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Il San Valentino degli Inganni (Trickeration Valentine! ITA)

Summary:

Dunque, abbiamo una situazione:
Cuphead e Mugman vogliono dimostrare a tutti i costi di essere adulti abbastanza per festeggiare San Valentino; peccato che siano due folli dodicenni che dell'argomento non capiscono un'accidenti! Senza contare il fatto che Cuphead ha la brutta abitudine di ricattare emotivamente le persone a cui vuole bene.
D'altra parte, il Diavolo soffre della sua consueta emicrania da San Valentino, che misteriosamente lo colpisce da 100 anni a questa parte, e contro la quale gli sforzi di Henchmen e degli altri imp, nulla possono!
Coincidenzialmente, sono 100 anni che Re Dado si rifiuta di scendere all'inferno, abitudine che ha ripreso solo a causa dell'incidente nel suo show "Tira il dado"!
Riusciranno i nostri eroi a non combinare disastri catastrofici almeno il giorno degli innamorati?
E chi è il misterioso omino col cappello che compare ogni San Valentino agli spettacoli di Re Dado..?
MUMBLE!

Notes:

Già. Ho provato a immaginare come credibilmente la ship Devil/Dice potrebbe essere rappresentata nel Cuphead Show. Ne è uscita una ultra-slowburn di 12 fanfiction con 5/6 capitoli ciascuna, tutti lunghi quanto la pergamena contabile di Stickler.
Buona fortuna ad arrivare al termine di questa follia!

(See the end of the work for more notes.)

Chapter 1: Riservato alle coppie!

Chapter Text

   Era una mattinata tersa e colorata, inusuale nel mese di Febbraio. Qualcosa sembrava suonare le foglie e i fiori dato che, in via del tutto eccezionale (e anche abbastanza inquietante), stavano ballonzolando al ritmo della radio di Nonno Bricco dalle sette e mezza. Proprio così: quella mattina il prato della villetta a teiera non sembrava così preoccupato di finire nello stomaco della capretta di famiglia, la quale contribuiva ad arruffare l'atmosfera ballonzolando a sua volta tra una brucata e l'altra. Sono cose che succedono quando si lascia la finestra aperta e la radio accesa. Specialmente se si abita a Calamaio!

   Quel giorno anche Nonno Bricco sembrava più giovane. Canticchiava sotto i baffi cromati a fresco il fiero motivetto jazz, prodigandosi in acrobazie culinarie sulla piastra dei pancake. Gli occhialetti rimasero ferocemente aggrappati sul suo naso ogni qual volta una frittella ballava un bogie woogie non consenziente tra la spatola e lo spazio aereo sopra il lampadario. Dopo l'ennesimo, vertiginoso atterraggio sulla piastra da ballo, ciascuna concludeva con un energetico trenino di capodanno volante assieme alle compagne. 

   Trenino che si concludeva sempre entro pochi secondi in una pila sul piatto di Cuphead.

   Il ragazzo aveva la stoffa per il baseball. Di conseguenza ne aveva anche per acchiappare le frittelle tenendo il piatto in verticale. Mugman invece aveva la stoffa per la letteratura, pertanto il suo treno di frittelle preferì come al solito intrattenere una inconsueta relazione momentanea con la parete alle sue spalle. Per poi lasciarsi cadere nella depressione pavimentosa sottostante. 

   Nessuno dei tre individui avrebbe saputo spiegare il perché di quel rituale mattutino, soprattutto considerato l'amore per la lettura di Mugman e l'inevitabile conclusione dei suoi dolci.. Ma almeno due di loro sospettavano che avesse qualcosa a che fare con la quantità di Febbrai festosi accumulatisi sul groppone di Nonno Bricco. 

   Conscio di ciò, Cuphead graziava regolarmente il fratello di metà delle sue frittelle, e quella volta non fece eccezione. Impiegò solo parecchi secondi in più, perso com'era a fissare le proprie frittelle da dietro al coltello.

   Qualcosa non quadrava. O meglio, sarebbe stato più corretto dire che non centrava. Le frittelle quella mattina avevano un che di anomalo.

