Chapter Text
“Mi secca ammetterlo, ma avevi ragione tu, Bells.”
Bella Cullen si distolse malvolentieri dallo spettacolo meraviglioso che stava ammirando; il suo adorato marito Edward che giocava a palla su un prato con la loro altrettanto adorata figlioletta Renesmee detta (suo malgrado) Nessie, i visi che riflettevano tutta la loro gioia di stare insieme e il loro divertimento.
Concentrò il suo penetrante sguardo dorato di vampira su Jacob Black, il mutaforma che da nemico giurato dei vampiri era ormai diventato un insostituibile e prezioso amico di famiglia dei Cullen, in questo aiutato dall’imprinting che lo legava alla piccola Nessie.
“Su cosa avrei avuto ragione, Jake?” gli chiese incuriosita, doppiamente perplessa di fronte all’espressione insolitamente seria del suo vecchio amico, seduto di fianco a lei sull’erba in posa rilassata.
Jake le lanciò un’occhiata contrita.
“Sui Cullen, Bells, e soprattutto su Edward. Te ne ho dette di tutti i colori sulla tua scelta di diventare vampira per entrare nella sua famiglia e stare con lui: ora mi sembra giusto dirti che riesco finalmente a capire le tue ragioni fino in fondo. Tu ed Edward siete nati per stare insieme, e lui è…davvero speciale. Al tuo posto, io avrei fatto la stessa cosa.” ammise con un sorriso sincero.
Bella roteò gli occhi facendo una buffa smorfia che incrinò appena la marmorea perfezione del suo viso.
“Non ci credo, Jacob Black ammette di essersi sbagliato! Allora questo dev’essere il giorno del Giudizio Universale, si salvi chi può!”
Jake inarcò un sopracciglio e le diede un pugno scherzoso sulla spalla con una certa forza, ben sapendo che comunque Bella non ne avrebbe risentito affatto, vista la sua forza sovrumana di vampira.
“Piantala, sei la solita esagerata! E poi, io stavo parlando sul serio, una volta tanto!” borbottò scuotendo la testa.
Bella ritornò seria e gli appoggiò una mano sul braccio, accarezzandolo con tenerezza.
“Lo so, Jake, e lo apprezzo davvero molto, anche perché sono sicura che non mi stai dicendo questo solo perché le mie scelte hanno portato alla nascita di Nessie. Non sai quanto mi faccia piacere che tu ed Edward siate diventati così amici.”
Fu il turno di Jake di fare una smorfia.
“Sì, però…devo dire che ora che è anche il mio insegnante, Edward mi sta un po’ meno simpatico. Mi comanda a bacchetta, sai? Mi aspetto da un momento all’altro che mi rifili un libretto delle giustificazioni come si faceva per le assenze da scuola!”
Bella scoppiò in una melodiosa risata, visualizzando l’immagine divertente di quel ragazzone alto e muscoloso che si comportava come uno scolaretto e consegnava con aria mogia una giustificazione a Edward!
Edward girò la testa verso di loro proprio in quel momento, esibendo il suo fascinoso sorriso sghembo e uno scintillio malizioso negli occhi: era piuttosto lontano da loro, perchè per giocare a palla, vista la loro forza, avevano bisogno di grandi spazi, ma anche se era improbabile che avesse sentito la loro conversazione aveva sicuramente letto il flusso dei pensieri nella mente di Jake, trovandovi più che giustificati motivi di ilarità.
“Ridi, ridi…Ieri mi ha appioppato da studiare un noiosissimo libro di storia che è grosso come l’Enciclopedia Britannica, e pretende pure di fare una verifica!” si lagnò Jake con aria afflitta, sospirando come un mantice.
“Adesso chi è che è esagerato?! E poi, di che ti lamenti? Sei stato tu a chiedergli di aiutarti a fare gli esami da privatista! Se tu non avessi deciso di abbandonare la scuola, ora non ti troveresti in questo pasticcio!” lo rimproverò lei bonariamente.
Jake non osò replicare, perché purtroppo Bella non aveva torto neanche in questo.
Non era stata tutta colpa sua: era risultato troppo difficile per lui gestire gli studi e contemporaneamente le correnti sotterranee e infide che li avevano quasi travolti poco tempo prima.
L’ansia per la crescita anomala di Nessie, poi gli scontri ripetuti con i Volturi, fino al loro annientamento finale che aveva dato origine ad un nuovo ordine nel mondo segreto dei vampiri…no, non aveva avuto proprio tempo per quegli stupidi libri, ma ora era costretto dagli eventi a riprenderli in mano, volente o nolente!
