ma meno stava con Lupin, meno avrebbe continuato a girare il pettegolezzo, giusto?

Quella sera uscì dai sotterranei guardandosi attorno fin troppe volte per essere tranquillo nel portare la pozione anti-lupo fino all’ufficio del collega senza essere visto. Odiava che il suo ufficio fosse ad un piano frequentato e fin troppo vivace, ma a quell’ora solo Filch girava per i corridoi di solito.
Alzò il pugno per bussare alla porta dello studio quando si raggelò a sentire la voce di Peeves.
“Oh oh oh! Pitonuccio si sta infilando di nascosto nell’ufficio di Lupinuccio!”
Piton estrasse la bacchetta facendo scappare Peeves ridendo e continuando la sua canzoncina, poi il pozionista entrò nell’ufficio senza ricordarsi di bussare. Lupin sussultò alzandosi di scatto da dietro la scrivania e battendo il ginocchio. “Ouch!”
“Ma cosa fai?” chiese allibito Piton.
“Non hai bussato, non mi aspettavo… ok non ero all’erta, mi sono alzato per prendere la bacchetta.” Ridacchiò imbarazzato massaggiandosi il ginocchio. Piton appoggiò la pozione sulla scrivania.
“Pensavo di aver bussato. Peeves mi ha distratto.”
“Ah! Anche a te canta cose sulla nostra presunta relazione?” sorrise Lupin tornando a sedersi e prendendo la pozione in mano.
Piton grugnì facendogli cenno di bere la pozione. Lupin sospirò facendolo a malincuore.
“È disgustosa!”
“Ne sono consapevole, lo dici di continuo. Comunque non so da chi sia partito il pettegolezzo, e non riesco a farli smettere. Passerà da solo immagino.”
“Oppure potremmo provarci, sai?”
“Come?”
Lupin appoggiò la fiala vuota tossicchiando ancora disgustato, poi sorrise a Piton arrossendo leggermente in volto.
“Potremmo uscire insieme…”
Piton impallidì mettendo cautamente una mano in tasca, e iniziando ad arretrare impercettibilmente verso la porta.
“Sì, so che i nostri trascorsi non sono dei migliori ma… beh ecco, siamo cresciuti, magari andando a cena insieme potremmo scoprire di avere molto in comune.”
Piton si sentì arrossire anche se stava cercando di evitarlo, guardò allarmato quanto fosse distante dalla porta.
“Cioè insomma, se ti va ovviamente, che ne pensi?”
“Levicorpus!” urlò all’improvviso Piton, Lupin si trovò rapidamente a testa in giù appeso per una caviglia, le braccia penzoloni e un’espressione sconvolta sul volto mentre guardava il mantello nero dell’altro svolazzare fuori dalla porta.
“Fai sul serio?!” urlò sorpreso mentre la porta si chiudeva sbattendo. Cercò di raggiungere la bacchetta sulla scrivania con le dita per tornare con i piedi per terra e si chiese se fosse stato troppo diretto per Piton.

Voleva riprovarci il giorno dopo, era lecito volere un sì o un no, giusto? Aveva la bacchetta in pugno quando era l’ora di ricevere la sua pozione, ma si presentò Silente in persona con sua sorpresa.
“Com- Silente, come mai non è venuto Severus?”
“Ha detto che aveva un impegno, Remus, pensavo lo avesse riferito anche a te?”
“No… io lo aspettavo.” Prese la pozione che gli passò il preside con aria seria. Era una coincidenza probabilmente.
“È… successo qualcosa tra di voi?” chiese Silente sorridendo bonariamente, con sguardo curioso. Lupin sorrise.
“Non siamo mai in rapporti particolarmente buoni, ma non direi che è successo qualcosa.”
“Capisco… se fosse successo qualcosa ne potremmo parlare, Remus, ci tengo che le relazioni tra i colleghi siano per lo meno accettabili.”
“Lo terrò a mente, grazie Silente.”
Silente uscì dall’ufficio con aria tranquilla, camminando serenamente nel corridoio, poi si accostò all’improvviso a uno dei quadri.
“È chiaramente successo qualcosa tra di loro, avete visto niente di sospetto?”
“Sì sì, Piton è arrivato con una pozione, Peeves ha canticchiato qualcosa su incontri segreti tra di loro…”
“Incontri segreti?” ridacchiò Silente con gli occhi che brillavano.
“Sì sì! Poi Piton è entrato senza bussare, c’è stato dello strano rumore dall’ufficio, e dopo abbiamo visto il professor Piton uscire di corsa, velocissimo! Ci siamo spaventati!” rispose una delle signore nei quadri.
“E il professor Lupin ha urlato: fai sul serio?!”
Silente afferrò i lembi della tunica con le mani affrettando il passo.
“Devo saperne di più, occhi aperti, ragazzi!”

