Chapter Text
Dopo aver ritrovato Sirius sotto al salice schiaffeggiante le cose erano… strane. Molto più strane di prima, in verità.
Piton era riuscito a nascondere sia Lupin sia il fottuto Black, e Remus aveva mantenuto il suo posto da insegnante con enormi insistenze da parte del professore di pozioni. Era stato difficile in realtà convincerlo, perché Remus aveva paura di perdere il controllo e rischiare di nuovo di far del male ai bambini.
“Siamo andati bene con la pozione antilupo, non succederà di nuovo, lì sei stato distratto da Black.” Gli aveva detto quando si erano trovati soli.
“Sev… non lo so, sono un pericolo, io- potresti finalmente essere tu il professore di difesa dalle arti oscure.” Rispose lui ancora spossato, seduto sulla sua sedia.
“Silente non mi darà mai il posto e Merlino solo sa chi prenderebbe questa volta. Devo citarti quelli imbarazzanti degli anni scorsi?”
“Mi stai dicendo che sono un bravo insegnante?” chiese con un sorriso dolce, Piton arrossì distogliendo lo sguardo. “O mi stai cercando di convincere a restare perché mi vuoi qui con te?”
Piton avvampò, si alzò di scatto ma Remus lo afferrò al polso, ormai aveva imparato a capire quando qualcosa poteva far venire la tentazione a Piton di scappare.
“Beh pensa quel cazzo che vuoi, che importa a me, se basta a farti restare.”
E Lupin si era convinto.
Solo che da quel giorno Piton… lo aveva evitato. Non il massimo per due persone che escono insieme da più di metà anno e condividono segreti importanti.
Forse era il caldo che lo faceva sragionare, ma Piton era… terrorizzato dal ritorno di Sirius. Non per Sirius in sé, ma per ciò che rappresentava per Remus. Forse quello che voleva in quel momento era che Lupin lo cercasse, ma come poteva quando Sirius era tornato? Nonostante la prigionia era ancora bello, molto più di quanto non fosse lui, lui e Remus erano stati insieme per anni prima di Azkaban, come… come poteva LUI competere con Sirius?!
Lui che in tutto quel tempo non si era nemmeno dato un vero bacio con Lupin.
“Perché sono così?!” sbottò ad alta voce accasciandosi sul divano di casa Malfoy dopo aver consumato l’elegante tappeto a furia di fare avanti e indietro.
“Va tutto bene, padron Piton, posso fare qualcosa per voi?” chiese un elfo.
“No… no… grazie.”
“Zio Sev!” esclamò all’improvviso Draco, entrando nella sala. “Ora basta, non puoi tormentarti così per un uomo!”
“Draco…” sbuffò Piton massaggiandosi la radice del naso.
“Te lo farai portare via da qualcuno se continui a scappare! Sembrava vi trovaste bene quest’anno. È estate, dovreste essere insieme dalla mattina alla sera! Che cavolo fai?!”
“Ma figurati ci stavamo solo frequentando e- senti – ma perché sto parlando con un ragazzino?! Non è che lui mi abbia cercato comunque, ok?! Magari ha già qualcun altro e tanti saluti, meglio così!”
Draco si mise a braccia conserte alzando un sopracciglio. Piton si ostinò a non guardarlo per un po’, poi incrociò i suoi occhi azzurri.
“Va bene! Va bene! Gli scrivo ok?!”
Draco sollevò l’altro sopracciglio. Piton sbuffò nervoso alzandosi dal divano.
“Vado da lui?!”
“Meglio!” lo guardò uscire dalla sala. “Vestito così?”
“Ora stai esagerando, ragazzino!”
Sirius osservava Lupin seduto alla scrivania che appallottolava carta dopo averci scritto sopra. Sbuffò scrollando la testa.
“Davvero? Tutta quest’agitazione per Scemerus?”
