Chapter Text
Kaori stava camminando per strada canticchiando, di umore insolitamente allegro.
Era un periodo in cui non avevano nessun incarico, e quindi come al solito erano al verde, ma la giornata era così bella che per una volta non aveva nessuna voglia di rimuginare sulle loro miserie.
In un modo o nell’altro, se la sarebbero cavata come sempre…ce l’avevano pur fatta fino a quel momento, no?
Il suo passo era elastico ed energico, il viso era disteso e sorridente.
Poi però ebbe come l’impressione che…
“MH?”
Si voltò per guardarsi alle spalle.
Le era sembrato di sentire una serie di clic, come quando uno scatta delle foto, e poi…
“Eh?”
Si sentiva osservata….però, nessuno dei passanti sembrava fare caso a lei….
Forse…stava diventando paranoica?!
Kaori scrollò le spalle.
"Strano…”, si disse passandosi una mano sui capelli per scostare il ciuffo che le era caduto sulla fronte, poi riprese la sua strada, convinta di aver preso un abbaglio.
Ma non si era affatto sbagliata…
L’uomo nell’ombra la fissò mentre se ne andava, ben nascosto dietro l’angolo del muro.
E nei suoi occhi c’era un lampo di feroce determinazione…
***
“Come?! Qualcuno ti segue?”, esclamò scettico Ryo, quando Kaori gli ebbe raccontato le sue fugaci impressioni.
Ryo riprese a leccare il suo cono gelato serafico, per nulla preoccupato.
“Hai fatto qualcosa di male ultimamente? Allora è meglio se ti consegni alla polizia…Avrai toccato il sedere di qualche uomo…o gli avrai rubato le mutande…”, la prese in giro senza pietà, riprendendo a passeggiare con Kaori alle calcagna.
“MA CHE CAVOLO HAI NELLA TESTA?!”, sbottò lei offesa. “In questi giorni mi sento sempre seguita!”, insistette poi con un filo di ansia palpabile nella voce.
“Sì, certo…E’ tipico di chi non ha un fidanzato, troppa considerazione di sé…”
“RYO!” Ma perché non voleva mai prenderla sul serio?! Uhm…quello che le aveva detto comunque le aveva suggerito un’ipotesi…”Però…chi mi segue potrebbe essere un ragazzo che vuole fidanzarsi con me…”
“Umf?”, bofonchiò Ryo con la bocca piena di gelato. “
…Un uomo molto timido che non trova il coraggio di confessarmi il suo amore! …Colpito dal mio fascino..”, cominciò a fantasticare con gli occhi sognanti. “Il mio misterioso ammiratore potrebbe essere il rampollo di una ricca famiglia…”
Ryo cominciò a sbadigliare platealmente, poi finse di addormentarsi, facendole capire che la sua teoria la considerava come minimo improbabile, di sicuro così noiosa da fargli un effetto soporifero!
“SE HAI COSI’ TANTO SONNO, ALLORA TI FARO’ DORMIRE PER SEMPRE!” , gridò lei infuriata, afferrandolo decisa a gettarlo giù dal ponte.
“ARGH! ERA SOLO UNO SCHERZO!” , protestò Ryo terrorizzato.
Gli ci volle del bello e del buono per convincere Kaori a non buttarlo davvero, ma alla fine i due ripresero la loro passeggiata, con animo un pochino meno turbolento di quello che avevano prima.
“Non arrabbiarti così tanto. Pensavo stessi scherzando…”
“INVECE FACEVO SUL SERIO!”, grugnì lei ancora nervosetta. “Anche ieri…Ho sentito chiaramente degli scatti…Sono sicura di essere stata fotografata….”
“Come? …Fotografata?!”
Ryo a quel punto ebbe un’illuminazione.
Nel giro di pochi minuti la portò davanti a un negozio molto frequentato, nella cui vetrina erano esposte centinaia di fotografie.
“Ma questo non è un negozio dove vendono le foto di persone popolari? Lo sai che è un genere che non mi interessa….” , borbottò lei senza capire.
“Sono foto fatte di nascosto dai fans...”, le spiegò Ryo distratto, mentre cercava con lo sguardo quello che cercava.
Quando finalmente lo ebbe trovato, sorrise, poi le indicò con un dito:”Guarda un po’ lì….”
”Eeh?”
Kaori strabuzzò gli occhi per la sorpresa: c’era anche un suo primo piano, con sotto la scritta “L’idolo di Shinjuku: Kaori Makimura”!
“Sapevi di essere l’idolo più richiesto di questo negozio? Pare che le tue foto vadano a ruba…A dire la verità, anch’io ho guadagnato bene con le tue immagini!”, ridacchiò Ryo incrociando le braccia.
Kaori arrossì per la vergogna.
L’unica a non saperlo ero io…Eh eh eh
“Eh eh..Non lo sapevo…”
“Mh?”
“…Non sapevo di piacere così tanto ai ragazzi! Vedi che la gente apprezza la mia bellezza?”, ripartì subito lei per la tangente. “Hai visto, Ryo? Dovresti guardarmi meglio, non è vero? Cosa ne pensi?”, lo rintuzzò maliziosa, felice di avere l’occasione di fargliela pagare per le sue eterne prese in giro sulla sua presunta mascolinità.