Piton si stava abbottonando la veste davanti allo specchio, preparandosi alle lezioni della giornata. Non avrebbe dovuto sostituire Lupin quel giorno, ormai si era ripreso dall’ultima luna piena, il che significava che avrebbe rischiato di incontrarlo.
“Non essere sciocco, non hai 15 anni.” rimproverò il suo riflesso. “Anzi, dovresti proprio vergognarti del comportamento infantile che hai avuto. Oggi quando incontrerai Lupin ti scus-… ti scuu-. Chiederai sccuuuus-. Gli dirai che ai reagito in modo eccessivo e risponderai lecitamente alla sua domanda.” Annuì a se stesso finendo di abbottonarsi la veste. “Ma cosa gli dovrei rispondere?! È piuttosto carino Lupin… è un lupo mannaro ed era sempre con Potter e Black.” Assunse una smorfia indignata. “Ma è piuttosto carino, ed è sempre gentile, cerca sempre il dialogo, è simpatico anche se non lo ammetterò mai…”
Si mise le mani tra i capelli sentendo di nuovo il panico montargli dentro. Perché le persone si chiedevano di uscire? Perché mai Lupin gli aveva chiesto di uscire?! Perché in generale capitava che ci provassero con lui? Non potevano non farlo, prendersi il loro tempo, dichiarare le loro intenzioni pochissimo per volta?
“Oppure potrei continuare a evitarlo in ogni modo possibile.” Pensò all’improvviso. Incrociò il suo sguardo nello specchio annuendo. “Oh sì, sì, mi sembra giusto.”

“Deve essere successo qualcosa.”
“Oh sì, sono certissima che Severus sta cercando in ogni modo di evitare Remus. Quando entra nella sala professori, lui esce, a pranzo arriva sempre in super anticipo o non viene perché non si vuole sedere al suo fianco.”
“A me ha chiesto di sostituire io Remus alle sue prossime ore buche!”
Silente guardò a bocca aperta la Sproute e la McGonagall, osservò i quadri nel suo studio che li fissavano chi con aria curiosa, chi con disinteresse.
“È sicuramente successo qualcosa, ma non riesco a capire cosa!”
Pomona sospirò alzando le spalle. “Avevamo appena scoperto che stavano insieme… è un peccato, è la seconda coppia tra il nostro personale.”
“Oh via” intervenne la McGonagall. “Dei momenti di crisi possono succedere in una coppia, magari è stata solo una leggera discussione. Sappiamo tutti, oso dire, che Severus ha spesso reazioni esagerate perché non è bravissimo in qualsiasi tipo di rapporto interpersonale.”
“Minerva hai ragione!” esclamò Silente. “Magari hanno discusso… sul sesso.”
Entrambe esclamarono un *gasp* all’improvviso.
“Albus! Ma che discorsi-.”
“Cosa te lo fa pensare?” intervenne a bocca aperta Pomona, interrompendo l’amica.
“Severus è molto freddo, solitario, distaccato, magari ritiene imbarazzante l’intimità con un’altra persona, soprattutto se stanno insieme da poco.”
“Silente, permettimi di intervenire in questa sciocca conversazione.” Esclamò all’improvviso Phineas Nigellus dal suo quadro. “Magari il professor Piton sta cercando di far scemare i gossip riguardo alla sua vita sentimentale proprio per tornare ad avere la sua riservatezza ed intimità. Parlare dei suoi rapporti o di una presunta verginità in giro per il castello sicuramente non-.”
“Credete che Severus sia vergine?”
“Ooh! È possibile, lo avete mai saputo insieme a qualcuno prima?”
La McGonagall e Phineas Nigellus sospirarono scuotendo la testa.

