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Category:
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Characters:
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Language:
Italiano
Series:
Part 3 of "Operazione VCH!" ovvero "Vendetta contro Hojo!" ^__-
Stats:
Published:
2024-07-03
Completed:
2024-07-11
Words:
15,635
Chapters:
4/4
Kudos:
5
Hits:
105

La donna che amava Umibozu

Summary:

L’”Operazione VCH!”ovvero "Vendetta contro Hojo!" ^__- continua con un episodio che io amo molto: l’arrivo di Miki…Beh, non poteva mancare qualcosa anche sul passato della coppia Umibozu/Miki, no? ^__- E poi, anche qui un’opportunità per la coppia Ryo/Kaori c’era…se solo quei due non fossero impegnati a vincere il campionato mondiale di testardaggine! Vabbè…Come sempre, dialoghi e situazioni di Hojo (Vol. 22 e 23 del manga), e la sottoscritta che fa la fatina maliziosa. Buona lettura! ^__^

Chapter 1: Innamorata di Umibozu!

Chapter Text

“Aahh…Sono contenta che non succeda mai niente…però noi come facciamo a vivere? Siamo proprio al verde, non abbiamo un soldo…”, si lamentò Kaori sconsolata, uscendo dalla stazione di Shinjuku. Cavolo, ancora una volta il tabellone degli annunci era pulito come uno specchio…Nessun xyz all’orizzonte, soltanto la fame più nera e il borsellino sempre più vuoto! “Se continua così, dovremo chiudere bottega…”
“AAAH!”
“Mh?”
L’urlo alle sue spalle la costrinse a interrompere la litania di lamentele, e a domandarsi cosa diavolo stesse succedendo.
“Sei proprio un rompiscatole! Vattene!”, strillò una voce femminile in tono acutissimo.
“Dai, usciamo insieme! Ci divertiremo! E poi, dopo potremo passare la notte insieme in un albergo! Dai, dai, dai…”
Mio Dio, quella voce…
“Si vede che è primavera, ci sono pazzi dappertutto!”
“Sembra un animale in calore!”
“Ma guarda un po’…”
La ridda di commenti disgustati dietro di lei servì soltanto ad acuire la sua rabbia, facendole digrignare i denti.
“Quello stronzo…è sempre in calore! Mentre io mi danno per trovare un nuovo lavoro!”, ringhiò furibonda, cercando di contenere la sua smania omicida.
Calma, Kaori, calma…prova a contare fino a dieci, e…forse quel mollusco verrà risucchiato da un buco nero, oppure un meteorite piomberà su di lui e libererà la terra dalla sua viscida presenza!
Se c’è una giustizia divina, QUESTO DEVE SUCCEDERE!

Ma Dio evidentemente doveva essere impegnato da altra parte…
“ORA BASTA! SMETTILA!”
“Dai, dai! Ti prego…usciamo insieme…”, la supplicò Ryo, attaccandosi al soprabito della ragazza come un moccioso alle gonne della mamma.
“NO! LASCIAMI! ADESSO CHIAMO LA POLIZIA!”, gridò la poveretta, cercando inutilmente di liberarsi dalle sue grinfie.
“Ma dai…Non fare così, sii buona…”, miagolò Ryo come un gatto in amore.
Non ebbe però il tempo di proseguire la sua sviolinata, perché il suo sesto senso lo avvertì di un pericolo imminente: qualcuno lo stava prendendo di mira con una pistola!
“PRESTO! A TERRA!”, gridò, lanciandosi sulla ragazza per farla cadere e proteggerla con il suo stesso corpo.
“AAAH!”, ululò quella spaventata.
Il misterioso killer si ritirò stupefatto in un angolo buio, senza riuscire a trattenere un’esclamazione di sorpresa.
Incredibile! Come ha fatto a sentire il rumore del grilletto da questa distanza?! Ma chi diavolo è?!
Eppure, aveva fatto molta attenzione a non scoprirsi…
Silenzioso come era venuto, il killer se la filò, conscio che nel trambusto che aveva suscitato sarebbe stato troppo pericoloso e altrettanto inutile trattenersi ancora.
Poteva soltanto rischiare di essere scoperto, senza peraltro avere nessuna possibilità concreta di riprovarci!
“Co…cosa?” “Davanti a tutti…”, stava infatti mormorando la folla, che aveva assistito al tuffo di Ryo pensando che si trattasse di un altro dei suoi esagerati assalti amorosi.
Lui intanto si trovava ancora sdraiato sul corpo della ragazza, ma nella sua testa per una volta non c’era nemmeno l’ombra di un pensiero lussurioso.
C’era qualcuno…Una presenza molto minacciosa…
Tutti i pensieri defluirono dalla sua testa in un secondo, quando…
“UARGH!”
“VERGOGNATI! Adesso ti comporti come un animale anche in pieno giorno?!” , lo aggredì verbalmente Kaori, come giusto contorno della micidiale martellata che gli aveva appena rifilato!
“AAAH!” , urlò la ragazza in preda a una crisi isterica.
Poi pensò bene di sfogare i suoi nervi mollando uno schiaffo poderoso a Ryo, che così rotolò a terra messo K.O. su due fronti.
“Oh…no…”, mugolò con la testa dolorante.
Cavolo, non gliene andava mai bene una!