   "Nonno Bricco" chiese dubbioso Cuphead. "Perchè le mie frittelle sono a forma di fondoschiena?"

   E distratto come un gatto davanti ai fanali, lasciò che il piatto passasse lesto nella parte di tavolo adibita a Mugman.

   "Non sono a forma di fondoschiena, rincitrullito!" Mugman intrecciò romanticamente le mani, fissando sognante la pila di saccarosio. "Sono a forma di cuore!"

   "Huh..?"

   "Proprio così, ragazzi!" Nonno Bricco allungò la spatola in un abile mossa per zittire la radio, che stava diventando un pò troppo entusiasta con i suoi giri di basso. "Buon San Valentinooo!"

   E armato di un intimidente propulsore materializzatosi nelle sue mani, con un suono assai poco dignitoso sparò una montagna di panna montata sulle frittelle.

 

 

   "San che..?" chiese Cuphead, sditazzando immediatamente la massa bianca. 

   "E' la festa degli innamorati! Ma insomma, come fai a non saperlo, Cuphead?" Chiese Mugman senza nascondere la sua indignazione. 

   "Ah. Non l'abbiamo mai festeggiata! Cosa si fa? Arriva San Valentino a portarti qualcosa? Dolci? Regali?"

   "E' una festa dedicata alla persona più speciale per te!" Spiegò Nonno Bricco, improvvisando un improbabile passo di danza classica. 

   Nel silenzio che seguì, Mugman fissò un punto imprecisato dei suoi viaggi mentali con aria languida. Cuphead invece fissò con un crescente interesse un punto imprecisato sulla panna.  

   "Quindi in pratica?" chiese, sempre più sul chi vive.

   "Uff. In pratica passi la giornata con la tua innamorata e fai tante cose divertenti insieme!" Spiegò seccato Mugman. "Come andare al cinema! Fare passeggiate romantiche al parco! Cenette al lume di candela! E regalarsi fiori e cioccolatini...!!!!" Il repertorio di Mugman fu interrotto dalla violenza maniacale con cui il coltello di Cuphead calò nel centro perfetto della frittella a cuore. Con suo profondo orrore. 

   "Beh, detta così non mi sembra nulla di speciale!" Commentò dividendo le frittelle sotto lo sguardo omicida del fratello. "Andare al cinema, fare passeggiate, mangiare fuori.. tutte cose che facciamo su base regolare!"

   "Ma oggi va fatta con la tua fidanzata!! E' più romantico!!" protestò Mugman, tirando a sé il proprio piatto.

   "Bleah!" E Cuphead sbranò una buona porzione delle sue frittelle. "Quindi è una versione meno divertente delle cose che fai di solito! E poi non abbiamo una fidanzata!"

   "Grrr!! Non hai alcuno spirito romantico!!" E Mugman ingollò le sue frittelle come un gabbiano ingolla un totano. 

   "Nonno Bricco, perché dobbiamo fare questa festa inutile?" 

   Il Nonno, che nel frattempo aveva posato le terga sulla terza sedia del tavolo, se ne stava con le palpebre abbassate e il sorriso balocco di chi si sente molto saggio appoggiato al suo bastone di legno. Anche se in questo caso era una spatola. "Perché, Cuphead, ormai state diventando degli ometti! E questo significa che potrebbe capitarvi di incontrare una persona speciale!" 

   Nonno Bricco stava dosando e misurando le parole come dosava e misurava la farina per le frittelle; le quali al momento erano al centro di un feroce dibattito silenzioso tra i due fratellini intenti a cercare di accaparrarsi l'ultimo morso dal piatto di Mugman a colpi di forchetta. 

   "E quando e se capiterà le cose si faranno turbolente! E allora é meglio cominciare ad imparare da subito le regole più importanti! Per esempio: avere sempre a cuore la felicità dell'altro e fare tesoro dei momenti insieme.." disse, guardando sornione il soffitto.

