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Language:
Italiano
Series:
Part 1 of "Operazione VCH!" ovvero "Vendetta contro Hojo!" ^__-
Stats:
Published:
2024-04-14
Words:
4,478
Chapters:
1/1
Kudos:
15
Hits:
110

Confessione in cielo

Summary:

Questa “one-shot”, pubblicata nel sito in cui ero autrice nel 2010, nella sua imperfezione (non ho esplorato tutto l'episodio, ma solo la parte che mi premeva), ha dato il via ad una serie di ff che ho chiamato “Operazione VCH!”, ovvero “Vendetta contro Hojo!” ^__-. Perchè vendetta? Perchè il sensei, il maledetto, in tanti, troppi momenti del manga e dell'anime ci ha negato la giusta conclusione per i nostri beniamini Ryo e Kaori, quindi nelle ff di questa serie il procedimento è il seguente: riporto fedelmente il contenuto del manga (quindi tutta farina del sacco di Hojo!), poi, ad un certo punto della storia intervengo con la mia manina e la faccio finire come Dio (cioè io) comanda! E così mi sono levata un po' di soddisfazioni...e spero di levarle anche a voi! ^__- In questa “what if” sono andata a riprendere un episodio di City Hunter (Vol.27 e 28 del manga) che amo molto e me lo sono rigirato alla mia maniera... Buona lettura!

Notes:

(See the end of the work for notes.)

Work Text:

COMPAGNIA AEREA UEDA S.P.A.

TRASPORTO MERCI

Ueda Air Transport

“Shouko, un momento! Sono solo venuto a farti gli auguri per il tuo nuovo lavoro..perchè fai così?!”

Ryo strabuzzò gli occhi, mentre il panico saliva letteralmente alle stelle.

O cazzo, ma chi se lo aspettava che Shouko avesse QUESTO in mente quando li aveva invitati all’aeroporto?!?

Lui no di sicuro, altrimenti se la sarebbe filata alla chetichella, e nemmeno l’F.B.I. sarebbe riuscita a scovarlo!!!

Certo, sarebbe stato un vero peccato lasciarsi sfuggire un incontro con una pollastrella di prim’ordine come Shouko Amano….

Da quando l’aveva conosciuta, in modo francamente un po’ insolito (la bella pilota si era schiantata nientemeno che con l’aereo dentro il suo salotto!), aveva sognato milioni di volte di mettere le mani su quello squisito bocconcino (anche se Kaori come al solito gli aveva rotto le palle!), ma prima aveva dovuto liberarla dai suoi implacabili nemici, giusto per avere il campo spianato da inutili distrazioni: la ragazza infatti suo malgrado era finita invischiata in un traffico di droga, e lui aveva avuto il suo bel daffare a difenderla, considerata la fobia per il volo che aveva scoperto di avere!

Con la sua infallibile mira era riuscito a salvarla da un pericoloso attentato aereo, pur restando a terra, e la ragazza era rimasta così impressionata dalla sua abilità che gli era sembrata molto ben disposta a concedergli le sue grazie!

Aveva sperato che la sua chiamata mirasse a una fantastica bottarella come ricompensa finale, tanto per chiuderla in gloria…ma già, se avesse avuto in mente quello, perché Shouko avrebbe dovuto richiedere espressamente anche la presenza di Kaori?!?

Stupido imbecille che non era altro!!!

Si era fatto trascinare ancora una volta dalla sua smania di mokkori, e non aveva usato la testa!

“Lasciami fare…E’ il mio primo volo con questa compagnia e vorrei farlo con voi due!” insistette Shouko con il suo solito entusiasmo, trascinandolo senza mezzi termini sulla pista.

Niente da fare: nulla poteva incrinare la gioia assoluta di Shouko Amano alla prospettiva di solcare ancora una volta il cielo azzurro.

Per lei, pilota provetta che ADORAVA volare e viveva solo per quello, era semplicemente inconcepibile che qualcuno ne odiasse anche solo l’idea!

Ora che la sua vita era ritornata limpida come uno specchio d’acqua, da quando i trafficanti di droga erano stati assicurati alla giustizia, come ciliegina sulla torta aveva anche trovato un nuovo lavoro, e la sua felicità era incontenibile; per questo probabilmente voleva dividerla con lui, anzi, con loro, nel modo migliore che conosceva! “

”Pe…però!” tentò di obiettare debolmente Ryo, mentre Shouko faceva pressione sulla sua schiena spingendolo inesorabilmente verso il piccolo velivolo sul quale voleva a tutti i costi farlo volare.