“Mm… “, mormorò Ryo meditabondo. Poi finalmente ammise: “HAI RAGIONE. MI DISPIACE…”
Il cuore di Kaori le fece una capriola nel petto, sbalordita che Ryo si fosse sbilanciato così tanto.
Lui era serio, con un’espressione davvero contrita…
“Ryo...Tu…”
Possibile che…anche lui stesse cominciando a rendersi conto del suo vero valore, e che poi magari avrebbe…
L’idea la fece arrossire leggermente, e attese con grande trepidazione che lui proseguisse il discorso appena iniziato.
“Perché sono solo le ragazze che comprano le tue foto! Mi dispiace proprio da matti!”, le svelò con una punta di perfidia, sciabolando a morte le sue nascenti speranze.
Forse sarebbe andato tutto bene se poi non avesse avuto l’idea malvagia di esagerare.
“Kaori, dato che hai tante ragazze a disposizione, potresti passarne una…a me?!”, le propose allegramente.
Quella che Kaori gli passò fu invece una delle sue gigantesche martellate, che lo stese per terra come un birillo!
“Deficiente! E’ PROPRIO UN GRAN DEFICIENTE!” , sbraitò furibonda, cominciando a camminare spedita per allontanarsi da quel mollusco.
“Ma…perché si arrabbia sempre?”, mugolò Ryo infelice, devastato da un feroce mal di testa.
L’emicrania passò completamente in secondo piano quando il suo istinto entrò in fibrillazione: qualcuno stava prendendo la mira per colpire Kaori!
Lo sparo lo sorprese mentre era ancora in ginocchio dopo il colpo ricevuto, e Kaori era qualche metro avanti a lui.
Era troppo lontana, maledizione!
“AAH!” , gridò lei dopo una frazione di secondo dal colpo, cominciando a scivolare a terra come al rallentatore.
“KAORI!”, urlò Ryo in preda al panico, precipitandosi verso di lei.
Fece in tempo ad afferrarla giusto in tempo perché non toccasse terra, ma non riuscì a capire subito se fosse stata ferita.
Lo sguardo di lei era vitreo e allucinato…era chiaramente sotto shock, ma lui non lo era certo di meno!
“KAORI!”, la chiamò gridando, tremando all’idea che fosse mortalmente ferita.
Lei finalmente girò la testa verso di lui e bisbigliò senza quasi voce. “Ryo…”
“Kaori?! Tu...”
L’unica consolazione era che era ancora viva…ma quanto fosse grave la situazione, ancora era un mistero!
“Le scarpe…Il tacco…”, mormorò lei sollevando il piede per fargli vedere.
“Il tacco?”, ripetè lui istupidito, portando l’attenzione su quello che lei voleva fargli notare.
“Ryo… Qualcuno…mi ha sparato…!, balbettò lei impaurita, gli occhi ancora pieni di confusione.
Ryo trattenne un sospiro di sollievo.
La pallottola non l’aveva toccata…Era caduta solo perchè senza il tacco aveva perso l’equilibrio, ma non una stilla del suo sangue era andata persa….
Almeno, non questa volta….perchè a questo punto doveva arrendersi all’evidenza: qualcuno la stava davvero seguendo, e le sue intenzioni non erano per nulla benevole!
Quel proiettile era di sicuro indirizzato alla scarpa di Kaori…quindi era un avvertimento….ma di che genere?!
E da parte di chi?!
E quello non era l’unico problema….che cosa era successo allo sweeper che sentiva arrivare le pallottole e sapeva sempre esattamente che cosa e dove avrebbero colpito?!
Il suo istinto era andato in vacanza alle Bermude senza avvisarlo?!
La verità era che aveva perso completamente la testa quando aveva capito che il bersaglio era Kaori, e doveva fare una grande fatica anche adesso per nasconderle il suo estremo stato di agitazione!
Doveva assolutamente distrarla, prima che lei sentisse il martellare frenetico del suo cuore, che ancora non aveva smesso di galoppare.
“Kaori…Non avrai fatto proposte oscene a qualche criminale?”, buttò lì sapendo di farla arrabbiare.
“EH?”, trasecolò Kaori.
Ma come...qualcuno cercava di ammazzarla, e lui…?
La sua risposta non si fece attendere, e Ryo assaggiò presto la potenza della contrarietà di Kaori, sotto forma di un martello fabbricato in pregiatissimo legno di noce.
Però, aveva gusto la ragazza!
Le chiacchiere dei passanti che si informavano su quanto stesse succedendo, fecero da ronzio di sottofondo alle sue elucubrazioni, condotte sotto la sicura protezione del martello, mentre Kaori rassicurava tutti quanti che era tutto a posto.
Doveva pensare…ma prima, soprattutto, doveva riprendere il controllo di sé!
***
Stazione di Shinjuku.
Ti aspetto questa sera alle otto sulla terrazza panoramica del Murano Building di Shinjuku. ARGENTO., c’era scritto sulla lavagna sotto il classico XYZ.