   Il dibattito sull'ultima mezza frittella nel frattempo aveva sfiorato il fraticidio duplice in un tentativo reciproco di infilare la propria forchetta nel globo oculare dell'altro. Seguirono le prime sberle e le prime gomitate.

   "..far sentire speciale l'altra persona, essere sempre sinceri nel comunicare i propri sentimenti.. e soprattuto RISPETTARE GLI SPAZI ALTRUI!! CUPHEAD!! LASCIA LA FRITTELLA A TUO FRATELLO!!", urlò Nonno Bricco allungandosi sulla tavola.

   La nube di calci e pugni rotanti rotanti si fossilizzò in un intreccio d'arti e contusioni.

   "Tecnicamente era la MIA frittella!" protestò Cuphead. 

   "Ma me le avevi date tu! Sono mie adesso!!" rimbeccò Mugman.

   "Beh, ci ho ripensato! Tu le tue le butti via!"

   "Non è vero, è che... amo i libri!"

   "E io amo le frittelle!" 

   "Sei un ingordo e un egoista!"

   "Ridammela, altrimenti niente gita in città, oggi!"

   La nube di polvere e botte riprese a imperversare, spostandosi progressivamente per la stanza. 

   Nonno Bricco sospirò con le mani sui fianchi metallici, seguendoli da vicino. 

   "Forse sto facendo questo discorso troppo presto! E' evidente che nessuno dei due ha ancora la maturità per affrontarlo!" aggiunse casualmente, le mani dietro la schiena.

   I due fratelli cessarono istantaneamente qualunque ostilità, avvicinandosi allarmati al nonno.

   "No, aspetta!" disse Mugman. "Io sono maturo abbastanza! Ho letto tutta la serie di Amore e Risacca almeno due volte! Praticamente sono un esperto!"

   "Anche io sono maturo!" disse Cuphead, spingendo via il fratello. "Io.. eeeeeeehm... so andare al cinema, al parco e a cena fuori! E regalare fiori e cioccolatini. Se ho già mangiato i miei. Forse...."

   "Molto bene. Allora sappi che un'altra regola dell'amore è NIENTE RICATTI! E non si rinfacciano i regali!" disse il nonno, agitando minacciosamente la spatola davanti al nasino rosso di Cuphead. "Non è bello far sentire l'altro come se fosse in debito con te!"

   "Sembrano un sacco di regole!" commentò Cuphead.

   "Già.." disse Mugman con un sorriso smargiasso incrociando le braccia. "E' evidente che tu sei ancora piccolo per capire tutto! Ne riparliamo tra qualche anno, quando sarai diventato DAVVERO maturo.." 

   "Io lo sono già! E per dimostrartelo oggi festeggerò San Valentino come un uomo adulto!" Il sorrisone pieno di denti di Cuphead si allargò fin quasi al manico. 

   "Bravi, ragazzi!" disse Nonno Bricco, brandendo l'improbabile scettro di legno imburrato. "Mi raccomando oggi.. Siate gentili, piacevoli e rispettosi! Divertitevi e soprattutto NON LITIGATE PER CIO' CHE DESIDERATE!! Chiaaaro?"

   "Chiaro, Nonno Bricco!" fecero i due in coro.

   E non ci furono ulteriori preamboli, perché ormai si erano fatte le nove. Questo significava negozi e locali aperti, sole ormai bello alto in cielo e un'intera giornata a disposizione da passare nella maniere più folle plausibile dal codice penale di Calamaio. Coincidenzialmente, corrispondeva al solito orario  in cui Cuphead e Mugman si precipitavano fuori casa spintonandosi per chi arivava per primo alla strada.

   Certo, l'utilizzo di una bicicletta avrebbe ridotto notevolmente il tempo impiegato a raggiungere la città, soprattutto considerato che non c'era propulsore o motore a elica che potesse compararsi alla forza motrice di due tazzine di dodici anni in overdose da zucchero. Tuttavia, ciò che restava delle loro biciclette stava tuttora passando dallo stato cenerico al fumo. E poi dal fumo al ricordo del fumo. Proprio così: il loro tandem composto aveva subito una pessima sorte nella loro ultima avventura..