“Sei guarito, no? Non c’è più nessun problema!” trillò esuberante Shouko, mentre Kaori li seguiva con un’aria accigliata.

Quella storia non le piaceva per niente.

Perché Shouko aveva voluto che andasse anche lei all’aeroporto?

A che cosa le serviva la sua presenza?

Era chiaro che in realtà desiderava stare sola con Ryo… perché diavolo l’aveva chiamata a fare il terzo incomodo?!?

Kaori ingoiò la bile che le saliva da dentro, consapevole di non aver più nessuna scusa valida per rompere le uova nel paniere a quei due, ora che il caso era risolto.

Che cosa poteva obiettare, di grazia?

Ryo era libero…lei non era niente, non aveva nessun diritto su di lui : era solo la sua socia, e per di più una socia pasticciona e inconcludente, che riusciva sempre a cacciarsi nei guai e a fargli rischiare la pelle!

Il senso di colpa la schiacciò come un macigno quando si ricordò la sua ultima disgraziata impresa: sconvolta per la gelosia verso Ryo e Shouko, che stavano tubando come colombe innamorate dopo che la ragazza l’aveva scampata dalla bomba piazzata sull’aereo grazie alla mira infallibile di Ryo, lei per sfogarsi aveva attaccato incautamente da sola l’ex capo di Shouko, che visto il fallimento del suo piano criminoso, stava per fuggire insieme ai suoi complici.

Questa sua bella alzata di ingegno aveva dato a Khomori, il killer ingaggiato per sconfiggere Ryo, l’occasione perfetta per rapirla, e così si era ritrovata imbarcata con quei delinquenti sull’aereo con cui stavano per filarsela.

La sua morte sarebbe stata ineluttabile (un bel tuffo a volo d’angelo nell’oceano….senza paracadute, naturalmente!) se Ryo non avesse trovato in sè stesso la forza di vincere la sua fobia e non fosse intervenuto a salvarla.

Era salito sull’ala dell’aereo in partenza e aveva volato così, all’esterno, in balia del vento e degli elementi, agganciato solo con la forza dei suoi muscoli: poi li aveva colti di sorpresa e aveva messo fuori gioco il terribile Kohmori con una mano sola (la sinistra, per di più!), come se fosse normale amministrazione, come se non avesse mai avuto paura di volare.

Incredibile, ma vero!

Ryo… Non si risparmiava mai per proteggerla, mai, anche a costo di morirne…

Ma era giusto continuare a chiedergli di rischiare la pelle per la sua inutile vita?

Forse era ora che si arrendesse all’evidenza dei fatti: lei era una pericolosa buona a nulla, una vera e propria palla al piede, ed era decisamente meglio che si facesse da parte e gli lasciasse vivere la sua vita senza più stargli in mezzo alle scatole!

Da solo, Ryo avrebbe corso molti meno rischi.

Sarebbe andato avanti senza problemi, e si sarebbe presto consolato della sua assenza…magari proprio con Shouko…. perché no?

Tra i due c’era feeling…davanti avevano un futuro radioso, che gli si spalancava di fronte con tutte le sue magiche possibilità…lei era solo un granello insignificante di sabbia, un bruscolino fastidioso in un occhio!

Kaori lanciò un’occhiata malinconica ai due che stavano ancora battibeccando, il cuore stretto in una morsa.

Era così presa dai suoi pensieri autolesionistici e disfattivi che non notò per niente che la faccia di Ryo in quel momento era tutt’altro che entusiasta, e per una volta sembrava infischiarsene altamente della presenza di una bella ragazza, mentre tutta la sua attenzione era catalizzata dalla vista dell’aereo.

Se avesse potuto leggergli nei pensieri sarebbe stata molto più sollevata, perché in quel momento Ryo a tutto stava pensando tranne che a un suo possibile futuro con Shouko.

Cazzo, stracazzo, iperstracazzo!

Oh, no, e chi glielo andava a spiegare a quella che non era veramente guarito, ma che era riuscito a salvare Kaori da quel bastardo di Kohmori soltanto perché era PROPRIO LEI ad essere stata rapita?!?