“Dovete conoscere chi state affrontando, e non avere dubbi su tutte le possibili reazioni che potrebbe avere.” Spiegava Lupin camminando davanti alla lavagna. “Dunque…”
Si bloccò fissando la classe e soffermandosi su Malfoy che sghignazzava sottovoce con Blaise e Pansy. Si illuminò in volto all’improvviso.
“Dunque ho la risposta!” pensò. “Signor Malfoy! Gradirei essere ascoltato nelle mie lezioni, e noto con dispiacere che ogni volta la tua attenzione è al minimo, se non nulla.”
“Come?” Draco lo guardò sorpreso.
“Questo comportamento comporta una punizione, ti aspetto nel mio ufficio dopo le lezioni.”
“Scusi?!” esclamò indignato con una mano sul petto. “Non ho fatto niente, è assolutamente ingiusto!”
“Stai aggravando la tua posizione, Malfoy.”
Sentirono suonare la campanella, Draco si alzò rapidamente afferrando la sua borsa e inseguendo Lupin fuori.
“Professor Lupin io mi oppongo! Non solo non ho fatto niente, ma sono ancora infortunato e perdere tempo con una punizione ingiusta è ridicolo e non le permetto di farlo!”
“Non me lo permetti?” Lupin lo guardò sorpreso, girandosi verso di lui.
“Se non vuole permettermi di non permetterglielo magari ne possiamo parlare con il professor Piton, così sarà lui a dirle quanto-.”
Lupin gli appoggiò improvvisamente le mani sulle spalle. “Oh sì, sarebbe una occasione ideale! Non potrebbe evitarmi in questo caso, giusto? Dovrebbe necessariamente parlare con me!”
“Cos…”
“O forse saltereste la lezione di pozioni con chissà quale scusa!” mugolò lasciando andare il ragazzino. “Malfoy, nel mio ufficio dopo le lezioni.”
Lupin si allontanò lasciando Draco confuso e allibito in mezzo al corridoio. Il ragazzo si girò verso Pansy e Blaise che si avvicinarono a lui.
“Che problemi ha Lupin?” chiese la ragazza confusa.
“Oh… Oh?! forse quei gossip su lui e zio Sev hanno un fondamento?!” esclamò Draco confuso e improvvisamente intrigato. “Devo saperne di più!”

Draco annuiva mentre Lupin gli raccontava velocemente come erano andate le cose. L’uomo si mise a braccia conserte sedendosi dietro alla sua scrivania e alzando le spalle con aria disperata.
“Gli ho solo chiesto se voleva uscire con me, capisci? Mi aspettavo un sì o un no, non… tutto questo!”
“Solo?!” sbottò Malfoy con aria sbalordita. “No, lei lo ha messo alle strette!”
“Eh?”
“Gli ha chiesto di uscire con lei e poi ha tagliato direttamente tutte le obiezioni che poteva fare! ‘So che i nostri trascorsi non sono i migliori’ ‘pensavo che potremmo provare a conoscerci meglio’ bla bla! Deve essere impazzito!”
“Ma io…”
“Se non impediva queste giuste obiezioni, zio Sev avrebbe avuto il tempo di ragionare su come voleva rispondere nel frattempo! Invece così lo ha portato subito a doverle dire sì o no, chiunque sarebbe scappato nel panico! Che comportamento è questo?!”
Lupin lo fissò a bocca aperta, si gratto la testa con una mano poi tornò a guardare il ragazzino.
“Ma è una cosa tipica di Severus o dei Serpeverde in generale? Perché inizio a chiedermi seriamente come facciate ad avere relazioni romantiche se vi comportate tutti così.”
Draco sospirò mettendosi una mano sulla fronte e scuotendo la testa, Lupin si sentì improvvisamente un imbecille senza sapersi spiegare il motivo.
“Poteva dirmi che doveva pensarci, no?!”
“E possibilmente illuderla che la risposta poteva non essere negativa? Non capisce proprio che non gli ha lasciato scampo! Potevate uscire come colleghi, poi eventualmente come amici, iniziare a chiarire poi le sue intenzioni di una relazione più seria e-.”
“Ma ci conosciamo da anni, lavoriamo insieme da mesi, quando avrei un contatto con lui in questo modo?!”
“Ma professor Lupin, lei pensa solo a quello!”
“Cosa? No! No!! Io no! Cioè… non so nemmeno a cosa ti riferisci!”
Draco scoppiò a ridere mentre Lupin arrossiva nascondendo il viso dietro la mano.
“Comunque perché si è rivolto a me? Cioè ammetto di essere eccezionale in praticamente tutto, ma ancora non ho potuto esercitare il mio fascino nelle relazioni sentimentali.”
“Tu lo conosci bene… e speravo… ehm… che mi suggerissi un modo per approcciarlo senza farlo scappare?”
“Beh…” Malfoy parve ragionarci accarezzandosi il mento. “Perché dovrei aiutarla? Zio Sev si fida di me e aiutare lei significherebbe mettere in una situazione che non vuole lui.”
“Potrei renderlo felice! Beh… mi piacerebbe farlo ecco.” Si passò una mano dietro al collo arrossendo e sorridendo gentilmente. Draco lo guardò sorpreso, poi si schiarì la gola assumendo nuovamente il suo sguardo distaccato.
“Beh lo userò come test delle mie tecniche… allora, per prima cosa…”

