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Momenti di una piccola famiglia al falò

Summary:

“E ci chiedevamo se oggi hyung volesse andare in campeggio con noi.”

Kim Dokja rimase per un attimo sorpreso da questa richiesta. ‘Campeggio’? Non era qualcosa di nuovo, né per loro né per il resto dei loro compagni ovviamente. Ed era proprio questo il problema.

Con tutte le volte che abbiamo dovuto dormire all’aperto durante gli scenari, com’è che vi va di fare una cosa del genere proprio ora?

(Perché forse una famiglia non ha davvero bisogno di grandi storie ma di piccole occasioni.)

Notes:

La fic è ambientata post ch.304 della novel (con la differenza che la Sangah sta bene ed è con la Kimcom). Mi sono presa mooolte libertà in tantissime cose. In primis ho deciso di affidarmi completamente alla versione inglese della novel per quanto riguarda l’utilizzo dei soprannomi per le costellazioni, per i nomi propri o gli appellativi formali coreani dei personaggi. Dove mi sono sentita, ho fatto una mia traduzione in italiano (ad esempio lo Star Stream) quindi per favore abbiate pietà di me :)
p.s. Sì, la fic di per sé non ha davvero senso di esistere, completely self-indulgent on my part. Spero comunque vi piaccia.

(See the end of the work for more notes.)

Chapter Text

Attraverso le alte vetrate che costeggiavano il corridoio in cui si trovava la sua stanza, oltre ai primi flebili raggi del tramonto, Kim Dokja vide, per puro caso, Yoo Sangah attraversare il cortile esterno e dirigersi verso l'ingresso del complesso industriale ‘Yoo Joonghyuk - Kim Dokja’, ormai considerato sede della Kim Dokja’s company.

La donna era di ritorno da una piccola, estremamente semplice commissione che lui le aveva assegnato: recuperare uno specifico artefatto, utile per il prossimo scenario.

In realtà avrebbe preferito andare direttamente lui a cercarlo e, se non fosse stato per l’enorme quantità di capitoli della nuova versione rivisitata di Ways of Survival da rileggere per poter affrontare al meglio ciò che attendeva loro, lo avrebbe sicuramente fatto. D’altronde avere tempo libero tra uno scenario e l’altro non era qualcosa di frequente e, proprio per questo, la mattina stessa, Kim Dokja aveva lasciato libero il resto della compagnia per quei due giorni disponibili.

In ogni caso, erano rimasti d’accordo che lei gli avrebbe portato l’oggetto nella sua stanza non appena avesse fatto ritorno, così da poter avere alla fine anche lei un po’ di tempo libero.

Ma la sua ex-collega non era da sola, notò il lettore. Shin Yoosung e Lee Gilyoung, la accompagnavano, tenendola per mano. I due giovani sembravano discutere di qualcosa di fortemente interessante, se i gesti che facevano e le loro espressioni concentrate ne erano un’indicazione, mentre la donna li guardava con un leggero sorriso in volto.

Ora che ci penso, ecco perché non li ho più visti in giro oggi, pensò lui, fissando l'attenzione sui due piccoli. Già che ci sono, ormai li raggiungo io giù.

Si diresse verso l'ascensore e, scendendo nell’area usata come ingresso, trovò immediatamente i tre, in quel momento fermi davanti alle porte aperte.

Non appena i bambini lo videro dirigersi verso di loro, lasciarono immediatamente le mani di Yoo Sangah e correndo, gli si catapultarono letteralmente addosso, come erano soliti fare.

“Hyung!” “Ahjussi!” gridarono entusiasti in coro, abbracciandolo e stringendolo da entrambi i lati. Lui sorrise e accarezzò dolcemente le loro teste con le mani. “Ragazzi, ci siamo letteralmente visti questa mattina. Per favore, non stringetemi così forte,” li richiamò lui, sempre però sorridendo.

Poi riportò la sua attenzione sulla donna, la quale, nel frattempo, li aveva con calma raggiunti. Lei continuava a sorridere, anche mentre si ritrovava ad osservare una scena ormai più che familiare.