Kaori giubilò, giungendo le mani in segno di gratitudine a Dio.
“Incredibile…Finalmente, dopo tanto tempo riceviamo un incarico!”
“Che esagerata…”, borbottò Ryo facendo una smorfia.
Argento…, pensò guardingo. Mhm…tutto questo gli ricordava qualcosa di molto sgradevole …o meglio, qualcuno…
“Se questo cliente è un uomo, accetterò l’incarico immediatamente. Vado io a parlare con lui…”
“No , ci vado io..”, frenò lui il suo zelo entusiastico.
Kaori lo guardò stupita. “Ma accordarsi con i clienti fa parte dei miei compiti…”, obiettò rimettendo nella borsa il notes dove aveva appena finito di prendere nota dei dati dell’appuntamento.
“Questa volta aspettami a casa, è meglio!”, stabilì deciso Ryo, in un tono che non ammetteva repliche.
Ma lei non era una da farsi smontare per così poco!
“Però…”, iniziò accelerando il passo per riuscire a stargli dietro, visto che Ryo era partito a razzo per uscire dalla stazione. “ Ti comporti in modo strano da quando mi hanno sparato…Non eri mai venuto con me alla stazione a vedere se c’era un lavoro da fare…” osservò perspicace. Un dubbio malandrino la fece sorridere birichina. “Forse…”
“Mm…”
“...Sei preoccupato per me e magari mi stai proteggendo?”, insinuò lusingata.
Urca, lo aveva centrato come un tordo, e ora stava per finire dritto nel suo carniere!
“Sciocca…Sta’ zitta e fa’ come ti dico!”, chiuse il discorso seccamente.
La cosa migliore era squagliarsela alla svelta: in certi casi, la fuga è la miglior difesa!
“D’accordo…”, acconsentì magnanima lei, un sorrisino sul viso che diceva che non l’aveva bevuta.
Accidenti, era proprio una grandissima rompiballe!
***
Murano Building, ore 20.00
Ryo era seduto su un divanetto in posa rilassata, e intanto osservava il viavai di persone che si affacciavano dalle vetrate per cui era famoso quel grattacielo, per gustarsi il panorama della città di Tokyo che si poteva ammirare dall’alto.
Non molto lontano da lui, dietro una colonna, una piccola impicciona si stava nascondendo meglio che poteva.
Naturalmente era Kaori!
Eh eh…Eccomi qua! Quando Ryo si comporta in questo modo, c’è sicuramente qualcosa sotto…, pensò sogghignando.
Per il momento non stava succedendo ancora niente, però era appena scoccata l’ora dell’appuntamento, e…
“?!”
Kaori vide che un uomo incredibilmente maleducato, seduto dietro il suo socio su un altro divanetto, aveva appena appoggiato i piedi ai due lati della testa di Ryo!
Uhm, quell’uomo le era familiare…ma dove lo aveva già visto?!
Ryo stranamente non fece una piega.
Poi l’uomo si chinò verso di lui, e Kaori si accorse che impugnava una pistola!
“Saeba, stai forse dormendo? Un professionista non dovrebbe mai farsi prendere alle spalle così facilmente!”, lo schernì quello tenendolo sotto tiro.
Ryo ebbe un lieve sorriso. “Sei proprio un cretino…”, replicò impassibile, mentre con la sua Python lo teneva sotto controllo da sotto l’ascella.
“Adesso siamo ad armi pari! Bene…”, ghignò quello alzandosi in piedi, riponendo l’arma nel suo fodero.
“Sei stato tu, vero? Xyz…”, gli chiese Ryo calmo.
“Esatto! E’ tanto tempo che non ci vediamo!...Saeba…”
Ryo gli scoccò un’occhiata in tralice.
“E tu chi sei?”, finse di non riconoscerlo.
“SONO SILVER FOX! IL KILLER PIU’ BELLO E PIU’ AFFASCINANTE DI TUTTI!”, si imbufalì quello impermalito.
“Dai, scherzavo…”, lo placò Ryo alzando le spalle. “Perché sei tornato? Ti sei per caso dimenticato di cosa ti è successo?”, lo provocò ancora Ryo impietosamente.
“Non lo dimenticherò mai…Tu sei l’unico uomo che mi ha umiliato pubblicamente!”, replicò Silver Fox risentito.
No, non avrebbe mai potuto dimenticarlo…
I loro destini si erano incrociati per caso quando lui aveva cercato di uccidere la modella quindicenne Akemi Tezuka; la ragazza lo aveva involontariamente fotografato in una situazione per lui molto delicata, collocandolo quindi sul luogo in cui aveva appena commesso un omicidio ed esponendolo così al biasimo del suo committente e alla caccia della polizia.
Purtroppo Saeba stava proteggendo la ragazzina...
Il loro scontro si era concluso ignominiosamente quando il bastardo gli aveva scattato a tradimento una foto compromettente, e…
Ryo gli sbattè sotto il naso la foto incriminata proprio in quel momento, facendogli schizzare gli occhi dalle orbite.
“Ecco la foto della tua vergogna! L’ho ingrandita per te!”
