Chapter Text
Questura municipale di Tokyo
“Signorina Nogami, sto cercando una ragazza. Penso proprio che lei la conosca…”
Saeko guardò incuriosita la donna seduta con aria composta di fronte a lei.
Era sicuramente giovane, ma nei suoi modi c’era una calma e una tranquilla sicurezza che la facevano sembrare un po’ più vecchia di quello che realmente era.
Aveva anche un’aria vagamente familiare, ma sul momento Saeko non seppe ritrovare nella sua memoria le ragioni di quella sensazione.
“Il suo nome è Kaori Hisaishi…”, continuò lei con una leggerissima punta di ansia nella voce.
“Hisaishi…?”, meditò Saeko pensierosa. “Kaori Hisaishi…” Ma dove aveva già sentito quel nome?! Eppure, le diceva qualcosa… “Hisa…” Un lampo di improvvisa consapevolezza le tolse il fiato.”Ah…ah!”
La donna a quella sua esclamazione si rilassò visibilmente.
“Lo sapevo…la conosce! Il suo nome attuale è Kaori Makimura…”
“Come fa a conoscere il vero cognome di Kaori?! E…lei chi è?!”, le chiese agitata Saeko.
La risposta arrivò fulminea e scioccante.
“Kaori Makimura è…MIA SORELLA!”
***
“MALEDETTO RYO! Mi sono distratta un attimo e ne ha subito approfittato per uscire di casa! Allora ieri Saeko ha telefonato per fissare un appuntamento!” Kaori continuò a tempestare di pugni il pupazzo di Ryo antistress, decisa a sfogare tutta la sua rabbia. “Come al solito ci costringerà a fare un lavoro assurdo…oppure…”, e lì cominciò a strangolare il pupazzo senza nessuna pietà…”Un incontro d’amore…” L’idea era così sconvolgente che Kaori lanciò il pupazzo come una furia, mandandolo a sbattere contro il comò con violenza, gridando ancora più forte: “Sei uno stupido!”
L’urto del pupazzo contro il mobile fu così forte da far cadere una scatolina che vi era sistemata sopra, proprio davanti ad una cornice.
“Ah...accidenti!”, imprecò Kaori, accorgendosi del disastro che aveva combinato.
Si chinò per raccogliere la scatola, poi la aprì.
Dentro c’era un anello con un piccolo brillante: non valeva granchè da un punto di vista economico, ma il suo valore affettivo era enorme…
Il suo sguardo corse automaticamente alla cornice davanti alla quale lo teneva di solito.
“Eh…”
Quella cornice conteneva una foto altrettanto preziosa…
Mio fratello…
Kaori estrasse l’anello dalla scatolina, poi lo infilò al dito, guardandolo con tristezza.
Come le mancava ancora…come avrebbe voluto averlo vicino…lui sì che le voleva bene veramente.
Fratello mio…
Kaori si strinse la mano al petto, soffocando per l’ennesima volta le lacrime.
Quel dolore non sarebbe mai finito, purtroppo…
***
Il vento sibilava nel cimitero, trascinando con sé le foglie e giocando con le falde del suo soprabito.
Ryo era ritto in piedi, davanti ad una tomba.
Hideyuki Makimura
1958 – 1985
Era passato già del tempo da quella morte assurda…eppure sembrava ieri…e il suo senso di colpa non si era affievolito nemmeno per un secondo!
E poi, dopo quella morte, era arrivata lei…Kaori…croce e delizia della sua vita.
“Ryo…a cosa stai pensando?”
La voce di Saeko sopraggiunse alle sue spalle all’improvviso, ma lui non trasalì.
L’aveva sentita arrivare.
“Sto pensando a Makimura…Al giorno in cui morì…”
Ryo ricordò la conversazione che aveva avuto proprio quel giorno con Makimura, poco prima che morisse.
Erano al parco, seduti su una panchina.
“Sai… è una storia di vent’anni fa…Mio padre faceva il poliziotto…Un giorno portò a casa una bambina piccola…poi mi disse…da oggi questa bambina è la tua sorellina…e così è stato…Quella bambina era Kaori…Era figlia di Junichi Hisaishi…un assassino che rimase ucciso in un incidente stradale durante un inseguimento della polizia…Mio padre l’adottò perché non aveva la madre, né altri parenti…Questa sera…Oggi Kaori compie 20 anni…devo assolutamente dirglielo…Le darò anche questo anello, è un ricordo di sua madre…”
Mentre parlava, Makimura non aveva mai smesso di stringere tra le dita la scatolina che conteneva l’anello, e Ryo lo aveva ascoltato senza commentare, conscio che l’amico aveva soprattutto bisogno di sfogarsi.