“Quindi… com’è andata con la ricerca di quell’artefatto, Sangah-ssi? E hai portato anche i ragazzi con te?” le chiese Kim Dokja, con tono calmo. Il lettore era consapevole fin dall'inizio del livello di difficoltà di questa particolare commissione (il quale era relativamente basso, se messo a confronto con tutti gli scenari che finora avevano superato) e dunque, sapere che Yoo Sangah si era portata anche i bambini con sé non lo preoccupava per niente, anzi, poteva solo fargli piacere alla fine. 

Lei fece un breve cenno di assenso con la testa. “Si lo abbiamo trovato, Dokja-ssi. Loro…” e per un secondo lo sguardo sereno di lei andò ai due ancora attaccati ai suoi fianchi. “Quando mi hanno vista uscire stamattina, hanno deciso di farmi compagnia.”

A quest’affermazione, Lee Gilyoung con entusiasmo aggiunse, “Sii, hyung. Eravamo nel cortile e abbiamo visto noona andare via da sola. Volevo uscire pure io così l’ho seguita.”

A ciò si unì pure Shin Yoosung. “Anche io, ahjussi. Voglio raccontarti tutto quello che abbiamo visto,” disse lei, prendendo una delle sue mani tra le sue.

Yoo Sangah continuò, “Quello che dovevamo trovare ce l'ho qua nello zaino, però se preferisci, lo lascio nella tua camera come avevamo stabilito.” Ma la sua espressione e il suo tono di voce sembravano aggiungere “e se nel frattempo passassi anche tu un po’ più di tempo con loro, non sarebbe una cattiva idea.

Kim Dokja, in qualche modo, riuscì a capire le vere intenzioni di lei. Forse Sangah-ssi non ha tutti i torti. Quando è stata l’ultima volta che ho passato un po’ di tempo solo con loro due, al di fuori degli scenari?

[Costellazione ‘Demon-like Judge of Fire’ incoraggia costellazione ‘Demon King of Salvation’ a spendere del tempo con i ragazzi.] 

[Costellazione ‘Demon-like Judge of Fire’ ti ha sponsorizzato 100 monete.]

“Se per te non è un problema, grazie mille Sangah-ssi. Gli darò un’occhiata più tardi.” L’uomo si propose internamente di ignorare per il momento i messaggi di Uriel. 

“Di niente Dokja-ssi, ci vediamo dopo.”

”A dopo.”

 

Mentre lui la guardava allontanarsi verso gli ascensori, Shin Yoosung con esitazione gli strinse leggermente la mano, come a voler richiamare la sua attenzione. “Ahjussi, possiamo rimanere con te per un po’?”

Lee Gilyoung finalmente si staccò dal suo abbraccio per prendergli la sua altra mano libera. “Hyung, è passato così tanto tempo dall’ultima volta che abbiamo fatto qualcosa di divertente insieme. Possiamo uscire di nuovo?” 

“Sii! Usciamo tutti assieme, ahjussi!”

Kim Dokja li guardò entrambi. “Certo che potete rimanere con me. Non ho più niente da fare sopra. Che dite se prima di uscire però passiamo un attimo dalla cucina? Siete stati fuori tutto il giorno, immagino sarete affamati, no?”

I ragazzi annuirono con entusiasmo alle sue parole e così il trio si avviò verso la cucina.


Dopo qualche minuto ritornarono all’ingresso. “Quindi? Dove volete andare adesso? Avete un posto specifico in mente?”

I due ragazzi prima si scambiarono una veloce occhiata, poi si voltarono entrambi verso di lui e così, la sua incarnazione prese timidamente parola. “Mentre tornavamo con Sangah-noona abbiamo trovato un posto molto carino e…”

Il lettore, notando come la piccola avesse difficoltà a continuare la sua richiesta, cercò di tranquillizzarla e allo stesso tempo incoraggiarla, stringendole la mano per un momento. “E..?”

“E ci chiedevamo se oggi hyung volesse andare in campeggio con noi,” concluse impazientemente Lee Gilyoung, guardando con disappunto l’altra, quando lei non riuscì a continuare.

Kim Dokja rimase per un attimo sorpreso dalla loro richiesta. ‘Campeggio’? Non era qualcosa di nuovo, né per loro né per il resto dei loro compagni ovviamente. Ed era proprio questo il problema. 

