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Rating:
Archive Warning:
Fandom:
Language:
Italiano
Series:
Part 12 of Fuffachallenge 2024
Stats:
Published:
2024-02-26
Words:
689
Chapters:
1/1
Kudos:
2
Hits:
9

fuffachallenge 2024, day 13: Radice

Work Text:

Ondeggia.
Il vento soffia leggero, tiepido, odoroso; il vento promette l'estate in arrivo e il grano freme, danza, si muove come onde di un grande mare che sarà oro, ma è ancora del tenero verde della primavera.
Qualcosa nel grano, tuttavia, ricorda; aveva un nome, tempo addietro, ed era un nome beato, che ora, tuttavia, non le appartiene più. Del grano è ora la voce e il cuore, non le serve un nome, e se anche non durerà in eterno, esisterà finché il grano splenderà sotto il sole estivo.
Presto, pensa la voce, giungerà la stagione del raccolto, la stagione del grande mare d'oro che si fa poi nutrimento e cibo, come è da tempi così lontani da essere solo un concetto, nemmeno più un ricordo.
I modi sono cambiati, e le quantità, e i tempi; sono cambiate molte cose, ma non il legame tra umanità e i grandi campi dorati che danzano al vento. La voce si chiede se possa davvero cambiare, se non ci sia, semplicemente, un legame così stretto e indissolubile da estendersi anche oltre la morte del concetto di umano, se mai un giorno dovesse arrivare.
La voce sa che tutto può morire.
Il grano muore, per sua natura, e ritorna; in verità, pensa la voce del grano, nel complesso, la morte non è poi così ineluttabile e irrimediabile come gli umani pensano, e come lei stessa pensava.
“Non esistono fate e folletti”
“Non esistono spiriti naturali”
È stato detto, ed è stato pensato, ed è diventato così intenso da... fare qualcosa. Fare qualcosa a quelli come lei, nati umani e vissuti umani ma con un qualcosa di sbagliato, irrimediabilmente disumano, che non può essere cancellato, e che alla fine, in un modo o nell'altro, torna sempre a galla, perché non sono mai stati pensati per avere un corpo di quel tipo. Miryam, forse, capisce davvero, ma lei è cresciuta sapendo, non è mai stata ingannata dalle gentili bugie che l'umanità si racconta per non dover avere paura delle cose che non può controllare.
La voce ride e il grano freme, le radici che affondano nella terra fertile e umida. Non è la stessa terra di un tempo, anche quella cambia – perché tutto cambia – ma allo stesso tempo niente cambia mai. Ogni cosa si adatta a mantenere, ma al contempo nulla diventa mai troppo dissimile da ciò che deve fare. La voce non si preoccupa dei cambiamenti, perché vi sono concetti che trascendono tutto il resto: lei, ad esempio, e gli spiriti che vegliano le acque, che hanno molti nomi diversi; e tanti altri come loro che sono poco più e poco meno che la voce di cose che non hanno voce.
Oh, a volte è difficile. Non tanto per lei, che è voce di qualcosa che serve; ma tante altre voci sono schiacciate e cacciate e soffocate, voci di mare e di vento e di nubi. Cambierebbe davvero qualcosa, si chiede la voce, se queste altre voci fossero ascoltate?
Lei non pensa.
Come ogni creatura incontrollata, l'umanità danneggia il luogo dove vive. Anche questo è naturale, coerente, inevitabile, così come lo sono le conseguenze. Forse questo è triste, forse l'avrebbe trovato triste, molte stagioni prima, quando aveva piedi e mani e colori e pennelli. Ma ora sembra solo sensato, una conseguenza come un'altra.
Alla voce poco importa di cose come la tecnologia, non le importa che il grano venga raccolto da macchine, da falci o da mani armate di coltelli di selce. Quel che importa è che arriverà la stagione – come sempre è arrivata e come sempre arriverà – e il grano verrà raccolto – o forse no, ma poco importa – e poi arriverà la morte da cui, come sempre è successo, i semi torneranno a nascere, e così in eterno, finché esisterà il concetto di seme, e il concetto di grano, e il concetto che ciò che muore può tornare.
Fino ad allora, finché le radici affonderanno nel terreno e lei sarà lì, a guardarle crescere, a sentirle come estensioni della sua coscienza – finché il vento soffierà – finché esisterà il sole – fino ad allora, non ci sarà morte per lei e per quelli come lei.

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