Nessie cresceva a vista d’occhio, non solo fisicamente ma anche in intelligenza e in cultura.
Più di una volta gli era già capitato di dover declinare la sua richiesta di spiegazioni in cose semplicissime; questo lo aveva talmente mortificato che di colpo aveva capito di dover arginare la falla, prima che crescesse a dismisura e Nessie diventasse irraggiungibile!
Ancora una volta però non aveva tempo per tornare sui banchi di scuola: Sam Uley si era trasferito provvisoriamente in Canada, perché sua moglie Emily potesse sottoporsi ad alcuni interventi di chirurgia plastica ricostruttiva presso uno specialista molto rinomato, e tutta la responsabilità del branco di mutaforma era così ricaduta sulle sue spalle.
Per fortuna la situazione era temporanea, e non avrebbe potuto essere altrimenti: Sam sarebbe tornato presto, e poi non sarebbe passato ancora molto tempo prima che i Cullen decidessero di trasferirsi, per non insospettire gli ignari cittadini di Forks con il loro aspetto immutabile e impermeabile all’usura degli anni.
Problema che di certo non aveva Nessie, che nel giro di poco era cambiata moltissimo!
Jake studiò con occhi pieni di tenerezza la sua unica ragione di vita.
Nessie…
Caldi occhi color cioccolato, come erano stati quelli di sua madre, e la grazia birichina di una bambina di 7 anni.
Nessie, creatura meravigliosa dalle mille sorprese, a cavallo del mondo degli umani e di quello dei vampiri, che pareva aver tratto il meglio da entrambi.
E che mente, ragazzi, era tutta suo padre!
Jake era rimasto sbalordito dalla quantità di nozioni di cui era padrone Edward, e la sua ammirazione per lui era cresciuta fino a raggiungere livelli reverenziali.
Si era sentito piccolo piccolo davanti alla vastità del suo sapere e della sua saggezza, e per questo aveva cominciato a sviluppare un sentimento di disagio ripensando a tutte le cattiverie gratuite che aveva detto su di lui in passato, sentimento che poi era sfociato nella richiesta di scuse a Bella.
Con Edward non serviva scusarsi, lui era già perfettamente al corrente del suo stato d’animo: la sua dote di leggere nel pensiero era molto scomoda da quel punto di vista, non gli si poteva nascondere proprio nulla!
A volte lo preoccupava l’idea di dover reggere il confronto con un modello simile davanti a Nessie.
“Jake? Scusa, non volevo fare la parte della mamma chioccia…Se ti ho offeso…” gli chiese Bella, preoccupata per il suo lungo silenzio.
Lui scosse la testa.
“No, stavo solo pensando. Non hai detto niente che non sia vero, solo che in quel momento era sembrata la decisione più ragionevole, e…”
“Jake! Bella!”
La voce alterata di Jasper li raggiunse in quel momento, seguita a breve distanza dal diretto interessato.
Bella e Jake lo guardarono sconcertati: Jasper era sempre imperturbabile e molto controllato, era difficile coglierlo in stato d’agitazione, come indubbiamente era in quel momento.
Il suo sguardo era sovraeccitato, i modi nervosi, i capelli biondi scompigliati, come se ci avesse passato più volte le mani.
E poi, perché li aveva chiamati quasi urlando?
Che cosa poteva aver scombussolato così l’inossidabile Jasper?
“Avete visto Alice?”
Bella scosse la testa, e anche Jake.
“No, Jasper, non la vedo da un po’. Credevo che foste partiti per un fine settimana romantico a Filadelfia…” precisò Bella sempre più preoccupata.
“Infatti quella era l’intenzione. Ma è successo qualcosa e…”
Edward si era avvicinato silenziosamente a loro, lo sguardo cupo e l’espressione tesa.
“Coraggio, Jasper. Sono sicuro che non le è capitato niente di male.”
“Perché, cosa è successo a zia Alice?” chiese Nessie con la sua vocetta melodiosa e infantile.
“Alice è sparita.” rispose asciutto Jasper, troppo teso per rendersi conto di aver appena dato una risposta traumatica a quella che in fin dei conti era pur sempre una bambina.
Nessie ebbe un piccolo singhiozzo e si strinse alle braccia del padre.
“Ma com’è possibile?” chiese Bella, allarmata più che mai per colei che amava come una sorella.
“E’ una lunga storia, Bella…Ma la ritroverò ad ogni costo, questo è certo.” decretò determinato e arcigno Jasper, stringendo i pugni con piglio feroce.