***

“Te lo giuro…qualcuno mi teneva sotto tiro!”, continuò a insistere Ryo, camminando dietro a Kaori che marciava davanti a lui a passo di carica, ancora inviperita per la figuraccia che lui le aveva fatto fare davanti a tutti.
“Sei proprio un bugiardo! Io non ho visto né sentito nessuno!”, sibilò lei acida, per nulla disposta a credergli. “Ma che razza di uomo sei?! Non lavori, non hai soldi, non riesci più a ragionare quando vedi una donna! Sei pessimo, un uomo con tre non!”
“Ma, veramente…Non ti vuoi proprio fidare di me…In effetti…”, tentò debolmente di difendersi, ridacchiando nervosamente.
Accidenti, non si poteva proprio ragionare con Kaori quando era di quell’umore!
La percezione di un pericolo imminente gli impedì di contiunuare a farfugliare le sue scuse. Mio Dio, e questa volta poteva andarci di mezzo anche Kaori!
Senza porre tempo in mezzo, la placcò con l’irruenza di un rugbista, urlando il suo nome.
“KAORI!”
“EH?!”

Mentre loro due cadevano a terra, nel punto esatto dove si trovavano prima quattro pugnali si conficcarono nel terreno sibilando.
Un’altra volta…Qualcuno ce l’ha con me! , pensò Ryo contrariato, ancora più turbato perché avrebbe potuto andarci di mezzo Kaori.
Poi si ricordò che era meglio verificare le condizioni della sua compagna.
“Kaori?! Stai be…”
Kaori gli rispose piazzandogli una ginocchiata potente nei gioielli di famiglia, visto che Ryo era ancora spalmato praticamente addosso a lei!
“AHI!” , ululò Ryo, piegandosi a mezzo con le lacrime agli occhi.
Kaori si rialzò da terra con gli occhi di fuori.
“Che cavolo ti succede?! Sei partito con il cervello!”, lo aggredì fuori di sé.
Ryo cercò disperatamente di indicarle i coltelli sul terreno, ma Kaori gli voltò le spalle e proseguì per la sua strada.
Ma lei non era l’unica ad essere molto contrariata…
Accidenti, ho fallito ancora! , pensò una figura misteriosa, nascosta in una terrazza al quarto piano di un palazzo lì vicino.
Poi restò a osservare Ryo che si rialzava da terra e si metteva alle calcagna di Kaori, chiamandola a gran voce, mentre lei sdegnosa gli intimava di stare zitto.
Beh, non poteva arrendersi così presto: la partita era appena cominciata!

***

“Stammi a sentire! Da questo momento mi devi rimanere a distanza di almeno tre metri! Hai capito, maledetto maniaco?!”, gli intimò Kaori, arrivando davanti alla porta della loro casa.
“Ma, Kaori…ascolta…”, tentò di protestare Ryo.
Ma lei non lo ascoltò, e gli girò un’altra volta le spalle: poi spinse la porta di ingresso del palazzo, entrando senza guardarsi intorno.
“Porca miseria!”, borbottò ancora stizzita. Ryo stava veramente toccando i vertici della sua imbecillaggine!
Camminando a capo chino finì per sbattere la testa contro un ostacolo imprevisto, per di più estremamente duro.
“Ahi?!” Ma chi diavolo aveva piazzato una colonna nel pianerottolo?! Sollevò gli occhi per vedere di cosa si trattasse, e…”Eh? AAAH!”
L’urlo agghiacciante di Kaori fece morire di paura Ryo, che era ancora all’esterno dell’edificio e non poteva sapere cosa le stesse capitando.
Si precipitò all’interno con il cuore in gola, correndo come un disperato.
“Kaori, che sta succedendo?!”
Ryo le arrivò vicino e le appoggiò le mani sulle spalle, poi osservò sbalordito il gigante che l’aveva terrorizzata.
“Che cosa…Umibozu…Sei proprio tu!”, mormorò spiazzato. Accidenti, questa sì che era una sorpresa! Era un bel pezzo che non si vedevano… Chissà perché si era fatto vivo…”Che ci fai in casa d’altri senza permesso?!”, gli chiese corrugando la fronte, continuando a restare inginocchiato vicino a Kaori, che se ne stava sul pavimento ancora sconvolta da quell’apparizione imprevista.
Il gigante non rispose, poi grugnì in tono brusco: “Ryo…puoi venire con me un momento?”
Ryo fece una faccia perplessa, mentre Kaori scelse proprio quel momento per accorgersi che Ryo le stava praticamente addosso, e le teneva anche le mani sulle spalle!
“Stronzo! Non ti avevo detto di restare a una distanza di almeno tre metri?!”
“AHIO!”