“Però…non fece in tempo a dirlo a Kaori…”
Saeko conosceva già quella storia…
Makimura era riuscito a sfuggire alla morte soltanto quel tanto che gli serviva per arrivare da Ryo, che lo aveva stretto tra le braccia sanguinante e morente, mentre la pioggia lavava via le sue lacrime di frustrazione e impotenza.
“Kaori…l’affido a te!”
Così gli aveva mormorato, tendendogli il famoso anello, come a dirgli che a quel punto spettava a lui il compito di dire la verità alla sua amata sorellina.
A Ryo era quindi toccato l’ingrato compito di andare a riferire a Kaori non solo della morte del fratello, ma anche del suo passato.
Rivedeva ancora l’espressione angosciata di Kaori, quando lo aveva visto sulla porta, già presaga della ferale notizia che lui portava con sè.
Lui le aveva teso la scatolina con l’anello, sforzandosi di tenere la mano ferma.
“Cosa?” , aveva mormorato lei, senza capire il suo gesto.
“E’ un ricordo…di tuo fratello…” , le aveva risposto piano.
Lei era rimasta immobile come una statua, mentre gli occhi le diventavano enormi nella faccia pallida…ma non aveva versato neanche una lacrima.
Quella sua forza interiore lo aveva piacevolmente stupito, ma a lui invece il coraggio di andare fino in fondo era mancato completamente. Come dirle, proprio in quel momento, che il fratello che aveva davvero tanto amato…non era nemmeno suo fratello? Che quella che aveva creduto la sua famiglia non lo era mai stata, e che il suo vero padre era un delinquente e un assassino?
“Nemmeno io…riuscii a dirglielo…”, mormorò Ryo, continuando a percorrere il viale dei ricordi.
Il vento coprì con il suo sibilo l’istante di silenzio che seguì tra lui e Saeko, persi nei loro pensieri.
“Saeko…è vero ciò che mi hai detto ieri al telefono?”, si decise a chiederle Ryo serio.
“Credo di sì…E’ la vera sorella di Kaori!”, confermò Saeko gravemente, chinando la testa.
Ryo non disse nulla, ma la sua espressione divenne ancora più tetra.
“Ryo…”, mormorò Saeko, non sapendo bene come fare per consolarlo.
“Senti, Saeko…Makimura mi disse che la madre di Kaori era morta, e non mi parlò affatto di una sorella…”
Era stupido, forse infantile, ma provava il bisogno assurdo di respingere anche solo l’idea che quella fosse la verità...perchè le conseguenze sarebbero state inimmaginabili.
“Per i dettagli ti puoi rivolgere direttamente a lei…E’ li fuori che aspetta…”, gli disse dolcemente Saeko, consapevole che per Ryo quello era un colpo durissimo da assorbire.
Gli infilò la mano sotto il braccio e lo guidò verso l’uscita del cimitero, dove lei li stava aspettando.
Ryo oppose una breve resistenza, poi si rassegnò a seguirla, sapendo che non c’era altra scelta che affrontare la verità.
Si liberò però della mano di Saeko: forse era un vigliacco, ma non al punto di dover essere tenuto per la manina come un bambino!
Saeko non protestò e si adeguò al suo volere, cominciando a camminargli al fianco
“Si chiama Sayuri Tachiki…”, gli spiegò mentre erano già quasi vicini alla macchina di Saeko, di fronte alla quale vi era la persona che li attendeva.
“Tachiki…?”, chiese perplesso Ryo.
“Ha preso il cognome di sua madre…”
Giunsero anche troppo in fretta davanti a lei, e la donna si inchinò cortesemente al suo cospetto.
“Piacere di conoscerti…mi chiamo Sayuri Tachiki.”
Ryo fece tanto d’occhi.
“Ehilà…Non puoi essere la sorella di Kaori…”
“Eh?”, esclamò Saeko sconcertata.
“Guardatela un po’…E’ proprio elegante e molto carina!”, le spiegò Ryo in fretta, mentre già i suoi istinti di Casanova cominciavano a risvegliarsi. “No…non c’è paragone tra lei e Kaori…E’ così affascinante…Mi è già diventato duro!”
“RYO!”
Ma ormai era troppo tardi: Ryo era già in volo per saltare addosso a Sayuri!
Quello che non si aspettava, era di incontrare una resistenza così dura…
Il martello da 100 t lo seppellì con imprevedibile destrezza, e Ryo si ritrovò spiaccicato sul terreno in un lampo.
“Forse...forse è proprio sua sorella…”, ammise sconfitto. “Come aspetto è molto diversa, ma come carattere siamo sullo stesso piano…”
Eh, beh…il sangue non è acqua!