1) Costringerlo ad avvicinarsi per primo

“Zio Sev!” urlò Draco spalancando la porta dell’ufficio di Piton senza troppe cerimonie.
“Draco sono tre anni che ti dico di bussare e di chiamarmi professore quando vieni nel mio ufficio!”
“Il professor Lupin mi ha punito ingiustamente e intende andare avanti tutta la settimana!”
Piton lo osservò, sospirò appoggiando il viso alla mano. “Sei sicuro che sia ingiustamente o stai montando una scenata come per l’ippogrifo?”
“Una… una scenata!? Sono ancora infortunato per quel maledetto pollo alato!”
“I polli hanno sempre le ali, Draco!”
“Il dolore mi fa sragionare!”
“Oh per Mer-.” si strofinò gli occhi con le mani. “Perché Lupin ti ha punito?”
“Diceva che stavo chiacchierando durante la lezione e che lo faccio continuamente! Beh nessuno ha mai osato tanto, sai bene che non è vero, si sta accanendo contro di me solo perché Potter è il suo beniamino!”
“È la prima volta che ti mette in punizione, non lo chiamerei accanimento…” mormorò pensieroso Piton, digrignando i denti.
“Ha detto che sarò in punizione tutta la settimana! Per NON aver parlato!” Draco batté il piede per terra stringendo i pugni lungo i fianchi. “È un’ingiustizia! E tu non vuoi fare niente! Sono un tuo studente, sono un Serpeverde, sei il capo della mia casa! Mio padre lo verrà a sapere!”
“Ok, non fare il moccioso ora! Ne parlerò con la McGonagall.”
“Con la… Oh certo, perché lei non dirà semplicemente ‘è Malfoy avrà fatto qualcosa per meritarlo’, qui mi odiate tutti, ecco la verità! Io sono Draco Malfoy e pretendo di essere trattato con il rispetto che merito e-.”
“Lupin ha messo in punizione proprio te e tu mi stai facendo una scenata fin troppo grande perfino per te, e stai cercando di convincermi a parlarne con lui?” Draco e Piton si fissarono in silenzio. “Mi credete stupido?” ridacchiò senza divertimento.
“Perché hai paura ad affrontare Lup- oooh i gossip sono veri?!” spalancò la bocca facendo impallidire Piton.
“No quali gos-.”
“E tu non mi dici niente?! A ME?! Sono il tuo figlioccio! Prima l’ippogrifo, poi le punizioni ingiuste perché hai litigato con il tuo fidanzato, i segreti, cos’altro deve succedermi quest’anno!? Vengo preso in giro, ora basta! È mia MADRE che lo verrà a sapere!”
“No non mettere Narcissa in- ok ora BASTA! Lupin NON è il mio fidanzato e non ho certo paura di parlare con lui! Come ti permetti!? Fila nel tuo dormitorio non ti voglio vedere fino alla lezione di domani e 10 punti – cosa mi stai facendo fare!? - In meno a Serpeverde!” Lo sbattè fuori dal suo ufficio andando dalla parte opposta indispettito.
Draco sogghignò fischiettando verso il dormitorio. “Il professor Lupin mi deve 10 punti della casa.”