Cazzo, ne aveva fatto addirittura un poster!
La vista dell’inequivocabile chiazza sui pantaloni e della pozza di liquido sotto di lui, che testimoniava come Saeba fosse riuscito ad impaurirlo al punto da costringerlo a pisciarsi addosso lo fece uscire di senno.
Afferrò il poster e lo strappò in mille pezzi!
Maledetto, era con quella foto che lo aveva ricattato e costretto a desistere dall’uccidere la pericolosa testimone!
“Ne ho altre copie…”, lo sbeffeggiò Ryo senza dargli tregua, e lui stracciò l’ultimo pezzetto sentendosi esausto.
Quella vergogna non sarebbe dunque mai finita..?!
“Ha un significato particolare la sparatoria di ieri?”, gli chiese Ryo tornando serio.
Silver Fox riprese coraggio, e cominciò a ridacchiare: no, c’era un modo per ristabilire il suo onore…doveva solo andare avanti con il suo piano!
“Voleva essere un saluto speciale da parte mia!”
“Nonostante la brutta esperienza, non riesci proprio a lasciarmi in pace!”, replicò Ryo annoiato.
“Quella volta sono caduto in trappola! Ma come killer sono più bravo di te!”, affermò ringhiando Silver Fox, stringendo i pugni per la rabbia repressa. “Sono tornato perché voglio sfidarti!”
Ryo annuì: era esattamente quello che si sarebbe aspettato da un idiota come Silver Fox.
Non aveva ancora afferrato il concetto elementare che era troppo forte per lui?!
“Ho capito, vuoi sconfiggermi...per tornare a essere il killer numero uno del pianeta!”
“Esatto! Basterà ucciderti e non dovrò più vergognarmi del mio nome! Se sei un uomo, accetta la mia sfida!”, lo provocò spavaldo, una luce feroce nelle iridi scure.
Kaori, che non si era persa una sola virgola di quella conversazione da dietro la colonna, trasalì: mio Dio, quel killer voleva sfidare Ryo!
“Uhm…Va bene. In che modo ci sfidiamo?”, accettò Ryo tranquillo.
Silver Fox sorrise soddisfatto, poi il sorriso divenne un sogghigno.
“Ih ih…Faremo un gioco molto divertente..”
“Che gioco?”
“Un semplice duello non m’interessa, non potrei sfogarmi quanto desidero…Guarda un po’…” Questa volta fu lui a tendergli una foto, e….
“E’ una foto di Kaori...Così eri tu!”, commentò Ryo senza tradire la sua agitazione.
Maledizione, proprio quello che aveva temuto!
“Sì, sono stato io a seguirla, perché…”, ammise lui senza problemi, lasciandolo con il fiato sospeso. “…AMMAZZERO’ LA TUA FIDANZATA!” , proclamò sicuro.
Fidan…
…zata?!, pensarono Ryo e Kaori insieme, concludendosi vicendevolmente la parola nella testa senza saperlo.
“Dovrai impedirmelo! Cosa ne pensi, non è divertente?”, esclamò estremamente contento di sé il killer.
Kaori intanto era già partita per la luna.
Fidanzata? Io…di Ryo…Fidanzata…? Oh.., arrossì come un papavero, così presa dalla delizia che il suo nome venisse accostato a quello di Ryo in quel senso che nemmeno pensò che forse era il caso di avere un briciolo di paura.
In fondo, era pur sempre finita nel mirino di un killer professionista!
“L’ammazzerò entro tre giorni! Ih ih ih…che bello! Mi sembra già di vedere la tua espressione disperata davanti al suo cadavere! Ih ih ih ih!”
La sua risata divenne sconcerto quando vide l’espressione che invece aveva Ryo in quel momento.
Era il ritratto del disgusto e del più totale abbattimento! Come aveva osato affibbiargli una fidanzata come quella?! Era un vero scandalo!
“Ma cos’è quella faccia?”
Ryo si ricompose a fatica, poi indicò la foto scuotendo la testa.
“Ascolta, Silver Fox…Non è vero niente. Kaori non è la mia donna!”, negò con decisione, e subito dopo aver pronunciato quelle parole, ebbe l’impressione che qualcuno fosse caduto al suolo.
Girò la testa per sincerarsene, ma Silver Fox non gli consentì di deviare la sua attenzione (per fortuna di Kaori!).
“Cosa?”, esclamò sbigottito. Poi però si riprese e si infilò le mani in tasca, girandogli le spalle: aveva ritrovato la sicurezza in sé stesso. “Va’ là, non ci casco…Stai raccontando delle balle perché vuoi evitare la sfida!”, ribattè sardonico. “Se non sei in grado di proteggerla, dichiarati sconfitto, abbandona il tuo mestiere e vattene via! Per me va bene anche così! Sono contento lo stesso!”
Silver Fox gli scoccò un’occhiata provocatoria, poi se ne andò.
“Che imbecille..E’ convinto che Kaori sia la mia fidanzata…”, mormorò Ryo quando se ne fu andato, poi piegò la testa sconsolato.