Ryo lanciò un’occhiata apprensiva a Kaori, che si limitò a fare spallucce.

La sua faccia perplessa diceva chiaramente che pure lei non aveva la minima idea di che cosa significasse tutto questo, ma dal suo atteggiamento si capiva anche che non aveva nessuna intenzione di fermare Shouko.

Sembrava… distratta, o meglio, aveva un’aria triste e mogia: apatica, quasi.

Che diavolo le prendeva?

Non sembrava in sé, quindi davvero non poteva aspettarsi nessun aiuto da quella parte.

Ma poi, perché avrebbe dovuto pensare di intromettersi?

Anche lei era convinta che fosse guarito, stramaledizione!

Non poteva sapere che… “Sì, ma…però….” obiettò Ryo sempre più debolmente.

Oddio, era finita!

O mandava completamente a puttana il suo orgoglio e ammetteva platealmente di essere ancora terrorizzato dal volo (ma poi sarebbe stato costretto anche a spiegare come era riuscito ad effettuare il salvataggio di Kaori!), oppure…

“Dai, Kaori, Sali anche tu! Che aspetti?” la invitò Shouko giuliva, dopo essere finalmente riuscita a far sedere Ryo nel posto di fianco al pilota.

L’espressione di Ryo era tutta un programma, e Kaori si domandò vagamente perché mai fosse così a disagio.

Era strano…non avrebbe più dovuto essere così!

La sua fobia l’aveva superata, no?

E allora, per quale motivo…

Kaori fu costretta ad interrompere le sue elucubrazioni, richiamata dal gesto imperioso della mano e dall’occhiata impaziente di Shouko, che l’invitava a prendere finalmente posto.

Kaori con un sospiro si arrese e salì anche lei sul piccolo aereo.

***

“Come ti senti, Ryo? Adesso che sei guarito ti piace volare, vero?”

Shouko gli lanciò un’occhiata in tralice, sotto la quale Ryo faticò non poco a mantenere una parvenza di autocontrollo.

“Ehm…molto…” , biascicò a fatica. Ah…Ahi….

Porca miseria, se la stava già facendo sotto, ed erano appena decollati!

Come avrebbe fatto a portare a casa la pellaccia, questa volta?!?

Non poteva nemmeno fare affidamento su Kaori!

Lei continuava a starsene per i fatti suoi, come se volesse rendersi invisibile, e proseguiva tranquillamente a guardare fuori dal finestrino, beatamente inconsapevole dei tormenti che il suo socio stava passando!

Shouko sorrise, con uno strano luccichio negli occhi.

Il suo sesto senso entrò subito in allarme.

Che cosa accidenti stava complottando Shouko?

Aveva l’impressione che…ma no, doveva essere la sua immaginazione che stava facendo gli straordinari…che cosa mai poteva esserci di losco sotto quell’innocente invito a volare?

Ryo deglutì, ma nella sua bocca completamente secca non c’era una sola goccia d’acqua: tutti i liquidi del suo corpo sembravano essere stati richiamati improvvisamente dalla sua vescica, e minacciavano di esplodere nel modo più umiliante possibile!

No, non poteva essere!

Lui era Ryo Saeba, che cavolo, lo sweeper numero uno del mondo!

Aveva una reputazione da difendere, Cristo!

Con incosciente spavalderia, colto da un rigurgito folle di orgoglio si lasciò andare all’esagerazione, concedendosi una spacconata micidiale.

“Eh…E’ divertente..” commentò con un sorriso che assomigliava di più alla smorfia di un torturato a morte.

Shouko sorrise ancora più ampiamente.

La faccia stravolta di Ryo era spassosa da morire!

Ma non si accorgeva che teneva le mani giunte come se stesse pregando?

E aveva anche il coraggio di voler fingere di divertirsi!

Shouko sbirciò Kaori, seduta dietro di lui, per vedere se si fosse resa conto della situazione, ma la bella sweeper a giudicare dalla sua espressione sembrava essersi estraniata del tutto.

Guardava chissà cosa fuori dal finestrino e non si interessava per nulla alla loro conversazione, almeno così sembrava.

Beh, presto avrebbe scoperto che invece quello che stava succedendo era molto, MOLTO interessante….e decisamente degno di attenzione!

Shouko increspò le labbra maliziosamente.