2) Cautela come con un gatto selvatico

Piton arrivò pallido ma inviperito alla porta dell’ufficio di Lupin, esitò a bussare guardando di traverso i quadri che sembrarono tutti mettersi a fischiettare appena notarono il suo sguardo. Erano passati diversi giorni dalla sua fuga da quell’ufficio, ormai poteva non tirare fuori l’argomento senza che fosse strano. Tornò a guardare i quadri chiedendosi se fosse un suo sospetto o se uno di loro si fosse allontanato dalla sua tela, poi bussò con cattiveria alla porta.
“Apri Lupin, immediatamente!” esclamò con tono più arrabbiato di quanto effettivamente non fosse, tornando a sbirciare i quadri.
“Calmo, calmo, sono qui, cosa succede?” rispose Lupin aprendo la porta con aria trafelata.
Piton entrò nell’ufficio costringendolo a spostarsi di qualche passo prima che Lupin chiudesse la porta.
“Malfoy mi ha informato della ingiustizia della sua punizione, da quando per un paio di chiacchiere si da una punizione di una settimana? Che razza di trovata è questa?”
“Beh Severus, io non vengo a contestare i tuoi metodi educativi di solito…” rispose pacatamente Lupin andando a sedersi alla scrivania.
“Perché non c’è nulla da contestare!”
“Beh… Paciock-.”
“Se Paciock ha qualcosa da dirmi lo può fare direttamente!!” urlò. Lupin aprì la bocca per parlare, Piton arrossì leggermente sbattendo le mani sulla scrivania. “Mentre Malfoy mi ha detto che gli è stata negata la possibilità!” improvvisò.
“Oh ma questo non è vero, deve esserci stato un fraintendimento tra me e il signor Malfoy, sai che sono aperto al dialogo… di qualsiasi tipo, i chiarimenti sono fondamentali.”
Piton lo fissò negli occhi, sogghignò all’improvviso mettendosi a braccia conserte.
“Quando eri prefetto non eri così disponibile.” Esclamò con acidità.
Lupin arrossì continuando però a sorridergli. “oh via Severus… avevamo 15 anni.”
“Sì e Malfoy ne ha 13, quindi se il tuo era un comportamento corretto non vedo perché lui non possa concedersi un paio di chiacchiere all’occorrenza, anche se non è un comportamento da lui.”
“Beh… parliamone! Non stare in piedi come se fossi in prestito, posso offrirti della burrobirra?”
“Una burrobirra. Per parlare di lavoro, Lupin.”
“Beh, siamo qui per questo no? Possiamo anche parlare di altro…”
Piton si sedette rimanendo comunque sull’attenti, Lupin si sorprese che Draco avesse avuto ragione a definirlo un gatto selvatico.
“Ti andrebbero anche dei calderotti? Proprio oggi ad Hogsmeade sono passato da mielandia e… beh sono goloso di cioccolato, questa è la verità, non ho potuto resistere. Ricordo male o anche tu avevi una particolare passione per i dolci?”
“Oh… Lo sapevo che tu e Malfoy avevate architettato qualcosa…” mormorò indispettito Piton, ancora più offeso di aver comunque ceduto nonostante i suoi sospetti.
Lupin ridacchiò senza dire niente, servì le due burrobirre e mise i calderotti in mezzo a loro, gli sorrise dolcemente e Piton distolse lo sguardo imbarazzato.
“Oh, ho proposto una burrobirra, ma visto l’orario se preferisci un alcolico posso procurarmelo dalle cucine.”
“No va benissimo la burrobirra, non bevo alcolici. Come mai dovresti recuperarlo dalla cucina?”
“Non li bevo nemmeno io, mi agitano. Beh se c’è qualche evento non rifiuto un bicchiere, ma di solito non sono un appassionato.”
Piton sorrise leggermente prendendo un calderotto. “Hai tolto punti a Malfoy?”
“Solo per aver disturbato la lezione? Per chi mi hai preso?”
“Fai le cose al contrario, Lupin, come sempre.”
Lupin rise annuendo, si appoggiò più comodo alla poltrona iniziando effettivamente un discorso di lavoro, spostandosi poi alla pozione antilupo. Severus sembrava più il tipo da ascoltare che da partecipare attivamente alla conversazione, ma entrambi gli argomenti lo sembravano coinvolgere tanto da fargli raccontare qualcosa in proposito.