Umibozu sospirò.
“Sono sempre i soliti…”

***

Pochi minuti dopo, i due camminavano per la strada, seguendo il gigantesco mercenario.
“Ehi, ma dove mi porti? Potevamo parlare anche a casa nostra…”, protestò Ryo, trascinandosi faticosamente.
Accidenti, Kaori lo aveva conciato in un modo…sarebbe riuscito a sopravvivere almeno fino a sera?!
“Sta’ buono e seguimi!”, rispose secco Umibozu, poi scoccò un’occhiata perplessa a Kaori, che camminava reggendo in mano un’asta lunga tre metri, con la quale teneva a distanza Ryo.
“Questo cosa significa?”, le chiese incuriosito.
“Niente…”, rispose lei serafica, come se fosse tutto nella norma.
Uff…Sai, Kaori, sei proprio una testa dura… , pensò Ryo, mantenendo suo malgrado la distanza di sicurezza.
Ma tu senti da che pulpito…

***

Umibozu li portò davanti a un bar, che Ryo non aveva ancora visto.
“Ehi, ma qui hanno aperto un nuovo bar! Non è come i locali che frequenti di solito! Vieni spesso in questo posto?”
Umibozu non rispose, ma entrò sicuro all’interno del locale.
“Un momento…ma c’è scritto in allestimento!”, lo avvisò Ryo , seguendolo però per quieto vivere.
“Buongiorno…”, salutò in quel momento una melodiosa voce femminile.
“Mh?”
Ryo cercò con lo sguardo la fonte di quella musica celestiale, e…restò praticamente fulminato!
Era una vera bellezza…
Una mora dai capelli lunghi e ondulati con curve strepitose, un viso da madonna e occhi scuri e profondi, in cui sarebbe stato delizioso naufragare per l’eternità!
“Sì...sì…sì…”, cominciò a surriscaldarsi a fuoco lento, poi schizzò con un balzo addosso all’angelica creatura.
“Signorina, quanti anni hai? Come ti chiami? Sei fidanzata?”, le sparò domande a raffica, già arrapato come suo solito.
“Eh?”
Il martello di Kaori fece risuonare la sua testa come una campana, facendolo scendere a più miti consigli.
“Non impari mai…”, bofonchiò Kaori disgustata.
“Ma perché non ti dai al kendo?”, suggerì lui con voce fievole, prima di crollare sul pavimento.
Mamma, che mal di testa!