“Allora ti farò provare una cosa ancora più divertente! Tenetevi forte, ragazzi!” gli rispose allegra, impugnando la cloche con più forza.

Cominciò sicura la virata, mentre Ryo impallidiva paurosamente e Kaori girava la testa verso di loro, di colpo attenta e presente.

“IH?”

Il mugolio di Ryo era diverse ottave sopra la sua voce normale.

L’aereo sfrecciò nel cielo descrivendo due cerchi perfetti mentre si lanciava in picchiata.

“Doppio avvitamento in caduta libera…” lo informò la bella pilota serafica.

“UAAAARGH!”

Ryo strillò senza nessun ritegno, convinto di essere in procinto di incontrare una volta per tutte il suo creatore.

Kaori invece mantenne un invidiabile sangue freddo, e nemmeno un lamento provenne dalle sue labbra, anche se si puntellò con più cura alla sua postazione.

Ryo ormai si trovava a testa in giù, e il sangue gli saliva alla testa in modo insopportabile…per non parlar del resto!

“AIUT…UAAAH…”

“Dunque, adesso proviamo il…” continuò lei implacabile, come se non avesse sentito i lamenti pietosi di Ryo.

“AH…AAAH….FERMA, FERMA!”

Ryo aveva deciso: tutto il suo orgoglio non valeva la pena di subire quella atroce tortura!

“In verità non sono affatto guarito, credimi!”, confessò con un immenso senso di sollievo. “Presto! Fammi scendere, ti prego!” la supplicò poi, fremendo di un’ansia incontrollabile.

Kaori lo guardò stupita, corrugando le sopracciglia, ma Shouko accolse quella sorprendente dichiarazione con un lieve sogghigno.

“Eh, eh...Lo sapevo…L’avevo immaginato…”

Eh? Ma di che sta parlando?, si chiese Kaori, sempre più meravigliata, mentre Ryo cominciava a sudare freddo.

“Ma quando Kaori è stata rapita, come mai non hai avuto nessuna difficoltà a salire sull’aereo?”

Eccola lì, la domanda da un milione di dollari.

Shouko non aveva avuto nessuna pietà, e gliel’aveva spiattellata sul muso proprio davanti a Kaori!!!

“Eh…Ah…Ma…” tergiversò, sentendosi con le spalle al muro.

Cazzo, Kaori lo stava fissando, e aveva le orecchie ben tese per sentire la sua risposta!

Doveva trovare un qualunque straccio di scusa, altrimenti…

“Che ne so! Non riesco a capire nemmeno me stesso!” borbottò senza troppa convinzione.

Shouko gli sorrise con aria di compatimento.

“Aah…Allora cambio la domanda!” Ryo la fissò sconcertato.

E adesso, che cosa…

“Ryo…Tu ami Kaori, non è vero?!?”

“EH…?!” sbottarono Ryo e Kaori all’unisono, le facce sconvolte che riflettevano lo stesso identico sgomento, come se fossero gemelle.

“Rispondimi onestamente. Ho il diritto di saperlo!” Perché se non è così, allora tu sei MIO!, concluse mentalmente Shouko, coltivando un insano filo di speranza.

Se si era sbagliata, allora forse, tra lei e Ryo…

“Che cavolo stai dicendo?!” sbottò Ryo furioso, facendo crollare tutte le speranze che erano nate a tradimento in Kaori. “FAMMI SCENDERE, PIUTTOSTO! PRESTO!”

Shouko non si arrese.

Sapeva che non sarebbe stato così semplice estorcergli la verità, e non si sarebbe fermata tanto facilmente: doveva essere sicura, assolutamente sicura che il cuore di Ryo fosse libero!

Solo così avrebbe potuto continuare a sognare un futuro con lui, in nessun’altro caso.

Questa certezza ancora non ce l’aveva, quindi non avrebbe esitato a usare tutti i mezzi in suo possesso per costringerlo ad essere sincero.

Con Kaori, con lei…e anche con sé stesso.

Scrollò la testa, decisa.

“Non ne ho voglia!” Ryo si sentì sprofondare all’inferno. “Se non mi rispondi sinceramente, non ti faccio scendere!” ribadì lei caparbia.

Cazzo, i suoi peggiori incubi si stavano realizzando!

Ryo si strinse al sedile con tutte le sue forze, il sudore che gli scorreva ormai a fiumi lungo la pelle.