3) Fare una proposta che non potrà rifiutare

“Beh direi che è fin troppo tardi per trattenermi ancora.” Disse Piton alzandosi dalla sedia. “È… stato apprezzabile.”
“Anche per me. Puoi venire quando vuoi, sai?”
“Lo terrò a mente.”
“Pensavo…” Piton si mise sull’attenti appoggiando la mano sulla maniglia della porta. Lupin lo guardò senza muoversi, cauto. “Potremmo continuare il nostro discorso sui vampiri a… cena magari?”
“In Sala Grande?”
“Pensavo piuttosto…”

“Proponigli due luoghi diversi, uno che sai che non accetterà, ma sempre di suo gradimento, non troppo affollato ma nemmeno intimo, e uno che accetterà perché decisamente più riservato.”
“Ma perché proporgliene due? Non posso direttamente dirne uno e-.”
“No! Deve pensare che è lui che ha scelto bene rispetto alla tua proposta! E non dargli il tempo di proporne uno o farà in modo che sia un luogo spiacevole per te, allontanarsi dal poco contatto che sei riuscito a creare.”
“Ma perché è così complicato!?”
“Beh se ti interessa abbastanza… dopo diventerà più naturale ma se invece non ti importa non ascoltarmi.” Rispose indispettito Draco.

“Ai Tre manici di scopa! Durante la settimana c’è poca gente, ed è qui vicino.” Piton si strinse nelle spalle con aria di riflettere, Lupin si avvicinò di un paio di passi. “Oppure possiamo smaterializzarci altrove, a Edimburgo, o a Londra, conosco due locali tranquilli, poco caotici, con ottimi prezzi, si mangia bene. E hanno un bel menù dolci.”
Piton lo fissò per poi ridacchiare leggermente cercando di nasconderlo con la mano. “Beh… sembra interessante. Non usciamo insieme dal castello però, ne ho già abbastanza dei quadri, non voglio un interrogatorio dai colleghi.”
“O da Silente.”
“O da Silente sì.”
Piton aprì la porta pronto ad uscire, Lupin si mordicchiò il labbro avvicinandosi per tenerla. “Quindi ci organizziamo?”
“Puoi chiamarmi domani dopo pranzo, così ne discutiamo meglio sì.”
Lupin sorrise con entusiasmo annuendo, Piton sbuffò allontanandosi di qualche passo nel corridoio, poi lo guardò divertito.
“Ben giocata, Lupin.”
Lupin rise facendogli un cenno con la mano, rientrò nello studio chiudendo la porta.
“20 punti a Serpeverde per i buoni consigli di Malfoy.” Disse ad alta voce.

Stamberga Strillante, mesi dopo.
Lupin entrò sfoderando la bacchetta e urlando “Expelliarmus” verso Harry, che lo guardò sconvolto. Lui guardò il topo sul letto, Black seduto e sanguinante, con rapide domande che lasciarono i ragazzini ancora più confusi, i due scambiarono un silenzioso dialogo, fino ad abbracciarsi all’improvviso.
“Io le credevo! E lei è sempre stato suo amico!” urlò Hermione ad un certo punto.
“E a proposito di amici!” esclamò improvvisamente Sirius dando una spintarella a Lupin. “È vero quello che si dice da un anno!? Stai uscendo con Scemerus?!”
“Cos- come… Sirius questo non penso che sia qualcosa che ti riguardi!”
“Squeee?!” squittì a bocca aperta Crosta.
“Esatto! Come hai fatto a non sentire il pettegolezzo, Codaliscia?! Ne parla tipo tutta la scuola, perfino i quadri!”
“Beh Severus è un uomo assolutamente piacevole quando lo conosci, Sirius, e ribadisco che sei l’ultima persona con cui dovrei giustificarmi! Beh diavolo non dovrei nemmeno giustificarmi!”
Hermione e Harry li guardavano confusi, si scambiarono un’occhiata.
“Oh invece ho pieno diritto di saperlo! Eddai! Cioè capisco cosa ti ha spinto a… avete già-.”
“Ci sono dei bambini!” urlò Piton rossissimo in volto togliendosi di dosso il mantello.
“Oh te lo sei portato dietro!” esclamò Sirius indignato.
“Non mi ha portato, l’ho visto sulla mappa, beh e comunque non è assolutamente niente che ti riguardi!”
Sirius era a braccia conserte con aria indignata. “Beh… beh sì invece, ecco! Me lo state confermando quindi!”
“Solo perché sei l’ex di Lupin…”
“No solo perché sono stato ad Azkaban 12 anni…”
Harry tornò a guardare Hermione confusissimo, ascoltando gli squittii di Codaliscia che si erano uniti al resto della discussione. La ragazzina gli appoggiò una mano sul braccio imbarazzata.
“Beh… forse quel gossip che ho fatto girare a inizio anno è andato diversamente da come immaginavamo… Abbiamo trovato il fidanzato a Piton…?”
“Abbiamo trovato il fidanzato a Piton…” le fece eco Harry.

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