“Smettila, Sirius! Stavamo costruendo qualcosa di bello, è una persona davvero piacevole se ti prendi il tempo di conoscerlo.” Sirius roteò gli occhi mettendosi a braccia conserte. “Mi ha chiesto di rimanere a Hogwarts! Lui! E la tua presenza comunque non aiuta, non rende le cose facili e già non lo erano. Ho dovuto chiedere al giovane Malfoy aiuto per riuscire ad uscirci la prima volta! A un ragazzino!”
“Perché gli stai addosso? Vi siete a malapena tenuti per mano, sei molto più passionale di così… io lo so.” Mormorò appoggiandogli una mano sulla spalla e lasciandola scorrere lungo il braccio prima che Lupin, arrossendo, lo scrollasse via.
“Sirius! Siamo cresciuti, ok? Sto provando ad avere una relazione con una persona che mi piace davvero e-.”
“Io non ti piacevo davvero? O è perché sono un evaso che si deve nascondere e non può vivere momenti idilliaci tra le mura di Hogwarts?!”
Lupin lo spostò ancora più rosso in viso, Sirius eliminò di nuovo le distanze tra loro, il mannaro lo afferrò alle braccia trovandosi a sbattere con il sedere contro la scrivania.
“Sirius, è ovvio che mi piacevi, dannazione, ti amavo, ma sono passati anni, tante cose sono cambiate, fino a poco tempo fa pensavo-.”
Sirius corrugò le sopracciglia digrignando i denti. “Che fossi un fottuto assassino! Proprio tu pensavi questo di me! Dell’uomo che ti amava! E che ti scopava a differenza di quel-.”
“NON osa-.” Sentirono bussare alla porta, Lupin spostò bruscamente Sirius facendolo cadere per terra. “Nasconditi!” gli sussurrò per poi avvicinarsi alla finestra sbirciando da dietro le tende. Avvampò ancora di più mentre Sirius si trasformava nella sua forma animagus e faceva uno snort con il naso a vederlo così.
Piton prese un profondo respiro strofinandosi le mani, si girò di scatto dopo aver bussato solo una volta, decidendo che non aveva senso che fosse lì, non fece in tempo a fare due passi che la porta si aprì.
“Sev, ehi, che sorpresa! Che bello vederti, ti volevo scrivere ma- vuoi entrare?”
Piton sgranò gli occhi riflettendoci solo in quel momento, fece solo un passo all’indietro prima che Lupin lo afferrasse al polso, tenendosi con l’altra mano allo stipite della porta, Piton con la mano libera afferrò d’istinto la colonna del piccolo portico della casa.
“Ero passato per un saluto veloce ecco, volevo solo vedere- non sapevo cosa- le pozioni! Ti ho portato le pozioni!” improvvisò sentendosi lo stomaco stretto in una morsa.
“Oh giusto… giusto! Grazie Sev, ne ho proprio bisogno… mi manca quanto siano disgustose!”
Severus ridacchiò, allentò leggermente la presa sulla colonna così come Lupin allentò quella sul suo polso.
“Quindi… pensi di entrare?”
“Ecco…” Piton distolse lo sguardo, fissandosi sul cancelletto del piccolo giardino alle sue spalle. Non era mai stato a casa di qualcuno con cui usciva, non da solo, non che fosse uscito con molte persone, solo Regulus da adolescenti e in casa del giovane Black c’era sempre almeno un genitore presente. Nella sua testa una voce fin troppo simile a quella del giovane Malfoy gli risuonò con un seccato “Hai quaranta fottuti anni!” Piton deglutì, si girò verso Lupin e annuì. “Sì… sì ok.”
“Che cazzo è questo, siete seri voi due?” sbottò Sirius dall’interno della casa, Lupin impallidì, Piton sgranò gli occhi sconvolto. Diede uno strattone con il braccio, ma Lupin fu di nuovo più veloce di lui, estrasse la bacchetta e con un vingardium leviosa lo fece entrare in casa depositandolo sul pavimento.
Piton guardò ancora più sconvolto Felpato, seduto sulle quattro zampe che scuoteva il muso in segno di diniego. “Imbarazzante come sempre, scemerus!”