Non osava guardarsi alle spalle per incontrare lo sguardo di Kaori, ma non aveva dubbi che lei fosse in preda alla sua stessa confusione, e stesse aspettando la sua risposta con ansia spasmodica.

“Allora…Un altro avvitamento….?” suggerì Shouko perfida, cominciando la manovra.

“UARGH!” mugolò lui disperato, conficcandosi le unghie nella pelle a sangue.

Ryo ormai era distrutto.

Finito, sbriciolato, massacrato.

La sua dignità in pezzi, il suo orgoglio polverizzato, la sua anima pronta a svelarsi fino in fondo pur di uscire da quella trappola mortale.

Che Dio lo perdonasse, NON POTEVA PIU’ RESISTERE!!!

“IO…IO…VA BENE! TE LO DIRO’!”urlò con tutto il fiato che aveva in gola, mentre Shouko continuava a volteggiare senza dargli tregua. “IO AMO KAORI, L’HO SEMPRE AMATA! PER QUESTO SONO RIUSCITO A SALIRE SU QUELLO STRAMALEDETTO AEREO PER SALVARLA! NON POTEVO LASCIARE CHE UCCIDESSERO LA MIA SOLA RAGIONE DI VITA!”

Ecco, ora l’aveva detto!

Il senso di liberazione che provò a causa di quella confessione per un istante gli diede le vertigini, molto più delle evoluzioni spericolate in aria di quella infida e traditrice pilota.

Già, ma adesso?

Era da quel momento che cominciava il vero pericolo…

Shouko immediatamente riallineò l’aereo, e Ryo ricominciò finalmente a respirare. Il tumulto delle emozioni però lo aveva completamente esaurito, e crollò sul sedile del passeggero come un sacco di patate.

“Questa volta sei stato sincero. Ora possiamo tornare.” annuì Shouko laconica, lasciando che la delusione le dilagasse dentro senza argini.

Quella era la verità: proprio come aveva sospettato.

Sbirciò la sua fortunata antagonista, ma lei per il momento non sembrava ancora conscia fino in fondo delle implicazioni di quella confessione.

Kaori, infatti, era rimasta completamente paralizzata.

Non era possibile…

Ryo…aveva detto che….

L’aereo tornò a dirigersi verso l’aeroporto, con il suo carico di emozioni e sentimenti contrastanti.

Shouko lo avrebbe fatto atterrare, certo, ma Kaori sentì che difficilmente sarebbe mai più scesa dalle altezze vertiginose in cui stava volando con il suo cuore!

***

“Ah, ecco fatto. Adesso è tutto tuo, Kaori.”esclamò Shouko con il fiato un po’ spezzato, sfregandosi le mani soddisfatta.

Kaori annuì senza rispondere, anche lei leggermente ansimante.

Era stato uno sforzo mica da poco quello di caricare un Ryo distrutto e ancora sotto shock sulla loro Mini!

Appena l’avevano piazzato sul sedile lui si era raggomitolato ed era crollato di schianto nel sonno (o era uno svenimento?!?): sembrava incredibile che riuscisse a stare in una macchina così piccola in quella scomoda posizione!

Certo che sarebbe stata una vera impresa riuscire a guidare in quelle condizioni per tornare a casa…., pensò oziosamente Kaori, ma senza riuscire a preoccuparsi realmente.

Si sentiva avvolta in un’atmosfera ovattata, irreale.

Ancora non ci poteva credere che lui avesse ammesso di…

“Ti saluto, Kaori, ora devo proprio andare.” la richiamò al presente Shouko, appoggiandole una mano sulla spalla.

Kaori la fissò con lo sguardo ancora un po’ velato e perso, poi si riprese e annuì. “Sì, certo. Grazie infinite per ciò che hai fatto, Shouko. Io…ti sono infinitamente grata…davvero.”

Shouko le strizzò un occhio, poi le fece un sorriso in cui c’era un lievissimo filo di malinconia.

“Non devi ringraziarmi. Voi avete aiutato me, e io spero di avere aiutato voi. Vi auguro tanta felicità, Kaori. Sono sicura che ve la meritate tutta!”

Poi volò via leggera, prima che una lacrima importuna le sgorgasse dagli occhi a rivelare la sua profonda tristezza.

Lei aveva fatto la sua parte: ora toccava a loro due.

