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I promise you

Summary:

È il 2024. Henry e Alex stanno insieme ormai da quasi cinque anni ed Henry si ritrova a dover affrontare una decisione che cambierà la sua vita per sempre.
È una brevissima OS su un momento del capitolo extra del libro che avevo bisogno di scrivere.

Notes:

(See the end of the work for notes.)

Work Text:

I promise you 

 

 

Non ha dormito. Era tanto che non succedeva di non prendere sonno. Da quando Alex è nella sua vita l'insonnia è quasi del tutto scomparsa, torna solo quando Alex è via per impegni lavorativi. Stavolta non è così, lui è sdraiato lì accanto eppure i suoi occhi sono sbarrati e il respiro è spesso interrotto. È palesemente in ansia e ha un nodo allo stomaco. Sa il perché e sa che qualsiasi cosa succeda Alex sarà al suo fianco. Continua a ripeterselo nella testa ma non sembra bastare. All'ennesimo cambio di posizione, Alex sospira e si volta verso di lui.  

 

"Non riesci a dormire?" Chiede con voce roca chi di ancora non è del tutto sveglio.  

 

"No! Sono un po' agitato. Perdonami, ti ho svegliato."  

 

"Non fa niente." Alex si mette seduto sul letto con la schiena poggiata alla testiera e fa cenno a Henry di avvicinarsi. Il ragazzo si accoccola sul suo petto e sospira.   

 

"Andrà bene. Non possono impedirtelo, alla fine è una tua decisione."  

 

"Lo so, ma sai com'è la Corona, no? Sanno essere molto convincenti." Risponde Henry, alludendo a tutti gli anni di costrizioni e imposizioni che aveva dovuto subire prima di conoscere e innamorarsi di Alex. 

 

"Tu sei più forte. Vuoi che venga con te?"  

 

"No, è una cosa che devo fare da solo. Devo prendermi le mie responsabilità." Dice, con quel tono grave ed elegante che ha fatto innamorare Alex.   

 

Ha sempre ammirato il suo modo di fare, così esageratamente pacato ed educato persino quando è furioso o imbarazzato o, come nel loro caso quando si sono conosciuti, irritato. Ha sempre invidiato il suo autocontrollo, riesce a perderlo solo quando sono in intimità ed è bellissimo vederlo crollare e andare in pezzi, per poi ricostruirsi tra le sue braccia, attraverso i baci e i respiri condivisi.  

 

"Allora ti aspetterò qui. Qualunque decisione prenderai."  

 

"La decisione è già presa, non ho intenzione di tornare indietro. Non l'ho mai fatto nella mia vita, non comincerò adesso."  

 

"Lo so piccolo e ti amo anche per questo."  

 

Alex si sdraia di nuovo e mantiene le braccia intorno al corpo di Henry che chiude gli occhi e si sente già meglio. Una parte dell'ansia che sta vivendo in questi giorni si è placata ed è l'effetto che Alex ha su di lui, da sempre. In qualunque situazione, ogni volta che ha qualsiasi tipo di problema o dubbio o paura, parlarne con Alex placa il tormento interiore che lo invade e spesso non riesce a combattere da solo. 

 

Questa notte non dorme lo stesso, però è più tranquillo. Quando arriva la mattina e Shaan gli scrive di essere arrivato con l'auto, sa di star facendo la giusta scelta, è più determinato che mai. Si è ripromesso che avrebbe vissuto alle sue condizioni e sta per aggiungere un altro tassello utile per la costruzione della sua promessa.  

 

"Pronto?" Alex lo accompagna alla porta, mentre lui si infila la giacca e prende la borsa da viaggio, la stessa che si porta dietro da anni, da quando volava tra Londra e gli USA per stare con Alex, anche solo per poche ore.  

 

"Pronto! Ti chiamo quando arrivo a Heathrow?"  

 

"Sì, fammi sapere. Io ti aspetto qui." Gli risponde Alex, allacciandogli la giacca e sporgendosi per un bacio.  

 

"Non mi auguri buona fortuna?" L'agitazione sta di nuovo prendendo possesso del petto e della testa.  

 

"Non ne hai bisogno. Salutami Bea invece."  

 

"Okay... vado!"  

 

Il viaggio in aereo è fin troppo lungo per i suoi gusti e non riesce a smettere di muovere la gamba e toccarsi il mignolo, lì dove un tempo c'era il suo anello, che ora custodisce Alex insieme al suo cuore. Arrivato a Heathrow sale subito in un'auto nera, diretto a Buckingham Palace. Sono mesi che non torna in Inghilterra e mentre la città scorre fuori dal finestrino, i ricordi di una vita riaffiorano e la nostalgia si fa spazio nel cuore. Un po' gli manca la casa che l'ha visto nascere e crescere, anche se non cambierebbe una virgola di quei 3 anni con Alex, l'amore che prova per lui si è rafforzato, anzi forse è persino più grande di quando si sono messi insieme, se possibile.  