   "Forza, se ci sbrighiamo non ci metteremo più di mezz'ora!" disse Mugman con stucchevole entusiasmo, imboccando la strada. "Sarà una giornata davvero fantastica!!"

 

.........................

 

   "SARA' UNA GIORNATA TERRIFICANTE!!" tuonò l'inferno.

   O meglio, non proprio l'inferno, bensì una piccola parte di esso. Per essere più precisi, ad aver tuonato era solo la parte dell'inferno che ne giustificava l'esistenza, e che negli ultimi tempi aveva deciso di occupare la massa di settantacinque chili di peso per un metro e settantasette di altezza. 

   Escluse le corna. 

   Certo, avrebbe potuto scegliere una manifestazione più spaventosa, e all'occorrenza si dilettava ad assumere le forme più orribili e terrificanti.. Ma se c'era una cosa di cui il re dell'Inferno andava fiero, era il suo spiccato senso artistico. 

   Il quale senso gli suggeriva che sarebbe stato alquanto inutile aumentare la propria dimensione ulteriormente, dal momento che avrebbe potuto già così appoggiare il gomito in testa a tutti i suoi diavoletti. 

   Anche se preferiva appoggiarlo al bracciolo di una bella poltrona foderata. Magari sorseggiando un Earl Grey. Con qualche scone. E una tartina. 

   E' che dopo qualche migliaio di anni, il sapore delle anime dannate può comprensibilmente venire a noia; e anche il solito arredamento "Caldera sull'orlo di una crisi di nervi" sapeva di stantio. E ciò spiegava le pantofole rosa, il salottino da cottage e il diavoletto viola che gli serviva il té. 

   "Hey capo!! BUON GIORNOOOOO! Oggi ci sono le tartine al lampone e cioccolato!!" disse sbattendo felice le alette da chirottero nano e mostrando il cartone con i dolcetti. "Capo?? Va tutto bene capo??"

   Satanasso si arricciò drammaticamente nello schienale, emettendo un gemito più simile a quello di una casalinga la mattina di capodanno che al Grande Divoratore di Mondi. 

   "Hey capoooooooooooooo" il lungo naso di Henchmen sbucò gradualmente dal suo fianco. "Ci sarebbe una sorpresa nella sala principale! Non vuole venire a vedere cos'è?"

   "Non oggi, Henchmen!" sempre più drammaticamente, il Principe delle Tenebre rollò tutto il pelo sul lato opposto dello scranno. "Non è giornata. Aspetta!"

   Satanasso tese allampanato un orecchio peloso. "E' per questo che stanno ridacchiando e bisbigliando da ore??"

   Henchmen chiocciò una risata grassa e gioviale come il suo girovita afferrando il suo padrone per il polso. 

   Qualche volta Satanasso non riusciva a capire se erano le leggi fisiche a Calamaio a permettere a tutti i suoi Imp di muoversi alla velocità di un'era quantica, o se in qualche modo il potere del teletrasporto si espandeva per osmosi da lui al suo immediato circondario; fatto sta che l'attimo dopo si trovava su due piedi, forcone in mano, al centro di una nutrita folla di creature infernali, palloncini a forma di fondoschiena e coriandoli rosa e rossi!

 

 

   "BUON SAN VALENTINO CAPOOOO!!" urlarono in coro i diavoletti. Il rigido palo di pelo ritto che corrispondeva all'appellativo puntò gli occhi sul sinistro festone che recitava "We <3 you Satan!", la testa leggermente incassata tra le spalle. 

   "Che inferno sta succedendo quaggiù..? Henchmen!" Satanasso si piazzò la mano sul fianco. "Da quando festeggiamo ciò???" E quasi sputò l'ultima parola per lo schifo.

   "Beh, è che tutti gli anni le viene l'emicrania proprio a San Valentino, capo!!" disse Henchmen, porgendogli la scatola con le tartine. "Allora abbiamo pensato di farle un party sorpresa per tirarla su!! Noi l'amiamo, capo!" concluse sbattendo adorabilmente le alucce e le palpebre.

