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✩La serata in cui le stelle cambiarono il destino dei Marauders✩

Summary:

Quando Sirius durante una notte insonne vede Regulus da solo sulla torre di Astronomia decide di provare a parlare con il fratello, per la prima volta dopo la fuga da Grimmauld Place.
Regulus non si sarebbe mai aspettato che un semplice invito ad una festa l'avrebbe fatto riflettere così tanto sul suo destino...
Semplicemente un party dei Malandrini, con molto divertimento, fluff e angst!

Notes:

Ciao Marauders fandom italiano! Spero questa breve fanfiction vi abbia raggiunto e che voi le abbiate dato una possibilità, have fun, buona lettura!!★

Qui ho creato una playlist delle canzoni che ho ascoltato mentre scrivevo, sono le vibes di questa storia, vi consiglio di metterla in sottofondo se vi va ;)
https://open.spotify.com/playlist/1uTWbPnFRcyMCqIxfC29RN?si=nuhubmc4QPm-FPmhcFhDfw&pi=e-x1Cpdlg2QVyw

Chapter 1: ★

Notes:

(See the end of the chapter for notes.)

Chapter Text

Quella notte Sirius era particolarmente disturbato da pensieri e da ricordi che gli rendevano impossibile prendere sonno. Pensava soprattutto a suo fratello, a quanto erano andate male le cose tra loro, a quell’ultima conversazione... Così decise di provare a cercarlo sulla Mappa del Malandrino, per quella sera si concesse di essere triste e di immaginare come fosse la sua vita ora, come guardando le vecchie foto di un amico che non si sente da tempo. Tuttavia ben presto si accorse che Regulus non era nei sotterranei. Perché non era nel suo dormitorio? Fece vagare gli occhi confusi sulla mappa del castello e fu sorpreso di trovare il nome Regulus sulla Torre di Astronomia. Cosa ci fa lassù? Si sentirà solo?

Dopo aver lasciato la casa dei suoi genitori il Natale di quell’anno, quando i Black avevano provato a fare prendere il marchio nero a Sirius, i due fratelli non avevano parlato più di tanto. Regulus non era voluto venire con Sirius dai Potter quella sera, aveva scelto la sua strada, eppure una volta tornati ad Hogwarts era stato lui stesso a cercarlo. Aveva detto a Sirius che se fosse tornato per l’estate, i suoi genitori gliel’avrebbero permesso, l’avrebbero perdonato, tutto piuttosto che accettare il figlio minore (che loro ancora chiamavano “figlia”) come erede. Questo ovviamente aveva causato un ulteriore litigio tra i due fratelli. Come aveva potuto chiedergli una cosa del genere?

La prima crepa nel loro rapporto era stato lo smistamento di Regulus in Serpeverde nel suo primo anno, tuttavia i due erano pur sempre fratelli, erano cresciuti insieme e avevano imparato a difendersi a vicenda durante l’infanzia, perciò presto Regulus si ritrovò a partecipare con i suoi amici a qualche festa dei Grifondoro. Il rapporto tra i due aveva avuto alti e bassi durante i loro anni ad Hogwarts. Ora però, nel quinto anno di Sirius, andava più male che mai, Regulus si era sentito così abbandonato e d’altra parte non voleva deludere i genitori, cercava la loro approvazione e voleva dimostrare che lui era quello di sempre, anche se con un genere diverso. Invece Sirius si rifiutava completamente di seguire le loro imposizioni, era sempre stato il più ribelle e vedeva il comportamento del fratello come un’approvazione degli ideali dei genitori. Eppure… il fratello gli mancava.

Tanto non sarebbe comunque riuscito ad addormentarsi a quel punto. Senza pensarci troppo Sirius prese il mantello dell’invisibilità di James e attraversò l’oscurità del castello avvolto in esso, fino ad arrivare nella torre di Astronomia. Lassù trovò Regulus intento ad ammirare le stelle e sussurrare delle parole che Sirius non riusciva a cogliere. “…sirius…” bisbigliava- no aspetta aveva una piuma in mano, stava scrivendo qualcosa?

Ben presto Sirius si rese conto di non poter rimanere lì al buio e così si fece avanti, tolse il mantello.