 

Arriva a palazzo e la macchina percorre il grande giardino fino a una porta sul retro da cui entra e si guarda intorno, ricordando ancora il matrimonio di Philip. Dio, è passata una vita da quel giorno e da quell'incidente con la torta che gli ha permesso di conoscere davvero Alex e innamorarsi di lui, profondamente. Quel giorno era esageratamente bello in quello smoking e Henry aveva dovuto contenersi per evitare di farsi uccidere da lui per essergli saltato addosso. Sarebbe stata una morte degna almeno. Sorride, mentre svolta nel corridoio e il telefono trilla l'arrivo di un messaggio.  

 

Da Alex: 

 

So che avevo detto che non ti serve, ma in bocca al lupo piccolo! Ce la farai e sono fiero di te   

 

Henry sorride e sente qualcosa scaldarsi in mezzo al petto. Non si lascerà sopraffare da sua nonna, ha preso la sua decisione e non tornerà indietro.  

 

*** 

 

Alex sta facendo avanti e indietro in quella stanza da almeno mezz'ora, girando intorno al divano con David che lo segue ad ogni passo. Doveva andare con lui, accidenti!   

 

Nora e June sono sedute sui cuscini morbidi del sofà e si guardano esasperate.  

 

"Vuoi creare un fosso intorno al divano come fosse un castello?"  

 

Alex si ferma e le guarda, sospirando piano. "No, dovevo partire con lui." Risponde buttandosi sul divano in mezzo a loro e prendendosi il volto tra le mani.  

 

"Scusa ma che potrebbe succedere di preciso?" Nora, sempre molto analitica, pensa alle probabilità. 

 

"Che gli dicano di no? O magari accettano ma gli tolgono i fondi. Dalla Corona percepisce una specie di stipendio per tutte le attività cui partecipa."  

 

"Non succederà. Catherine non lo permetterà di certo. Bea dice che non possono che accettare." Interviene June.  

 

"È che... l'ho visto così in ansia questo ultimo anno, questa storia del titolo l'ha molto provato. Non voglio che stia male ulteriormente."  

 

"Henry è forte e poi ha te!"  

 

Rimangono così in attesa per ancora un paio d'ore prima che il telefono squilli e compaia il nome di Henry sulla schermata.  

 

"Piccolo com'è andata?" Chiede subito Alex, mettendo poi in vivavoce per permettere alle ragazze di ascoltare.  

 

"Ho dovuto insistere un po' ma quando ho detto che vogliamo sposarci mia nonna ha ceduto. Sono libero!"  

 

"Quindi non sei più ufficialmente un principe?" Chiede June esternando il dubbio di tutti.  

 

"Tecnicamente lo sarò sempre perché sono un reale, il sangue è quello, ma non farò più parte della linea di successione."  

 

"Perché usi il futuro?" È la domanda di Alex.  

 

"Ci sono un po' di scartoffie da far fare e firmare ancora, al momento è solo in via ufficiosa, ma entro la fine dell'anno non sarò più erede al trono. Ufficialmente intendo."  

 

Alex toglie il vivavoce e si avvicina l'apparecchio all'orecchio. "Stai bene?"  

 

"Sì!" La risposta di Henry arriva decisa e senza esitazioni.  

 

"Nessun ripensamento?"  

 

"Con te? Mai! Mi fermo qui stanotte con mia madre e Bea, poi torno a casa domani."   

 

Alex sorride e il cuore perde un battito. Sentire Henry definire l'America, New York e il loro appartamento in arenaria casa lo emoziona come la prima volta che gliel'ha sentito dire. 

 

"Sarò qui ad aspettarti domani, dopo domani e quello dopo ancora. Per tutti i giorni che ci saranno concessi" sospira.  "Però torna presto perché mi manchi."  

 

"Anche tu. Ti amo!"  

 

Chiude la chiamata e si volta verso Nora e June che lo guardano con le braccia poggiate sullo schienale del divano.   

 

"Cos'è questa storia che vi sposate?" Chiedono in contemporanea.  

 

Alex ride e abbassa lo sguardo. Henry non glielo perdonerà di averlo annunciato senza di lui, ma ormai il danno è fatto. Si siede di nuovo in mezzo a loro e inizia a raccontare della proposta. La sua e quella di Henry fatte a distanza di qualche minuto.   

 

In fondo è sempre stato il loro destino, quello del per sempre.  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Notes:

L’avevo annunciato che sarebbe diventata un'ossessione e quindi eccomi qui con la prima OS su questa meravigliosa storia che mi ha rapito il cuore totalmente.

 

Ovviamente se vi va fatemi sapere che ne pensate che mi farebbe tanto piacere.

A presto

Babykit