Che tremendo equivoco! S
i diresse a capo chino verso l’ascensore, e quando fu entrato nella cabina ci trovò…
“Kaori…”
Lei lo stava aspettando a braccia incrociate, con un’espressione a dir poco inquisitoria.
“Che cosa significa tutto questo? Perché dovrei essere presa di mira come tua fidanzata?”, lo inchiodò subito, facendogli capire che aveva ascoltato tutta la conversazione.
“Che ne so…”, tergiversò lui a disagio.
Lei decise di soprassedere: forse lui non era ancora pronto ad ammetterlo…
“Mi proteggerai…Non è vero, Ryo?” Lui ridacchiò cercando di svicolare.
“Però…lui ha detto che vuole uccidere la mia fidanzata…e tu non sei la mia fidanzata, no?”
Ragionamento ineccepibile…peccato che Silver Fox fosse convinto del contrario!
Quindi quel bastardo voleva lasciarla in balia di un killer…?
“Hai ragione…”, gli rispose in tono pericolosamente calmo.
Pochi istanti dopo, le persone al piano terra videro uscire dall’ascensore una virago rabbiosa e urlante.
“E’ veramente uno stronzo! E IO DOVREI FARMI AMMAZZARE PER LUI!”
All’interno dell’ascensore un Ryo devastato aveva appena sperimentato di persona la furia prorompente dell’uragano Kaori….
“Ma come si fa a dire che una persona così violenta ha bisogno di protezione?”, bofonchiò tra un mugolio di dolore e l’altro.
Kaori era una forza della natura, altrochè una damigella indifesa!
***
Casa Saeba, il giorno dopo.
Ryo stava revisionando le sue pistole, verificando che fossero oliate e nelle migliori condizioni per sparare.
Kaori era seduta davanti a lui, e lo guardava sogghignando sotto i baffi.
“Perché ridi con quella faccia da stupida?”, le chiese infine, stanco di essere scrutato.
“Eh eh…Sembrava che non t’importasse niente della sfida, e invece stai pulendo le pistole…”
“E’ vero...Sono troppo gentile…E’ questo il mio punto debole!”, ammise lui, finendo di mettere a posto il caricatore di quella che stava tenendo in mano in quel momento.
Lo richiuse con uno scatto, poi le allungò la pistola revisionata.
“Tieni…”
“Mh? Ma…cos’è questa storia?”, gli domandò lei sbigottita, prendendo però l’arma automaticamente.
“Ti difenderai da sola! Siccome non sei in grado di controllare una pistola, l’ho fatto io per te!”, le spiegò serafico, girandole le spalle per andarsene.
Kaori avvampò dalla rabbia.
Quel..quel…QUELL’ESSERE INQUALIFICABILE!
“ASPETTA! SEI UN IRRESPONSABILE! E’ TUTTA COLPA TUA!” , gli urlò dietro Kaori inviperita.
“Sei forse la mia fidanzata?”, la gelò Ryo in un secondo.
“Eh? Ma…”, si bloccò lei in preda alla confusione. “Ehm…No…Però lui mi ha preso di mira perché pensa che io sia la tua fidanzata…”, balbettò lei imbarazzata.
“Mmm…Allora mi paghi?, le chiese lui provocatorio.
“Eh?”
“Se mi paghi, lo considererò un lavoro e ti proteggerò…”, le chiarì il concetto lui, visto che lei lo guardava con l’aria di chi non ha capito proprio un’acca.
Lui…lui voleva che lo pagasse…per proteggerla? Ma allora…NON GLI FREGAVA PROPRIO NIENTE DI LEI!
“Sei…sei proprio uno stronzo!”, farfugliò, così arrabbiata da non riuscire a mettere in fila le parole.
Era però ancora perfettamente in grado di manovrare il suo fedele martello, e stava già per farglielo assaggiare in tutto il suo peso, quando…
“VUOI FARE L’AMORE CON ME? COSI’ DIVENTERAI LA MIA DONNA, NO?”
Ryo le fece l’incredibile proposta tuffandole gli occhi scuri e penetranti nei suoi.
“EH?!” , esclamò sbigottita.
Ma quando le era arrivato così vicino?! Non se n’era nemmeno accorta...ora lui le incombeva addosso, il gomito appoggiato sul muro alle sue spalle, vicino alla libreria.
Il martello le scivolò dalle mani, nell’indifferenza generale.
Tutto il suo mondo era concentrato lì…in quegli occhi scuri che la fissavano caldi e tentatori, promettendole paradisi inesplorati e vette di piacere supremo.
Ebbe l’impressione di essersi come liquefatta dentro, e che da un momento all’altro si sarebbe sciolta come una pozza d’acqua ai piedi di Ryo…
Socchiuse le labbra, sollecitando istintivamente un suo bacio, ma lui…
“Scherzetto!”, se ne uscì irridente. “E poi lo sai, sei l’unica donna che non me lo fa diventare duro...Perciò non potremo mai fare del sesso….”, sghignazzò, staccandosi dal muro e girandosi per andarsene.
“Eh?”