Poi se ne andò, veloce come il vento, seguito dagli sguardi preoccupati dei suoi familiari.
Alice, dolce e tenera Alice, dove sei?, pensò Bella angosciata, scrutando il cielo quasi in cerca di una risposta.
Tutto quello che vi trovò furono invece delle nuvole scure che si stavano avvicinando, trascinate dalle correnti d’alta quota: erano un triste presagio delle nubi che si addensavano sul loro futuro?
L’espressione tesa di Edward le diceva di sì.
Con un sospiro Bella prese la mano di sua figlia: poi, di comune accordo, tutti si diressero verso casa.
Il futuro, qualunque fosse, non li avrebbe colti impreparati.
N.D.A.
Soltanto per rinfrescarvi la memoria metto qui uno schema dei personaggi che vi può aiutare per seguire meglio la storia: però francamente in questa ff non perderò molto tempo per spiegare i retroscena dei vari personaggi, chi ha bisogno di chiarimenti che non riuscirà a trovare qui potrà sempre leggersi prima l’altra ff, scusate! ^^
CLAN DEI CULLEN
Carlisle (è dotato di una forte compassione) – Esme (spiccato senso materno)
Alice (prevede il futuro) – Jasper (controlla le emozioni degli altri)
Edward (legge il flusso dei pensieri) – Bella (è uno scudo mentale, può proteggere la sua mente da alcuni poteri che influiscono su di essa, ed è capace di estendere questa protezione alle persone intorno a sè)
Reneesme, mezzosangue, figlia di Edward e Bella (riesce a trasmettere il suo pensiero nella mente degli altri toccandoli)
Rosalie (è molto bella e tenace) – Emmett (grande forza)
CLAN DEI VOLTURI
Aro(scruta nei ricordi e legge tutto quello che c’è nella mente, ma deve toccare la persona per poterlo fare) – Sulpicia (è la moglie)
Caius
Marcus (vede le relazioni tra le persone e la loro intensità)
Guardia personale dei Volturi
Renata (devia ogni attacco fisico a sé stessa e a chi le è vicino)
Demetri (segugio)
Felix
Alec (riesce ad annullare tutti i sensi)
Jane, gemella di Alec (trasmette dolore con il pensiero)
Santiago
Tutti i membri di questo clan sottolineati sono morti nei vari scontri con il clan dei Cullen e dei loro amici nella mia precedente ff.
CLAN DI DENALI
Eleazar (riesce a individuare le doti speciali degli altri)– Carmen
Kate (da’ una scossa che tramortisce quando la tocchi)– Garrett , ex-vampiro vagabondo
Tanya, sorella di Kate
Il Clan di Denali è quello più vicino ai Cullen, in un certo senso si considerano addirittura parenti, anche perché sono gli unici “vegetariani” come i Cullen. Sui loro rapporti altalenanti vedere mia precedente ff.
CLAN DELLE AMAZZONI
Zafrina (crea illusioni ottiche potentissime)
Kachiri
Senna
Sono tutte e tre buone amiche dei Cullen
CLAN DEGLI IRLANDESI
Siobhan (riesce a realizzare i suoi desideri) – Liam
Maggie (avverte quando uno mente)
Benjamin (domina gli elementi naturali) – Tia
Il Clan degli irlandesi è amico dei Cullen. In “Breaking down” Benjamin e Tia facevano parte del Clan degli Egizi con Amun e Kebi, nella mia precedente ff li ho fatti aggregare al Clan degli Irlandesi, che mi sembrava molto più confacente alla loro indole.
VAMPIRI VAGABONDI
Joham, vampiro che vorrebbe creare una razza superiore, citato nel 4° libro “Breaking Down”. A questo scopo ha fecondato donne umane e creato dei mezzosangue come Reneesme: nei libri della Meyer è padre di Nahuel e di tre femmine non identificate che non compaiono nella storia.
MUTAFORMA (si trasformano in animali come difesa dai vampiri)
Jacob Black
Leah Clearwater - Mick Angel ( è l’unico che si trasforma in puma, gli altri si trasformano in lupi)
Seth Clearwater
Sam Uley – Emily (è la moglie, ma non è una mutaforma)
NUOVO ORDINE ALLA GUIDA DEL MONDO DEI VAMPIRI DOPO LO SCONTRO CON I VOLTURI NELLA MIA FF “UN MONDO PERFETTO”
Carlisle Cullen
Edward Cullen
Eleazar del Clan di Denali
Benjamin del Clan degli Irlandesi
Ryo Saeba