   Satanasso, che nel frattempo aveva messo su la consueta smorfia di sufficienza altolocata di chi pensa che tutti e tutto puzzino di marciume, fissò con calcolata indifferenza i vari diavoletti fare a gara per proporgli assaggini di cibo, svariati intrattenimenti e annedoti ai danni dei vari peccatori che pativano nelle sue fosse infernali.

   "Adorabile." miagolò con tono agghiacciante. Poi, rigirandosi una tartina con finto disinteresse: "Temo tuttavia che l'emicrania sia giunta anche quest'anno. Sarà il cambio di pressione. Peccato, vorrà dire che uscirò a prendere una boccata d'aria fresca!!" 

   La tartina mancante fu vendicata a breve dal dito ossuto e verdastro di un ostacolo macrocefalo e occhialuto che si frappose tra il demonio e l'ascensore infernale.

   "VERAMENTE, sarebbe meglio che si sottoponesse alla venerazione rituale oppure alla raccolta di anime quotidiana, signore!"

   Satanasso sembrò sgonfiarsi come un gavettone forato, con un sospiro di rabbioso sconforto. "Stickler, sono abbastanza sicuro che la produttività proceda bene. QUINDI, se vuoi scusarmi!!"

   "Sbagliato, signore!" Stickler approfittò vergognosamente della sua posizione di contabile infernale con indosso un maglione dell'invulnerabilità. "Secondo la relazione decennale, ogni anno in corrispondenza del 14 febbraio, ci risulta un azzeramento totale delle attività diaboliche, sempre a causa di un emicrania. Da circa un secolo a questa parte!"

   "Grrrrr!!! Beh, cosa dovrei farci, di grazia!!??" Satanasso agitò le braccia in esasperazione. "Non è certo colpa mia se tutti questi salamelecchi e artefatti umani dalla forma ingrata saturano il mio delicato equilibrio mentale!!! Dimmelo tu: cosa dovrei farci??"

   L'inferno fissò per qualche istante di quiete la figura ingobbita, cornuta ed esaurita, occasionalmente sbattendo le palpebre in un rumorino come di un battito di farfalla.

   Fu Stickler a rompere il silenzio. 

   "Prendere un'aspirina, signore...?"

   Satanasso vinse l'urgenza di polverizzare all'istante un (onestamente) ottimo banchetto di tartine e cioccolato per ripiegare sul savoir faire.

   "Stickler, non è che non gradisca i party a sorpresa!" commentò, ponendo fine all'esistenza di un altro dolcetto entusiasticamente porto da Henchmen. Gli altri diavoletti avevano ripreso i ciangottii e le canzoncine.

   "Ma questo oltretutto manca di organizzazione. Dov'è il mio primo demone? Dovrebbe occuparsene lui.."

   "Aaaah, Re Dado ha il suo giorno libero autorizzato, capo!" gli ricordò Henchmen. "Fa sempre un sacco di spettacoli a San Valentino, su di sopra! E' molto richiesto!"

   "Pff!" Satanasso ruotò gli occhi. "Il solito incompetente! Aveva un solo lavoro da fare!!!"

   "VERAMENTE, signore, tutti i San Valentino il signor Dado procura un considerevole numero di anime fresche!" Puntualizzò Stickler, mostrando un grafico adeguatamente srotolato. Che srotolò fino al tavolo del buffet. 

   "Inoltre è parecchio indisponente! Afferma di non prendere ordini da nessuno che non sia lei, signore!"

   "Capisco.." sibilò gelido Satanasso. Poi, rizzando la schiena e ispezionandosi le unghie: "Beh, è stata una sorpresa deliziosa, ma credo che sia arrivato il momento di smaltire la mia emicrania con una passeggiatina al fresco!"

   "Hum.. Vuole scendere nel livello dei traditori, capo?" chiese Henchmen.

   Alle loro spalle, un gruppo di diavoletti ridacchiò malizioso.