“Stai nascondendo un fottuto ricercato?!” sbottò Piton alzandosi velocemente da terra e indicando il cane. “Devi essere impazzito! Non importa quel che dice Silente, sei letteralmente la prima persona dove verranno a cercarlo ora che l’anno scolastico è finito, voi-.”
“Eravamo amici, fidanzati, avevamo iniziato a convivere da pochi anni quando mi hanno incastrato, scegli la versione che preferisci, pivellus, sono tutte vere!”
Piton arrossì leggermente stringendo i pugni, Lupin sospirò alzando le mani con aria avvilita.
“Proprio per questo non potevo lasciarlo in difficoltà, capisci? Siri vuole rimanere vicino a Hogwarts durante l’anno, per Harry e-.”
“Per Potter!? Vicino?! È comunque un ricercato! È stato 12 anni ad Azkaban come puoi fidarti che sia sano di mente?! Non lo era nemmeno prima!”
Lupin sospirò alzando gli occhi al soffitto. “Sev ora stai esagerando…”
“Hai dei problemi con me, stronzo?!” sbottò Sirius riprendendo il suo aspetto umano e sfilando la bacchetta dalla sua cintura, Piton gli puntò prontamente contro la sua mettendosi subito sulla difensiva.
“Basta!” urlò Lupin mettendosi tra loro, entrambi abbassarono subito la bacchetta, continuando a guardarsi in cagnesco. “Sev, lo so che è pericoloso per entrambi, appena troverò il posto più sicuro, Sirius è il primo a non voler complicare le cose, ok? Anzi se hai idee per l’estate…”
“Di sicuro non qui da te!” esclamò serio per poi toccarsi i capelli, che non gli nascosero abbastanza il viso mentre si chiedeva se fosse più gelosia o saggezza la sua. “E non in luoghi in cui lo cercherebbero! Poi è un cane, nessuno lo sa, dovrebbe essere piuttosto facile, buttalo in un canile.”
“Vacci tu in un canile, bastardo!”
“Fino a prova contraria sei tu quello che è stato disconosciuto!” sibilò Piton in risposta, Sirius respirò profondamente mentre Lupin gli metteva una mano sul petto e lo ammoniva con lo sguardo. Sospirò chiudendo gli occhi.
“Da te non lo cercherebbero mai…”
“Da m-.” Piton sgranò gli occhi allo stesso modo di Sirius. “Non puoi essere serio! Ovviamente non può venire da me! Io non ci vado nemmeno quasi mai in casa mia!”
“Cos’hai da nascondere, Piton, non che verrà qualcuno a trovarti immagino, a parte Remus immagino che la tua vita sociale sia peggio di prima, o forse sei un bastardo infame, come prevedibile e-.” sibilò Sirius con un ghigno.
“È perfetto, no? È solo finchè non troviamo una soluzione alternativa, Sev, se sei preoccupato per me è una buona idea…” sospirò nuovamente senza guardare Piton negli occhi. “Sarà per brevissimo… poi potresti lasciare lui a casa tua e tu… venire… qui da me.”
Sirius avvampò di rabbia prima di mutarsi di nuovo in Felpato e correre verso la gattarola iniziando a strisciarci sotto per uscire.
“Sirius! Dove vai, che stai facendo?” sbuffò Lupin mentre Piton pallido come un cencio fissava davanti a sé.
“Non temere, non mi faccio beccare, vado a farmi un giro perché questo non posso proprio sopportarlo!”
Grugnì riuscendo finalmente a uscire, Lupin si passò una mano nei corti ma folti capelli biondo scuro girandosi verso Piton che ancora sembrava in stand by.
“Ci sediamo un po’?”
Piton si strofinava nervosamente le mani, i capelli medio lunghi davanti al volto mentre Lupin tornava dalla cucina con un vassoio con teiera e tazzine e dei biscotti, li appoggiò sul tavolino basso e appoggiò improvvisamente la mano su quella dell’altro uomo.
“E le pozioni?” chiese semplicemente, con un sorriso divertito in volto, stringendo la mano di Piton. Lui si mise a giocare con un ciuffo moro dei suoi capelli senza guardarlo. “Erano solo una scusa?”