“Reg” chiamò, il ragazzo in questione si voltò confuso, spaventato forse, ma anche colto di sorpresa.

“Sirius, cosa ci fai qui?” gli chiese il fratello minore, riprendendo in fretta l’atteggiamento freddo.

“Potrei farti la stessa domanda” rispose lui sarcastico, appoggiandosi allo stipite della porta.

“Ehm- scrivevo, forse è meglio che ora me ne vada.” disse Regulus, iniziando a raccogliere le sue cose. Non voleva di nuovo litigare con lui.

“No”

Regulus si fermò e lo guardò con un nuovo stupore sul volto.

“Rimani ad osservare le stelle con me” propose Sirius, non voleva vederlo andare via.

Così si sedette sul pavimento con lo sguardo rivolto al cielo e ben presto Regulus lo imitò. I due rimasero per un po' in silenzio, accontentandosi della semplice compagnia dell’altro.

“Sirius- io-”

“Reg-” cominciarono contemporaneamente per poi zittirsi di nuovo entrambi.

“Regulus, sai che se vuoi puoi venire a stare dai Potter, con me, vero?” disse Sirius, forse non era stata la cosa migliore da dire ma tra tutte le parole non dette, quelle erano le più facili.

“E tu sai che potresti tornare a casa con me, no?” rispose Regulus freddamente, forse neanche quella era la migliore proposta da fare.

“Reg, davvero, puoi pensarci e possiamo parlarne, ma sai che non mi puoi chiedere questo” rispose il fratello, cercando di mantenere la calma.

“Sei ingiusto, Sirius, anche tu mi stai chiedendo una cosa impossibile.” rispose Regulus in un sussurro.

“Ma perché Reggie? Io non ti capisco, te l’ho già chiesto una volta quella sera, vuoi o non vuoi venire via da quella casa… vuoi prendere il marchio? Vuoi unirti a Voldemort? É questo che vuoi?” cercava di capire Sirius agitandosi.

Non riusciva proprio a vedere il suo fratellino come un mangiamorte, non era possibile, era lo stesso che aveva avuto paura dei tuoni tanti anni prima. Ma ora era cambiato, aveva perso la luminosità del Regulus bambino e Sirius odiava la loro famiglia per questo.

“Non lo voglio, ma non è così facile, lo sai” puntualizzò Regulus.

“Dimmi perché” disse fermamente l’altro.

“Possibile che non capisci, pensi che i nostri genitori ci lascerebbero andare entrambi?” sbottò Regulus ormai innervosito e arrabbiato dalla testardaggine del fratello. Quelle parole, che covava dentro da mesi, tagliarono l’aria come una lama. Si pentì subito dopo averle pronunciate.

Se Regulus quella notte fosse scappato con Sirius, si sarebbero subito ritrovati Walpurga Black al seguito, con incantesimi e maledizioni e allora Sirius avrebbe dovuto- no, non poteva scappare anche lui. I Black li avrebbero trovati e allora non ci sarebbe stata speranza per nessuno dei due di uscirne vivo. Non poteva scappare dal sangue famigliare. Era un Black, ecco cos’era, e sarebbe sempre stato legato dalla linea sanguigna della sua famiglia per sempre come delle catene intorno ai suoi polsi.

“l’hai fatto per me?” chiese con voce tremante Sirius. É colpa mia.

Regulus non osava guardarlo.

Ecco perché, pensò Sirius, non si sarebbe arreso così facilmente, aveva visto un barlume di luce in quelle parole.

“Reg…non devi rimanere lì se non vuoi. Non mi devi proteggere tu da loro. No, non sarebbe facile ma so che ci sono delle persone pronte ad aiutarci e io posso aiutarti.”
Sirius lo guardava con occhi lucidi ma decisi, per Salazar era così emotivo, pensò Regulus.

“Tu mi hai lasciato in quella casa, Sirius” sussurrò Regulus, puntando lo sguardo verso le stelle, non ce la faceva a guardarlo negli occhi ora.

“Mi dispiace, Reg, ho dovuto farlo…ma ora ti sto venendo a riprendere” gli rispose Sirius.