***
“…Ho saputo solo due anni fa che mia sorella era ancora viva…”cominciò a spiegare Sayuri, quando la situazione si fu stabilizzata (e Ryo fu emerso da sotto il martello!) “…Fino ad allora mia madre mi aveva sempre detto che mio padre e mia sorella erano morti quand’ero piccola…Mi rivelò la verità solo in punto di morte ...I miei genitori divorziarono subito dopo la nascita di Kaori, allora io avevo solo due anni…Noi bambine fummo affidate a mia madre…Mio padre non aveva un lavoro e non era in grado di mantenerci…Però mio padre non poteva sopportare questa situazione e si portò via di nascosto la mia sorellina! Mia madre li cercò accanitamente…ma non li trovò…Dovette rinunciare per sempre a Kaori, come se fosse morta…Però quando sentì che stava morendo mi fece promettere di cercarla…Forse mio padre era ancora vivo…Questa fu la sua ultima volontà…”
“Sayuri sta cercando con ogni mezzo Kaori da ben due anni...”, intervenne Saeko per integrare il suo racconto. “…Alla fine è riuscita a sapere che suo padre, Junichi Hisaishi, era morto qui a Tokyo…e che Kaori era stata adottata da un poliziotto chiamato Makimura…”
Ryo ascoltava in silenzio, fumando assorto la sua sigaretta, seduto sul cofano dell’auto.
“Però dopo la morte di Makimura le notizie di Kaori si persero nel nulla…” Eh, già…Kaori a quel punto era stata risucchiata nel suo mondo sotterraneo…e non ne era ancora emersa!, riflettè Ryo con il cuore pesante.”…Così è venuta a parlare con me, sapendo che avevo lavorato con Makimura quando ancora faceva parte della polizia…”, concluse Saeko la sua parte di racconto, fissando Ryo in attesa di un suo commento.
“Ti chiami Saeba…vero?”, si intromise a quel punto Sayuri impaziente. “Saeko mi ha detto che tu sai dove si trova adesso Kaori! Ti prego, dimmi dov’è mia sorella!”, lo supplicò agitata.
Ryo buttò la sigaretta che stava fumando per terra, poi ne schiacciò il mozzicone con il piede, alzandosi dalla macchina.
“Senti, Sayuri…Kaori non conosce il suo passato…Ormai che cosa le vorresti dire? Cosa vorresti fare? Andare a vivere assieme a lei?”, le chiese prendendo tempo.
Sayuri abbassò il viso, turbata.
“Non so…Non lo so ancora…Penso che lei abbia già una propria vita…Però vorrei dirle che sono sua sorella!”, rispose esitante. “Kaori è l’unico parente stretto che mi è rimasto! Per il momento vorrei solamente vederla! Vorrei vedere il suo viso! Ritrovare in lei qualcosa di familiare! Per il momento…”
Sayuri era confusa: aveva passato anni a cercare Kaori, ma non si era mai chiesta cosa avrebbe fatto quando veramente l’avrebbe trovata…
Ora Saeba l’aveva messa con le spalle al muro, e lei aveva scoperto di non avere per nulla le idee chiare…che cosa strana.
“Ryo...il mio compito finisce qui! Devi essere tu a decidere…”, colmò il silenzio improvviso Saeko, rivolgendo un cenno di saluto con la mano a Ryo.
“E ti pare poco?! Fra tutti i problemi che mi hai dato, questo è certamente il più gravoso!”, ribattè lui pungente e vagamente stizzito.
“Eh eh…Hai ragione…Per questo te lo lascio e me ne vado!”, ridacchiò lei salendo sulla sua auto per andarsene.
Poi una curiosità la punse, e decise di cogliere l’occasione per soddisfarla.
“Ehi…Ryo, ascolta…Perché quel giorno non hai detto la verità a Kaori?”
Ryo le scoccò un’occhiata impenetrabile, poi alzò le spalle.
“Non lo so…Non so il perché…Non lo capisco nemmeno io…”, mentì disinvolto, mettendosi le mani in tasca.
Capito…il momento delle confidenze era passato…, considerò con filosofia Saeko.
“Ti saluto, Sayuri!”, esclamò mettendo in moto la sua auto.
“Arrivederci…e grazie di tutto!”, rispose lei gentilmente.
Saeko se ne andò, lasciando i due al loro destino.
Poco dopo, la Mini di Ryo filava verso casa con due passeggeri a bordo.
“Senti un po’, Saeba…Che tipo di persona è Kaori? Mi assomiglia? Mi sembra un sogno, finalmente potrò conoscere mia sorella!”, concluse entusiasta, senza lasciargli il tempo materiale di rispondere a nessuna domanda!