Se non erano totalmente stupidi, avrebbero colto l’occasione per dare una svolta sostanziale al loro rapporto, altrimenti….no, non c’era nessun altrimenti.

Era l’unica strada possibile, punto.

Lanciò un’ultima occhiata colma di rimpianto alla Mini rossa che si stava già allontanando.

Ryo…addio. Questa volta ho portato l’amore a voi due, però non sono Cupido…non mi va’ di portare l’amore solo agli altri…Non lo voglio più fare! La prossima volta toccherà a me…

E con questa silenziosa promessa a sé stessa, Shouko si avviò fiduciosa e rinfrancata verso il suo aereo.

***

“Siamo arrivati. Adesso puoi anche smetterla di fingere di dormire.”

Kaori lanciò un’occhiata ironica al suo socio, che se ne stava stravaccato a occhi chiusi sul sedile del passeggero; poi, senza attendere risposta, uscì dalla Mini e chiuse lo sportello, dirigendosi verso la scala interna che dal garage portava al loro appartamento.

Ryo sospirò, poi aprì le palpebre lentamente.

Perfetto.

Non l’aveva ingannata neanche per un momento.

Beh, per lo meno aveva evitato le sue insidiose domande durante il viaggio di ritorno…ma ora non poteva più sfuggirle.

La resa dei conti era vicina.

Sempre sospirando scese dall’auto, e con passo lento e ancora un po’ incerto si diresse verso il luogo del tanto temuto confronto.

Kaori lo stava aspettando.

Seduta sul divano in salotto, le braccia incrociate, negli occhi una luce determinata che gli fece accapponare la pelle per il terrore.

No, questa volta non sarebbe riuscito a evitarla.

Ma doveva almeno provarci, no?

Con aria fintamente disinvolta, si stiracchiò e finse di asciugarsi la fronte con le mani.

“Caspita, mi sento tutto sudato e appiccicaticcio! Forse è meglio che vada a farmi una doccia…”

Le girò le spalle e fece il gesto di avvicinarsi alla scala che portava al piano superiore e di conseguenza al bagno, ultimo rifugio che gli era rimasto.

“Ryo.”

Lui si immobilizzò all’istante.

Ahia.

Come previsto, non gliel’avrebbe fatta passare liscia.

Aveva già il martello in mano per piantare saldamente i chiodi della sua croce!

Deglutì, la gola ancora una volta completamente secca.

“Non avrei mai creduto che tu fossi un vigliacco.” gli disse lei piano in quel momento.

Ryo si sentì punto sul vivo, e si voltò verso di lei stizzito.

“Oh, andiamo..soltanto perché ho paura di volare?!? Tante persone hanno una fobia di qualche tipo, alcune sono anche veramente assurde, e..”

“Non mi riferivo a quello.” lo fermò lei lapidaria, gelandolo completamente.

Ah.

Kaori quindi si riferiva alla sua vigliaccheria nei sentimenti, quella che gli aveva fatto negare ad oltranza il suo amore per lei, pur di tenerla lontana.

Un giudizio molto duro, ma….accidenti, non poteva negare che avesse ragione da vendere!

Non poteva ribattere a quell’affermazione, ma comunque lei non gliene diede il tempo, perchè si alzò in piedi lentamente, e lui la fissò a bocca aperta.

D’istinto cominciò a indietreggiare, mentre lei avanzava passo passo con le movenze aggraziate di un felino in caccia.

“Ehm, guarda Kaori che hai frainteso..a proposito di quello che ho urlato prima sull’aereo…cioè…ecco, io….ho detto soltanto quello che Shouko voleva sentirsi dire…Quella matta non voleva farmi scendere, e…Non c’era niente di vero, sai?” balbettò sotto pressione.

Cazzo, era troppo sfinito per riuscire a riprendere il controllo dei suoi nervi e per poterle opporre la sua solita flemma imperturbabile!

Che ne era stato della faccia di bronzo con cui le aveva mentito per anni, accusandola di essere un travestito, l’unica donna che non glielo faceva venire duro, la rompiballe numero uno del pianeta?

Quella disgraziata gita in aereo lo aveva messo KO!

Era come se la sua maschera di granito si fosse sbriciolata, e ora si sentiva nudo come un verme ed esposto davanti ai suoi occhi, la verità svelata in ogni sua più intima piega…nemmeno un’idiota avrebbe creduto alla pietosa e raffazzonata menzogna che le aveva imbastito sui due piedi!

