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Il suo datapad si sta riempendo di appunti e pensieri. La stiva del Falcon ormai è colma di cimeli. E presto riuscirà a dare forma a un holocron per poter conservare per sempre le memorie di quel viaggio.
Lui le lascia tracce perenni, messaggi e parole che continuano a spronarla. Su pietra, su carta, in un chip di memoria, un vecchio filmato, nelle parole di chi tramanda storie. Lui è presente in ogni passo che compie.
Ora Rey lo sa. È tutto tremendamente chiaro. Ben sta viaggiando nello spazio e nel tempo. Le sta correndo incontro. Ben è riuscito a ingannare perfino la morte per poterla raggiungere.
E lei riuscirà a trovarlo, perché così è scritto. E perché lo vuole.
A volte lo sente vicino. Sente il tocco di una mano e la sua voce che sussurra. Vorrebbe poterlo vedere. Ma sa che un singolo sguardo lo allontanerebbe. Sono le assurde regole del gioco. È uno strano e crudele incantesimo.
Rey conserva gelosamente i doni che lui le lascia come briciole di pane su un sentiero chiamato destino.
“Dovunque tu vada, io ti troverò sempre. È inevitabile” sussurra, certa che lui possa sentirla.
La Forza ha deciso di riunirli. La Forza non avrebbe mai dovuto separarli. Ma li sta mettendo alla prova. E lei non cederà mai. Alla fine del percorso potrà prendere le sue mani. Potrà guardarlo, stringerlo e ripartire da zero. Ora chiude gli occhi avvertendo di nuovo la sua presenza.
“Continua a guidarmi” gli dice. Si chiede in quale punto sperduto nel tempo, nello spazio e fra i mondi lui si trovi ora. E si sente piccola e insicura.
Stringe al petto la sua vecchia spada che ha accuratamente ripulito dalla salsedine. Si asciuga gli occhi e sorride. Non si tratta più di semplice speranza. È una certezza. Deve solo aspettare.