***

“Senti…Cosa desiderate?”, chiese loro la barista, quando si furono accomodati ad un tavolino, rivolgendosi in particolare a Umibozu.
“Prendi un caffè, Ryo?”, gli chiese Kaori in tono glaciale, vedendo che Ryo approfittava della sua posizione (era sdraiato sul divanetto per riprendersi dal colpo subito!), per sbirciare le curve prosperose della ragazza.
“Sissignore!”, si affrettò a rispondere lui, vedendo che il viso della sua socia si stava di nuovo scurendo.
“Sai, Umibozu, è proprio un bel locale! Da oggi verrò sempre qui!”, affermò entusiasta Ryo, quasi sdraiandosi sul tavolino per osservare meglio il sedere della bella barista mentre se ne stava andando per preparare le ordinazioni.
Poi si ricordò che erano lì per qualcos’altro, e si affrettò a sollecitare Umibozu per vedere di chiuderla in fretta.
“Ah, pardon! Mi dovevi dire qualcosa? Su, dimmi tutto. Fa’ presto! Devo andare a chiedere a quella ragazza se vuole uscire con me!”
Umibozu continuò a tacere, fissandolo intensamente attraverso gli occhiali scuri.
“Ryo…Tu…recentemente…non sei stato in pericolo?”, si decise a chiedergli il gigante.
“Eh?! Come? Ti vuoi spiegare meglio? Come fai a sapere quello che mi è successo oggi?!”
Ryo lo scrutò inquisitorio: la faccenda cominciava a farsi interessante…
Umibozu si alzò di scatto, rischiando di travolgere il tavolino, poi il suo viso fu alterato da una smorfia terribile.
“In realtà…PE…PERDONAMI!” , sbottò a sorpresa, chinando la testona sul tavolino con forza.
Il suo gesto fu così improvviso e clamoroso che Kaori per lo spavento si fiondò tra le braccia di Ryo (dimenticandosi la famosa regola dei tre metri!), e lui la strinse con forza, in preda al panico almeno quanto lei!
“Che ti succede? Perché ti comporti in questo strano modo? Ci spaventi!”, protestò Ryo sconcertato.
“In realtà…chi ti seguiva oggi è un mio ex-compagno…eravamo mercenari insieme!”, gli spiegò a fatica Umibozu, centellinando le parole come se fossero delle spine che uscendo dalla bocca lo ferissero a sangue. “Devi sapere che è da tempo che cerco di sfuggire a questo mio ex-compagno che mi sta pressando con una richiesta asfissiante…Sfortunatamente ha scoperto che mi nascondevo in Giappone! Ed è arrivato fin qui…”
Ryo lo guardò stralunato…Umibozu…che cercava di sfuggire a…Dio del cielo, ma allora c’era spazio anche per i miracoli in questo mondo!
“Ciò che mi chiede è inaccettabile! Perciò…ho cercato di liberarmene facendo un scommessa…Cioè…ho scommesso che se fosse stato in grado di batterti, io avrei accettato la sua richiesta…E’ così…”
“Cosa?!”, saltò su Ryo infuriato. “Brutto idiota! E’ colpa tua se oggi una ragazza mi ha dato un gran ceffone! E se Kaori mi voleva ammazzare e adesso mi tiene a distanza di tre metri! Oggi è stato il giorno più sfortunato della mia vita!”, ringhiò afferrandolo per il bavero, il viso deformato dalla rabbia.
“Mi dispiace…L’ho fatto senza volerlo…”
C’era solo una cosa che Ryo voleva sapere, prima di ridurlo in briciole!
“E quale sarebbe questa richiesta che ti spaventa tanto?!”, lo assalì preparandosi a polverizzarlo.
“Ehm…sarebbe…”, tergiversò Umibozu, cominciando a sudare copiosamente.
“Sarebbe cosa?!”, insistette Ryo, per nulla disposto a lasciar perdere.
Imprevedibilmente, Umibozu cominciò a fumare, il viso divenuto rosso porpora come un vestito cardinalizio.
“Co…cosa?”, si spaventò di nuovo Ryo,mentre Kaori si ritraeva urlando terrorizzata.
“Sarebbe che…mi chiede di…SPOSARLA…SI’, PROPRIO COSI’…”, grugnì Umibozu soffrendo visibilmente.
“Come? Allora, quel mercenario è…”, biascicò Ryo sconvolto.
“…UNA DONNA!” , finì per lui Umibozu, il viso ancora rosso per la vergogna.”Perdonami! Ho pensato che tu fossi troppo forte per lei…che non sarebbe mai riuscita a vincerti…”, gli spiegò con il tono avvilito di un bambino sorpreso a combinare una marachella.
Ryo si afflosciò sul divanetto, cercando di metabolizzare quella storia sorprendente.
Maledetto scimmione! Però chissà…come sarà sta’ mercenaria che lui non vuole assolutamente sposare… , si chiese incuriosito.
Una fugace visione di una specie di versione femminile di Umibozu, una virago pettoruta e con un viso vagamente scimmiesco, armata fino ai denti, gli ghiacciò il sangue nelle vene.
“Non riesco proprio a immaginarmela…E allora, com’è questa donna?”, ghignò pregustando la possibilità di prenderlo per i fondelli.
“Eh…eh…ehm…”, prese tempo Falco imbarazzato.
“Mh?!”
Oh, no, era ancora sotto tiro”
Ryo scattò come una saetta, mentre il tavolino dove si trovavano veniva preso di mira da una sventagliata di mitra!
“ARGH!”
“AAH!”
, urlò Kaori, cercando protezione tra le braccia di Umibozu.
“R…RYO?!” , lo chiamò lui terrorizzato, quando finalmente la sparatoria cessò.
“CE L’HO FATTA!” , gli rispose trionfante una voce femminile. “HAI VISTO FALCO?! CE L’HO FATTA! FINALMENTE SAEBA…”
La sua voce morì nel nulla quando avvertì una presenza minacciosa incombere su di lei: sollevò lo sguardo e…Ryo era sopra di lei, e si stava calando giù dal soffitto come un rapace!
Le piombò addosso in una frazione di secondo, togliendole il fucile dalle mani e puntandole la pistola alla gola.
“Come presentazione è un po’ pericolosa…vero, mercenaria?!”, ironizzò Ryo, atterrando morbidamente sui piedi.
“Eh…”
“Eh?!” Ryo strabuzzò gli occhi: ma…era...la bella barista?! “Tu...tu? Non è vero…”, balbettò sotto shock, mentre anche Kaori si affannava in un confronto impossibile quanto improbabile. Quella bella ragazza…e il gigantesco gorilla?!
“Miki…”
“Falco…”
“Rinunciaci! Avrai capito, adesso…Hai fallito nonostante questa occasione così favorevole…Non sei riuscita a far fuori Saeba! Stare con me significa essere anche la mia compagna di lavoro...Non sei proprio in grado di farcela!”, le disse duro Umibozu, e lei chinò il capo avvilita.
Poi però rialzò la testa orgogliosamente.
“Sì, ce la farò! Non rinuncerò così presto! Riuscirò a far fuori Saeba! Sei l’unica persona importante che ho, per me ci sei solo tu!”, gli gridò caparbia, decisa a non ammettere la sconfitta.
“Che…che...”, mugolò Ryo con le lacrime agli occhi. “Non può essere vero! Ma perché?! Non ci credo! Come fa una ragazza così bella a innamorarsi di uno scimmione così?! A me non capita mai, eppure mi dò sempre da fare!”, attaccò disperato. “Anch’io voglio una ragazza che mi ami, che mi dica parole come quelle! Invece a me capitano solo delle tipe come Kaori! Non ne posso più!”, concluse incautamente, dimenticandosi che alle sue spalle c’era proprio Kaori, che infatti stava già ringhiando e aveva già estratto il suo martello.
Ah, Ryo…ma non imparerai proprio mai?!