Non aveva speranza che lei gli credesse, ma per un attimo si illuse, perché Kaori a quelle parole si fermò.

Forse, se lei avesse dato spazio alla sua esagerata insicurezza ancora una volta..allora…

Un lampo di indecisione le brillò negli occhi, ma fu solo per un attimo: la sua avanzata riprese inesorabile, e un’espressione ancora più caparbia si stampò sul suo viso.

Ryo si ritrovò letteralmente con le spalle contro la parete, con Kaori che era diritta in piedi di fronte a lui, completamente padrona della situazione.

Dio, com’era bella quando faceva così….era ancora più sensuale e accattivante…

No, non doveva pensare a questo, doveva controllarsi, doveva respingerla, doveva…

Gocce di sudore gli imperlarono la fronte, mentre cercava di ricordare tutte le centinaia di buoni motivi per cui una relazione tra loro due era impossibile, non ultimo il fatto che Makimura dal cielo lo avrebbe come minimo fulminato!

“No. Non ti credo.”

Ryo ricadde sulla terra dalle sue divagazioni, e si ritrovò a fissare quelle belle labbra rosse e piene incurvate in un sorriso sicuro che sanciva la sua definitiva sconfitta.

“Posso anche essere una sweeper imbranata, ma so ancora riconoscere una bugia clamorosa quando la sento…come quella che mi hai appena detto adesso.”

Gli occhi di Kaori divennero due laghi dolci e placidi, nelle cui acque profonde però si intuivano correnti sotterranee, che lo avrebbero trascinato sul fondo inesorabilmente se fosse stato così pazzo da tuffarcisi dentro.

Ma era così pazzo?

No, doveva resistere a tutti i costi…anche se a dire il vero faceva persino fatica a ricordarsi il perché!

Lei si umettò le labbra, causandogli un’atroce fitta di desiderio all’inguine.

Oh, no!

Se avesse perso il controllo anche del suo corpo, lei avrebbe avuto la prova plateale della sua passione esattamente in quel momento, premuta senza pudore contro il suo ventre!

Erano così vicini, che…

“Ryo….” lo chiamò lei dolcemente, la voce così suadente da sembrare il canto irresistibile di una sirena.

Porc…, ma come faceva ancora a resisterle?

Ora che si era lasciato sfuggire dalla bocca il suo amore per lei, era come se gli fosse diventato impossibile richiudere di nuovo quella porta che era sempre stata rigidamente serrata.

La porta della sua anima.

I suoi sentimenti traboccavano, tracimavano, premevano per uscire con violenza, incapaci di ritornare nell’alveo troppo ristretto in cui li aveva confinati fino a poco prima.

Non ce la faceva più: in fondo, era soltanto un uomo….

La mano di lei gli accarezzò una guancia, delicata come un sospiro.

Era così vicina che tra di loro corpi c’era soltanto un millimetro di distanza: sarebbe bastato un minimo spostamento, e… Ryo la fissò sgomento.

Era troppo vicina!

Non poteva ragionare se lei gli stava così addosso!

“Kaori, io…”

“Sta zitto…e baciami.” gli ordinò lei con un sorriso provocante e innocente al tempo stesso, perché mentre la sua bocca lo invitava come un frutto maturo e succoso, le sue guance si erano arrossate deliziosamente per l’audacia della sua richiesta.

Restò senza fiato e insieme incantato da quella sua inaspettata dimostrazione di sfrontata sicurezza nella sua femminilità.

“Kaori….”

Lei scosse la testa, poi avvicinò il viso al suo, appoggiandogli due dita sulle labbra, come per dirgli che non era più il tempo delle parole.

Gli occhi scuri e insondabili incontrarono gli occhi nocciola e carezzevoli, e si dissero tutto quello che dovevano dirsi.

Basta.

Il tempo dell’attesa era finito.

Finiti i tormenti, i ripensamenti, le indecisioni, le titubanze. Finito il tempo di rimuginare sui pericoli a cui la esponeva, sul suo passato cupo che lo rendeva indegno di lei, sui suoi dubbi sulla capacità di impegnarsi sul serio e fino in fondo con una donna soltanto.

Finito tutto.

Era il momento di alzare bandiera bianca, e di arrendersi finalmente al suo destino.