   "Già! C'è il caso che ci trovi Re Dado in persona prima o poi!" chiocciarono fra di loro, senza troppo timore di essere ascoltati. 

   "Sì, appena si presenterà un'offerta migliore.." disse il secondo Imp.

   "Magari da parte di qualcuno più potente del padrone!" ridacchiò il terzo. 

   "Non c'è nessuno più potente del padrone!" puntualizzò un quarto.

   "Forse qualcuno dai piani alti. Tipo alti alti. Magari se gli offrono un palcoscenico più bello..!" disse il quinto. 

   Dopodiché, lo spazio precedentemente occupato dal terzo, ed ora ridotto ad una macchia di Rorshach, divenne la principale attenzione dei restanti quattro.

   Satanasso ritirò la punta del tridente, avvicinandosi con nonchalance al quinto che aveva parlato. 

   "Diavoletto operaio, potresti per cortesia enunciare il tuo numero identificativo?" Chiese mellifluo.

   "Certo, padrone! Numero 330.465.810, padrone!"

   "Molto bene. Ora, vogliate scusarmi... " Con tutta calma, Satanasso transitò all'interno del'ascensore infernale. "Necessito di passare la giornata nel modo... meno doloroso possibile. Continuate pure la vostra festicciola!"

   Detto questo, la porta dell'ascensore si richiuse, e il re dell'inferno lasciò i diavoletti festanti alle loro venerazioni.

   E un Henchmen e uno Stickler a scambiarsi occhiate losche.

 

................................

 

   Nonno Bricco diceva sempre che chi andava piano andava sano e lontano. Ovviamente si riferiva all'elargire la paghetta ai suoi due nipotini.. Ma Cuphead stava enumerando le pecche strutturali di quell'affermazione da trenta minuti, e a voce alta. 

   I due fratelli non erano troppo distanti dalla loro destinazione, ma una lunga passeggiata era sempre una lunga passeggiata, e dopo un pò l'entusiasmo e la scarica di zuccheri erano tornati a livelli umani.

   "Ah, ma non possiamo impiegare sempre tutto questo tempo per raggiungere la città!" Si lamentò. "Considerato che poi dovremo anche tornare indietro! Se solo Nonno Bricco ci avesse scarrozzato! Con la sua macchina ci mettiamo sempre un secondo! Ah, se solo avessimo ancora le nostre bici!"

   "Te l'ho già detto, Cuphead! Il segreto è nel risparmio! Se noi tutte le settimane mettiamo via la nostra paghetta, prima dell'estate potremo comprarcene di nuove!" disse Mugman, con l'aria visibilmente meno entusiasta di quando si era fiondato fuori casa.

   "Ma questo è impossibile!! Poi come si fa ad andare a vedere i film e comprare i gelati? Nonno Bricco fa sempre il braccino corto!" protestò Cuphead.

   "Beh, basterebbe non andare a fare queste cose! Un uomo maturo e adulto sa che cos'è la rinuncia!" disse Mugman sorridendo fiero di sé e gonfiando il petto.

   "Hmmm.. Io penso che un uomo maturo e adulto potrebbe anche fare entrambe le cose!!"

   "Ah, sì? E come pensi di fare?" 

   "Per esempio... chiedendo a Chalice di procurarcele! Dopotutto ci deve un favore, ti ricordi? Noi abbiamo salvato la sua anima da Satanasso!"

   "Cuphead, Cuphead, Cuphead.." a Mugman uscì il Nonno Bricco che aveva dentro; con tanto di mani sui fianchi e scrollata di capo. Cuphead avrebbe giurato che da grande avrebbe ereditato anche i suoi baffi.

   "Non hai sentito quello che abbiamo detto prima? Niente ricatti! Abbiamo messo in gioco le nostre anime per la sua perché le vogliamo bene, e non ci aspetteremo nulla in cambio!" concluse agitando il dito. 

   Cuphead spostò silenziosamente l'informazione nel settore criminale della sua mente lattosa.

