Work Text:
Le tue labbra sono morbidissime.
Me le sono immaginate proprio così, ogni singola notte e ogni singolo giorno, fin dalla creazione di ogni cosa.
Ti prego angelo. Ti prego. Resta con me.
Sento le tue mani che si appoggiano incerte sulle mie spalle. La mia ragione inizia a vacillare.
Ti chiedo scusa per questo bacio rabbioso e irruento, non avrei mai voluto che il nostro primo bacio fosse stato così.
Ma credimi, per la prima volta in vita mia, dopo tutto questo tempo, ho davvero paura di perderti.
Capisco che è un pò troppo per te, che ti sto spaventando, ma anche io sono terrorizzato, voglio che tu lo capisca.
Allento la presa sul colletto del tuo cappotto ma solo per afferrarti ai lati del viso, ho bisogno di sentire la tua pelle sotto i polpastrelli delle mie dita. Tu continui a non reagire. Le tue mani che ora si staccano dalla mia schiena e questa tua freddezza, é tutto decisamente troppo da sopportare, peggio di qualsiasi inferno.
Senza di te, qualsiasi posto è peggio di qualsiasi inferno.
A questo pensiero le lacrime mi attraversano gli occhiali e iniziano a scendermi lungo le guance.
Ti prego angelo. Ti prego. Resta con me.
Ero già pronto a staccarmi da te, consapevole del fatto che evidentemente i miei sentimenti non venivano corrisposti.
Ma forse le mie lacrime o come dici tu, forse un miracolo....
Le tue mani sono di nuovo sulla mia schiena, sento i tuoi muscoli facciali distendersi e le tue labbra schiudersi leggermente.
Tutto a un tratto, mi sento finalmente a casa, il tuo profumo è casa, le tue labbra sono casa, essere al tuo fianco è essere a casa.
Ora ho meno paura e riesco a rendere il bacio molto più gentile, prendo coraggio e sfioro le tue soffici labbra con la punta della lingua per chiederti il permesso di entrare e poter esplorare quella bocca che per secoli e secoli ho sentito solo parlare. Mi concedi questo permesso e non appena la mia lingua incontra la tua vengo invaso dal tuo sapore, un sapore del quale divento presto dipendente e che si addice benissimo a te. Sei come latte e zucchero filato. Si, lo ammetto, ho mangiato più volte lo zucchero filato associandolo a te.
Ora sento le tue tue dita tra i miei capelli e ti faccio indietreggiare verso una parete, rischiamo anche di inciampare su una pila di libri ma chi se ne frega, tutto ciò di cui avrei bisogno ora è baciarti fino alla fine del tempo. Non appena la tua schiena si appoggia al muro approfondisco il bacio, ti accarezzo una guancia, ti sento mugulare, come se anche per te la mia bocca fosse meglio di qualsiasi paradiso. Per quel che serve a noi, ci dimentichiamo di respirare, le nostre lingue danzano insieme, una danza che entrambi abbiamo sempre conosciuto ma che non avevamo mai messo in atto.
Dopo un tempo infinito, sul serio, non saprei davvero dire dopo quanto, sei tu a staccarti dalla mia bocca, io mi tolgo gli occhiali per asciugarmi il viso, appoggi la fronte alla mia, per poi sussurrare: resto.
E stavolta, sei tu a catturare nuovamente le mie labbra.