Aveva lottato, a lungo e duramente: per lei, soltanto per lei, e aveva perso.

Ma quella sconfitta si traduceva anche nella sua vittoria, e questo era l’aspetto più assurdamente magnifico di quella estenuante battaglia, che non lasciava vittime ma solo vincitori.

Il senso di pace e la gioia che lo invasero occuparono ogni particella del suo essere, facendolo sentire vivo come mai si era sentito.

Erano insieme, uniti.

Qualunque cosa li aspettasse nel futuro, l’avrebbero affrontata insieme.

Quella era la sola verità, l’unica che contava davvero.

Ryo allontanò le sue dita, poi annuì, serio.

Kaori sentì il cuore che le schizzava in gola, mentre Ryo avvicinava lentamente il suo viso, dandole tutto il tempo di allontanarsi.

Ma lei non ne aveva nessuna intenzione!

Quando le loro labbra si incontrarono, la scossa si propagò ad entrambi nel profondo, ma il bacio proseguì lento, cauto, lieve come una piuma.

Poi Ryo cominciò a premere con più forza, schiudendole le labbra, e finalmente i loro sapori si mescolarono, le loro lingue umide cominciarono la dolce danza dell’amore, e si trovarono avvinghiati in un abbraccio senza fine.

Il bacio crebbe, si dilatò, superò i confini terreni e avvinse le loro anime per l’eternità, saldandole con un vincolo indissolubile.

Quando lui la lasciò andare, il tempo e lo spazio avevano assunto un altro significato.

A tutti e due sembrava di fluttuare in un punto indefinito in alto, in mezzo alle nuvole… Ryo appoggiò la fronte sulla sua, poi gli sfuggì una risatina.

Lei lo guardò interrogativa, e lui le rispose con un sorriso sornione. “Sai, può anche darsi che non metta mai più piede in un aereo in vita mia, ma…non ne ho nessun bisogno, perché con te ho proprio l’impressione di volare….”

Kaori sorrise emozionata, commossa dalle sue parole. Non ebbe però il tempo di rispondergli a tono perché lui la sollevò sulle sue forti braccia e cominciò a dirigersi verso le scale.

“Ehi, ma che cosa stai facendo?”

Lui le fece l’occhiolino.

“Partiamo per un’altro volo, no? E questa volta ti porterò così in alto, che arriverai diritta in Paradiso!” le promise spavaldo.

Kaori sorrise radiosa, allacciandogli le braccia al collo.

Sì, avrebbero volato insieme sino in Paradiso….un Paradiso creato soltanto per loro due!

 

THE END

Notes:

N.D.A.: Attenzione: come anticipato alcuni pezzi di dialogo e pensieri sono stati ripresi pari pari dall’episodio omonimo di City Hunter di Tsukasa Hojo. Li ho modificati solo dove era necessario per adattarli alla situazione della mia ff! ^__^
Shouko Amano per chi non se lo ricorda è la protagonista degli episodi “Chi ha paura di volare” e “Lo sweeper che non riusciva a volare” contenuti nel volume 27, e degli episodi “Flight,Flight (il terribile volo)” “Airport ‘89” e “Confessione in cielo” (da cui questa ff ha preso il titolo) contenuti nel volume 28 di City Hunter.
A me è molto simpatica quella ragazza: prima di tutto riesce a far dormire insieme Ryo e Kaori (o quasi), e poi riesce anche a estorcere una significativa confessione a Ryo (anche se Kaori poi di fatto non ne usufruisce), dimostrando anche di essere molto generosa, visto che palesemente Ryo le interessa!
La sua idea era buona, però era incompleta: mancava la presenza di Kaori sull’aereo, l’unico modo per riuscire veramente a incastrare Ryo!
In questa ff ho raccontato appunto come avrei voluto che andassero le cose quando stavo leggendo questo episodio del manga…poi però ho letto i volumetti successivi, e…ho cambiato completamente idea! Sarebbe stato un peccato mortale non conoscere Mick, perciò sono felicissima che Hojo non l’abbia finita lì, anche se non cesserò mai di lamentarmi del fatto che non ha dato un finale più chiaro alla storia! Comunque, ho voluto salvare quello che la mia immaginazione aveva partorito diverso tempo fa, e che non avevo mai fissato sulla carta: spero che vi sia piaciuto! ^__-