“Facciamo così, se riuscirai a farmelo diventare duro…per tre giorni farò finta che tu sia la mia donna e ti proteggerò!”, la sfidò impudente.”Ma…penso proprio che sia impossibile! Che ne dici?”
Il sorriso strafottente con cui lo disse fu la goccia che fece traboccare il vaso…e la punizione divina arrivò puntuale a crocifiggerlo!
Kaori lo conficcò con il suo martello più pesante con la testa dentro la libreria (beh, per una volta poteva approfondire qualcosa di più culturale dei suoi soliti giornaletti!), dopodiché lo piantò in asso sbraitando: “Non fare lo spiritoso! Brutto stronzo!”
Poi sbattè la porta così forte da fare tremare i vetri.
Il rumore dello schianto del martello e quello della porta fecero trasalire anche Silver Fox, che stava spiando quella conversazione appeso all’esterno della casa. “Eh? Che…significa? Strana conversazione…Vuoi vedere che mi sto sbagliando? Sarei proprio un cretino!”
Un dubbio atroce gli avvelenò la mente…
No…non poteva essere…era senz’altro un trucco di quel vigliacco di Seaba…
Doveva essere così…non poteva essere altrimenti!
***
“Mi ha preso in giro! MI HA SFOTTUTO!”
Kaori sferrò un micidiale diretto alla testa di Ryo pupazzo antistress, ma era ben lungi dall’aver sfogato la sua rabbia.
Anzi, aveva appena iniziato!
“Così è una vera rottura proteggermi, vero?! Va bene, ho capito! Il tuo aiuto non mi serve!”, e sottolineò le sue parole con un feroce calcio all’indietro, colpendo il pupazzo in piena faccia.
Si fermò soltanto perché le mancava il fiato, ma la rabbia le fluiva ancora nelle vene come se fosse un fiume di lava che bruciava tutto lungo il suo cammino.
“Ha umiliato la mia femminilità…Devo fare qualcosa!”, ringhiò, meditando propositi di vendetta. “Anch’io posso essere una donna affascinante! Voglio proprio farglielo diventare duro…Una volta si eccitava anche con me…”
Già, era vero…quando si erano conosciuti, Ryo non era così indifferente alle sue grazie...
Forse era il caso di fargli fare un piccolo tuffo nel passato…
Un’idea mefistofelica le balenò nella mente.
Kaori sorrise: adesso toccava a lei!
***
Toc Toc
“Siiì?”, rispose Ryo in tono indolente.
Era sdraiato sul letto, e si stava riposando dopo una giornata stressante: non era facile resistere alle pressioni che gli faceva Kaori…e anche a quelle che si autoinfliggeva con la sua stessa agitazione!
Non poteva essere lasciato un po’ in pace?!
A quanto pareva no, perché il perno su cui ruotavano tutti i suoi problemi infilò la testa dalla porta.
“Ryo! Eh eh…Posso entrare?”
“Prego…”, acconsentì cauto.
Come mai lei non era più arrabbiata? Di solito, dopo un’incazzatura come quella che le aveva fatto prendere, ci metteva un bel po’ per sbollire..
Invece era tutta gentile…quasi mielosa, e…
“Sì, permesso…”, disse lei in quel momento. Poi entrò nella stanza, e…
“UH?!”
Cavolo, quella era una dichiarazione di guerra!
Lei indossava un body aderente, di quelli che si usano di solito per fare aerobica, ed era…semplicemente uno schianto!
Stava appoggiata alla porta in una posa da vamp, che fatta da lei faceva uno strano contrasto con i suoi modi solitamente poco artefatti, ma aveva una sua sensualità innocente che incantava, e…
“Come ti sembra? Sto bene?!”
“Eh?”
Calma, Saeba, calma…non guardare come il body aderisce alle curve del suo fondoschiena, non guardare le sue gambe lunghe e perfette, non guardare i seni alti e sodi…E TU, AMICO LA’ IN FONDO, CONTROLLATI! CE L’HAI FATTA FINO AD ORA, PUOI FARCELA ANCORA!
Lei aveva un’espressione sorniona, come di un gatto che sta per mangiare un topo bello pasciuto, ma la sua soddisfazione si ammosciò un bel po’ quando si accorse che lui non aveva avuto nessuna reazione visibile nei paesi bassi….fiuuu, ce l’aveva fatta!
“Perché ti sei messa questo body?”, fece il finto tonto.
Ecco, lo sapevo…Non sono riuscita a farglielo drizzare neanche con il body sexy…, pensò lei delusa, ma sforzandosi di continuare con il suo piano ugualmente. Non poteva mollare proprio adesso, ormai era in ballo e doveva ballare!
“Senti, ho iniziato un corso di aerobica in cassette…Ti piacerebbe farne un po’ assieme a me?”, gli propose con un sorriso, mostrandogli il registratore..
“Uhm? Ma neanche per sogno! Ho già caldo, figurati se mi metto a sudare! Meglio fare un pisolino!”, si rifiutò lui, sdraiandosi di nuovo sul letto e coprendosi con il lenzuolo, facendo mostra di volersi mettere a dormire.