Con tutte le volte che abbiamo dovuto dormire all’aperto durante gli scenari, com’è che vi va di fare una cosa del genere proprio ora? Fu il primo pensiero del lettore. Tuttavia poi cominciò a rifletterci meglio. In realtà però, per loro sono passati più di tre anni da quando Secretive Plotter ha trasportato qui il Complesso Industriale. Potrebbe anche essere che…

Il suo rimuginio venne interrotto da Shin Yoosung. ”Ahjussi, per caso non ti va di accompagnarci?” La piccola lo guardò con occhi carichi di ansia. “Ci dispiace, se sei stanco possiamo fare qualche altra volta...”

Kim Dokja sentì una muta stretta al petto. “No no, non è questo. Semplicemente mi chiedevo come mai questa improvvisa voglia di campeggio. È successo qualcosa durante la vostra commissione con Sangah-ssi?”

"Ehm… no,” si intromise l’altro piccolo. “È stata una mia idea in realtà, hyung.” E nella sua voce si poteva percepire una piccola nota di orgoglio misto ad una leggera malinconia. “L’altro giorno ho sentito una conversazione tra Heewon-unni e Jihye-unni. Parlavano di come da piccole entrambe con le loro famiglie andavano in campeggio o a pescare.” A ciò tirò un leggero sospiro, “Sembravano tanto felici mentre ne parlavano e così mi sono reso conto che io non ho mai fatto una cosa del genere con nessuno. O almeno non in quel senso.”

Anche Shin Yoosung sembrò trovare coraggio. “Nemmeno io ahjussi. Vorrei davvero provare pure io.”

E quindi adesso vogliono provare l’esperienza del campeggio e non il semplice ‘accamparsi per la notte’. Come immaginavo, per loro è passato tanto tempo dall’ultima volta che hanno dormito all’aperto, rifletté tra sé e sé Kim Dokja. In realtà neanche io ho mai fatto una vera e propria esperienza di campeggio. Sarebbe una prima volta per tutti e tre…

“Bene, allora che dite se ci iniziamo a incamminare, prima che faccia buio?” propose alla fine il lettore. “Avete detto che avevate già in mente un posto, giusto?”

[Costellazione ‘Abyssal Black Flame Dragon’ sbadiglia a causa dell’eccessiva noia e per la mancanza di azione.]

[Costellazione ‘Demon-like Judge of Fire’ è entusiasta di sapere che costellazione ‘Demon King of Salvation’ ha accettato la proposta dei ragazzi.]

[Costellazione ‘Demon-like Judge of Fire’ ti ha sponsorizzato 1000 monete.]

A queste sue parole, i ragazzi (e probabilmente anche Uriel, se i suoi ultimi messaggi ne erano un’indicazione) lo guardarono come se avesse acceso tutte le stelle e la luna nel cielo. Entrambi annuirono con entusiasmo e determinazione.

"Ahjussi non preoccuparti, ti guidiamo noi. Io ricordo ancora la strada.” La sua incarnazione cominciò a incamminarsi, tenendolo sempre per mano. Lee Gilyoung la seguì immediatamente, non volendo per nulla al mondo rimanerle dietro, anche lui non mollando la sua stretta presa.


Nonostante la distruzione che, ormai da più di tre anni - da quando Ways of Survival era diventata la loro nuova realtà - continuava a sconvolgere e devastare a pieno l’ormai semi-deserta Seoul, Kim Dokja poteva assicurare di essere ancora perfettamente in grado di riconoscere tutti i luoghi e i posti, soprattutto quelli dove, con i suoi compagni, avevano superato molti dei loro precedenti scenari.

E la sua conoscenza non derivava soltanto dalle sue passate esperienze. I ragazzi mi stanno conducendo esattamente per la stessa strada che Ways of Survival descrive come il sentiero che porta alla caverna sotterranea dove stava nascosto quel preciso artefatto, si ritrovò a pensare l’uomo.

Passando attraverso rovine di palazzi ed evitando parti di asfalto distrutto, i tre camminarono per circa venti minuti. Nel frattempo i bambini si alternarono nel raccontargli vivacemente le avventure che avevano passato durante il resto della giornata con Yoo Sangah. 

Ad un certo punto, Shin Yoosung interruppe bruscamente il lungo resoconto di Lee Gilyoung, indicando un punto a breve distanza di fronte a loro e spostando l’attenzione del gruppo. “Ahjussi! Eccoci, siamo arrivati. È questo il posto!” 