   "Potremmo sempre farci due risate insieme a lei su quello che è successo, mentre guardiamo delle bici che ci piacerebbe prendere se avessimo i soldi!" propose.

   Mugmen era, come abbiamo già ribadito, molto dedito ai romanzi. Gli piaceva passare i pomeriggi davanti al camino, con una tazza di cioccolata (che non fosse la sua testa) a disposizione per divorare pagine e pagine delle sue storie preferite in assoluta tranquillità.

   Ciononostante dovette impiegare qualche minuto per leggere tra le righe di ciò che aveva appena detto suo fratello.

   "CUPHEAD!!!" Esplose, "NON MANIPOLEREMO LA NOSTRA AMICA CHALICE PER DELLE BICI!!"

   "Ma non sarebbe manipolare!! Sarebbe.. ricordarsi delle avventure passate insieme!" sorrise Cuphead.

   "Non è vero!! Vuoi spingerla a sentirsi in debito così ci accontenta!! Ma non ti vergogni??"

   "Ma non possiamo non fare nulla per tre mesi! Due uomini fieri come noi, nel fiore della gioventù!" protestò Cuphead; e nonostante i buoni presupposti morali, Mugman non poté trattenere un proverbiale muso lungo al solo pensiero. 

   Intanto, con tutti questi discorsi, si era effettivamente giunti in centro. 

   Nessuno dei due si aspettava di trovare niente di diverso, per le strade: dopotutto non avevano mai sentito che San Valentino fosse una festa così importante quanto per esempio Natale. Perciò rimasero alquanto sorpresi nel trovare così tante bancarelle a tema.

   Quelle che vendevano fiori si erano specializzate a seconda della tipologia di allocco da intortare: c'erano quelle con solo fiori primaverili (per i tradizionalisti), quelle con le ghirlande (per i sofisticati), quelle con solo rose rosse (per i radicali) e quelli con le margherite in vaso (per i single). 

   Anche sul fronte dolciumi, si faceva a gara a chi aderiva in modo più oltranzista possibile al tema. Lo zucchero filato era solo alla fragola e al lampone; le Crèpe solo alla fragola e cioccolato; i donuts solo al lampone e cioccolato, i gelati solo al lampone, fragola e cioccolato. Varianti con zuccherini alla rosa (e cioccolato) erano disponibili per i più pignoli.

   Solo la cioccolateria locale sberleffava la concorrenza vendendo cioccolatini ripieni di qualunque gusto possibile. Tutti rigorosamente a forma di fondoschiena.

   "Cavolo, sembra che a San Valentino girino un sacco di soldi!" commentò Cuphead passando in mezzo alla diabetica via. 

   "Già.. Ma noi siamo qui solo per fare un giretto, cercare Chalice e prendere un gelato o una crépe insieme da uomini maturi e buoni amici che si vogliono bene!" Lo ammonì Mugman.

   Eppure entrambi si fermarono per aspirare a pieni polmoni i deliziosi e stucchevoli profumini. Ed era pure ora di pranzo.

   "Dobbiamo risparmiare almeno 9 dei nostri 10 dollari.." mormorò Mugmen poco convinto. "Ho un'idea! Perché non facciamo un salto al cinema? Così ce la caveremo con un film e un popcorn!"

  "Se troviamo Chalice magari riusciamo ad entrare gratis!!"

   "Cuphead!!" disse Mugman pestando i piedi.

   Ma persino il Cinema si era adeguato ai tempi come un paio di scarpe consunte si adeguano al piede. I due fratelli fissarono la locandina della proiezione quotidiana, uno inorridito, l'altro giocondo come se fosse Natale.

   "L'Angelo rosa!" lesse Mugman con gli occhi sognanti, guardando la ballerina da cabaret in ritratto. "Andiamo a vederlo??"

   "MA NEANCHE PER SOGNO!!! Bleah!! Ci mancherebbe che abbiamo camminato per un'ora per vedere questa schifezza!" dichiarò Cuphead facendo dietrofront immediato.

   "Non sei per niente romantico!! E nemmeno maturo!!" lo rimbeccò Mugman seguendolo. "E che cosa vorresti fare, allora?"