“Non ci vediamo da fine anno, quando ti ho convinto a restare…” mormorò Piton. “Ora non impazzire però.”
“E tu non scappare se insisto per avere la mia risposta. Rimani con me quest’estate? Ospiti Sirius?”
“Non mi piacciono i cani.” Borbottò Piton. “E… perché mi metti sempre alle strette? Lo odio.”
“Sono geloso…” mormorò improvvisamente Lupin, Piton si girò di scatto incrociando gli occhi castani dell’altro uomo. Aprì la bocca ma non riuscì a dire niente. “Mi sono sempre chiesto cosa ci fosse tra te e Sirius… ora potresti anche dirmelo, sono passati parecchi anni.”
Piton lo osservò ancora più sorpreso, si strinse nelle braccia, ma senza togliere la mano che gli stava tenendo l’altro. “Sei impazzito? Cosa ti fa credere che ci fosse qualcosa tra me e Sirius?! Mi bullizzava! E tu lo lasciavi fare! Non credere che abbia digerito-.”
“Il tuo corvo si chiama Black. Avete passato due settimane di ripetizioni insieme e vi facevate confidenze e battute, Sirius voleva impressionarti con le pozioni. Facevate le lezioni di divinazione insieme e il professore vi aveva accoppiati e… vi siete baciati!”
Piton arrossì nuovamente, balbettò qualcosa di incomprensibile ricordando il profumo dell’amortentia, un profumo che continuava a sentire ogni volta che la faceva per qualche motivo, poi negò ferocemente con la testa. “Ma di cosa vai blaterando!? Devi essere impazzito anche tu! Io uscivo con Regulus! E i corvi sono neri, non sono uno fantasioso! Le ripetizioni sono state obbligate, tanto valeva renderle utili e… e… il bacio… lui mi ha baciato, per depistarmi! Non sapevo nemmeno che fosse lui, tra l’altro! E il professore era pazzo!”
Lupin lo fissò negli occhi neri come perle, sospirò mettendosi a giocare con la sua treccina. “Senti lo so quanto è affascinante Sirius, nonostante i suoi modi… anzi, grazie anche ai suoi modi. E l’ho amato per tantissimo tempo, non mi sconvolgo se ammetti che avevi una cotta per lui… io pensavo che Regulus fosse uno strano modo per avere la sua attenzione.”
“No! Non avrei mai potuto fare una cosa simile a Reggie, quella è tutta un’altra storia, senti Remus, lo odio, non posso farci niente, con te qualcosa è cambiato ma Black lo preferivo ad Azkaban, non in casa mia. Ed… ero… sono geloso anche io.” Sussurrò l’ultima parte cercando di nascondersi nuovamente con i suoi capelli, ma Remus gli appoggiò una mano sul volto girandolo verso di lui, aveva un’espressione raggiante.
“L’integerrimo Severus Piton teme forse l’ex fidanzato Sirius Black?”
“Biasimami…” mormorò nuovamente chiudendo gli occhi.
“Quindi rimani qui con me durante l’estate mentre ospiti Sirius?”
“No…” si decise Piton. “Cioè… ospiterò Sirius, per poco! Solo perché importa a te… ma non in casa mia, non voglio, affitterò qualcosa e no, non puoi farmi cambiare idea.” Lupin richiuse la bocca ridacchiando mentre Piton gli accennò un sorriso. “Ma non starò qui da te io…” sbuffò nervosamente. “Mi sento un fottuto adolescente… ma non mi mette a mio agio l’idea di rimanere da soli in casa tua.” Chiuse gli occhi appoggiando il mento alla mano libera, lo aveva ammesso, ora poteva ufficialmente lasciar perdere tutta quella strana relazione che Remus aveva insistito tanto per costruire, e che gli aveva fatto avere appuntamenti così intensi e piacevoli. Remus portò la mano che gli stava tenendo sulle sue gambe e cercò di farlo girare di nuovo con l’altra.