“Sei sicuro che non sia troppo tardi?” lo guardò Regulus, con un sorriso infelice e occhi stanchi.

Sirius non sapeva come reagire a quell’affermazione, sperava davvero di poter ancora salvare il fratello.

Quanto aveva perso in quella casa… quante parti di sé, tutte le sue emozioni completamente confinate, pensò Regulus, voleva davvero perdere anche il fratello? Voleva davvero spezzettarsi nella forma perfetta per i suoi genitori finché non sarebbe rimasta più nessuna parte di lui? Però era ancora così arrabbiato con Sirius per essersene andato, anche se sapeva che chiedergli di restare non era giusto. Allo stesso tempo voleva proteggerlo, esattamente come il fratello maggiore aveva fatto quando erano bambini. Lui ce la poteva fare, poteva sopportare tutto ciò.

“Reg, ti prego pensaci, ok? Non devi decidere subito, puoi aspettare fino all’estate se vuoi, mancano dei mesi e intanto magari potremmo provare a passare del tempo insieme…” accennò Sirius notando la confusione negli occhi del fratello.

Forse dopotutto Sirius teneva ancora a lui. Forse, quella era una possibilità che le stelle gli stavano dando.

“Okay” rispose Regulus.

“Okay, allora, domani ci rincontriamo qui?” chiese Sirius.

“Si” rispose Regulus.

Tornando al dormitorio Sirius aveva una nuova certezza: sarebbe riuscito a convincere il fratello a venire con lui, aveva visto l’indecisione nei suoi occhi la notte della fuga quando gli aveva chiesto di scappare con lui, ora aveva una nuova possibilità e avrebbe fatto di tutto per salvare il fratellino. Regulus gli aveva mezzo confessato di essere rimasto perché pensava che non li avrebbero lasciati andare entrambi, chissà cosa gli aveva detto la madre dopo la sua fuga. Il peso di quell’azione gli gravava pesante sulle spalle ora. Aveva dovuto farlo, pensò Sirius, sperava che il fratello l’avrebbe capito e perdonato. Regulus non sarebbe diventato come i suoi genitori, Sirius l’avrebbe impedito.

Allo stesso modo mentre Regulus tornava al dormitorio sentiva una nuova speranza sbocciargli nel petto…forse le cose potevano davvero cambiare, forse sua madre si sbagliava, aveva suo fratello dalla sua parte, Sirius non lo odiava per essere rimasto e questo era già un grande sollievo per lui. Forse era davvero ancora in tempo per salvarsi. Poi, se alla fine non ci fosse riuscito, almeno avrebbe passato quegli ultimi mesi con Sirius, prima che l’avrebbe odiato per davvero.

Le seguenti notti i fratelli si rincontrarono, parlarono molto, del tutto, di niente, delle loro giornate, dei loro amici e della loro famiglia. Ritrovarono il conforto di quando erano bambini e sgattaiolavano l’uno nella stanza dell’altro per rimanere svegli a parlare, oppure per distrarsi dalle urla dei genitori o da un incubo che avevano appena avuto. La parte più difficile fu parlare dei loro sentimenti e si dovettero fermare alcune volte prima di iniziare un litigio, tuttavia, sebbene non fossero in sintonia come lo erano allora, sebbene fossero cambiati molto, il loro legame sembrò migliorare e proprio durante uno di questi incontri…

“Vorresti venire a una festa nella torre Grifondoro?” chiese Sirius.

“Cosa?” esclamò Regulus, ok che era stato ad alcune delle feste dei Malandrini ma era da molto che non partecipava e che Sirius non lo invitava.

“Si, pensavo sarebbe una buona idea, sai per distrarci un po', anche James e gli altri pensano sia una buona idea” affermò Sirius.

“Mh” borbottò Regulus, mezzo convinto.

“Puoi portare i tuoi amici” propose l’altro.

“Mh, okay, forse verremo” accennò Regulus.

“Ci conto” disse Sirius sorridendo e dando una pacca sulla spalla del fratello, che si lasciò scappare uno sbuffo divertito.

Notes:

I Black brothers hanno parlato e io ho scritto. ;)
Questo è solo l'inizio...