***

“Sei proprio una testona…Miki, ti darò un’altra settimana di tempo! Dovrai sparare a Saeba entro questo termine! Però avrai a disposizione solamente 10 proiettili! Sono proiettili speciali, caricati a inchiostro!”
“Caricati a inchiostro?”
Falco annuì.
“Anche se lo dovessi colpire, non morirà! Al posto della ferita ci sarà una macchia d’inchiostro!”, le spiegò con un sospiro.
“Qualche giorno fa mi hai detto che lo potevo uccidere…”
Ryo grugnì, e Falco si strinse nelle spalle imbarazzato.
“A dire il vero Saeba mi può essere ancora molto utile. Non vorrei perderlo proprio adesso…E poi…ehm…” Umibozu tossicchiò a disagio. “Non vorrei che tu commettessi un omicidio…”, concluse girando la testa.
Miki lo guardò perplessa, poi strinse con decisione i proiettili che lui le aveva dato nei suoi pugni.
“Va bene! Entro una settimana Saeba verrà colpito da uno di questi proiettili!”, affermò convinta. “Se non dovessi riuscirci, rinuncerò per sempre a sposarmi con te, te lo prometto…”
Umibozu annuì, poi si rivolse a Kaori con un sorrisetto appena accennato.
“Sarà una settimana un po’ movimentata…Ma Ryo se la caverà senza problemi...”, la tranquillizzò subito, dimostrando una strana premura nei suoi confronti.
“Bè…sì…”, concordò lei un po’ sconcertata. “Non possiamo rifiutare un favore a un amico…”, sospirò poi, passandosi una mano tra i capelli. Cavolo, però, sempre a lavorare gratis!
“Ehi…Ryo…”, lo chiamò divertita, suo malgrado intrigata da quella sfida amorosa.
Ma Ryo era ancora sotto shock, e continuava a borbottare parole sconnesse.
“Tu…innamorata di quel bisonte…Non è possibile…”
“Ti vuoi dare un po’ di contegno?!”, gli ringhiò sul muso Kaori, afferrandolo per il bavero.
“Eh eh…E’ stato uno shock troppo grande…Non riesco proprio a riprendermi…”, ridacchiò lui scombussolato.
Umibozu decise che era il momento di chiuderla lì e si alzò in piedi.
“Allora ci vediamo tra una settimana…”
“Aspetta…”, lo fermò la voce di Ryo, di nuovo pienamente lucida. “Non va’ affatto bene…Avete deciso tutto voi…Io non c’entro, siete stati voi a coinvolgermi nelle vostre scommesse! Non pensi che sia un po’ troppo comodo?”, insinuò mellifluo, cominciando a tessere la sua tela come un ragno.
“Che cosa?”
“E’ giusto che anch’io tragga un po’ di vantaggio da questa faccenda, non ti pare?”
“Come?”, esclamò ancora Umibozu senza capire.
“Cosa vuoi dire? Potresti spiegarti meglio?”, intervenne anche Miki perplessa.
“E’ molto semplice…Se dovessi riuscire a schivare tutti gli attacchi di Miki…” Ryo fece una pausa ad effetto. “…in cambio vorrei dare un colpo…”, trillò esaltato, facendo crollare sia Kaori che Falco sul pavimento.
“NON SCHERZARE!” , ruggì Falco incazzato nero.
“Ah, sì? La pensi così?! Bene, allora cercherò in tutti i modi di farmi colpire dai proiettili d’inchiostro! Questa scommessa non m’interessa per niente…”, lo inchiodò con le spalle al muro, un sorriso vittorioso sulle labbra.
“Eeh…” Cazzo,ma così avrebbe perso, e… poi sarebbe stato costretto a…
“Ryo, piantala! Perché…”, cominciò Kaori furiosa, mentre Ryo si metteva le mani dietro al testa in una posa rilassata, come se non avesse un pensiero al mondo.
“D’ACCORDO! ACCETTO LE TUE CONDIZIONI!”, la interruppe Miki con voce alta e chiara.
“Evviva!”
“Miki!
“Miki, perché?!”
“Saeba ha ragione! Ascolta, Falco. L’abbiamo coinvolto nelle nostre faccende ed è giusto che anche lui possa ricavare qualcosa!”, asserì Miki determinata, guardando Falco senza dimostrare tentennamenti.
“Però...”
“Questa è una prova per il nostro amore! Se dovessimo riuscire a superarla, vorrà dire che il nostro è proprio vero amore!” , esclamò piena di fervore.
“Giusto, sono d’accordo! Mi sto appassionando a questa scommessa!”, esultò Ryo felice. “HO UNA GRAN VOGLIA DI METTERMI IN AZIONE!”
A riprova di questo suo entusiasmo Ryo cominciò a svolazzare ruotando su una sedia…con la sua erezione come perno!
“Mi è venuta una gran voglia!”, biascicava sbavando, mentre Kaori e Falco lo guardavano disgustati.
Non mi sembra che stia prendendo la cosa molto seriamente…, pensò Miki.
Beh, questo poteva tornare a suo vantaggio…se l’avesse sottovalutata, allora…forse sarebbe riuscita a vincerlo più facilmente!