“Sev… Sev puoi girarti a guardarmi, per favore?”
Piton girò la testa ed esitante tornò a guardarlo in faccia, si innervosì. “Perché hai sempre quello sguardo confortante?!”
“Lo avevo capito che l’intimità ti mette a disagio, ma sono contento che finalmente lo hai detto direttamente. Non te ne devi vergognare, ognuno ha i suoi tempi.”
Piton roteò gli occhi, peccato che i suoi tempi fossero particolarmente lunghi, fece per parlare ma Remus lo accarezzò al viso avvicinandolo al suo.
“Però continuo a essere un po’ geloso… da qualcuno ti sei lasciato baciare ma da me ancora no.”
Piton deglutì poi appoggiò per primo le labbra su quelle di Remus, appoggiando la mano libera alla sua spalla. Lupin ci mise poco a far scorrere la mano dal suo viso al suo collo, disegnando dei cerchietti su di esso con il pollice mentre gli passava la lingua sulle labbra, spingendo leggermente con essa, allo stesso tempo paziente e avido, finchè Piton non aprì la bocca permettendogli quella piccola invasione e lasciando che si incontrasse con la sua in un bacio sempre più umido e accompagnato da respiri più veloci. Ad un certo punto Piton annaspò leggermente, girò il volto completamente rosso, Lupin si concesse un altro paio di baci sulla sua guancia e ne premette uno sul collo, sentì la presa di Piton sulle sue spalle più forte e si spostò, decidendo comunque di stringerlo a lui e appoggiare la testa sulla sua. Severus la spostò quasi bruscamente sfiorandosi i capelli con le dita. Remus ci appoggiò di nuovo contro la sua chiudendo gli occhi. Piton lo guardò di sottecchi continuando a toccarsi nervosamente i capelli, osservando che l’espressione di Lupin rimaneva felice nonostante avesse il naso praticamente attaccato ad essi, sorrise leggermente.
Era passato qualche giorno, Piton aprì la porta della casetta che aveva affittato per breve periodo, non voleva certo rischiare che mentre ospitava Felpato, qualche mangiamorte o Voldemort stesso, andassero a trovarlo all’indirizzo che conoscevano, e ovviamente non poteva dirlo a Remus.
Il cane ci entrò particolarmente contrariato mentre alle sue spalle Piton chiudeva la porta mentre Lupin gli teneva la mano, lo aveva fatto per tutto il tragitto.
“Beh è un bel posticino!” disse quest’ultimo allegro, Piton si strinse nelle spalle senza rispondere mentre Sirius assumeva il suo aspetto umano, mettendosi le mani in tasca e sbirciando alle sue spalle, guardandoli di sottecchi.
“Peccato la compagnia.” Sbottò. Piton stava per rispondere ma poi sogghignò semplicemente, intrecciando meglio le dita con quelle di Lupin e godendosi Sirius che distoglieva lo sguardo trattenendo un ringhio.
Il mannaro sospirò profondamente guardandoli contrariato. “Siete sicuri che posso lasciarvi soli qui? Non vi metterete le bacchette alla gola? Sapete cosa? Penso che rimarrò.”
“Cosa?? Il motivo di tutto questo è proprio la discrezione, non rimanere insieme a Black!” rispose Piton sconvolto.
“Ma qui chi lo sa che ci sono anche io? A chi verrebbe in mente? È anche una località carina e… non saremo solo io e te!”
Piton lo guardò allucinato, poi corrugò le sopracciglia con aria contrariata prima di distendere l’espressione e sbuffare ma con un piccolo sorriso.
“Ben giocata, Lupin.” Disse usando volutamente il cognome mentre Remus rideva.
“Ma per favore…” mormorò Sirius con le mani in tasca, girandosi verso di loro. “Davvero dovrei tollerare perfino questo? Se pensate che vi reggerò la candela, pensate male!”
Sirius sussultò quando uno spruzzo d’acqua gli bagnò il volto, osservò sconvolto Piton con in mano uno spruzzino, un ghigno sul volto.
“A cuccia, Fido.”