   "Oh, è molto semplice! Cercare Chalice, mangiare dei buoni dolci, comprare fiori e cioccolatini come un vero uomo adulto e poi regalarli parlando di come abbiamo salvato l'anima di Chalice e di quanto ci serva una.."

   "CUPHEAD!!!!" fumò Mugman.

   "E va bene, magari il signor adulto Mugman qui avrà una proposta migliore da fare per..."

   Entrambi si fermarono davanti ad un edificio sgargiante con un buttafuori all'ingresso. Una specie di elefantino nano a occhio e croce. 

   C'erano insegne viola e bianche che recitavano "Apertura temporanea - Asso di Cuori" sul frontone di quello che normalmente era un semplice capanno, ma che per l'occasione era stato allestito a club. 

   Una lavagnetta al fianco della porta riportava le offerte e il listino prezzi:

   - Ingresso: 1 $.
   - Drinks:      2 $.
   - Gelati:       5 $
   - Biglietto omaggio per il Casinò di nuova apertura per tutta la clientela
   - Gelato in omaggio per le coppie!
  - Presenta: Re Dado. Canzoni concesse sotto contratto.

   "... MANGIARE GRATIS DA QUALCHE PARTE!!" Urlarono in coro i due fratelli.

   "C'è anche un biglietto gratis per il casinò che sta aprendo adesso!!" Fece frenetico Cuphead. 

   "E c'è Re Dado in persona a cantare!!!" esultò Mugman al settimo cielo.

   "Un momento.."

   Cuphead si avvicinò alla lavagna. "Qui c'è scritto che solo le coppie possono avere il gelato gratis!"

   Mugman si grattò la testa. "Credo che intendano le coppie di fidanzati!"

   "Verifichiamo subito!" 

   Cuphead si avvicinò all'elefantino di guardia. 

   "Mi scusi, signore. Vorremmo entrare per usufruire dell'offerta gelato gratis!"

   L'elefantino lo guardò torvo da sotto la bombetta, mugugnando e grattandosi il mento con la proboscide.

   "Humm. Tu e chi, esattamente, microbo?" barrì il lestofante.

   "Io e mio fratello Mugman! Siamo qui per festeggiare il San Valentino da uomini adulti e maturi!" disse Cuphead, tirando a fianco a sé un torvo Mugman.

   "Mi spiace." Disse l'elefante. "Ma l'offerta gelato è riservata solo alle coppie di fatto, non alle coppie di fratelli. Se volete entrare, dovete pagare l'ingresso E la consumazione!"

   Mugman spinse via lo scomodo consanguineo con gesto stizzito. "Scemo, perché gli hai detto che siamo fratelli??"

   "Huuuuuuh.... Perché lo siamo?? DUH??"

   Mugman si piazzò un facepalm sul grugno.

   "E adesso come facciamo a prendere il gelato gratis? Ci serve una fidanzata!!"

   "HEILA', svitati!!"

   Una voce vispa alle loro spalle li costrinse a voltare le tazze a 180 gradi. 

   Davanti a loro stava il flagello dei commercianti di Calamaio, la summa dell'elargizione gratuita, l'unica persona delle quattro isole a campare della grossa con passi di tip tap e sorrisetti spicci.

   Miss Chalice si introdusse con una graziosa piroetta e un pugno amichevole sulle spalle di entrambi.

   "Vi ho cercati dappertutto, stavo per fluttuare direttamente a casa vostra! Avete visto? C'è un maaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaare di dolciumeria e fiori profumati per tutta la città!! A chi va di fare un tour di crépes?"

   La ragazzina con la testa a calice conosceva fin troppo bene i due fratelli per non sapere che apettare una risposta per più UN secondo dopo una proposta del genere, era segno che qualcosa non andava. 

   La piccola abbassò le ditine entusiaste e anche gli angoli del sorriso. 

   "Ragazzi..? Huuuh.. vi sentite bene?? Perché mi guardate così.......?"

 

CONTINUA...