***

Cat’s Eye, la mattina dopo.

“Buongiorno!”
“EH?!”
Miki guardò sbalordita l’uomo che l’aveva salutata così allegramente, entrando nel locale con aria spavalda.
“Ciao, Miki! Come va?”, continuò Ryo con un gran sorriso, che strideva non poco con il muso scuro di Kaori, che lo seguiva dappresso.“Per me caffè…”, le ordinò infine, sedendosi tranquillo su uno sgabello.
“Eh…Sei proprio uno strano tipo…Pensavo che non ti facessi più vedere qui…”
“Ho accettato la scommessa, ma questo non significa che mi nasconderò…Non sono un vigliacco…Puoi spararmi quando vuoi…”, replicò lui sereno.
“D’accordo!”, concordò, sparandogli decisa un colpo.
“UAAH!”
Soltanto grazie ai suoi eccezionali riflessi Ryo riuscì a tirare indietro la testa violentemente, abbastanza da evitare di essere colpito!
Analogo successo non ebbe lo sfortunato cliente che stava entrando proprio in quel momento…
“Eh eh eh, davvero?” “Sì, è vero! Qui c’è una ragazza molto bella…”, stava dicendo a uno dei suoi amici mentre spingeva la porta del locale, poi… ”UGH?!”
L’inchiostro gli esplose sulla faccia, facendone una specie di pagliaccio!
“Co…co…cos’è questo?!”, farfugliò fuori di sé.
“Ehi, stai bene?!”, gli chiese uno dei suoi amici, trattenendo a stento le risate.
“Vi chiedo scusa!”, intervenne Miki mortificata.
“Che stronza! Non verrò mai più qui!”, urlò il poveretto, andandosene sbattendo la porta.
Miki sospirò, rossa in viso per la vergogna: accidenti, aveva fatto un bel casino!
“Adesso ti rimangono solo 9 proiettili!”, la prese in giro Ryo sorridendo mellifluo.
“Bè…era solo un avvertimento! Non pensavo proprio di riuscire a colpirti al primo colpo!”, replicò lei alzando le spalle. “Sai, ho quasi cambiato idea su di te! Sei coraggioso, affronti le cose di petto! Però se non avessi visto con i miei occhi come hai sventato gli attacchi di ieri, non avrei mai creduto che un tipo come te fosse così bravo!”
“Anch’io non avrei mai creduto che una bella ragazza come te si potesse innamorare di Umibozu…”
Miki sbattè la moka così violentemente sul bancone da far schizzare il caffè da tutte le parti.
“NON CHIAMARE MAI PIU’ FALCO CON QUEL NOME!”, gridò infuriata.
“Sì…Sì…”, balbettò Ryo spaventato. “Ma, scusami…cosa ci trovi di così attraente in quel bisonte pelato? Sembra proprio un gorilla…e poi con le donne non ci sa fare per niente, anche se è più arrapato…”
Miki ringhiò, poi gli sparò un’altra volta addosso!
“E’ qui! E’ molto bella!” “Dici sul serio?” “Davvero?”
Decisamente, quella non era giornata per i clienti del Cat’s Eye, perché anche questo ragazzo ebbe un’esperienza da film dell’orrore…
Aveva appena messo piede nel locale, che una pallottola gli passò a pochi millimetri dal viso, producendo poi un buco nella vetrata!
“Mi…Mi dispiace d’avere disturbato…”, mormorò con un filo di voce, poi uscì dal locale e si richiuse la porta alle spalle con molta delicatezza.
Ryo, con la testa ancora rovesciata dopo aver evitato il colpo per un pelo, fissò quel buco con gli occhi a palla.
“Che…che fai?! Avevamo detto di non usare proiettili veri!”, protestò rialzandosi di scatto.
Miki sprezzante gli gettò la pistola in mano.
“Questo è un avvertimento! Non parlare mai più in questo modo di lui!”, lo minacciò decisa. “Falco è tutto per me! Gli altri uomini non mi interessano!”, concluse con aria quasi triste.
E’ seria quando parla…Non ci posso credere!, pensò Ryo fuori fase. A dire il vero, la cosa più incomprensibile è l’atteggiamento di Umibozu…Perché vuole sfuggire a una ragazza così bella?! Non troverà mai più una donna che lo ami in questo modo! E’ un bel mistero!
Ryo continuò a rimuginare su questo fatto per un bel pezzo, mentre Kaori decise che era il caso di alleggerire un po’ l’atmosfera tesa.
“Senti…E’ un bel posto qui! Mi piace!”, le disse sincera.
In effetti, il locale era proprio carino!
Era arredato con molto gusto, e ci si sentiva decisamente a proprio agio.
“Davvero? Grazie!”, le sorrise contenta MIki.
“Immagino che non sarà stato facile sistemarlo…”, commentò per incoraggiare la conversazione.
“Bè…E’ stato un po’ faticoso…Ma avere un locale come questo è sempre stato il mio sogno!”, ammise Miki con aria trasognata, come se mentalmente rivivesse le fatiche che aveva sopportato per riuscire a realizzare le sue speranze. “Forse ti sembrerà un po’ strano che una ragazza come me, che è stata nelle bande mercenarie, abbia un sogno così innocente…”
“No, lo trovo giusto…”, la rassicurò gentilmente Kaori.
“Sono pur sempre una donna…Mi piacerebbe tantissimo lavorare in un locale assieme all’uomo che amo…”, le confidò Miki arrossendo leggermente.
“Ti capisco! Vorresti gestire questo locale con Umi…volevo dire con Falco!”, si corresse prontamente Kaori, prima che Miki si imbestialisse di nuovo.
“Con lui?! E’ impossibile! Sono sicuro che non abbandonerà mai il suo lavoro! E’ per questo che non vuole sposarsi con te!”, intervenne Ryo, illuminandosi perché finalmente aveva trovato una motivazione ragionevole al rifiuto di Falco.
“Lo so, lo so…Non lascerà mai il suo lavoro! Però non si trovano tutti i giorni nuovi incarichi! Sarei già molto contenta se mi aiutasse nei momenti liberi! Noi due, in questo locale…”, continuò a sognare Miki, appoggiando la guancia alla mano, gli occhi chiusi per isolarsi dal resto del mondo.