“Sayuri…”, iniziò con cautela Ryo. “Kaori è molto fiera di suo fratello…è felice di esserne la sorella! Tu non vuoi incrinare un affetto che dura da vent’anni…”
Sayuri ammutolì, mentre la tensione cominciava a salire nel ristretto spazio dell’abitacolo.
“Allora, tu…non vuoi che io la veda?! Dici che è meglio non dirle che sono sua sorella?!”, lo accusò alterata.
Ryo esitò, incerto su cosa dirle.
“Non lo so! Non so cosa sia meglio per lei!”
“Eh?”
“E anche per te…”, concluse con un sospiro.
Sayuri lo guardò ansiosa, in attesa delle sue valutazioni.
“Non saprei decidere…veramente…”, indugiò lui ancora per un secondo, poi sembrò prendere una qualche decisione. “Sayuri, puoi vederla, ma a una condizione...”
Sayuri si irrigidì per un istante, ma Ryo le rivolse un sorriso che sembrava quasi di scusa.
“Anzi, non è una condizione, è un favore…Potresti abitare con lei per un po’ di tempo senza dirle che sei sua sorella? Prima cerca di conoscerla…di capire cosa sia meglio per Kaori…poi decidi…che cosa ne pensi?”
Sayuri abbassò lo sguardo un po’ immusonita…
La richiesta non era affatto irragionevole…cozzava con la sua smania di stabilire subito un legame forte con sua sorella, ma…effettivamente , era la cosa più sensata da fare.
Non voleva irrompere nella sua vita e farle del male!
“Bè…d’accordo…facciamo così...”, accettò con un sospiro, mentre Ryo segretamente tirava anche lui un sospiro di sollievo. Si era guadagnato una tregua…ma a che cosa avrebbe portato?
“Vedo che sei una persona che riflette sulle cose…e poi sei molto gentile…”
“Eh?” E adesso, dove voleva andare a parare questa…?
“Oppure ami così tanto mia sorella?”, concluse scioccandolo del tutto.
“Non dire mai più una cosa così terribile!”, sbottò agitatissimo, facendo persino sbandare la macchina.
Lui e Kaori…ma che sciocchezza…piuttosto, abitando insieme, c’era sempre la possibilità di combinare qualcosa di buono con Sayuri…
E mentendo come al solito anche a sé stesso, Ryo riguadagnò il controllo dell’auto e accelerò sulla strada di casa.
Arrivarono in pochi minuti, e Ryo la guidò per le scale con sicurezza.
Posò la mano sulla maniglia, ma ancora prima di aprire la porta, il suo sesto senso entrò in allarme.
“Sayuri, abbassati!”, le intimò deciso.
“Eh?”
“Su, presto!”, la incitò con la mano.
Poi aprì la porta lentamente, e…
Un mega martello volò sulle loro teste e andò a schiantarsi sulla parete di fronte.
“Cosa…?!”, esclamò sbigottita Sayuri, rialzando infine la testa dal pavimento.
“Hai visto? E’ come ti avevo detto…”, commentò soddisfatto Ryo con un sorrisino, poi si affacciò tranquillo alla porta.
E mal gliene incolse, perché un konpeito chiodato gigante lo spiaccicò sul pavimento!
“Ryo, ascoltami! Che cosa hai fatto con Saeko finora?!”, lo aggredì una specie di belva digrignando i denti.
“Sei stata scorretta! Hai attaccato in due tempi!”, mugolò Ryo dolorante, ancora sotto il peso del konpeito.
Poi Kaori sembrò finalmente accorgersi che non erano soli.
“Ah? E lei chi è? Non è mica Saeko…”
Sayuri arretrò istintivamente, intimorita da quella furia umana.
“No, no…adesso vi presento!”, le spiegò Ryo, rialzandosi acciaccato. “Questa è Sayuri Tachiki.”
“Piacere…”, mormorò lei con un sorriso tirato. Chi è questa virago così violenta? , si chiese apprensiva.
“Sayuri, questa è la mia assistente. Si chiama Kaori Makimura!”, completò le presentazioni Ryo, rispondendo senza saperlo alla sua domanda inespressa.
“Questa?!”, brontolò Kaori con una faccia scontrosa.
EH? EEEH?! Allora ciò significa che questa donna…!
Kaori teneva ancora stretta nel pugno la catena con la falce alla quale era legato il suo konpeito, e sembrava l’immagine vivente di Ares, il dio della guerra!
Sayuri si portò la mano alla bocca, sulla faccia un’espressione sbigottita e allucinata: quella ragazza così feroce e sanguinaria…quella era sua…?!
Kaori la guardò perplessa: perché mai quella tizia la stava fissando in un modo così strano?
Chi diavolo le aveva portato in casa Ryo questa volta?!