“Ah, sì? Come vuoi…Io comincio, se per caso cambi idea…”, insistette lei caparbia.
Accese il registratore, e una voce cominciò a scandire il tempo degli esercizi con la musica.
“Scusa, ma perché devi farlo proprio qui?”, le chiese Ryo innervosito.
“Perché no? Non essere sempre così indisponente!”
“Però la polvere…”, cominciò protestare Ryo.
Ma Kaori non gli badò, continuando a eseguire gli esercizi a tempo di musica.
Il suo corpo si muoveva agile e flessuoso, sbandierandogli sotto il naso un campionario di grazie femminili che non poteva lasciarlo indifferente!
Uh uh…Mi sta’ guardando…
Ryo per la verità in quel momento aveva smesso di guardarla, perché era troppo occupato a tenere d’occhio qualcosa di molto più preoccupante...il suo amico si stava rialzando!
Eh? Oh…Oh oh!
Doveva trovare un modo di nasconderlo, doveva ASSOLUTAMENTE INVENTARSI QUALCOSA!
Kaori sbirciò Ryo e vide che sotto il lenzuolo qualcosa stava finalmente cominciando a muoversi.
“AH! E’ duro! CE L’HO FATTA! RYO SI E’ ECCITATO!” , esultò trionfante.
Ma in quel momento il lenzuolo cominciò a sollevarsi in aria un po’ troppo, e…no, non poteva essere…di sicuro non poteva avercelo così lungo, e…
“Ah?!”
Da sotto il lenzuolo partì come un missile, che svolazzò per la stanza con un potente sibilo!
“AARGH! Un pene volante!”, urlò lei spaventata.
Ma quando il presunto pene volante si fermò, Kaori scoprì che si trattava soltanto di uno stupido palloncino di quelli oblunghi!
“Hai visto? La tua aerobica era troppo noiosa…E’ più divertente giocare col palloncino…”; le spiegò con una buona dose di perfidia, mostrandole la pompetta con cui l’aveva gonfiato di nascosto.
“Cosa c’è, Kaori? Vuoi giocare anche tu?”, le propose con notevole incoscienza, toccandole la testa con un altro palloncino.
Kaori ne aveva abbastanza: non era mai stata così umiliata in vita sua!
Credeva di aver già toccato il fondo, ma a quanto pareva non c’era un limite alle bassezze che Ryo era disposto a compiere nei suoi confronti!
“SMETTILA DI PRENDERMI IN GIRO!”, esplose come una bomba atomica. “HO CAPITO, BASTA! QUESTA E’ L’ULTIMA VOLTA CHE MI SFOTTI! VA BENE, D’ACCORDO!”, sbraitò marciando verso la porta per andarsene.
Poi la sbattè con legittimo furore, lasciandolo in dolce compagnia con il famigerato palloncino, che ora curiosamente dava la forma alla sua faccia…
Beh, forse aveva esagerato un po’, però….che altro poteva fare per distrarla?!
***
Sono proprio una stupida…perché poi devo farmi aiutare da quello lì? Ahimè!
Kaori passeggiava tra la folla dei passanti, sentendosi più sola e infelice che mai.
In realtà non era proprio sola, perché c’era qualcuno che la stava seguendo, anche se non era esattamente la compagnia che avrebbe desiderato…era Silver Fox!
Perché la lascia uscire da sola? Non è la sua donna? Allora mi sbaglio…Sono veramente un cretino!, stava pensando lui perplesso.
Kaori però era troppo demoralizzata per accorgersi della sua presenza occulta e minacciosa.
Quando sono uscita da sola…pensavo che mi avrebbe seguito, che si sarebbe preoccupato per me…Ma dato che non gli interesso minimamente, non ho speranze di fidanzarmi con lui…
E quel pensiero la uccideva più della possibile pallottola di Silver Fox…
Ma perché poi le importava così tanto?! Lui era un debosciato, un buono a nulla, un fannullone, un…
Un rumore tremendo le fece saltare il cuore in gola e schizzare la pressione alle stelle!
Kaori girò la testa e si accorse che era finita vicino ad un cantiere dove stavano demolendo un palazzo, con l’uso di una sfera metallica appesa a cavi di acciaio.
“ESALTATO! MI HAI SPAVENTATO!” , ruggì imbufalita al povero operaio che stava solo facendo il suo lavoro.
“ARGH!”, si spaventò il tizio a quella severa reprimenda. “E io cosa dovrei dire?”, ironizzò quello spiritosamente.
Kaori sdegnosamente non replicò, poi sbuffò.
“Se muoio adesso e in questo modo, sarebbe una beffa! Vado a casa!”
Kaori riprese a camminare sul marciapiede, ormai decisa a tornare a casa: inutile sfidare la sorte in quel modo stupido.
Un ragazzino sfrecciò con la sua bicicletta in senso contrario al suo sulla strada, ma Kaori non lo degnò di uno sguardo.
Il piccolo incosciente stava andando un po’ troppo forte, ma forse non sarebbe successo nulla se una lattina sul suo percorso non avesse fatto slittare la ruota davanti della bici, cosicchè il ragazzo si trovò a cadere sulla strada.