“Aah, beata te…”, mormorò Kaori con un sospiro.
“Lui…gestore di un bar…”, bofonchiò Ryo poco convinto. Un’immagine di Umibozu con un grembiulino fru fru che intimava con il suo vocione ad un povero cliente “BEVI!” gli passò rapida per la mente, suscitando la sua reazione incontrollabile.
“EH EH EH…CI SAREBBE PROPRIO DA RIDERE! EH EH EH!”, sghignazzò senza ritegno, tenendosi la pancia per il gran ridere.
Tanto bastò per suscitare una furia incontrollabile in Miki, che afferrò la pistola e cominciò di nuovo a sparargli!
“Evviva, ne mancano solo otto!”, esclamò Ryo scansando una sua bordata.
“Adesso sette!”
“Ne mancano sei!”
Ryo balzava agilmente da un capo all’altro del locale, mentre Miki sparava un colpo dietro l’anno in preda all’affanno.
Probabilmente avrebbe scaricato tutto il caricatore per la rabbia, se Kaori non fosse intervenuta in tempo, afferrandole la pistola per impedirle di continuare a sparare.
“Ora basta! Non hai capito la sua tattica?! Vuole farti arrabbiare per farti sparare subito tutti i proiettili!”, le sibilò stizzita.
Miki finalmente riemerse dalla sua furia cieca.
“Eh…”
“Sta tranquilla…sono dalla tua parte! Ti voglio aiutare!”, le bisbigliò poi all’orecchio.
“Eh?”, esclamò Miki sbalordita.
“Conosco benissimo tutti i suoi punti deboli! Lascia fare a me!”, le sorrise machiavellica.
Pochi minuti dopo, i tre erano di nuovo tranquilli al bancone.
“Ecco a voi…Facciamo una piccola pausa!”, disse Miki gentilmente, porgendo ai due la loro tazza di caffè.
“Ooh, finalmente è arrivato questo buon caffè…ero stanco di proiettili…”, esclamò Ryo soddisfatto, preparandosi a gustare la bevanda calda, che a dire il vero aveva un ottimo profumo!
“Grazie!”, esclamò anche Kaori con un sorriso.
Ryo cominciò a sorbire il suo caffè, ma ad un certo punto, qualcosa gli penzolò davanti agli occhi.
“Mh?”, mugugnò, rialzando la testa incuriosito. “EH?! Ah…aah, ma quello…E’ UN COMPLETINO INTIMO TUTTO PER ME!”
In effetti un reggiseno con le sue mutandine coordinate penzolava dal soffitto, esattamene sopra la sua testa!
A Ryo non serviva altro…
Letteralmente VOLO’ verso il completino, fluttuando nell’aria finchè non si appese con una mano alla trave da cui sporgeva l’agognato bottino.
Ma quando stava per afferrarlo, quello sgusciò via sotto il suo naso!
“Ehi, fermo!”, gridò contrariato, sollevandosi sulle travi che costituivano il controsoffitto. Si guardò intorno spasmodicamente, cercando il completino fuggitivo. “Dove sarà andato?”, si chiese disperato.
Poi il suo occhio fu catturato da uno spettacolo molto più conturbante.
Sulla parete di fronte c’era un poster con una donna nuda!
“OH…OOH!”, mugolò estasiato. “Ho trovato compagnia questa notte!”, ridacchiò con una faccia da idiota.
Il suo amico evidentemente condivideva la sua opinione, perché cominciò a gonfiarsi in maniera indescrivibile. “E’ mia, la voglio! Non la darò a nessuno!”, strepitò come un felino in calore, cominciando ad annaspare per raggiungere la favolosa sirenetta.
Con sua sorpresa, però, scoprì che non riusciva più a spostarsi di un millimetro!
“Bè…Perché non riesco più a muovermi?”, si domandò perplesso.
D’istinto chinò la testa per controllare la situazione nei paesi bassi, dove avvertiva il grosso della resistenza.
“Mh? Ah…mi sono incastrato…”
Proprio così…il suo stesso amico, drizzandosi a più non posso, lo teneva inchiodato tra la trave e il soffitto, bloccandolo in una morsa che sarebbe stato quasi impossibile spezzare senza farsi molto male!
“Eh eh eh…ci sei cascato!”, gongolò una voce femminile di sua conoscenza.
“Eh?!”
Ryo guardò in basso nel locale, e vide la faccia sorridente di Kaori e quella attonita di Miki, che teneva il famigerato completino intimo in una mano e nell’altra un capo della corda a cui lo avevano legato.
Merda, lo avevano preso all’amo come un merluzzo!
“Vedi, Miki…non riesce più a muoversi! Puoi sparargli quando vuoi!”, le disse Kaori allegra, mentre Ryo si dibatteva inutilmente, strillando per il dolore.
“Ehm…” Miki non riusciva a crederci…Che stupido! Possibile che fosse così semplice beccarlo in castagna?!
“KAORI, BRUTTA VIPERA! MI HAI TRADITO!”, gridò Ryo disperato, vedendo che i suoi tentativi di liberarsi dalla trappola non davano frutto.
“Chiudi il becco! Chi si oppone all’amore rimane fregato…e macchiato d’inchiostro!”, lo rimbeccò lei senza provare il minimo senso di colpa. Era proprio quello che si meritava quell’imbecille! Così imparava ad andare sempre in fregola ad ogni momento!
“Dai, presto!”, sollecitò poi Miki con un sorriso complice.
“Sì…Sì…”, annuì Miki, impugnando la pistola e mirando al suo bersaglio.
Accidenti, più mi muovo per liberarmi, più il mio amico diventa duro! Che posso fare? , pensò Ryo distrutto. Poi la vista della pistola gli diede la spinta che gli serviva per uscire da quell’imbroglio, con l’ausilio dell’adrenalina che pompava al massimo. “Va bene! Ho un’idea! Energia maschile…alla massima potenza!”, ruggì facendo forza con il suo coso sulla trave.
“Come?!”
La trave cominciò a scricchiolare, e Kaori e Miki la fissarono terrorizzate.
“Dai, dai…presto, sparagli!”
“Ah…aah!”
, urlò Miki sbalordita.
La trave fece molto di più che spezzarsi: la spinta micidiale di Ryo fece staccare tutto il sistema di travi del controsoffitto!
“EH?!”
“Aaah!”
“Nooo!”