Tra le macerie, si trovarono davanti un alto albero, dal tronco largo e, nonostante il periodo e le condizioni climatiche poco favorevoli, dai rami carichi di verdi foglie. Ai loro piedi, quella che prima dell’apocalisse si sarebbe potuta definire un’ampia distesa di erba, adesso era ridotta a semplici e quasi appassite chiazze sparse.

Ma… Il lettore si stupì. Com’è possibile che esista ancora un posto del genere? Nella novel non viene mai menzionata questa tappa in quel preciso percorso. O forse ricordo male io? Forse dovrei ricontrollare meglio? Sicuro che questo luogo non sia una trappola o un’illusione?

“Hyung! Che ne pensi? Non è perfetto come posto per accendere un falò e montare una tenda?” gli chiese Lee Gilyoung, ignaro del turbinio di preoccupazioni che nel frattempo occupava la mente dell’adulto.

Kim Dokja si guardò intorno per qualche secondo, in cerca di potenziali nemici o mostri in agguato, ma non trovò nulla. Sembrava essere una zona fin troppo pacifica. “Si, hai ragione Gilyoung-ah. È un posto davvero carino. Però…”

I due, percependo a questo punto la sua preoccupazione, lo fissarono con sguardi esitanti e incerti. Sembravano aspettarsi un rifiuto o qualche scusa.

“Gilyoung-ah, Yoosung-ah… posso chiedervi prima di usare le vostre abilità per controllare l’area circostante? Preferirei avere la certezza di essere al sicuro, soprattutto se dobbiamo trascorrere la notte qua.” Giusto per essere sicuri.

I ragazzi a queste sue parole si ripresero immediatamente. “Certo, ahjussi!” “Lascia fare a noi, hyung!”

Entrambi dunque chiusero gli occhi. Attorno a Shin Yoosung cominciò a diffondersi una lieve aura dorata, mentre una molto più scura e pesante circondava Lee Gilyoung. Rimasero così concentrati e in silenzio per qualche minuto.

"Hyung, i miei insetti non hanno visto niente di sospetto nei dintorni. Dovremmo essere apposto. Se dovesse succedere qualcosa, mi avvertiranno immediatamente.”

"Ahjussi io invece non ho percepito nessuna presenza, né mostri né altre creature, soltanto quei suoi brutti e fastidiosi insetti,” rispose la sua incarnazione, con un cipiglio rivolto al suo coetaneo.

“Almeno i miei insetti sono utili a qualcosa, a differenza di qualcun’altra!”

Avendo ricevuto le loro conferme, Kim Dokja decise perciò di prendere parola, interrompendo quindi il loro crescente litigio. "Perfetto. Allora possiamo iniziare con i preparativi. D’accordo?”

I due persero subito interesse l’uno per l’altra e con entusiasmo annuirono.

“Intanto, per prima cosa ci serve della legna per accendere il falò. Che ne dite se mentre io mi occupo della tenda, voi cercate qua in zona qualche ramo o pianta secca. Intorno a quest’albero ci sarà sicuramente qualcosa…”

“Va bene hyung ci penso io!” 

“Scommetto che non troverai niente. Non preoccuparti ahjussi, io troverò sicuramente qualcosa.” 

“Voglio proprio vedere chi non troverà niente!” A questo punto il duo si allontanò in direzione dell’albero, continuando a litigare.

Rimanendo momentaneamente da solo, Kim Dokja si mise all’opera per montare la tenda.

Prima di montarla però, dovrei trovarla una tenda. Il lettore chiamò così verso l’apparente vuoto, “Biyoo.”

Al sentire il richiamo del suo nome, Biyoo gli apparve immediatamente davanti. Fluttuando verso di lui, lei si poggiò delicatamente sulla sua spalla e le si strusciò sul collo in segno di affetto. “Baat.” 

“Era da un po’ che non ci vedevamo, mh?” le rispose lui, accarezzandola dolcemente. “Ti va di rimanere con noi oggi?”

”Baat!” replicò lei, spostandosi verso la sua guancia.

Il lettore decise di prenderlo come un sì. “Potresti aprirmi per un secondo la Dokkaebi Bag per favore? Avrei bisogno di comprare alcune cose.”

Biyoo, con un leggero “Baat,” acconsentì. Non appena lo schermo con la Dokkaebi Bag gli si manifestò davanti, lui non perse tempo e si mise alla ricerca.