“AIUTO!”, gridò istintivamente cadendo.
Kaori si voltò, e …
“ATTENTO!”, gli urlò spaventata.
Il ragazzino era proprio nel centro della carreggiata, e stava arrivando un tir a grande velocità!
L’autista cominciò a strombazzare con il clacson perché il ragazzo si spostasse: non aveva i margini per frenare in tempo!
“AAAH!”, urlò il ragazzetto quando voltandosi si avvide che il mostro di acciaio stava per venirgli addosso.
“EEH?!”, gridò anche l’autista, conscio che ormai soltanto un miracolo poteva impedire che il ragazzino venisse investito.
La situazione sembrava disperata, finchè…il miracolo arrivò!
Kaori subito dopo aver urlato si era lanciata agilmente e afferrando il ragazzo appena in tempo lo trascinò con un balzo acrobatico dall’altra parte della strada.
La bici del ragazzo non ebbe altrettanta fortuna, e fu sbriciolata dalle immense ruote del tir.
Kaori e il ragazzo però non erano ancora fuori pericolo: erano atterrati sul selciato nell’altra metà della carreggiata, ma potevano sempre arrivare dei mezzi dall’altra parte!
“Alzati, presto! Andiamo”, sollecitò il ragazzo in fretta, ma lui non reagì.
Sembrava svenuto, forse per la botta che aveva preso cadendo, oppure per lo spavento, chissà…Cercò di sollevarlo per toglierlo dal pericolo, ma quando provò ad appoggiare il piede…
”AHI!”
Porca miseria! Queste dannate scarpe! Mi sono slogata una caviglia!, pensò spaventata.
E i guai non erano ancora finiti…una macchina stava arrivando a tutta velocità!
“?! AAH!”, urlò Kaori, vedendo l’autoveicolo puntarli senza scampo. “No…OH, NO! NON CE LA FACCIO!”
Loro due erano sdraiati in mezzo alla strada, bersaglio inerme e privo di speranza!
Kaori non aveva altra scelta: abbracciò il ragazzo cercando di proteggerlo con il suo stesso corpo.
“NON RIESCO A FERMARMI!” , urlò l’autista del veicolo terrorizzato: stava per uccidere due persone, e non poteva fare niente per impedirlo!
Kaori chiuse gli occhi, in attesa dell’impatto imminente.
Ebbe l’impressione di sentire due spari, ma non ebbe il tempo di registrare quel suono nella sua mente.
Ma non se li era affatto sognati….. Anche gli operai del cantiere lì vicino stavano assistendo impotenti alla tragica scena.
Ad un certo punto, quello che poco prima era stato sgridato con veemenza da Kaori, vide che le leve del suo mezzo si spostavano da sole.
“COSA?!”, esclamò allibito.
La sfera che poco prima aveva sventrato un palazzo sfrecciò nell’aria sibilando, accompagnata da un grande fragore metallico.
Poi piombò con la rapidità di un falco sul cofano dell’auto!
“UAAH!”, urlò l’automobilista fuori di sè, mentre la macchina si afflosciava come un palloncino sgonfio sulla strada..
“Eh?”, esclamò sorpresa Kaori, meravigliandosi di essere ancora tutta intera.
“Ehi, voi, state bene? Siete feriti?”
“No, no…”
“AAH! LA MIA AUTO!”
“Sei stato bravissimo!”, si congratularono i colleghi con l’operaio che stava manovrando la sfera.
“Ma…Non sono stato io…”, protestò quello con un’espressione sbalordita sul viso.
Ma che diavolo era successo?!
“Non fare il modesto!”, gli disse battendogli una mano sulla spalla il capocantiere.
Kaori era ancora seduta in mezzo alla strada, con il ragazzino svenuto tra le braccia, che stava cercando di raccapezzarsi e capirci qualcosa.
Non molto lontano, qualcuno stava rinfoderando la sua pistola.
“Uff…Santa pazienza! Agisce sempre senza riflettere…”, brontolò Ryo esasperato.
Comunque, in quella posa…era molto attraente…
Non c’era niente da dire…aveva uno stacco di gamba invidiabile, e un sederino rotondo e sodo che…
Il suo amico non poteva restare a lungo indifferente a simili visioni, e diede chiari segnali di risveglio!
“Cosa? Ah? Aah? Cosa fai?! Ehi, datti una calmata! Non farai sul serio!”, lo sgridò severamente.
Ma che diavolo gli stava succedendo? Perché non riusciva più a controllarsi?!
Kaori intanto si era alzata in piedi e osservava la scena dell’incidente, pensierosa.
Adesso che ci penso…forse è stato Ryo…
Quello era il tipico modo in cui lui era solito intervenire…
Il tempismo, la precisione, la lucida freddezza…erano il marchio di Ryo Saeba, alias City Hunter!
L’incertezza le impedì però di godersi la soddisfazione di averlo costretto difenderla, impedimento che non aveva invece Silver Fox, che aveva assistito a tutta la scena!
“Visto? Non mi sbagliavo! Bene. Avanti col piano!”
Kaori Makimura era ancora nel suo mirino!