Nel locale ci fu una fragore immenso, mentre tutto crollava praticamente sulle loro teste, sollevando un gran polverone.
“Co…sa…”, mugolò Kaori, strisciando attraverso la polvere.
“COFF COFF COFF”, tossì Miki con gli occhi che bruciavano.
L’unico contento alla fin fine era Ryo.
“Ce l’ho fatta! Sono riuscito a liberarmi! Eh eh eh…”
La voglia di ridere gli passò un po’ quando vide la devastazione che aveva causato al locale.
“Eh?”, esclamò infatti sbalordito.
“Che…che potenza!”, balbettò Kaori ancora incredula.
“Ooh…Mi faccio paura da solo! Che potenza…prima o poi farò morire una donna…”, gongolò per un secondo ancora, pieno di autocompiacimento in sé stesso.
Miki rimase per un istante senza parole, poi afferrò Ryo per il collo, cominciando a stringere come se volesse staccargli la testa dal resto del corpo.
“Guarda come hai ridotto il mio bar! Per riparare questo disastro dovrò chiudere per almeno una settimana!”, gridò Miki esasperata.
“Mi dispiace! Sarai risarcita!”, gracidò Ryo incapace di sfuggirle.
“Porc…altre spese…”, mugugnò Kaori scontenta.
“Eh?!” Ryo ebbe un’idea a dir poco geniale. “Senti un po’…Per riparare al torto che ti ho fatto, ti ospiterò a casa mia per una settimana!”, le propose allegro, e Miki lo squadrò sospettosa.
“Si tratta di una trappola, vero?!”
“Pensaci su…se verrai ad abitare a casa mia, le occasioni per spararmi aumenteranno!”, le sussurrò mefistofelico. “Potrai spararmi in ogni momento, specialmente quando sarò più rilassato…anche di notte...E’ un gran vantaggio per te!”
Miki suo malgrado si sentì tentata da quella proposta.
“Non cascarci, è una trappola! Non ascoltarlo!”, la mise in guardia Kaori preoccupata.
Ma Miki non raccolse il suo suggerimento.
Scoccò un’occhiata penetrante a Ryo, poi fece un sorrisino enigmatico.
“D’accordo…Farò come dici tu!”
Ryo le fece un sorriso luminoso che sembrava la pubblicità di un dentifricio, mentre Kaori scuoteva la testa sconsolata..
Che fortuna…
No…
Stupido…te la farò vedere io!

A ognuno di loro il suo pensiero…